Durante il Giubileo 2025, milioni di fedeli si recheranno a Roma e in altre città del mondo per vivere l’esperienza spirituale del passaggio attraverso la Porta Santa, un momento carico di significato simbolico e religioso. Questo atto, unito alle condizioni stabilite dalla Chiesa, consente di ottenere l’indulgenza plenaria, un’opportunità unica per il rinnovamento spirituale.
L’indulgenza plenaria è un dono speciale della Chiesa, concesso durante l’Anno Santo, che permette di ottenere la remissione totale della pena temporale legata ai peccati già confessati e perdonati. Se la formula del Catechismo può restare oscura, si può dire che con l’indulgenza è possibile davvero “ricominciare una nuova vita”, intraprendere un nuovo cammino, liberi dal peso delle conseguenze del peccato.

Il Sacramento della Riconciliazione: Cuore della Misericordia
L’apertura della Porta Santa avvia un tempo di grazia nel quale assume un significato particolare il Sacramento della Riconciliazione. «Solo sperimentando concretamente la Misericordia del Padre nella nostra vita, cioè il perdono che ci rinnova e fa vivere, possiamo diventare misericordiosi», afferma il Vescovo Fausto Tardelli nella sua lettera pastorale per il Giubileo. In questa circostanza dell’anno Giubilare, dunque, è importante riscoprire il sacramento della riconciliazione. Molti fedeli preferiscono confessarsi "alla vecchia maniera" nel confessionale, da una grata, un metodo che permette al confessore di ascoltare senza essere condizionato e alla persona di parlare in libertà.
La Misericordia e il Peccato
In Misericordiae Vultus Papa Francesco spiega bene il senso dell’indulgenza: «Nonostante il perdono, nella nostra vita portiamo le contraddizioni che sono la conseguenza dei nostri peccati. Nel sacramento della Riconciliazione Dio perdona i peccati, che sono davvero cancellati; eppure, l’impronta negativa che i peccati hanno lasciato nei nostri comportamenti e nei nostri pensieri rimane. La misericordia di Dio però è più forte anche di questo. L’indulgenza agisce con la mediazione della Chiesa. Nessuno è lasciato solo con il suo peccato. La comunione dei santi ci aiuta a ottenere l’indulgenza.»
Vivere dunque l’indulgenza nell’Anno Santo significa accostarsi alla misericordia del Padre con la certezza che il suo perdono si estende su tutta la vita del credente. La prima verità della Chiesa è l’amore di Cristo. Di questo amore, che giunge fino al perdono e al dono di sé, la Chiesa si fa serva e mediatrice presso gli uomini. Pertanto, dove la Chiesa è presente, là deve essere evidente la misericordia del Padre.
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Condizioni per Ottenere l'Indulgenza Plenaria
Per ottenere l’indulgenza plenaria legata al passaggio attraverso la Porta Santa, è necessario soddisfare alcune condizioni spirituali e sacramentali. Condizione indispensabile e previa per ogni indulgenza è lo spirito penitente, non arrogante, di chi non pretende ed esige ma domanda umilmente. Il condono richiesto non esime dal compiere quanto è nelle nostre possibilità per rimediare al male fatto, ma piuttosto porta a perfezione quello che da soli non saremmo mai in grado di completare.
Ogni indulgenza richiede un autentico distaccamento dai peccati e l’obbedienza alle condizioni che la Chiesa pone. Le condizioni generali, da adempiere preferibilmente entro alcuni giorni (circa 20) prima o dopo l'opera giubilare, includono:
- Confessione Sacramentale: Accostarsi al Sacramento della Riconciliazione.
- Comunione Eucaristica: Partecipare alla celebrazione della Santa Messa e ricevere la Comunione.
- Preghiera per le Intenzioni del Santo Padre: Pregare per le intenzioni del Papa, ad esempio con un Padre Nostro e un’Ave Maria.
- Distacco Completo dal Peccato: Avere la disposizione interiore del completo distacco da ogni affetto verso qualunque peccato, anche veniale. Questo requisito è forse il più impegnativo.
Il momento in cui si attraversa la Porta Santa non è solo un atto simbolico, ma un’esperienza spirituale profonda. È consigliato un atteggiamento di preghiera e raccoglimento:
- Prima di passare la Porta Santa, prenditi un momento per pregare e riflettere sulle tue intenzioni.
- Mentre cammini attraverso la Porta Santa, medita sul gesto che stai compiendo.
- Dopo aver attraversato la Porta Santa, dedica del tempo alla preghiera silenziosa o alla contemplazione.
Un aspetto importante dell’indulgenza plenaria è che può essere offerta non solo per sé stessi, ma anche per le anime dei defunti, a modo di suffragio. A loro siamo legati per la testimonianza di fede e di carità che ci hanno lasciato.
