Le sale parrocchiali rappresentano un importante punto di riferimento per la comunità, offrendo spazi per attività culturali, ricreative e formative. La loro gestione, specialmente per quanto riguarda le proiezioni cinematografiche e l'uso occasionale, richiede una chiara regolamentazione per garantire sicurezza, conformità e un servizio efficace.

Il Circuito ITL Cinema / Sale della Comunità
Il settore ITL Cinema / Sale della Comunità è dedicato alla programmazione cinematografica. Esso svolge, per conto e in collaborazione con le sale cinematografiche parrocchiali, attività fondamentali come la scelta, la definizione e la contrattazione delle pellicole con le case di distribuzione e con organismi non commerciali, quali cineteche e associazioni culturali.
Il circuito ITL Cinema comprende oltre 100 Sale della Comunità, dislocate nelle diverse province che compongono la Diocesi ambrosiana. ITL Cinema opera in sinergia con l’Associazione Cattolica Esercenti Cinema diocesi di Milano (ACEC diocesi di Milano) e l’Ufficio Comunicazioni Sociali della diocesi di Milano. Questa collaborazione è finalizzata all'organizzazione di momenti di formazione per direttori e volontari delle Sale della Comunità della diocesi.
L’attivazione di canali di informazione diretti alle sale (come newsletter e sito internet) e al pubblico (attraverso la presenza sulla stampa di settore e diocesana), insieme alla formazione degli operatori, sono ambiti prioritari di azione per il circuito.

Il Ruolo e la Legittimazione dell'ACEC
L'Associazione Cattolica Esercenti Cinema (ACEC) ha visto la sua trasformazione e il suo ruolo nella Chiesa e nella società italiana trovare autorevole legittimazione. Questa legittimazione è avvenuta con due Note pastorali della CEI: "Finalità e organizzazione delle sale cinematografiche dipendenti dall'autorità ecclesiastica" (gennaio 1982) e "Sala della comunità - un servizio pastorale e culturale" (marzo 1999). A ciò si aggiunge il discorso di Giovanni Paolo II al IV Congresso nazionale, tenutosi il 24 maggio 1984.
Un altro momento di grande rilevanza giuridico-politica è stato il riconoscimento formale della "sala della comunità" nell'ambito della nuova legge per il cinema del 1° marzo 1994.
Contesto Attuale e Sfide per le Sale Cinematografiche
Il cinema sta vivendo anni di grandi cambiamenti, con il ruolo della tecnologia che modifica e amplia sia l’offerta che la fruizione cinematografica. La sala, che è il cuore pulsante e affettivo della filiera del cinema, si vede contendere spettatori non solo dalla visione domestica, tra DVD e Pay TV, ma anche da Internet (attraverso il download di film, sia legalmente che, purtroppo, illegalmente), dalla videotelefonia e dall’iPod.
Queste nuove possibilità attraggono il consumatore e l’appassionato. Di fronte a tale mutato scenario, è necessario ricordare che i criteri per la valutazione dei film, utilizzati dalla Commissione Nazionale, furono approvati dalla Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana il 30 marzo 1984. Sono ormai trascorsi quasi venticinque anni e da tempo si sente la necessità di ritoccare tali parametri, tenendo presente che il lavoro della Commissione costituisce oggi un importante e autorevole servizio alle famiglie che, meno interessate alla fruizione cinematografica in sala, necessitano un orientamento nell’abbondante offerta di palinsesti cinematografici gratuiti o a pagamento.
Regolamento e Gestione dell'Utilizzo dei Locali Parrocchiali
Importanza dell'Accordo Scritto e Criticità degli Usi Sporadici
Gli ambienti parrocchiali sono spesso richiesti per utilizzi sporadici, come feste di classe, cene di gruppo, spettacoli teatrali, o attività culturali promosse da pubbliche amministrazioni locali. Questi si aggiungono agli usi con cadenza più regolare, quali assemblee di condominio, feste di compleanno, riunioni di associazioni e gruppi organizzati.
Negli ultimi anni, si è registrata una certa "superficialità" nel concedere a terzi ambienti parrocchiali laddove l’uso richiesto sia limitato e sporadico. Mentre nel caso di concessione di spazi per lunghi periodi e in forma esclusiva, tramite contratti di locazione o comodato, la parrocchia è costretta a prestare maggiore attenzione, dovendo acquisire la previa autorizzazione dell’Ordinario diocesano, per utilizzi una tantum per poche ore si tende a reputare superfluo l’accordo scritto, limitandosi a consentire l’accesso al richiedente/utilizzatore senza le dovute cautele.
