Le origini del Santuario dedicato alla Madonna della Stella a Bagnolo Mella, nel Bresciano, risalgono al 1491, un luogo che nel corso dei secoli è diventato il cuore pulsante della devozione locale.
Le Apparizioni Mariane a Caterina dell'Olmo
La storia del santuario è intimamente legata alle apparizioni della Vergine Maria a una giovane contadina. Si narra che il 10 luglio 1491, Caterina dell’Olmo, una ragazza sordomuta del paese, mentre stava tornando a casa nella cascina Lama e percorrendo un ponte, udì una voce che la chiamava per nome. Voltandosi, vide balenare davanti a sé una grande luce e poi le apparve una donna bellissima, vestita di bianco con una corona d’oro in testa e una stella sul petto. Era la Vergine Maria, che prese per mano Caterina e la condusse fino a casa. Prima di lasciare la giovane, la Madonna la baciò, e Caterina riacquistò miracolosamente l’uso della parola.
La Madonna diede anche istruzioni precise alla giovane contadina, ricordando la necessità di santificare le feste, durante le quali non si deve lavorare ma partecipare ai riti sacri, e di impegnarsi a perdonare i torti subiti.
Successivamente, il 24 luglio, ebbe luogo una seconda apparizione nel luogo in cui oggi sorge il santuario, questa volta davanti a diverse persone del luogo. In quella circostanza, gli abitanti assistettero tutti insieme a un grande fascio di luce, esattamente come era accaduto a Caterina. Questi fatti miracolosi portarono, nel 1500, alla costruzione di una cappella nella zona della seconda apparizione.

Dalla Cappella al Santuario: Costruzione e Nomenclatura
I Disciplini iniziarono la costruzione di una cappella nella zona di boscaglia dove era avvenuta la seconda apparizione e presentarono supplica a Papa Alessandro VI per ottenere il diritto di far celebrare la messa in tale cappella. La cappella venne ampliata nel 1600 con la costruzione del Santuario della Beata Maria Vergine della Stella. Il nome "Stella" si riferisce al fatto che la Madonna era apparsa con una stella sul petto, un particolare riprodotto anche nella statua di marmo custodita all’interno del santuario.
Contesto Storico: La Pace di Bagnolo e la Fondazione Votiva
L'origine storica di questo santuario mariano è profondamente radicata in avvenimenti dolorosi del XV secolo, segnato dalle lotte militari tra le varie Signorie italiane. In particolare, il santuario di Bagnolo Mella rievoca la Guerra del Sale (1482-1484) tra Ferrara e Venezia. Gli Estensi di Ferrara governavano la riva sinistra del Po in provincia di Rovigo, riscuotendo una tassa di transito per il commercio del sale raccolto a Comacchio. La Repubblica Veneta, in espansione verso Brescia e Bergamo, non tollerò più tale pedaggio, scatenando il conflitto.
La Pace di Bagnolo, siglata il 7 agosto 1484, concluse la guerra con un trattato oneroso per Ferrara. Venezia ottenne Rovigo e il controllo del delta del Po, mentre Ercole I d’Este recuperò la dogana. La nuova chiesetta, più grande e dedicata poi a Santa Maria della Stella, nacque come un ricordo votivo di questa pace. Comprendeva anche l’attuale altare laterale del Santuario, che ospita il gruppo dell’Apparizione.
Già dal 7 settembre 1493, la grande partecipazione di popolo, che riconosceva tante grazie elargite dalla Vergine ai suoi devoti, fu così evidente che il Santuario venne chiamato anche «S. Maria dei Miracoli», a somiglianza del più conosciuto Santuario cittadino di Brescia.
Evoluzione Architettonica e Artisti
Il nucleo originario del Santuario è più antico rispetto alla Pace di Bagnolo, potendosi far risalire a una cappella preesistente fin dal XIII secolo. Verso la metà del Quattrocento, i confratelli aderenti alla locale Disciplina scelsero questa chiesa come loro sede. Intorno al 1515, l’antica chiesa di San Bernardino venne adattata a Sepolcro e nel 1519 Clemente Zamara fu incaricato di scolpire il gruppo ligneo policromo.
La Costruzione Seicentesca
Verso la fine del XVI secolo, la Disciplina della Stella si era arricchita di nuove donazioni e gli iscritti erano notevolmente aumentati. Il piccolo Santuario non poteva più contenerli, quindi si decise per una nuova chiesa più spaziosa e capiente, disposta con asse perpendicolare rispetto alle costruzioni quattrocentesche. Nel 1604, la Fabbrica del nuovo Santuario, come si presenta attualmente, non era ancora completata, come si deduce da una delibera comunale che accordava un sussidio.
La chiesa di origine seicentesca si trova a sud dell'abitato di Bagnolo Mella, con ingresso in Via Stella. All'esterno è caratterizzata da un piccolo sagrato e presenta una facciata a capanna, dotata di basamento su cui sono impostate quattro lesene tuscaniche che sorreggono un timpano triangolare con pennacchio sommitale. Sono presenti in facciata due aperture, tra cui un portale centrale e un rosone nella parte alta. La facciata è classicheggiante, severa nella semplicità. L’interno è a pianta longitudinale con una volta a botte sopra la navata.

