La preghiera dei fedeli, nota anche come preghiera universale, è parte integrante di ogni messa e un momento fondamentale nella liturgia della Parola. Essa si inserisce in questo contesto perché ha la funzione di “rispondere” alla Parola di Dio che è stata precedentemente proclamata, dando la possibilità a ogni fedele di esprimere il proprio sacerdozio battesimale elevando a Dio preghiere di intercessione per la salvezza di tutti.
È un momento in cui la comunità riunita in unità con il sacerdote porta a Dio le proprie richieste, preoccupazioni e ringraziamenti, abbracciando l'intero mondo. Un'adeguata preparazione e recita della preghiera universale è fondamentale per la profondità della liturgia vissuta e il coinvolgimento dei fedeli.

Contesto Teologico e Origini
Il Sacerdozio Universale dei Fedeli
La preghiera universale non è solo un punto formale della liturgia, ma un'espressione del sacerdozio universale dei fedeli. Questo sacerdozio universale significa che tutti i battezzati, indipendentemente dalla loro funzione nella Chiesa, hanno accesso diretto a Dio attraverso Gesù Cristo. Essi partecipano alla missione sacerdotale, profetica e regale di Cristo. La preghiera universale è una delle espressioni concrete di questo sacerdozio, dove i fedeli come comunità portano le loro richieste a Dio.
Ogni battezzato partecipa alla missione di Cristo e, attraverso la preghiera universale, realizza la sua vocazione all'intercessione per gli altri. È una risposta all'invito di Gesù a chiedere al Padre ciò che è necessario alla Chiesa e al mondo. Il suo scopo è sensibilizzare i fedeli alle necessità degli altri, approfondire i legami della comunità ed esprimere la preoccupazione per la salvezza del mondo.