Questo comportamento è da censurare, poiché anche l’utilizzo concesso per poche ore implica seri rischi, soprattutto in ragione del fatto che la brevità dell’uso rende più evanescente e incerto il confine tra la responsabilità della parrocchia e quella del soggetto utilizzatore. L’accordo scritto è fondamentale, dopo attenta valutazione di tre elementi essenziali: chi sia il soggetto richiedente, quale tipo di attività verrà svolta e quale sarà indicativamente il numero dei partecipanti.
Criteri Essenziali per la Concessione
Identificazione del Soggetto Richiedente
Appare decisivo poter identificare con precisione il soggetto che chiede l’utilizzo degli ambienti parrocchiali. Tale identificazione spesso non è immediata, in quanto "dietro" la persona che presenta la richiesta vi può essere un gruppo informale (ad esempio, più famiglie o un gruppo di amici).
Per facilitare questa verifica, è opportuno distinguere due diverse situazioni:
- Soggetti giuridicamente esistenti e puntualmente disciplinati dall’ordinamento civile: fondazioni, associazioni (anche non riconosciute), società, l’amministratore di condominio che agisce in nome e per conto del condominio, altre parrocchie o enti ecclesiastici civilmente riconosciuti (diocesi, istituti di vita consacrata, fondazioni di culto, seminari, ecc.).
- Gruppi "informali" che non costituiscono un soggetto di diritto autonomo: gruppi di amici, gruppi di famiglie, gruppi di artisti che intendono allestire una mostra delle proprie opere, gruppi religiosi che vogliono promuovere un ritiro spirituale.
Se nel primo caso è agevole determinare il soggetto su cui gravano gli obblighi, altrettanto non può dirsi per i gruppi informali, dove non è immediatamente evidente chi si assume gli obblighi e le responsabilità.
Per superare queste difficoltà, può essere sufficiente che la parrocchia subordini qualsiasi decisione alla presentazione da parte dell’interessato di una richiesta in forma scritta, datata e sottoscritta, da cui è possibile desumere chi intende obbligarsi.
Sarà opportuno, in linea di massima, attenersi ad alcune regole operative:
- Qualora la richiesta provenga da una persona maggiorenne che agisce a titolo personale (es. genitore per la festa del figlio), è prudente acquisire copia della carta d’identità e un recapito telefonico, tenendo conto che si assume personalmente rischi e responsabilità.
- Qualora il richiedente si presenti come "rappresentante" di un gruppo informale (es. di amici, famiglie), è preferibile che parte dell’accordo sia direttamente la persona fisica (e non il gruppo), che si fa carico direttamente di tutti gli obblighi e le responsabilità (anche in tal caso, è bene acquisire copia del documento di identità e recapito telefonico).
- Qualora la richiesta sia presentata da una persona fisica in nome e per conto di un soggetto giuridico (es. fondazione, associazione, ente pubblico), è opportuno che la parrocchia acquisisca copia dello statuto della persona giuridica, chiedendo un documento che attesti i poteri di rappresentanza della persona fisica che compila la richiesta.
Queste attenzioni consentono alla parrocchia di acquisire tutti i dati necessari per individuare il soggetto richiedente e identificare facilmente chi dovrà rispondere degli eventuali inadempimenti.
Valutazione dell'Attività Proposta e del Numero di Partecipanti
Secondo fondamentale onere in capo alla parrocchia è la previa conoscenza puntuale delle attività che saranno realizzate nelle proprie strutture, tenendo in considerazione anche il numero delle persone che saranno presenti. Ciò ha una duplice funzione: evitare qualsiasi utilizzo che possa risultare sconveniente o inopportuno delle strutture parrocchiali e verificare se gli ambienti siano adatti e sicuri in relazione all’attività e all’afflusso di persone.
Di seguito si precisano alcuni esempi che possono essere indicativi:
- Evitare feste di bambini piccoli in sale con arredi "pericolosi" (finestre troppo basse, porte a vetri, specchi, giochi adatti a ragazzi più grandi, scaffalature basse) o la concessione di un salone privo delle previste sicurezze per spettacoli (considerando normativa antincendio e capienza).
- Per attività che comportano l’emissione di suoni/rumori elevati (prove musicali, feste con musica alta), concedere ambienti chiusi e idonei strutturalmente; se vengono concessi spazi aperti (es. cortile dell’oratorio), verificare configurazione e distanza dagli edifici limitrofi per contenere il rumore (è possibile ottenere una deroga dall’autorità competente).
- Se l’ambiente richiesto è di particolare valore artistico, storico e/o culturale, evitare concessioni per attività che potrebbero causare deturpamenti.
- Negare l’uso degli ambienti qualora non si riesca a garantire la doverosa ed effettiva vigilanza (es. accesso alla sala polifunzionale non separabile dall’intero centro pastorale privo di sorveglianza).
