Camminare Insieme: Il Sinodo e la Trasformazione della Chiesa

La comunità diocesana è invitata a intraprendere un percorso pastorale per l'anno 2021-2022 sotto il tema: "CHIAMATI A CAMMINARE INSIEME". Questa iniziativa, che si inserisce in un contesto di eventi significativi come i centocinquanta anni di vita diocesana (1872-2022) e l'adeguamento liturgico della Chiesa Cattedrale, trae ispirazione diretta dall'invito di Papa Francesco.

Il cammino sinodale si aprirà solennemente il 9 ottobre 2021 a Roma e il 20 ottobre nella diocesi. Una tappa fondamentale sarà la XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, prevista per ottobre 2023, a cui seguirà una fase attuativa che coinvolgerà nuovamente le Chiese particolari. L'interrogativo centrale posto dal Santo Padre è: come si realizza oggi, a diversi livelli (dal locale all'universale), quel "camminare insieme" che permette alla Chiesa di annunciare il Vangelo in conformità alla sua missione?

Questa domanda non riguarda un aspetto specifico della Chiesa o un settore della sua azione, ma la abbraccia nella sua totalità, mirando a una più piena attuazione dell'aggiornamento ecclesiologico del Concilio Vaticano II. Come già sottolineato da Papa Francesco nel 2015, "Il cammino della sinodalità è il cammino che Dio si aspetta dalla Chiesa del terzo millennio." La parola "Sinodo" racchiude già in sé questa attesa divina.

La Chiesa Italiana, stimolata dal Santo Padre, ha progettato un Cammino Sinodale da avviare con l'Assemblea generale dei vescovi italiani, in risposta alle sfide poste dalla pandemia. Si intrecciano così due chiamate, segni della voce dello Spirito, volte a destare da un torpore o scoraggiamento diffuso e a lanciare le comunità cristiane in un percorso che si estenderà dal 2021 al 2025, scandito da tappe che condurranno all'Anno Giubilare del 2025.

Nei prossimi due anni pastorali (2021-2023), il Cammino si svilupperà in sintonia con la preparazione del Sinodo dei Vescovi, attraverso un approccio che parte "dal basso verso l'alto". La diocesi coniugherà le istanze dell'appello papale con il cammino della Chiesa italiana, riaccendendo la passione per il Vangelo e promuovendo semi di rinascita e missione evangelica. Si auspica un rinnovamento nel presbiterio e nelle aggregazioni laicali, che riparta da una decisa scelta di mettere Gesù al centro della vita personale e comunitaria.

Camminare insieme e ascoltarsi, così come semplificare le strutture ecclesiali, richiede che ogni fedele curi l'ascolto interiore attraverso la preghiera personale e costante della Parola di Dio e dei testi dei santi, per interiorizzare gli stessi sentimenti di Cristo Gesù. La fedeltà alla preghiera e alla lettura quotidiana è paragonata a una goccia d'acqua che penetra e trasforma la "roccia" della nostra durezza di cuore.

La Chiesa dell'Ascolto: Una Condizione Costitutiva

Una Chiesa sinodale è una Chiesa dell'ascolto, consapevole che "ascoltare è più che sentire". Si tratta di un ascolto reciproco in cui ciascuno ha qualcosa da imparare: il Popolo fedele, il Collegio episcopale e il Vescovo di Roma, ognuno in ascolto degli altri, e tutti in ascolto dello Spirito Santo, lo "Spirito della verità", per conoscere ciò che Egli "dice alle Chiese".

Si riprende così la proposta del Concilio Vaticano II sulla Chiesa nata dall'amore trinitario, incentrata sulla comunione. La focalizzazione sull'ascolto di ognuno e sulla sua partecipazione piena e responsabile all'unica missione della Chiesa approfondisce il legame tra Trinità e Chiesa. Nella Trinità, la comunione delle persone distinte non annulla la singolarità di ciascuna, anzi, ogni persona è tanto più se stessa quanto più è unita alle altre due, secondo un preciso ordine.

