Il proverbio "Non ereditiamo la terra dai nostri padri, la prendiamo in prestito dai nostri figli" racchiude in sé un approccio inconsueto e profondo, invitandoci a proiettarci nel futuro e a osservare il nostro presente attraverso le esigenze di uno sguardo che noi stessi genereremo. Questo concetto è fondamentale per comprendere l'urgenza di adottare comportamenti sostenibili e responsabili nei confronti dell'ambiente.

L'impatto delle nostre azioni individuali e collettive
Le nostre abitudini e azioni quotidiane hanno un impatto significativo sulla natura. Spesso, pur compiendo piccoli gesti virtuosi per rispettare l'ambiente, ci troviamo di fronte a situazioni in cui le decisioni collettive o le pratiche diffuse sembrano vanificare questi sforzi individuali. Questo genera un senso di frustrazione e smarrimento.
L'esempio del traffico aereo e dei grandi eventi
A prescindere dagli accordi sui cambiamenti climatici raggiunti in summit come il Cop29 di Baku, ci si interroga sull'opportunità di realizzare questi eventi e altri come il G7 e G20 in videoconferenza, evitando gli spostamenti dei vari rappresentanti di Stato. Questi ultimi, infatti, non raggiungono le destinazioni con mezzi ecologici, bensì in aereo e ben pochi con voli di linea.
- Secondo i dati dell’International Council on Clean Transportation (ICCT), il traffico aereo ha un impatto ambientale di circa il 2,4% delle emissioni globali di CO2.
- Unito agli altri gas e al vapore acqueo prodotto dai velivoli, si stima che l’intero settore sia responsabile di circa il 5% del riscaldamento globale.
- Volare produce 285 grammi di CO2 per ogni passeggero (la media è di 88 persone a volo) per ogni chilometro percorso.
- La Supporting European Aviation ha stimato che nei primi sei mesi del 2023, solo in Europa, il traffico aereo (oltre 1 milione di voli) avrebbe generato 9 milioni di tonnellate di CO2, il 12% in più dell’anno precedente.
Come mai i voli sono spesso in ritardo? Come funziona il traffico aereo
Un altro esempio lampante è "The Beast", la Cadillac presidenziale dal peso di nove tonnellate e dal consumo medio di 1 km per ogni litro di carburante diesel. Questa è seguita da una scorta di 85 tra moto e auto, molte delle quali diesel e V8 benzina dai consumi spropositati, tra i più inquinanti al mondo, che emettono in media 150 grammi di CO2 per ogni chilometro.
L'impatto ambientale della plastica
La plastica è un materiale che ha cambiato la storia, possedendo diversi vantaggi: è leggera, resistente, non arrugginisce, è solida, compatta e duratura. Tuttavia, il suo impatto ambientale è notevole, soprattutto per quanto riguarda la dispersione e lo smaltimento.
- In Italia, la catena del valore della plastica determina una dispersione di 0,45 MT di rifiuti plastici in natura ogni anno.
- Il consumo italiano di materie plastiche necessita l’equivalente di 104 milioni di barili di petrolio in termini di energia necessaria per la produzione.
- Emette 46,3 MT di CO2.
- L’attuale tasso di riciclo di plastica consente di evitare l’emissione di 750.000 tonnellate di CO2 e, se incrementato, permetterebbe la compensazione di una quantità di emissioni ancora maggiore.

Più della metà dei rifiuti plastici non riciclati viene avviata all’incenerimento o conferita in discarica, mentre quasi il 9% si disperde nell’ambiente. L’inquinamento da plastica in mare rappresenta oggi un’emergenza globale, una crisi ambientale di cui tutti noi siamo responsabili: dai cittadini alle istituzioni, dalle scuole alle imprese. È importante sottolineare che la plastica non è un "demonio"; dietro a questo materiale si nasconde un vero e proprio valore. Dal riciclo di alcuni tipi di plastica è possibile ottenere nuovi prodotti, ma anche energia, elettricità e calore.
La responsabilità condivisa per il futuro
Il proverbio ci spinge a riflettere su come le nostre decisioni odierne influenzino profondamente le generazioni future. Ogni scelta, sia a livello individuale che collettivo, ha un peso sull'equilibrio ecologico del pianeta. Non si tratta solo di preservare l'ambiente per noi stessi, ma di agire come custodi per coloro che verranno dopo di noi. Questa prospettiva ci impone di riconsiderare i nostri consumi, le nostre produzioni e il nostro approccio generale alla gestione delle risorse, promuovendo un modello di sviluppo più sostenibile e responsabile.