In linea di massima, è sempre da evitare la concessione di spazi per iniziative a scopo politico, partitico o sindacale; qualora venga presentata una tale richiesta, ci si rivolga sempre all’Ordinario diocesano per le dovute valutazioni e autorizzazioni.

Responsabilità per Danni a Cose e Persone
In linea di massima, vale sempre il principio generale di cui all’art. 2043 del codice civile, secondo il quale «qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno». Pertanto, il soggetto utilizzatore deve rispondere per eventuali danni a terzi derivanti dall’attività svolta negli spazi concessi dalla parrocchia (ad esempio, il caso di un bimbo che cade durante una partita di calcio organizzata dall’associazione sportiva dilettantistica).
Medesima responsabilità grava, di norma, in capo all’utilizzatore anche per danni alla struttura, causati dall’azione di soggetti che partecipano all’attività gestita dall’utilizzatore stesso negli ambienti concessi in uso dalla parrocchia.
Quest’ultima, invece, deve rispondere per danni derivanti dagli immobili di cui è proprietaria, secondo il principio generale di cui all’art. 2053 del codice civile: «il proprietario di un edificio o di altra costruzione è responsabile dei danni cagionati dalla loro rovina, salvo che provi che questa non è dovuta a difetto di manutenzione o a vizio di costruzione». A tal fine, tutte le Parrocchie provvedono a stipulare idonea polizza assicurativa, che ha lo scopo precipuo di garantire la Parrocchia qualora si verifichi un sinistro negli ambienti di sua proprietà, assicurando ai terzi idoneo risarcimento. In relazione a quanto appena precisato, risulta di fondamentale importanza stabilire chi stesse utilizzando un determinato ambiente parrocchiale quando si è verificato il fatto: un accordo scritto fra le parti appare essenziale anche sotto tale profilo.
Modalità di Concessione e Aspetti Economici
Procedura di Richiesta e Regolamento d'Uso
È sempre opportuno che la richiesta e la concessione avvengano per iscritto e non in base ad un semplice accordo verbale. Si suggerisce di redigere un regolamento di utilizzo degli spazi (salone, teatro, campo sportivo e spogliatoi, aule dell’oratorio…), che deve essere consegnato in copia all’utilizzatore. Quest'ultimo deve prenderne visione e impegnarsi a rispettarlo e a farlo rispettare, sottoscrivendo la copia che trattiene la Parrocchia (per presa visione e accettazione).
Una volta accettato il regolamento, il richiedente deve compilare un modulo nel quale precisare il giorno e la fascia oraria di utilizzo, nonché l’attività che verrà svolta e il numero delle persone presenti, attendendo poi conferma scritta della Parrocchia (solo il parroco, legale rappresentante, può decidere a riguardo).
Gratuità o Onerosità della Concessione
Qualsiasi scelta compiuta dal parroco in merito alla gratuità o onerosità della concessione è corretta. Nulla vieta di concedere spazi a terzi a titolo gratuito, purché detta gratuità sia effettiva e non solo sulla carta (il rimborso spese è ammesso solo se documentato, mentre quello forfettario costituisce di fatto un corrispettivo).
Qualora, invece, la parrocchia intenda ricevere un corrispettivo per l’uso temporaneo delle proprie strutture, il godimento dell’immobile può essere compreso nel contenuto di una prestazione di servizi. In tal caso, non si concede semplicemente l’immobile a terzi, ma si offre uno specifico servizio (ad esempio, si concede una saletta riscaldata, pulita, con microfoni e computer, oppure un teatro dotato di tutto quanto necessario per la rappresentazione teatrale, oppure il campo sportivo illuminato e attrezzato, con spogliatoi riscaldati e puliti).
In tale ipotesi, se questo tipo di prestazioni non sono del tutto sporadiche, la parrocchia deve dotarsi di partita IVA ed emettere regolare fattura, gestendo regolarmente le entrate anche dal punto di vista contabile e fiscale. Qualora, invece, queste concessioni onerose avvengano solo qualche volta nell’anno, sarà sufficiente dichiarare i corrispettivi ai soli fini delle imposte sui redditi, senza rilevanza in ambito IVA.
Esempio di Regolamento per l'Uso degli Ambienti Parrocchiali
Un regolamento standard per l'utilizzo delle sale e delle strutture parrocchiali dovrebbe includere i seguenti punti:
- Il comportamento di tutti i presenti deve essere rispettoso del luogo e del contesto parrocchiale.
- L'uso degli ambienti è limitato allo scopo per cui sono richiesti.
- Sui muri non si possono appendere oggetti se non laddove siano stati fissati appositi supporti e/o ganci.