La comunione trinitaria non è frutto di capacità umane o strategie, ma un dono divino che guarisce le ferite del cuore, riconcilia e apre a una libertà e gratuità sconosciute all'uomo, ma da lui aspirate. Il suo compiersi è iniziativa e frutto della forza divina, lo Spirito, alla quale risponde l'obbedienza e l'apertura umana per conformarsi al Figlio. La sinodalità mira a rivedere e migliorare questa rispondenza, armonizzando fede del popolo, guida dei pastori e loro presenza nel mondo, al servizio del Regno che viene ("Chiesa in uscita").

Essendo opera dello Spirito, il processo sinodale parte dall'ascolto della fede della persona e da una disciplina di vita che rende credibili il dire e il fare dei cristiani. La sinodalità non è un singolo evento ecclesiale, bensì una condizione costitutiva e permanente della Chiesa, una fraternità composita e plurale in cui tutti i membri sono invitati e tenuti a condividere la grazia di camminare assieme e l'impegno di decidere l'orientamento comunitario.

Schema che illustra la relazione tra sinodalità, comunione, partecipazione e missione nella Chiesa.

Metodo e Oggetto: La Sinodalità come Cantiere

La sinodalità presenta una peculiarità straordinaria: il suo oggetto è anche il suo metodo. Costituisce un "cantiere" che permette di raccogliere fin da subito i frutti del dinamismo della conversione sinodale nei singoli fedeli e nella comunità cristiana.

Il testo della Commissione Teologica Internazionale "La sinodalità nella vita e nella missione della Chiesa" offre una comprensione approfondita di questo concetto. L'ecclesiologia del Popolo di Dio sottolinea la comune dignità e missione di tutti i Battezzati, nell'esercizio dei loro carismi, vocazioni e ministeri. Il concetto di comunione esprime la sostanza profonda del mistero e della missione della Chiesa, che trova nella sinassi eucaristica la sua fonte e il suo culmine. La sinodalità, in questo contesto ecclesiologico, indica lo specifico modus vivendi et operandi della Chiesa Popolo di Dio che manifesta e realizza il suo essere comunione nel camminare insieme, nel radunarsi in assemblea e nel partecipare attivamente alla sua missione evangelizzatrice.

La Chiesa partecipa alla vita di comunione della SS.ma Trinità, destinata ad abbracciare l'intera umanità. Nel dono e nell'impegno della comunione si trovano la sorgente, la forma e lo scopo della sinodalità, in quanto essa esprime lo specifico modus vivendi et operandi del Popolo di Dio nella partecipazione responsabile e ordinata di tutti i suoi membri al discernimento e all'attuazione delle vie della sua missione.

Il processo sinodale è primariamente spirituale, avvenendo con e nello Spirito Santo, piuttosto che una mera raccolta di dati o una prova di forza teorica e pratica. Si tratta di discernere l'ispirazione dello Spirito e seguirne docilmente i suggerimenti, pur attenendosi a procedure umano-divine, data la natura della Chiesa.

Papa Francesco rimarca che la sinodalità "ci offre la cornice interpretativa più adeguata per comprendere lo stesso ministero gerarchico" e che, in base alla dottrina del sensus fidei fidelium, tutti i membri della Chiesa sono soggetti attivi di evangelizzazione. L'attuazione di una Chiesa sinodale è presupposto indispensabile per un nuovo slancio missionario che coinvolga l'intero Popolo di Dio.

Il cammino sinodale non può essere compiuto da singole componenti del Popolo di Dio, ma richiede un singolare con-spirare tra fedeli e pastori, muovendosi insieme sotto l'azione dello Spirito, immagine del con-spirare trinitario. L'autorità ecclesiastica è chiamata a servire, garantendo la partecipazione responsabile di tutti i fedeli. Il processo di consultazione, che conduce alle decisioni, si innesta in questa articolazione tra fedeli e governo dei pastori.

Il processo sinodale deve realizzarsi in una comunità gerarchicamente strutturata. In una Diocesi, è necessario distinguere tra il processo di elaborazione di una decisione (decision-making), attraverso discernimento, consultazione e cooperazione comune, e la presa di decisione pastorale (decision-taking), che compete all'autorità del Vescovo, garante dell'apostolicità e cattolicità. L'elaborazione è un compito sinodale, la decisione è una responsabilità ministeriale.

