Gionata: Un Principe Leale e un Amico Fedele nella Bibbia

Gionata (dall'ebraico Yohnathàn e Yehohnathàn, che significa "Geova ha dato" o "Il Signore ha dato"), un personaggio centrale dell'Antico Testamento, è noto principalmente come figlio maggiore e favorito del re Saul, primo re d'Israele, avuto da Ahinoam figlia di Ahimaaz. La sua vicenda, ambientata nella seconda metà dell'XI secolo a.C., punteggia i capitoli 13-31 del primo Libro di Samuele. La storia di Gionata è profondamente intrecciata con quella di suo padre Saul e, in particolare, con quella di Davide, che egli protegge continuamente dalle crescenti gelosie del re. Oltre alla bontà d'animo, Gionata si caratterizza per il costante riferimento a Dio nel suo agire.

Il Guerriero Coraggioso e la Fede Incrollabile

Gionata entra in scena già adulto come comandante in capo dell'esercito ebraico durante una faticosa e delicata campagna contro i Filistei. Questo popolo bellicoso, tecnologicamente avanzato, migrato dall'area egea greca verso la costa meridionale della Palestina attorno al XII secolo a.C., deteneva il monopolio del ferro lavorato, possedendo un armamento superiore rispetto a quello in dotazione all'esercito di Israele. Gionata, che si era distinto per i suoi atti di eroismo, si presenta come un guerriero coraggioso, zelante e degno successore del padre, al contrario della figura paterna caratterizzata da debolezza e mancanza di fiducia in Dio.

Nei primi anni del regno di Saul, Gionata viene menzionato come valoroso comandante di mille guerrieri. La sua prima impresa significativa lo vede, insieme al suo scudiero, contravvenire agli ordini del padre. Desideroso della liberazione di Israele dai Filistei, Gionata attacca con uno stratagemma la guarnigione filistea di Gheba (o Gàbaa), suscitando il panico e contribuendo alla loro conseguente sconfitta. Esortando il suo scudiero ad intraprendere l’azione contro i Filistei, Gionata invita il suo scudiero dicendo: "Su vieni, passiamo all’appostamento di questi non circoncisi; forse il Signore ci aiuterà, perché non è difficile per il Signore salvare con molti o con pochi".

Gionata e il suo scudiero attaccano l'avamposto filisteo a Gheba

Questa convinzione non appartiene solo a Gionata, ma anche al popolo, che lo salva dall'ira di Saul. Mentre era in corso il combattimento, Saul aveva avventatamente maledetto con un giuramento chiunque avesse mangiato prima della fine della battaglia. Gionata, che non ne sapeva nulla, mangiò un po' di miele selvatico. Saul doveva punirlo con la morte per aver trasgredito i suoi ordini, ma interviene il popolo dicendo: "Dovrà forse morire Gionata che ha ottenuto questa grande vittoria in Israele! Non sia mai! Per la vita del Signore non cadrà a terra un capello del suo capo, perché in questo giorno egli ha agito con Dio". Così Gionata viene salvato dalla morte. Queste imprese dimostrano chiaramente che Gionata era un guerriero coraggioso, abile e potente. Di lui e di Saul si disse che erano "più veloci delle aquile" e "più potenti dei leoni". Gionata era un esperto arciere, e le sue qualità virili potevano averlo reso particolarmente caro a Saul, con il quale sembrava essere molto unito.

L'Amicizia Leggendaria con Davide

Nascita di un Legame Profondo

La speciale amicizia di Gionata per Davide iniziò poco dopo che quest'ultimo uccise Golia. Davide era stato introdotto alla corte del re Saul affinché suonasse per lui, dal momento che lo spirito di Dio aveva lasciato il re ed era stato sostituito da un cattivo spirito, cosa che Gionata poteva aver notato. Benché giovane, Davide era "un uomo potente e valoroso, e uomo di guerra"; Saul "lo amava molto" ed egli diventò il suo scudiero. Gionata, assistendo all'intrepida azione di Davide in difesa del popolo di Dio, fu profondamente commosso. Il racconto biblico narra: "Non appena Davide ebbe finito di parlare con Saul, Gionatan si sentì legato a lui da una profonda amicizia, e cominciò ad amarlo come sé stesso". Questa reazione è sorprendente, poiché la vittoria non era stata sua, ma di questo giovane pastore che ora veniva ricoperto di gloria. Gionatan non fu geloso di lui, considerandolo un rivale, come fece Saul.

Un gesto particolarmente significativo della profondità di questa amicizia fu quando Gionata donò a Davide le sue vesti militari, la sua spada, il suo arco e la sua cintura. Questo atto, se si considera che Gionata era un esperto arciere, simboleggiava non solo un profondo affetto, ma anche una possibile cessione del suo diritto al trono, riconoscendo il destino di Davide. Inizia così una delle amicizie più profonde e celebrate della Bibbia, fondata su una forte fede in Geova e un profondo amore per Lui, elementi che i due avevano in comune. Il suo rispetto per il modo in cui Dio dirigeva gli avvenimenti fu un ottimo esempio per il suo giovane amico. Il patto che avevano fatto servì a proteggere la loro amicizia.