Restaurazione e Scopo
Fin dal 1966 la riforma conciliare ha ripristinato l’antica preghiera dei fedeli per superare quell’individualismo che da tempo condizionava la partecipazione dei credenti alla Messa. I Padri del Concilio Vaticano II l’hanno voluta ripristinare affinché, come citato dalla Sacrosanctum Concilium, «con la partecipazione del popolo, si facciano preghiere per la santa Chiesa, per coloro che ci governano, per coloro che si trovano in varie necessità, per tutti gli uomini e per la salvezza di tutto il mondo».
Con questa preghiera comune si vuole esprimere l’universalità del sacrificio di Cristo e della preghiera cristiana. La preghiera universale, che conclude la liturgia della Parola, ci esorta a fare nostro lo sguardo di Dio, che si prende cura di tutti i suoi figli.
Struttura e Contenuti Essenziali
Quando e Come viene Recitata
La preghiera dei fedeli viene recitata dopo la liturgia della Parola e prima della liturgia eucaristica. Di solito è preceduta da una breve monizione da parte di colui che presiede la celebrazione, per invitare i fedeli a pregare. Le intenzioni possono essere lette dal diacono, se è presente, ma anche da un lettore o un fedele laico.
Dopo la recita delle intenzioni da parte di un rappresentante o della comunità, il sacerdote la conclude con un'orazione escatologica, cioè rivolta al compimento finale della speranza cristiana. Spetta al sacerdote celebrante guidare la preghiera. I documenti più recenti non fanno alcuna distinzione tra giorni festivi e giorni feriali per quanto riguarda la struttura della preghiera, indicando che essa è una parte integrante e non opzionale della liturgia.
Intenzioni Fondamentali
L’Ordinamento generale del Messale romano, così come lo stesso Messale che riporta alcuni formulari, indicandoci la successione da seguire nella proclamazione, ci indica anche i contenuti essenziali. Solitamente, la preghiera dei fedeli comprende alcune intenzioni fondamentali:
- Per le necessità della Chiesa universale e locale
- Per i governanti e la salvezza del mondo, per i leader degli stati e l'intera nazione
- Per coloro che si trovano in difficoltà (sofferenti, poveri, affamati, oppressi)
- Per la comunità locale e le sue intenzioni
Questo schema comunque è flessibile, dato che gli stessi libri liturgici riportano alcuni formulari di preghiera nei quali si sottolinea la celebrazione che si sta svolgendo quale, per esempio, un battesimo, un matrimonio, le cresime, le esequie, ecc. È importante che le intenzioni siano attuali, concrete e rispondano alle necessità del momento. Il senso profondo della preghiera dei fedeli è quello di intercedere per il mondo.
Principi per Creare Preghiere Significative
La creazione di preghiere dei fedeli richiede sensibilità, discernimento e conoscenza delle necessità della Chiesa e del mondo. Non è solo un compito tecnico, ma spirituale e pastorale. Le preghiere possono essere preparate o formulate dagli stessi fedeli, dal gruppo liturgico parrocchiale o dal presbitero, purché se ne esprima il senso, siano davvero momento di intercessione e, come suggerisce l’Ordinamento, siano brevi e sobrie.
La preghiera dei fedeli - Udienza Generale 14 febbraio 2018
Qualità delle Intenzioni
- Attualità e rilevanza: Le intenzioni dovrebbero riflettere gli eventi attuali, le necessità della Chiesa, della Patria e del mondo. Possono riguardare importanti anniversari, feste, preghiere per specifici gruppi sociali, vittime di conflitti, malati o persone che vivono difficoltà. È utile monitorare gli eventi attuali e utilizzare il calendario liturgico.
- Concretezza e brevità: Le intenzioni dovrebbero essere formulate in modo chiaro, concreto e comprensibile a tutti i fedeli. Evitare frasi lunghe e complicate, sovrabbondanza di aggettivi e subordinate che le rendono fredde e distanti. Un'intenzione breve, ma precisa, raggiungerà più facilmente il cuore e permetterà ai fedeli di impegnarsi nella preghiera.
- Diversità delle intenzioni: La preghiera universale dovrebbe coprire diverse sfere della vita: dalle questioni della Chiesa, alla preoccupazione per il mondo politico e sociale, alle necessità di persone specifiche e della comunità riunita nella liturgia. È importante mantenere un equilibrio tra le necessità spirituali e materiali.
- Richiesta, non comando: La formula della preghiera dovrebbe esprimere una richiesta rivolta a Dio, non un comando o una pretesa. Usare espressioni come: "Preghiamo il Signore...", "Preghiamo per...", "Dio, ti preghiamo...".
- Coinvolgimento della comunità: Incoraggiare i fedeli a partecipare attivamente. A volte vale la pena designare diversi rappresentanti della comunità per leggere le singole intenzioni, il che aumenta il senso di corresponsabilità per la liturgia.
- Tempo adeguato per la preparazione: La preparazione dovrebbe avvenire in anticipo, discutendo insieme le intenzioni almeno alcuni giorni prima della celebrazione.
Errori da Evitare
Anche con le migliori intenzioni, si possono commettere alcuni errori che indeboliscono l'efficacia della preghiera universale. Troppe intenzioni, testi "legnosi e freddi", o preghiere con una sovrabbondanza di aggettivi e subordinate possono indebolire il significato e il coinvolgimento dei fedeli. A volte, si rischia di cadere in luoghi comuni, intenzioni generiche e astratte, soprattutto con testi pre-stampati o sussidi non contestualizzati.
La preghiera dei fedeli deve mantenere sempre il suo carattere invocativo. Essa è una preghiera di domanda a Dio e mai una lode o un'espressione di ringraziamento, o peggio una riflessione personale. Infine, essa ha sempre un respiro universale: non scade in particolarismi, né prega solo per le necessità della propria comunità. L’ecclesialità della celebrazione domanda di aprire il cuore verso l’umanità intera, per accoglierne le gioie e i dolori e così presentare il mondo al Padre per mezzo di Cristo.
L'Insegnamento di Papa Francesco
All’Udienza generale, Papa Francesco ha proseguito le catechesi sulla Santa Messa, e nella Liturgia della Parola, ha parlato del Credo e della Preghiera universale. La preghiera dei fedeli, o universale, è il momento della Messa nel quale chiedere al Signore le cose più forti, le cose di cui abbiamo bisogno, perché Gesù ha detto “chiedete e vi sarà fatto”.

Francesco sottolinea che la Parola di Dio bussa al cuore e cambia i cuori. Dopo l’omelia, un tempo di silenzio permette di sedimentare nell’animo il seme ricevuto. Nel “Credo” che si recita dopo questo silenzio, si esprime la personale risposta di fede. Questa risposta alla Parola di Dio accolta con fede si esprime poi nella supplica comune, denominata Preghiera universale o dei fedeli.
Il Papa ricorda quanto ci ha detto Gesù: “Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto”. Egli invita a credere in questa promessa, riconoscendo che la nostra poca fede a volte ci impedisce di chiedere con fiducia. Le intenzioni per cui si invita i fedeli a pregare devono infatti dar voce “ai bisogni concreti della comunità ecclesiale e del mondo, evitando di ricorrere a formule convenzionali e miopi”.
Importanza e Impatto
Le preghiere dei fedeli non sono solo un elemento della liturgia, ma soprattutto un atto di amore e di cura per la Chiesa, le nostre famiglie, la Patria e il mondo intero. Quando le creiamo con significato, con il cuore aperto alle necessità degli altri e con fede nella misericordia di Dio, diventano un potente strumento di trasformazione e di costruzione del Regno di Dio.
Preghiere dei fedeli ben formulate e sincere possono ispirare gli altri a una riflessione più profonda, alla preghiera nel proprio cuore e ad azioni concrete a favore dei bisognosi. Sono un'espressione della nostra unità nella comunità della Chiesa e del comune desiderio di santità. Il tempo dedicato alla preparazione accurata delle preghiere dei fedeli è un investimento nella qualità della liturgia vissuta e nello sviluppo spirituale di tutta la comunità. È un modo concreto per servire Dio e gli uomini.