Stile e Metodo Operativo della Chiesa Sinodale

Il piano dello stile con cui la Chiesa vive e opera ordinariamente esprime la sua natura di Popolo di Dio che cammina insieme e si raduna in assemblea, convocato dal Signore Gesù nella forza dello Spirito Santo per annunciare il Vangelo. Questo stile si realizza attraverso "l'ascolto comunitario della Parola e la celebrazione dell'Eucaristia, la fraternità della comunione e la corresponsabilità e partecipazione di tutto il Popolo di Dio".

Questi tre piani - ascolto, celebrazione, comunione - sono interconnessi e devono essere tenuti insieme in modo coerente per evitare contro-testimonianze e minare la credibilità della Chiesa. Ci attende un comune lavoro di riflessione e pratica pastorale che includa ascolto, ricerca e proposte dal basso, per dare nuova figura al corpo ecclesiale e alla sua presenza nella società.

Lo stile ecclesiale deve essere attento al primato delle persone sulle strutture, alla promozione dell'incontro e del confronto tra le generazioni, alla corresponsabilità di tutti i soggetti, alla valorizzazione delle realtà esistenti, al coraggio di "osare con libertà", alla capacità di tagliare i rami secchi e incidere su ciò che serve realmente.

Il metodo sinodale favorisce azioni pastorali scandite nei tre momenti di "ascolto", "ricerca" e "proposta", attuati in una logica di collaborazione e condivisione. I protagonisti di questa fase saranno gli organismi di partecipazione diocesani, gli uffici diocesani, le parrocchie, gli appartenenti alla vita consacrata, le associazioni e i movimenti. Sarà necessario animare i "gruppi sinodali", coinvolgendo anche persone non attivamente partecipi alla comunità cristiana, per raccogliere il frutto dello Spirito e i germi di verità e bontà seminati nei cuori di tutti.

Il lavoro sarà animato da un referente diocesano con una piccola equipe, che programmerà e curerà gli aspetti formativi, le conversazioni e le consultazioni, per raccogliere il materiale da sottoporre al vescovo e alle autorità superiori. La formazione degli animatori della consultazione inizierà a ottobre, per permettere l'ascolto capillare da novembre a febbraio.

Grafica che illustra le fasi del processo sinodale: ascolto, ricerca, proposta.

La Diocesi di Acireale e il Cammino Sinodale

La Diocesi di Acireale, istituita il 3 giugno 1872, vive un momento di profonda riflessione ecclesiale. L'adattamento liturgico della cattedrale, con la ridistribuzione degli spazi e degli elementi simbolici, riflette la consapevolezza del vissuto ecclesiale dei fedeli.

Il cammino tracciato da Papa Francesco, il "sinodo", pone l'accento sullo stile più che sull'evento. La caduta della "cristianità" ha imposto il passaggio dal paradigma della conservazione a quello della missione. La pandemia ha ulteriormente accelerato questo processo, costringendo a reimpostare le regole del gioco.

Il Cammino Sinodale sta attivando numerosi eventi, soprattutto gruppi di ascolto e riflessione, celebrazioni e iniziative culturali. Ma soprattutto si sta formando uno stile sinodale, che non è un'invenzione di Papa Francesco, ma un'eredità di Gesù, che scelse di camminare insieme ai suoi discepoli. La Chiesa ha sempre praticato questo stile di itineranza comunitaria, segnata dai sinodi a tutti i livelli.

Lo stile sinodale si esprime attraverso la fraternità, definita come una delle prime caratteristiche della comunità cristiana. La fraternità non è riservata a pochi eletti, ma si apre a tutti, e va vissuta più che pensata. Essa si manifesta in molteplici direzioni: accoglienza, ascolto, prossimità, condivisione, solidarietà, annuncio, missione, essenzialità, povertà.