Gionata cede le sue insegne a Davide in segno di amicizia e stima

La Lealtà di Gionata di fronte alla Gelosia di Saul

All'inizio, Saul amava molto Davide e lo mise a capo del suo esercito. Tuttavia, poco dopo, fu sconfitto da un nemico che non era riuscito ad avere la meglio su Gionata: la gelosia. Davide continuò a vincere battaglia dopo battaglia contro i Filistei, guadagnandosi fama e ammirazione. Quando le donne israelite intonarono il canto: "Saul ha ucciso le sue migliaia, e Davide le sue decine di migliaia!", Saul ne fu profondamente infastidito e "da quel giorno Saul guardò Davide con sospetto", temendo che Davide avrebbe cercato di usurpargli il trono. Questo timore era infondato, ma portò Saul a complottare per uccidere Davide, cercando di coinvolgere anche i suoi servitori e Gionata stesso.

Gionata, uomo giusto e leale, si trovò in una posizione dolorosa, diviso tra la fedeltà al padre e quella all'amico, nonché la sua lealtà a Dio. Nonostante fosse un figlio leale, la sua lealtà verso Dio e Davide prevalse. Gionata interviene presso il padre che ha deciso di uccidere Davide, esortandolo a non farlo. David, infatti, ha esposto la sua vita con Golia facendogli ottenere una grande vittoria e soprattutto perché non ha commesso nulla di male. In un primo momento, Saul sembrò ascoltare Gionata, giurando persino che non avrebbe fatto del male a Davide. Tuttavia, Saul non era un uomo di parola. Dopo altre vittorie conseguite da Davide, si ingelosì talmente tanto che gli scagliò contro una lancia. Quanta tristezza avrà provato Gionatan nel vedere suo padre agire in quel modo!

Re Saul

La mediazione di Gionata fallì. Gionatan, definito da Saul "figlio di una donna ribelle" per la sua lealtà verso Davide, supplicò di nuovo il padre: "Perché dev’essere messo a morte? Cosa ha fatto?". In un impeto d'ira, Saul scagliò una lancia contro suo figlio ma, per quanto esperto, lo mancò. Questa situazione spinse Gionata a informare Davide del pericolo imminente, aiutandolo a fuggire. Gionata e Davide stabilirono allora un patto davanti al Signore, un patto di amicizia eterna e fedeltà, riconoscendo Davide come l'eletto di Dio per succedere a Saul sul trono d'Israele. Gionata chiese a Davide: "Non smettere mai di trattare la mia casa con amore leale, neppure quando Geova avrà spazzato via dalla faccia della terra tutti i tuoi nemici".

Nel peregrinare di Davide, Gionata andò a trovarlo a Ores (Corsa), "luogo boscoso" in una selvaggia regione montuosa, dove rinvigorì il coraggio di Davide in Dio dicendo: "Non temere. La mano di Saul mio padre non potrà raggiungerti e tu regnerai su Israele mentre io sarò secondo…". Questa fu una chiara dimostrazione di umiltà e accettazione del piano divino. Gionata sarebbe stato felice di servire al comando di un uomo più giovane di lui di 30 anni e di essere il suo braccio destro. Poi concluse: "Questo lo sa anche mio padre Saul". Questo fu l'ultimo incontro tra i due amici.

La Morte e l'Eredità

Gionata andò in battaglia al fianco di suo padre contro i Filistei, che si erano apertamente dichiarati nemici di Israele, sul monte Gelboe (oggi Gebel Fuqqu’ah, a 516 metri d’altitudine, nel settore sudorientale della pianura di Esdrelon, in Galilea). Gionata combatté con coraggio e lealtà, come aveva sempre fatto, senza permettere che gli errori del padre interferissero con il servizio che lui rendeva a Geova. L'esito di quella battaglia fu negativo per Israele. Saul, essendo diventato così cattivo da praticare lo spiritismo, un reato per cui la legge di Dio prevedeva la pena capitale, aveva perso il favore di Geova. Saul morì suicida, pur di non cadere per mano dei Filistei, i quali avevano già colpito a morte suo figlio Gionata e altri due fratelli. Si chiudeva, così, la vita di questo principe generoso che aveva fatto dell'amicizia il suo vessillo. I Filistei appesero i loro cadaveri alle mura di Bet-San, ma valorosi uomini di Iabes-Galaad li tirarono giù e li seppellirono a Iabes.

