La Quaresima rappresenta un periodo liturgico fondamentale per la Chiesa Cattolica, un tempo di preparazione alla celebrazione della Pasqua. Questo cammino spirituale, che nel 2025 è iniziato il 5 marzo con il Mercoledì delle Ceneri e si concluderà il Giovedì Santo, il 17 aprile, prima della Messa in Coena Domini, è caratterizzato dall'intensificazione della preghiera, dell'elemosina e del digiuno, accompagnati dall'ascolto della Parola di Dio, dalla conversione e dalla riconciliazione.
Origine e Significato del Termine "Quaresima"
Il termine "Quaresima" deriva dal latino quadragesima, che significa letteralmente "quaranta giorni" o, più precisamente, "il quarantesimo giorno". Questo periodo trae la sua origine da diverse figure bibliche e dalla vita di Gesù stesso.
La Quaresima ricorda i quaranta giorni che Gesù trascorse nel deserto, un periodo di tentazione e preparazione prima dell'inizio del suo ministero pubblico. Questo modello biblico è centrale nella comprensione del significato della Quaresima, che richiama anche i quaranta anni del popolo d'Israele nel deserto e i quaranta giorni di digiuno di Mosè e Elia.
Fin dall'inizio del cristianesimo, i fedeli si preparavano alla Pasqua con un periodo di digiuno e penitenza. Inizialmente, questo periodo durava uno o due giorni, ma con il tempo si è esteso. Il Concilio di Nicea nel 325 d.C. già riconosceva una preparazione alla Pasqua di 40 giorni, seguendo il "modello" di Gesù nel deserto.
Il Mercoledì delle Ceneri: Segno di Inizio e Conversione
Il Mercoledì delle Ceneri segna l'inizio ufficiale della Quaresima per la Chiesa Cattolica di rito romano e per altre confessioni cristiane. Questo giorno è così chiamato per il rito dell'imposizione delle ceneri benedette sulla fronte dei fedeli, un gesto che racchiude un profondo valore simbolico.
Le ceneri, ottenute dalla combustione dei rami d'ulivo benedetti la Domenica delle Palme dell'anno precedente, rimandano alla precarietà della vita terrena e alla mortalità dell'essere umano. La frase pronunciata dal sacerdote durante l'imposizione delle ceneri sottolinea questo aspetto: "Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai" (Genesi 3,19). Questa formula, tratta dal libro della Genesi, ricorda la condizione umana di fragilità e caducità.
Dopo la riforma liturgica seguita al Concilio Vaticano II, è stata introdotta anche la formula "Convertiti e credi al Vangelo" (Marco 1,15). Questa espressione, oltre all'aspetto penitenziale, evidenzia il messaggio positivo della Quaresima come tempo di conversione, preghiera e ritorno a Dio.
Il gesto dell'imposizione delle ceneri ha un duplice significato biblico: è segno della debole e fragile condizione dell'uomo, ma anche segno esteriore di pentimento e di rinnovato cammino verso il Signore. La cenere ci ricorda la nostra natura transitoria e la nostra dipendenza da Dio.

Pratiche Quaresimali: Digiuno, Astinenza, Preghiera ed Elemosina
La Quaresima è un tempo di impegno spirituale scandito da pratiche penitenziali che mirano alla conversione del cuore e al rinnovamento interiore. Tra queste, il digiuno, l'astinenza, la preghiera e l'elemosina occupano un posto centrale.
Digiuno e Astinenza
Il Codice di Diritto Canonico (CIC) prescrive il digiuno e l'astinenza per il Mercoledì delle Ceneri e il Venerdì Santo. Il digiuno è obbligatorio per i fedeli dai 18 ai 59 anni compiuti e consiste nel consumare un solo pasto completo durante la giornata, con la possibilità di due pasti più leggeri che, sommati, non equivalgono a un pasto completo. L'astinenza, obbligatoria a partire dai 14 anni compiuti, prevede la rinuncia al consumo di carne.
L'astinenza dalle carni risale all'Antico Testamento e si riteneva combattesse la concupiscenza, favorendo l'ascesi. Storicamente, il pesce è stato ammesso durante i giorni di astinenza, motivo per cui il venerdì è tradizionalmente associato al consumo di pesce nei paesi a maggioranza cattolica, in ricordo del giorno della Passione di Cristo.