- La Parrocchia non esercita alcuna vigilanza relativamente all'ingresso delle persone che intendono accedere agli ambienti concessi in uso.
- La responsabilità per danni causati da coloro che partecipano o a coloro che partecipano all'attività organizzata negli ambienti concessi in uso compete all'organizzatore/richiedente.
- La custodia dei minorenni eventualmente invitati e presenti negli ambienti concessi in uso non è assunta dalla parrocchia ma dall'organizzatore/richiedente.
- Gli ambienti devono essere riconsegnati entro l'ora indicata nel modulo di richiesta e in condizioni tali da poter essere subito utilizzati.
- Al termine dell'utilizzo si deve provvedere alla pulizia del pavimento (passare la scopa), al riordino degli arredi e a rimuovere tutti gli addobbi.
- La spazzatura deve essere raccolta negli appositi sacchi e deve essere depositata presso l'area designata; qualora fosse contestata una violazione degli obblighi connessi alla raccolta differenziata, la sanzione dovrà essere pagata dal Richiedente.
- L'osservanza delle norme relative al diritto d'autore compete al Richiedente (SIAE).
- Gli automezzi non possono accedere nel cortile dell'Oratorio.
- La Parrocchia non ha alcuna responsabilità per i danneggiamenti o gli smarrimenti di oggetti propri di coloro che sono presenti negli ambienti e di cose altrui comunque introdotte negli ambienti parrocchiali concessi in uso.
- La Parrocchia non ha alcuna responsabilità per i contrasti che dovessero sorgere tra coloro che sono presenti negli ambienti parrocchiali concessi in uso.
- La Parrocchia non ha alcuna responsabilità per i danni che dovessero essere causati a cose o persone da coloro che sono presenti negli ambienti parrocchiali concessi in uso.
- La Parrocchia non assume alcuna responsabilità in ordine alla presenza di minorenni.
- Il Richiedente ha preso visione degli ambienti richiesti riconoscendoli idonei all'uso.
Informazioni Pratiche e Contatti per l'Utilizzo di Strutture Specifiche (Esempio)
Le parrocchie spesso mettono a disposizione una varietà di locali e strutture. È fondamentale rivolgersi ai referenti indicati per ogni specifica esigenza. Per l’utilizzo dei locali dell’Oratorio (feste di compleanno, incontri di condominio, incontri tra gruppi vari, comitati, ecc.) e del campo di calcetto, è solitamente possibile rivolgersi direttamente al personale volontario di turno del bar dell’Oratorio in orari specifici (ad esempio, dalle 15:00 alle 18:30) o contattare un numero telefonico dedicato (es. 0421 336410 nello stesso orario). La richiesta verrà annotata in un apposito registro e il richiedente dovrà compilare e firmare una scheda di assunzione di responsabilità per l’uso dei locali e/o le attrezzature relative.
Per l’utilizzo di altre strutture, come l’Auditorium, la Cucina e la tensostruttura, o la sala parrocchiale e il campo sportivo di Mussetta di sopra, così come per l’utilizzo degli strumenti/panchine, sono previsti contatti specifici (es. Sig. BERGAMO Loris per l'Auditorium, Sig. SFORZIN Matteo per Cucina e tensostruttura, Sig. TESO Adriano per sala parrocchiale e campo sportivo di Mussetta di sopra, Sig. FIORINDO Francesco per strumenti/panchine).
La Parrocchia del Santissimo: Un Esempio
La Parrocchia del Santissimo, a titolo esemplificativo, mette a disposizione due sale (sala rosa e sala gialla) ed un teatro ai soci e ai gruppi parrocchiali a richiesta. L'orario di apertura è dal lunedì al sabato dalle 14:30 alle 22:30, mentre la domenica è chiusa. Alle 22:30 i locali devono essere lasciati liberi ed in ordine.
Le regole per un buon utilizzo delle sale presso questa parrocchia includono:
- Leggere il regolamento per un corretto e civile utilizzo delle sale e del teatro.
- Chi prenota le sale deve essere socio dell'AOS (Associazione di riferimento).
- L'autore di atti di vandalismo o utilizzo improprio delle strutture sarà escluso da future utilizzazioni delle stesse ed allontanato immediatamente dal custode/referente.
- Eventuali rifiuti devono essere smaltiti a cura dei partecipanti all'evento.
La gestione delle attività che si svolgono nell'ambito dell'oratorio è complessa, intrecciando fattori logistici, organizzativi, economici e anche legali. Per tale motivo, il direttivo fornisce delle linee guida. Le attività sono organizzate dai soci a favore della collettività, quindi tutti sono invitati a collaborare.
#Io torno a Messa in tutta sicurezza , MARLIA
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