Le Opere Giubilari: Pellegrinaggi, Visite e Opere di Misericordia
Assieme a queste condizioni generali, vi è un’opera che deve essere compiuta in un modo stabilito. L’opera può essere scelta tra quelle possibili ogni giorno come pure tra quelle speciali aggiunte con l’occasione del Giubileo. L’indulgenza giubilare può essere ottenuta compiendo un breve pellegrinaggio verso la Porta Santa.
Pellegrinaggi
I pellegrinaggi possono essere svolti da soli o assieme ad altri fedeli. Il pellegrinaggio è un’antica forma di devozione cristiana, che mira a avvicinare l’uomo a Dio. Tale vicinanza o riconciliazione con Dio include la riconciliazione con gli uomini e col creato. Papa Francesco evidenzia che la vita è “un pellegrinaggio” e l’essere umano è “un pellegrino che percorre una strada fino alla meta agognata”. Anche per raggiungere la Porta Santa, ognuno dovrà compiere, secondo le proprie forze, un pellegrinaggio. Esso “sarà un segno del fatto che anche la misericordia è una meta da raggiungere e che richiede impegno e sacrificio”.
Le principali mete di pellegrinaggio includono:
- Roma: Accedendo a una delle quattro Basiliche Papali Maggiori, dove ci sono le uniche Porte Sante: S. Pietro in Vaticano, S. Giovanni in Laterano, S. Maria Maggiore, S. Paolo fuori le Mura.
- Terra Santa: Visitando il Santo Sepolcro in Gerusalemme o la Natività in Betlemme o l’Annunciazione in Nazareth.
- Chiese Cattedrali e Santuari Diocesani: Verso la chiesa Cattedrale o uno dei santuari mariani diocesani stabiliti dal Vescovo. Se non si va a Roma o in Terra Santa, è necessario che, giunti nel luogo giubilare, si partecipi devotamente a una celebrazione comunitaria.
Visite ai Luoghi Sacri
Si tratta di qualcosa di simile ai pellegrinaggi ma senza la forma del cammino esteso. Giunti in questi luoghi, è chiesto di intrattenersi con il Signore o nell’adorazione eucaristica (possibile anche senza l’Esposizione solenne, rimanendo davanti al tabernacolo) o nella meditazione, per un tempo congruo che ognuno decide, concludendo con il Padre Nostro, il Credo e un’invocazione mariana, come l’Ave Maria.
Opere di Misericordia e di Penitenza
L’indulgenza è accessibile anche con il devoto compimento di:
- Opere di misericordia corporali: dare da mangiare agli affamati, da bere agli assetati, vestire gli ignudi, accogliere i forestieri, assistere gli ammalati, visitare i carcerati, seppellire i morti.
- Opere di misericordia spirituali: consigliare i dubbiosi, insegnare agli ignoranti, ammonire i peccatori, consolare gli afflitti, perdonare le offese, sopportare pazientemente le persone moleste, pregare Dio per i vivi e per i morti.
Oltre a queste, è possibile la visita per un congruo tempo ai fratelli che si trovino in necessità o difficoltà (come infermi, carcerati, anziani soli), quasi compiendo un pellegrinaggio verso Cristo presente in loro.
Un’ultima opera indulgenziata riguarda il venerdì, da sempre giorno penitenziale per i cristiani perché richiama il giorno del tradimento, passione e morte del Signore. Ciò che fa accedere all’indulgenza è lo spirito con cui vivere i venerdì dell’anno, ovvero di sacrificio, in unione ai patimenti di Cristo.
Ogni indulgenza plenaria può essere ottenuta una volta al giorno e applicata a sé stessi o a un’anima del Purgatorio a modo di suffragio. L’indulgenza per le opere di misericordia e per San Pietro è accessibile dall’inizio del Giubileo alla sua conclusione, ovvero dalla Vigilia di Natale 2024 al 6 gennaio 2026. Circa i pellegrinaggi e le visite negli altri luoghi del mondo, compresi quelli diocesani, solitamente si estendono per la durata dell'Anno Santo, come avvenuto dal 29 dicembre 2024 al 28 dicembre 2025 per il Giubileo della Misericordia del 2015-2016.
Le Porte Sante e gli Itinerari Giubilari
La Porta Santa, le indulgenze e il pellegrinaggio sono i segni che caratterizzano ogni Giubileo. A Roma sono quattro le Porte Sante che vengono aperte soltanto durante i Giubilei, oltre a quella di San Pietro, ci sono quelle delle altre tre basiliche maggiori di Roma: San Giovanni in Laterano, Santa Maria Maggiore e San Paolo fuori le Mura.

