Madre Teresa di Calcutta: Fede, Carità e Impegno Civile

Madre Teresa, al secolo Anjezë Gonxhe Bojaxhiu (1910-1997), è una grande santa, un personaggio straordinario, amata da tutti e insignita anche del Premio Nobel per la Pace. Sebbene in occasione della sua canonizzazione, tenutasi il 4 settembre, siano state narrate soprattutto le opere di misericordia corporale, il suo chinarsi verso i più poveri, i più sofferenti e i moribondi abbandonati da tutti, aspetti della sua vita molto rilevanti per capire la sua personalità e il suo carisma, e spesso considerati "politicamente scorretti", meritano attenzione. Onoriamo in lei una delle personalità più rilevanti della nostra epoca.

Madre Teresa nel suo caratteristico sari bianco e azzurro, con il suo volto rugoso e carismatico

Le Origini e la Chiamata al Servizio dei Poveri

Gonxha Bojaxhiu è nata a Skopje (ex Jugoslavia) da una famiglia molto religiosa che ha certamente influenzato e facilitato il cammino verso la fede, la sua predisposizione alla partecipazione comune e all’insegnamento religioso. Madre Teresa entra nell’ordine delle Suore di Loreto a Dublino nel 1928 ed è inviata in India, dove insegna alla St. Mary's School a Calcutta. La rapidità e la travolgente espansione della sua missione la misero in luce e sulla sua opera cominciò a rivolgersi l'attenzione mondiale.

Il desiderio di dedicarsi ai più poveri è descritto attraverso le sue parole: "Sono stata e sono molto felice come Suora di Loreto; lasciare ciò che amo ed esporre me stessa a nuove fatiche e a nuove sofferenze che saranno grandi, essere oggetto di scherno per così tanti, soprattutto per i religiosi, aderire e scegliere deliberatamente gli aspetti più duri della vita indiana, la solitudine, l’ignominia e l’incertezza, e tutto questo perché Gesù lo vuole, perché qualcosa mi sta chiamando «a lasciare tutto e a radunare alcune compagne per vivere la Sua vita, per svolgere la Sua opera in India»". Questi pensieri erano causa di grande sofferenza, ma la «Voce» continuava a dire: «Rifiuterai?». E un altro giorno: «Sei diventata Mia sposa per amor Mio, per Me sei giunta in India. La sete che avevi di anime ti ha portato così lontano. Hai paura di compiere un altro passo per il tuo sposo, per Me, per le anime?».

Inizialmente tentò di convincere Nostro Signore che avrebbe cercato di diventare una ferventissima santa Suora di Loreto, una vera vittima nella sua vocazione, ma la risposta giunse di nuovo, chiarissima: «Voglio Missionarie indiane Suore della Carità, che siano il Mio fuoco d’amore tra i più poveri, gli ammalati, i moribondi, i bambini di strada». Queste parole, o piuttosto questa «Voce», la spaventarono. Il pensiero di mangiare, di dormire, di vivere come si vive in India, la riempì di timore. Pregò a lungo, pregò così tanto, e disse a Maria Nostra Madre di chiedere a Gesù di rimuovere tutto questo da lei. Tuttavia, il pensiero di mangiare, di dormire, di vivere come si vive in India, la riempì di timore.

Quando Madre Teresa maturò in sé il desiderio di "aiutare tutti gli uomini", quando, all’inizio del suo noviziato si confrontò e aiutò le bambine povere, e quando ancora, per terminare gli studi, venne mandata a Calcutta, la realtà di grande miseria con cui si confrontò non le lasciò dubbi e si consacrò al servizio dei poveri condividendone le sofferenze. Nacque così la congregazione religiosa fondata dalla stessa Madre Teresa e riconosciuta dall’arcivescovo di Calcutta nel 1950, le Missionarie della Carità.

La "Notte dell'Anima" e la Profondità della Povertà

Dietro l'apparente serenità di Madre Teresa, come svelato anche da suor Amata Bassani, c’era un aspetto oscuro della sua vita, che sta emergendo in questi anni e che viene chiamato la "notte dell’anima". Nonostante tutto il bene che faceva ogni giorno, faticava a sentire nel cuore la presenza di Dio e questo le creava turbamento. Questa verità, questo suo sentirsi bisognosa dell’amore divino, questo suo sentirsi "povera" di amore, l’ha portata a condividere ancora di più la povertà degli uomini.

Madre Teresa ci ha aiutato a scoprire altre forme di povertà, non solo quella materiale, ma anche quelle più legate al mondo occidentale, cioè la povertà di chi si sente solo, emarginato, oppure sempre insoddisfatto e in continua ricerca.