La sinodalità, in questa prima fase narrativa di ascolto, si estenderà alle fasi sapienziale e profetica, favorendo la ricezione di quanto emergerà. Un Sinodo si celebra, e non va ridotto a un evento assembleare o a una notizia sensazionale. Il suo senso spirituale va custodito, comprendendo il Sinodo alla luce della presenza e dell'azione dello Spirito Santo.

L'apertura del cammino sinodale in San Pietro, seguita nelle diocesi, rappresenta un momento centrale. Le icone bibliche scelte - Gesù con la folla e i discepoli, e Pietro nella casa di Cornelio - illustrano il cammino di discepolato e l'obbedienza allo Spirito Santo che guida il discernimento. Senza lo Spirito, il Sinodo diventerebbe un "gioco delle parti" e la consultazione del Popolo di Dio si ridurrebbe a un sondaggio d'opinione.

La preghiera Adsumus, Sancte Spiritus, recitata all'inizio di ogni sessione del Concilio Vaticano II, è posta all'inizio del Vademecum, sottolineando la fiducia nello Spirito per le scelte e i progetti. La sinodalità richiede una conversione spirituale, applicando il principio ecclesiologico fondamentale del Concilio Vaticano II: il cammino sinodale inizia con la consultazione del Popolo di Dio nelle Chiese particolari.

La consultazione del Popolo di Dio e il discernimento dei pastori sono momenti spirituali. Un Sinodo non è un parlamento né un gioco delle parti, ma un'esperienza di ascolto dello Spirito e degli altri. L'obiettivo è imparare l'arte di "camminare insieme", un'arte dell'incontro che si sviluppa in un "cantiere" aperto a tutti.

Il "cammino sinodale" è un'esigenza nel contesto storico attuale, caratterizzato da un cambiamento d'epoca, dalla "tragedia globale" della pandemia, dall'esplosione delle diseguaglianze, dai cambiamenti climatici, dalla migrazione, dalla secolarizzazione e dalla crisi di credibilità della Chiesa. La sinodalità è la "via maestra" per la Chiesa, che deve sviluppare la capacità di avviare processi di ascolto, dialogo e discernimento comunitario.

Le Fasi e gli Strumenti del Cammino Sinodale

La fase diocesana del cammino sinodale è già Sinodo, non una sua preparazione. È orientata all'ascolto e alla consultazione del Popolo di Dio in ogni Chiesa particolare per discernere come si realizza il "camminare insieme" e quali misure intraprendere per migliorarlo.

Condizioni indispensabili per un fruttuoso ascolto e discernimento sono la vera consultazione e l'ascolto del Popolo di Dio. La consultazione deve essere la più ampia possibile, coinvolgendo tutti, compresi coloro che si trovano ai margini. Ogni vescovo diocesano è responsabile, ma deve anche ascoltare, supportato dalla nomina di un referente e di un'équipe per la sinodalità in ogni diocesi, e dalla convocazione di un'assemblea sinodale per il discernimento finale.

Il Documento preparatorio e il Vademecum sono strumenti di supporto, non imposizioni. La base della partecipazione non è il principio della maggioranza, né l'imposizione o il confronto ideologico, ma l'esperienza di Cristo, l'ascolto dello Spirito e la comune missione evangelizzatrice. Si tratta di un'esperienza ecclesiale gioiosa e rinnovatrice, un evento spirituale.

Il Documento preparatorio è una "mappa concettuale" che permette di comprendere le sfide della XVI Assemblea Generale Ordinaria, focalizzata su "una Chiesa sinodale". L'aggettivo "sinodale" e la preposizione "per" indicano intenzionalità e direzione verso un obiettivo nuovo: diventare Chiesa sinodale, una dimensione costitutiva al pari di quella gerarchica.

Esistono diverse articolazioni della sinodalità: lo stile (il modus vivendi et operandi), le strutture e i processi regolati dalla teologia e dal diritto canonico, e gli eventi sinodali specifici convocati dall'autorità competente.

Il "camminare insieme" può essere compreso da due prospettive interconnesse: la vita interna delle Chiese (laici, clero, religiosi, pastori) e la dimensione ecumenica. La seconda prospettiva considera il camminare insieme a tutta la famiglia umana, focalizzandosi sulle relazioni con persone di altre religioni, lontane dalla fede, e con i poveri e gli esclusi.