Davide soffrì tantissimo per la morte del caro amico Gionata, e anche per la morte di Saul, l'uomo che gli aveva causato così tanti problemi. Scrisse un canto funebre per loro, intitolato "L'Arco", riservando a Gionata quelle che forse sono le parole più toccanti: "Gionata, per la tua morte sento dolore, l’angoscia mi stringe per te, fratello mio Gionata! Tu mi eri molto caro; la tua amicizia era per me preziosa più che amore di donna". Davide non dimenticò mai il giuramento che aveva fatto a Gionata. Anni dopo, infatti, andò a cercare Mefiboset, il figlio disabile di Gionata (che aveva cinque anni quando il padre morì), e se ne prese cura, dandogli un posto permanente alla tavola del re (2 Samuele 9:1-13). Questo gesto dimostra quanto Davide avesse imparato dalla lealtà e dall'amore leale di Gionata.

Mappa del Monte Gelboe e della regione circostante la battaglia finale

Gionata: Simbolo di Amicizia, Lealtà e Fede

Il Patto Politico-Religioso

L'alleanza tra Gionata e Davide va oltre una semplice amicizia personale; è un patto dinastico (1 Sam 20,16-17) che, di fatto, riconosce la legittimità della futura monarchia davidica. Gionata è un modello di fedeltà, e la sua alleanza con Davide è fondata su Dio (1 Sam 20,23), come ogni autentico legame umano. Questa dinamica richiama la figura del mediatore di alleanza, un tema che culmina nella figura di Cristo (cfr. Lettera agli Ebrei 8,6).

Interpretazioni Storiche e Contemporanee dell'Amicizia

L'amore di Gionata per Davide, che la Bibbia ribadisce più volte, è stato oggetto di molte speculazioni. I biblisti notano come Gionata ami Davide contro la solidarietà dovuta al padre e contro i propri interessi personali, cedendogli simbolicamente il suo diritto al trono. Altrettanto forte era l'amore di Davide per Gionata, come dimostrato dalla sua fedeltà post-mortem. Su questo legame, si è speculato talvolta sottolineando l'aspetto politico, talaltre l'amicizia fraterna, fino a ipotizzare una relazione erotica-omosessuale.

Secondo la biblista Donatella Scaiola (Davide: un re, un credente, un uomo, Ed. Messaggero), Gionata è presentato come un personaggio "perfetto" sin dall'inizio, caratterizzato da grande generosità e fedeltà sia verso Saul che verso Davide. La sua mediazione risolve il problema di come Davide potesse diventare re pur essendo stato unto. Autori contemporanei si muovono con più agilità nell'esplorare le sfumature di questo affetto. Ad esempio, il romanzo di Geraldine Brooks, Un’armonia segreta (2015), dona un'esplicita connotazione erotica all'affetto tra i due uomini, con descrizioni di baci appassionati e furtivi. Voci che circolavano in Israele interpretavano il "tu parteggi" di Saul verso Gionata come "tu ami", accusando Davide di essere l'amante carnale di Gionata.

Per comprendere questo legame, il biblista M. Nissinen (Homoeroticism in the Biblical World) propone di considerarlo un esempio dell'antica "omosociabilità", che permette di esprimere sentimenti intimi. In tal senso, può essere paragonata all'amore tra Achille e Patroclo (nell’Iliade di Omero) o all’amore tra Gilgameš ed Enkidu. In queste relazioni, l'enfasi è posta sul rapporto emozionale, mentre le espressioni erotiche d’amore sono lasciate dietro le quinte e solo all’immaginazione. È chiaro che tale interpretazione letteraria non è isolata e continua a generare discussioni.

Un Esempio di Fede e Lealtà per i Servitori di Dio

Paolo, nel brano della Lettera ai Romani (13,8-10), riassume tutta la legge divina in una parola, agàpe, "amore". Gionata, bello, generoso e sfortunato, rappresenta l'adesione a questo precetto fondamentale. La sua storia ci insegna l'importanza della lealtà. Gionata non cadde nella trappola dell'ambizione o dell'egoismo, a differenza di Saul, cosa che per Satana, nemico dei fedeli servitori di Dio, deve essere stata molto frustrante. La sua lealtà a Geova venne prima di ogni interesse personale, anche a costo di mettere a repentaglio la propria vita. Gionata ha aiutato Davide a "trovare forza in Geova" e si è dimostrato un amico leale e altruista.

L'identità di Davide in questo periodo non è ancora quella del re; è braccato, straniero, solo, e la presenza di Gionata e la guida divina sono cruciali. Anche nella menzogna (a Nob, presso il sacerdote Achimelek), nella simulazione (a Gat, presso il re Achish) e nella paura (con Gionata), Dio guida Davide. Le vicende di Gionata e Davide ci insegnano l'importanza di scegliere amici leali che ci rafforzino nella fede e di essere noi stessi amici leali, mettendo da parte gli interessi personali per fedeltà a Dio. Non è importante che i nostri amici abbiano la nostra stessa età o provengano dal nostro stesso ambiente; è più importante che abbiano una fede autentica, perché in questo modo eserciteranno un forte impatto su di noi.

tags: #jonathan #personaggio #biblico