Tesori Artistici del Santuario
Il Santuario della Madonna della Stella custodisce opere d'arte di grande valore, che ne arricchiscono la spiritualità e la storia.
Il "Sepolcro" o "Cristo di Bagnolo"
Noto anche come lo «splendido teatro del dolore», il Compianto ligneo di Clemente Zamara è un capolavoro della sepoltura di Gesù Cristo. Il cosiddetto «Compianto sul Cristo Morto» è un tema popolare nell'arte, ampiamente diffuso dal XIV secolo e in epoca rinascimentale. Il Compianto di Bagnolo è composto da un affresco, recentemente restaurato, raffigurante la Deposizione, eseguito attorno al 1550 da Zenon Veronese e collocato nell’atrio d’ingresso al "Sepolcro". Nell’affresco sono leggibili i volti di Maria, svenuta tra le braccia delle Pie donne, la Maddalena, San Giovanni Evangelista, Nicodemo e Giuseppe d’Arimatea.
Il gruppo ligneo, restaurato negli anni 2005-2009, è costituito da quattordici statue policrome di grandezza naturale. Rappresenta il corpo di Cristo disteso, circondato da personaggi ritenuti presenti al momento della Deposizione dalla Croce:
- Maria Addolorata: Il suo volto, come la gestualità del corpo, suggerisce il raggiungimento di uno stato di profonda serenità nonostante l'immane dolore per la morte del Figlio.
- Maria di Cleofa: Chiamata la "sorella (cognata)" della Madre di Gesù, le sue lacrime copiose esprimono lo strazio per una morte così atroce.
- Giuseppe d’Arimatea: Discepolo di Gesù Cristo e membro del Sinedrio, organizza e finanzia la sepoltura del corpo di Cristo, avvolgendo le membra martoriate in un lenzuolo di lino.
- Maria Maddalena: Tra coloro che più amarono Cristo, non fuggì per paura ma rimase presente dal momento della conversione fino al Santo Sepolcro. Disperata e distrutta dal dolore, con la bocca spalancata per lo spasimo, sarà la prima a vedere Gesù Risorto.
- Nicodemo: Un notabile anziano e benestante, affascinato da Gesù, accerta amaramente che per Lui ormai tutto è finito.
- Salomè (Maria Salomè): Moglie di Zebedeo e madre di Giacomo il Maggiore e Giovanni, con il volto affranto sorregge il corpo della Madonna svenuta per il dolore.
- Le Pie Donne: Figure femminili venute dalla Galilea, vicine alla croce e presenti alla sepoltura, la loro raffigurazione pone il tema della ricerca, della visione e del mistero del volto di Dio e dell'amore.
- San Giovanni Evangelista: Il discepolo che Gesù amava, presente in tutti i momenti fisici e morali della sofferenza e della morte di Gesù, testimone del suo amore incondizionato.
- Angeli: Non mancano nel Compianto figure di Angeli accanto al Salvatore. Essi portano i segni del cartiglio appeso sulla Croce (INRI), gli strumenti di tortura e flagellazione, la scala e la spugna di aceto.
Una sosta al Compianto di Bagnolo, uno dei più vigorosi ed espressivi del Rinascimento bresciano, invita il visitatore a vedere, contemplare, credere e pregare.

Affreschi e Dipinti
- Madonna col Bambino e San Giobbe: La parete esterna di una chiesetta preesistente era decorata con un affresco raffigurante una Madonna dal viso dolcissimo col Bambino sulle ginocchia, con a lato San Bernardino e San Giobbe. La Vergine nella mano destra tiene un libro, forse la regola dei Disciplini. Questo prezioso affresco, dopo lo strappo, è attualmente conservato nell’atrio del Sepolcro ed è stato studiato per la prima volta nel 1980 da Sandro Guerrini. Attribuito a Vincenzo Foppa (1428-1516), bagnolese, è riconducibile alla peste del 1478.
- Danza Macabra: Dopo la peste del 1494, l’esterno del santuario fu impreziosito da affreschi votivi, tra cui la cosiddetta Danza Macabra, i cui frammenti si possono vedere nel locale attiguo alla sacrestia. L’affresco recuperato rappresenta il particolare di uno scheletro coronato che brandisce una falce, risalente alla prima metà del XV secolo. Nel corso degli anni, la Danza Macabra era stata ricoperta da un affresco raffigurante una Madonna col Bambino, opera di un Maestro bresciano del XVI secolo.
- Annunciazione di Giuseppe Ariassi: Nella volta del presbiterio, il pittore bresciano Giuseppe Ariassi (1825-1906), direttore per 30 anni della Pinacoteca Tosio di Brescia, ha affrescato una pregevole Annunciazione in cui si celebra l’incontro tra l’Umano e il Divino, con una schiera di angeli che fanno da corona.