Nel Giubileo della Misericordia del 2015-2016, Papa Francesco annunciò l'apertura delle Porte della Misericordia non solo a Roma, ma anche in ogni Cattedrale o nelle chiese stabilite dal Vescovo diocesano nel mondo. Questo per consentire a chiunque di incontrare la misericordia di Dio Padre attraverso l’operosa missione della Chiesa. Ad esempio, a Pistoia Monsignor Fausto Tardelli aprì ufficialmente la porta della Misericordia il 12 dicembre 2015.
Itinerari Giubilari a Roma
Il percorso principale, proposto soprattutto a chi viene da lontano per vivere il Giubileo a Roma, sarà naturalmente quello che arriva alla Basilica di San Pietro. Tra Castel Sant’Angelo e la Basilica Vaticana, è allestito un percorso protetto all’interno del quale i pellegrini percorrono Via della Conciliazione per entrare in Piazza San Pietro e, quindi, varcare la Porta Santa mantenendosi in atteggiamento di preghiera e raccoglimento spirituale. Prima di raggiungere questo tratto finale del pellegrinaggio, tuttavia, i pellegrini sono invitati a fermarsi in una delle tre chiese che sono il vero punto di partenza di questo itinerario:
- San Giovanni Battista dei Fiorentini
- San Salvatore in Lauro
- Santa Maria in Vallicella (o Chiesa Nuova)
Queste tre chiese offrono ogni giorno, durante tutto l’Anno Santo, l’accoglienza spirituale ai pellegrini, con sacerdoti disponibili per le confessioni (in diverse lingue) e l’adorazione eucaristica continuata. Questi itinerari urbani sono quattro, si snodano nel pieno centro di Roma, e tutti confluiscono verso Castel Sant’Angelo, dove inizia il percorso protetto verso la Basilica di San Pietro.
La Via Papale (o Via Maior) parte dalla Basilica di San Giovanni in Laterano, la cattedrale di Roma, passa per il Colosseo, il Carcere Mamertino, raggiunge piazza Navona e qui si biforca su due itinerari alternativi, che comunque si concludono a Castel Sant’Angelo. Il primo fa tappa presso Santa Maria in Vallicella (o Chiesa Nuova) come luogo di sosta per la confessione e l’adorazione. Il secondo, invece, propone la sosta presso la chiesa di San Salvatore in Lauro.
Il terzo itinerario, denominato Via del Pellegrino, parte sempre dalla Basilica Lateranense, ma si snoda lungo un percorso che conduce a far tappa per la preparazione spirituale presso la chiesa di San Giovanni Battista dei Fiorentini, per terminare poi sempre a Castel Sant’Angelo.
Nel caso di Roma, alle quattro Basiliche papali si aggiungono le tre chiese che, insieme ad esse, compongono l’itinerario tradizionale delle “sette chiese”, vale a dire San Lorenzo fuori le Mura, Santa Croce in Gerusalemme e San Sebastiano fuori le Mura. L’importanza del pellegrinaggio in occasione del Giubileo suggerisce di riscoprire e praticare questo itinerario penitenziale lasciato ai romani da San Filippo Neri nel ‘500.
Chiese Giubilari in Italia (Esempi dal Giubileo della Misericordia 2015-2016)
Il weekend del 12 e 13 dicembre 2015 si aprirono le Porte Sante di moltissime chiese italiane. Come nel 2000, infatti, il Giubileo della Misericordia ebbe Porte Sante in ogni diocesi: innanzitutto nelle chiese cattedrali, poi in altre chiese e santuari su indicazione dei vescovi. Era quindi possibile varcare la Porta Santa e ottenere l'indulgenza in centinaia di luoghi sacri.
- Milano: L'Arcidiocesi individuò nove chiese giubilari, tra cui il Duomo (Cattedrale Metropolitana di S. Maria Nascente) e la basilica di S. Ambrogio.
- Torino: Due chiese giubilari, la Cattedrale di San Giovanni Battista e la chiesa del Cottolengo.
- Genova: La Cattedrale di San Lorenzo fu Porta Santa principale, con il Battistero in piazza San Giovanni il Vecchio come "Porta Santa" per i pellegrinaggi successivi.
- Napoli: La Cattedrale di Santa Maria Assunta fu l'unica Porta Santa della diocesi.
- Palermo: La Porta Santa si aprì in Cattedrale, nel santuario di Santa Rosalia, in quello di Altavilla Milicia e nella “porta degli ultimi” presso la chiesa in costruzione della Missione Speranza e Carità di Biagio Conte.

Il Significato Profondo della Misericordia Divina
Gesù Cristo è il volto della misericordia del Padre. Il mistero della fede cristiana sembra trovare in questa parola la sua sintesi. Essa è divenuta viva, visibile e ha raggiunto il suo culmine in Gesù di Nazareth. Il Padre, «ricco di misericordia» (Ef 2,4), dopo aver rivelato il suo nome a Mosè come «Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà» (Es 34,6), non ha cessato di far conoscere in vari modi e in tanti momenti della storia la sua natura divina. Nella «pienezza del tempo» (Gal 4,4), Egli mandò suo Figlio nato dalla Vergine Maria per rivelare a noi in modo definitivo il suo amore. Chi vede Lui vede il Padre (cfr Gv 14,9). Gesù di Nazareth con la sua parola, con i suoi gesti e con tutta la sua persona rivela la misericordia di Dio.
