Santuario di Santa Maria a Romituzzo: Storia e Arte

Il Santuario di Santa Maria a Romituzzo, situato alla periferia sud di Poggibonsi lungo la Via Cassia, è un antico luogo di culto le cui origini risalgono al XIV secolo. Il nome stesso, "Romituzzo", evoca la presenza di donne devote, dette romite, che scelsero questo luogo, allora immerso nella campagna, come ritiro spirituale fin dal XIV secolo. L'origine del nome è tuttavia incerta: non si sa se derivi dalla presenza di un piccolo romitorio o dal fatto che, intorno al 1321, tre pie donne conducessero una vita eremitica e penitente in una delle case dell'area, venendo perciò chiamate “romite” o “romituzze”.

Vista esterna del Santuario di Romituzzo con il suo loggiato

Le Origini e la Devozione Mariana

La storia del santuario è strettamente legata all'immagine della Madonna della Neve. Sempre nel corso del XIV secolo, un pittore di scuola senese affrescò un tabernacolo viario con questa sacra immagine. La devozione per tale immagine crebbe a tal punto che, secondo la leggenda, essa fu scoperta nel 1300 da un contadino sotto un cumulo di neve caduta fuori stagione, attratto da dei lamenti provenienti dal cumulo. Inizialmente, la Madonna della Neve veniva festeggiata il 5 agosto, come da tradizione.

Col crescere della devozione verso questa immagine, all'inizio del 1400, fu realizzata una prima cappella in legno a sua protezione. La leggenda narra che nel 1300 l'immagine della Vergine di Romituzzo fosse stata scoperta sotto un cumulo di neve da un contadino attratto da lamenti. La pietra su cui era posizionata venne spostata sul bordo della strada, ma nel pomeriggio del giorno seguente una forza misteriosa la faceva ritornare al centro della strada nello stesso punto in cui era stata trovata. Alla fine del XV secolo, il figlio ed erede di Bernardo, Donato Adimari, per meglio conservare l'immagine (già chiamata dal popolo “Madonna di Romituzzo”), la collocò all'interno di un tempietto. Solo nel 1460, Antonio Adimari, signore del vicino castello di Strozzavolpe, fece erigere un oratorio, nella sua prima struttura, con il contributo del popolo poggibonsese. Solo nel 1460, al tempo della signoria Medicea, venne realizzata una cappella in muratura.

Affresco della Madonna della Neve (immaginario)

Lo Sviluppo e il Periodo di Massimo Splendore

L'oratorio, inizialmente costruito attorno al 1460, visse il suo periodo di massimo splendore attorno alla metà del Cinquecento. Questo periodo di fioritura fu legato all'aumento della frequentazione e delle offerte devozionali, in seguito ai primi miracoli attribuiti alla Madonna di Romituzzo che iniziarono a essere registrati intorno alla metà del XVI secolo. Numerosi fedeli arrivavano a Poggibonsi per fare visita al santuario, e le offerte in denaro permisero una serie di lavori di arricchimento. Il campanile in laterizio fu costruito intorno al 1570, così come il porticato.

Il santuario oggi presenta ancora il loggiato, che si estende lungo tutta la facciata, chiuso da una cancellata in ferro battuto, eseguita nel 1926 dai maestri fabbri Regoli e Stricchi, restaurata nel 1999 da Alessandro Tanzini e Giuseppe Gistri di Poggibonsi. Accanto al portone d'ingresso è collocata una pietra forata per le elemosine risalente al 1760.

Cancello in ferro battuto del loggiato del Santuario

Architettura e Opere d'Arte

L'interno della chiesa è ad una sola navata con tetto a capriate lignee, ricostruite dopo un crollo avvenuto nel 1971. Ai lati si trovano due altari in stucco risalenti al 1612. Nel presbiterio si eleva l'altare maggiore, un'artistica opera in pietra serena scolpita e dorata, che custodisce l'immagine della Madonna col Bambino, arricchita da una cornice architettonica in legno dorato. L'artistico ciborio in pietra serena, recentemente restaurato, è un'opera del 1943 dell'architetto Carlo Del Zanna di Poggibonsi, donato dalla Sig.ra Erminia Mostacci. Sopra l'altare è posto un affresco del XVI secolo raffigurante il Crocifisso. Della stessa mano è un secondo affresco, posto nella sacrestia, fatto eseguire dal benefattore Jacopo dei Caldori nel 1571, rappresentante la Pietà.

L'immagine sacra, eseguita ad affresco, mantiene poco dei suoi caratteri primitivi, essendo stata danneggiata dal tempo e da incauti restauri. La chiesa presenta una cantoria in controfacciata.

Dettaglio dell'altare maggiore del Santuario di Romituzzo

Gli Ex Voto: Testimonianze di Fede

L'interno della chiesa è dominato dalla presenza degli ex voto, offerte votive dei fedeli miracolati. Si tratta di oltre 5.000 ex voto anatomici in carta pressata, raffiguranti varie parti del corpo umano, per lo più appesi nella parte alta dell'aula della chiesa. Durante l'ultimo restauro, nel 1994, gli ex voto, ormai in precario stato di conservazione, vennero completamente restaurati e catalogati a cura della Soprintendenza dei Beni Artistici e Storici di Siena.

I doni votivi offerti alla Madonna per le grazie ricevute riempirono pian piano le pareti della chiesa, della sagrestia e del loggiato. Gli ex voto erano di vario tipo: quelli in argento vennero fusi nel 1700 per costruire la lampada che pende dal soffitto, mentre gli ex voto dipinti, eseguiti dal XVI al XIX secolo, sono oggi sistemati in sagrestia.

Collezione di ex voto anatomici del Santuario di Romituzzo

Decadenza e Rinascita

Dal XVII secolo il Santuario attraversò un lungo periodo di decadenza. Tuttavia, i fedeli che oggi si avvicinano al Santuario di Romituzzo non troveranno più una chiesetta sperduta nelle campagne come era un tempo, ma una realtà parrocchiale ubicata in un quartiere trafficato e rumoroso. Nonostante ciò, al suo interno è ancora possibile ritrovare il silenzio e la devozione, testimoniati dal fervore di una fede di altri tempi.

Il Santuario di Romituzzo, pur avendo subito alterazioni nel corso dei secoli, conserva il fascino e la spiritualità dei suoi antichi origini, continuando a essere un importante centro di devozione mariana.

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