- Decorazioni di Gezio e Vico Cominelli: Negli anni Trenta del Novecento, i pittori bresciani Gezio e Vico Cominelli decorarono il centro della volta con motivi ornamentali, completati dal medaglione raffigurante la Madonna Assunta, opera di Eliodoro Coccoli (Brescia 1880-1974), il cui gusto risente ancora di influenze ottocentesche.
- Incoronazione di Maria Immacolata di Giuseppe Amatore: Collocato sopra l’ingresso dell’atrio del Sepolcro si trova il dipinto del pittore manierista Giuseppe Amatore, che tratta il tema dell’incoronazione di Maria Immacolata da parte della Santa Trinità, ai cui piedi pregano San Francesco e Santa Caterina d’Alessandria.
Altare dell'Apparizione
Sulla sinistra di chi entra nel Santuario, dopo il Sepolcro, si trova l’unico altare laterale: quello dell’Apparizione. È un’opera pregiata in marmo di Botticino, con motivi floreali, che racchiude al suo interno una statua della Madonna col Bambino. Il gruppo, che rappresenta l’Apparizione con le due statue lignee raffiguranti Caterina dell’Olmo e Santa Maria della Stella, è opera della Ditta Poisa di Brescia, realizzata nel 1935, e campeggia dentro una stupenda soasa dorata, sempre dei Poisa. Nel sottostante altare, arricchito da un settecentesco tabernacolo in legno, sta un paliotto che mette in evidenza l’Annunciazione, con l’Angelo e la Fanciulla di Nazareth, sormontati dallo Spirito Santo, il cui soffio ha dato origine al Concepimento Immacolato.
Vita del Santuario: Devozione e Tradizioni
L’edificio mariano nel corso dei secoli è diventato il cuore della devozione locale. All’interno della chiesa sono conservati molti ex voto, oggetti di vario tipo portati in dono a seguito di un voto.
Nel periodo tra la prima settimana di luglio e il 10 dello stesso mese, ha luogo la sagra popolare, durante la quale si celebra la Santa Messa. Dal 13 settembre la sagra viene ripresa fino alla settimana successiva. Anche se la festa vera e propria si celebra ogni cinque anni, ogni anno si organizzano piccole processioni in onore dell’apparizione della Vergine. Per la festa quinquennale, invece, i fedeli recitano per nove giorni consecutivi la novena dedicata alla Beata Vergine della Stella. Dopo l’Apparizione, i pellegrini accorrevano numerosi al Santuario e le offerte erano abbondanti, custodite nella cassetta delle elemosine dai Disciplini.
Restauri e Eventi Recenti
Il fatto che oggi la chiesa possa essere visitata e apprezzata nella sua forma storica originale è dovuto all’opera di risistemazione fortemente voluta da don Renzo Delai, Rettore del Santuario da oltre quindici anni, e dall’equipe della restauratrice Alba Tullo. Il nuovo «look» del Santuario della Madonna della Stella di Bagnolo Mella strizza l’occhio al passato. Dopo il restyling delle campane e della torre, appena concluso, il secondo step ha riguardato l’esterno dell’edificio mariano.
Ottenuto il via libera dell’ufficio Beni culturali della Curia di Brescia e della Soprintendenza, i lavori sono entrati nella fase operativa. Nelle fasi preliminari dell’intervento al santuario, sono state eseguite una serie di campionature stratigrafiche per "leggere" le varie modifiche succedutesi nel tempo sulle murature. Questo ha permesso di ripristinare una colorazione corretta, simile a quella originale, e di risanare i muri, seriamente danneggiati con numerosi sollevamenti dell’intonaco e della colorazione, in particolare la parte bassa, molto intaccata dall’umidità. I lavori dovrebbero terminare entro la fine dell'anno, con possibile anticipo in occasione delle feste mariane di settembre.
Monsignor Faustino Pari, parroco, ha ammesso che si tratta di un restauro molto oneroso. Già per la sistemazione dei tetti dell’intera struttura sono stati erogati 80 mila euro dalla Fondazione Cariplo, ma si confida anche nell’aiuto dei fedeli che hanno a cuore questo santuario e sono sempre pronti a dare il loro sostegno.
Incidenti e Furti
Purtroppo, la storia recente del santuario è stata segnata anche da spiacevoli incidenti. Pochi mesi or sono è stata rubata la scultura rappresentante l'angelo, posta alla base dell'altare. Inoltre, a metà gennaio, l’edificio sacro era stato preso di mira dai ladri, che si erano introdotti nel santuario in piena notte e avevano rubato una statuetta della Vergine, staccandola dal basamento di una delle due nicchie dell’altare. La speranza di don Faustino Pari, che confidava nel «pentimento» degli autori di quello che presumibilmente è stato un atto vandalico, si è spenta in fretta, dal momento che la statuetta non è più stata trovata.
Ancora oggi, molti bresciani conservano nella memoria il ricordo della visita al Santuario della Stella e percorrono quella salita per raggiungere un luogo ricco di fascino e mistero che ha ancora molto da raccontare.