Il Vademecum, frutto di molte buone pratiche raccolte da tutto il mondo e di un lavoro collaborativo sinodale, è opera di una commissione internazionale. Il suo obiettivo principale è coinvolgere le persone in un processo spirituale, creando tempo e spazio per un'esperienza sinodale di ascolto e discernimento.

Il Sinodo voluto da Papa Francesco è un percorso che accompagnerà tutta la Chiesa universale per alcuni anni. L'essenza di questo percorso è riassunta nella parola "sinodo", che significa "camminare insieme sulla via". Essere Chiesa significa essere tutti insieme sulla strada, guidati dallo Spirito Santo, in cammino con Gesù e con tutte le persone che incontriamo.

I primi due anni (2021-2023) saranno dedicati all'ascolto diffuso dei fedeli, delle comunità, di coloro che finora non hanno avuto voce e di realtà non strettamente ecclesiali ma ricche di valori umani. La Chiesa si interroga su cosa susciti in sé la parola "Chiesa" e sull'esperienza della comunità credente.

Verrà inviato un testo sintetico alla CEI per un'elaborazione delle riflessioni giunte dalle diocesi italiane. Quanto raccolto servirà per i successivi passi del cammino sinodale. Lo scopo del cammino sinodale non è produrre documenti, ma "far germogliare sogni, suscitare profezie e visioni, far fiorire speranze, stimolare fiducia, fasciare ferite, intrecciare relazioni, risuscitare un’alba di speranza, imparare l’uno dall’altro e creare un immaginario positivo".

Attraverso questa esperienza, si mira a una Chiesa di tutto il popolo di Dio che sia diversa nel suo stile di camminare insieme. La fase dell'ascolto, prevista dal Sinodo dei Vescovi e dal Cammino sinodale delle Chiese in Italia, vede l'accompagnamento della nuova Lettera pastorale del Vescovo, "Subito cercammo di partire…", che riprende il tema del viaggio dell'Apostolo Paolo e invita a un "ripartire" in tempi difficili.

L'invito alle comunità è di partecipare al Sinodo con passione e generosità, accettando di non poter fare da soli e di condividere all'interno della comunità e con le altre comunità vicine. La Chiesa è corpo di Cristo, e non può esistere isolata.

È necessario superare resistenze, blocchi e paure per imparare di nuovo a vivere e camminare, donando uno sguardo fiducioso e imparando a vedere segni di speranza. Si suggerisce anche di semplificare le forme di vita delle comunità e di ascoltare tutti, specialmente coloro che si sentono trascurati.

L'ascolto è un metodo e uno stile irrinunciabile: ascolto della Parola di Dio e della sua "incarnazione" negli stili di vita, ascolto della Chiesa, ascolto dei poveri, ascolto reciproco, ascolto della storia. Si propone una "fisioterapia sinodale", con lo Spirito Santo che incoraggia, guida e insegna a camminare, attingendo indicazioni dalla lettura comunitaria dei Vangeli e degli Atti degli Apostoli.

Il Sinodo, indetto da Papa Francesco, mira a coinvolgere tutti nell'ascolto e nella consultazione per trovare il modo più adatto di annunciare la salvezza in un'epoca di cambiamento epocale. La Chiesa di Dio è convocata in sinodo: un'istituzione antica, ma con una modalità di coinvolgimento e svolgimento innovativa, che coinvolge tutta la Chiesa universale e le Chiese locali, dalla Curia Romana a tutte le parrocchie, tutti i battezzati.

Si tratta di un processo di "ascolto e consultazione" di due anni, fino a ottobre 2023, quando ci sarà la prima tappa di riflessione e verifica in un'assemblea generale. La Chiesa cattolica è in cammino di sinodo, una via maestra per sviluppare la capacità di avviare processi di ascolto, dialogo e discernimento comunitario a cui tutti possano partecipare e contribuire, diventando così un segno profetico per l'umanità.

L'Approfondimento - Chiesa sinodale in cammino

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