Il digiuno è connesso alla preghiera e all'elemosina, tre elementi cruciali nella pratica penitenziale della Chiesa. Il senso del digiuno va oltre la semplice privazione fisica; mira a un'interiorizzazione, a un prendersi cura di sé e degli altri, riconoscendo che "non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio" (Matteo 4,4).
L'astinenza è richiesta ogni venerdì dell'anno, eccetto nelle solennità. Mentre in passato l'obbligo era più esteso, oggi si concentra maggiormente sui venerdì di Quaresima e sul Venerdì Santo. È importante notare che i fedeli possono essere dispensati dall'obbligo del digiuno e dell'astinenza in determinate circostanze, come in caso di malattia.
Preghiera e Carità
La Quaresima è anche un tempo di preghiera più intensa e qualificata. Non si tratta necessariamente di aumentare la quantità di preghiere, ma di migliorarne la qualità, rendendola un vero e proprio "lavoro interiore" che vitalizza l'esistenza. La preghiera quaresimale è un invito a riscoprire la nostra identità profonda e a coltivare una relazione più intima con Dio.
La carità, intesa come impegno concreto verso il prossimo, è la naturale conseguenza di un cuore purificato dalla preghiera e dal digiuno. La Quaresima ci chiama a condividere ciò che siamo e ciò che abbiamo con gli altri, trasformando la rinuncia in un gesto di generosità.
Un'antica tradizione quaresimale è la preghiera della Via Crucis, che ripercorre le 14 stazioni della Passione e Morte di Cristo, a volte arricchita da una quindicesima stazione dedicata alla Risurrezione.
Elementi Liturgici della Quaresima
Durante il periodo quaresimale, la liturgia presenta alcune particolarità che sottolineano il carattere penitenziale e di attesa del tempo.
- L'inno del Gloria non si canta né si recita ad alta voce.
- Al posto dell'Alleluia, si canta il versetto che precede il Vangelo indicato nel Lezionario.
- È proibito adornare l'altare con fiori, eccetto la Domenica Laetare (IV di Quaresima), le solennità e le feste.
- Il colore liturgico predominante è il viola, che simboleggia la penitenza, l'umiltà e l'attesa.
- Il colore rosa può essere usato solo la Domenica Laetare, come segno di sollievo e gioia nel cammino quaresimale.
Il colore viola, utilizzato per i paramenti liturgici, richiama il cammino interiore della conversione. È il colore della penitenza e dell'umiltà, ma anche della speranza nella misericordia divina.
Differenze nel Rito Ambrosiano
È importante notare che non in tutta Italia la Quaresima inizia con il Mercoledì delle Ceneri. Nella diocesi di Milano, che segue il rito ambrosiano, il periodo di preparazione alla Pasqua inizia la domenica successiva. Questa differenza è dovuta al diverso modo di conteggiare i giorni di penitenza.
Nel rito ambrosiano, le domeniche di Quaresima sono considerate a tutti gli effetti giorni penitenziali. Al contrario, nel rito romano, le domeniche non sono conteggiate come giornate penitenziali, poiché prevale l'aspetto della celebrazione della risurrezione di Cristo. Di conseguenza, il rito ambrosiano completa i 40 giorni partendo dalla prima domenica di Quaresima, mentre il rito romano li calcola a ritroso dal Giovedì Santo, escludendo le domeniche.
DIFFERENZE FRA RITO ROMANO E AMBROSIANO GIADA
La Quaresima come Tempo di Grazia
La Quaresima non è un semplice esercizio di rinuncia, ma un'opportunità preziosa per riscoprire la nostra identità più profonda e per rafforzare il nostro legame con Dio. È un tempo di grazia, un invito a "disarmarci dalle parole offensive", come sottolineato da Papa Leone e dal Cardinale Zuppi, e a coltivare un cuore più aperto alla pace e alla riconciliazione.
La Quaresima ci insegna a non scegliere le scorciatoie dei facili compromessi, ma a saper dare le giuste priorità alla nostra vita, mettendo Dio al primo posto. Il digiuno, la preghiera e la carità ci aiutano a saziare la vera fame e sete di vita e di felicità che risiedono nel nostro cuore.
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