Nelle parabole dedicate alla misericordia, Gesù rivela la natura di Dio come quella di un Padre che non si dà mai per vinto fino a quando non ha dissolto il peccato e vinto il rifiuto, con la compassione e la misericordia. Conosciamo queste parabole, tre in particolare: quelle della pecora smarrita e della moneta perduta, e quella del padre e i due figli (cfr Lc 15,1-32). In queste parabole, Dio viene sempre presentato come colmo di gioia, soprattutto quando perdona. La parabola del servo spietato contiene un profondo insegnamento per ciascuno di noi: Gesù afferma che la misericordia non è solo l’agire del Padre, ma diventa il criterio per capire chi sono i suoi veri figli. Insomma, siamo chiamati a vivere di misericordia, perché a noi per primi è stata usata misericordia. Il perdono delle offese diventa l’espressione più evidente dell’amore misericordioso e per noi cristiani è un imperativo da cui non possiamo prescindere.
La misericordia di Dio è la sua responsabilità per noi. Lui si sente responsabile, cioè desidera il nostro bene e vuole vederci felici, colmi di gioia e sereni. È sulla stessa lunghezza d’onda che si deve orientare l’amore misericordioso dei cristiani. Come ama il Padre così amano i figli. L’architrave che sorregge la vita della Chiesa è la misericordia. Tutto della sua azione pastorale dovrebbe essere avvolto dalla tenerezza con cui si indirizza ai credenti; nulla del suo annuncio e della sua testimonianza verso il mondo può essere privo di misericordia. La credibilità della Chiesa passa attraverso la strada dell’amore misericordioso e compassionevole. È giunto di nuovo per la Chiesa il tempo di farsi carico dell’annuncio gioioso del perdono.
Il Logo e il Motto del Giubileo della Misericordia 2015-2016
Il logo e il motto offrono insieme una sintesi felice dell’Anno giubilare della Misericordia. Nel motto Misericordiosi come il Padre (tratto dal Vangelo di Luca, 6,36) si propone di vivere la misericordia sull’esempio del Padre che chiede di non giudicare e di non condannare, ma di perdonare e di donare amore e perdono senza misura (cfr. Lc 6,37-38).
Il logo - opera del gesuita Padre Marko I. Rupnik - si presenta come una piccola summa teologica del tema della misericordia. Mostra, infatti, il Figlio che si carica sulle spalle l’uomo smarrito, recuperando un’immagine molto cara alla Chiesa antica, perché indica l’amore di Cristo che porta a compimento il mistero della sua incarnazione con la redenzione. Il disegno è realizzato in modo tale da far emergere che il Buon Pastore tocca in profondità la carne dell’uomo, e lo fa con amore tale da cambiargli la vita. Un particolare, inoltre, non può sfuggire: il Buon Pastore con estrema misericordia carica su di sé l’umanità, ma i suoi occhi si confondono con quelli dell’uomo. Cristo vede con l’occhio di Adamo e questi con l’occhio di Cristo.

Concessioni Speciali: Il Perdono del Peccato di Aborto
In occasione del Giubileo della Misericordia (2015-2016), il Santo Padre ha concesso a tutti i sacerdoti la facoltà di assolvere il peccato di aborto procurato. Precedentemente, soltanto il sacerdote penitenziere, per mandato del Vescovo, poteva sciogliere la scomunica che segue questo grave peccato. Il Catechismo della Chiesa Cattolica ricorda che “la Chiesa sanziona con una pena canonica di scomunica questo delitto contro la vita umana”.
Nella lettera con cui Papa Francesco estese questa possibilità, si legge: “Il dramma dell’aborto è vissuto da alcuni con una consapevolezza superficiale, quasi non rendendosi conto del gravissimo male che un simile atto comporta. Molti altri, invece, pur vivendo questo momento come una sconfitta, ritengono di non avere altra strada da percorrere. Penso, in modo particolare, a tutte le donne che hanno fatto ricorso all’aborto. Conosco bene i condizionamenti che le hanno portate a questa decisione. So che è un dramma esistenziale e morale. Ho incontrato tante donne che portavano nel loro cuore la cicatrice per questa scelta sofferta e dolorosa. Ciò che è avvenuto è profondamente ingiusto; eppure, solo il comprenderlo nella sua verità può consentire di non perdere la speranza. Il perdono di Dio a chiunque è pentito non può essere negato, soprattutto quando con cuore sincero si accosta al Sacramento della Confessione per ottenere la riconciliazione con il Padre.”
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