Le Missionarie della Carità: Una Vita Dedicata e la loro Struttura

La presenza delle Missionarie della Carità è diffusa in tutto il mondo; al 31 dicembre 2008 la congregazione contava 5.194 religiose in 762 case. Nel 1997 le suore di Madre Teresa erano circa 4.000, presenti nelle 610 case di missione sparse in 123 paesi del mondo. Oggi si contano 762 case sparse nei cinque continenti.

Le opere delle Missionarie della Carità sono di grande impegno, non solo spirituale, ma anche molto strutturate ed onerose, comprendendo orfanotrofi e cliniche. Ad esempio, suor Amata Bassani e tre consorelle sono impegnate a Monaco di Baviera in molteplici servizi, dove gestiscono una mensa per i poveri, una piccola casa di accoglienza per donne e un piccolo dormitorio che ospita fino a sei uomini.

La loro giornata è un alternarsi di preghiera e lavoro: si alzano alle 4.40 e pregano fino alle 6. Dopo colazione, alle 8 comincia il servizio di apostolato che comprende anche la visita alle famiglie, ai carcerati e alle persone sole. Alle 12 si ritrovano per la preghiera, il pranzo e un momento di riposo per riprendere il servizio, dalle 14 alle 17.30. Seguono altri momenti di preghiera, con i vespri e un’ora di adorazione. Le Missionarie di Madre Teresa recitano il rosario mentre camminano per la città e ogni anno fanno gli esercizi spirituali di Sant'Ignazio, definendosi come contemplative nel mondo.

Il progetto di Madre Teresa non si limitò ad accogliere le vocazioni religiose; formò infatti gruppi di persone di confessioni e nazionalità diverse con cui condividere lo spirito di preghiera, semplicità, sacrificio e apostolato. Nacquero così i Collaboratori di Madre Teresa e i Collaboratori Ammalati e Sofferenti, e successivamente la fondazione dei Missionari della Carità Laici. In risposta alla richiesta di molti sacerdoti, nel 1991 Madre Teresa diede vita anche al Movimento Corpus Christi per Sacerdoti come una "piccola via per la santità" per coloro che desideravano condividere il suo carisma e spirito. Tutto è fondato su un’intensa vita spirituale.

Sorelle Missionarie della Carità a Calcutta, India, mentre assistono persone bisognose

Madre Teresa e le Questioni Etiche e Sociali

Madre Teresa si è impegnata verso tutto ciò che deturpa la società nei suoi aspetti morali. Suscitarono in lei vera ripugnanza le politiche di aborto e di sterilizzazione varate dal governo indiano, come soluzione al rapido incremento demografico dell’India, e fece pressione sul primo ministro Indira Gandhi (1917-1984) affinché ritirasse quelle politiche demografiche. Non tollerava mancanze di rispetto verso il Papa e il magistero della Chiesa, soprattutto in materia di matrimonio o di morale sessuale.

L’11 dicembre 1979 le venne conferito il Premio Nobel per la Pace. Fa scalpore, in quell’occasione, il suo discorso contro l’aborto, in cui, fra l’altro, affermò: «Io sento che il più grande distruttore della pace oggi è l’aborto, perché è una guerra diretta, un’uccisione diretta, un omicidio commesso dalla madre stessa. E leggiamo nelle Scritture, perché Dio lo dice molto chiaramente: “Anche se una madre dimenticasse il suo bambino, io non ti dimenticherò. Ti ho inciso sul palmo della mano”. Siamo incisi nel palmo della sua mano, così vicini a Lui che un bambino non nato è stato inciso nel palmo della mano di Dio. E quello che mi colpisce di più è l’inizio di questa frase, che “Persino se una madre potesse dimenticare, qualcosa di impossibile, ma perfino se si potesse dimenticare, io non ti dimenticherò”. E oggi il più grande mezzo, il più grande distruttore della pace è l’aborto. E noi che stiamo qui, i nostri genitori ci hanno voluti. Non saremmo qui se i nostri genitori non lo avessero fatto. I nostri bambini li vogliamo, li amiamo, ma che cosa è di milioni di loro? Tante persone sono molto, molto preoccupate per i bambini in India, per i bambini in Africa dove tanti ne muoiono, di malnutrizione, fame e così via, ma milioni muoiono deliberatamente per volere della madre. E questo è ciò che è il grande distruttore della pace oggi. Perché se una madre può uccidere il proprio stesso bambino, cosa mi impedisce di uccidere te e a te di uccidere me?».

Il rapporto privilegiato di Madre Teresa di Calcutta con il Movimento per la Vita (MpV) Italiano inizia proprio alle origini del Movimento stesso. Piero Pirovano, giornalista di Avvenire e tra i fondatori del MpV, la invitò a Milano come ospite del primissimo incontro del nascente MpV italiano il 23 aprile 1977 allo stadio San Siro, e poi nel 1979 al Castello Sforzesco di Milano, quando il MpV già esisteva. Da lì nacque un’amicizia spirituale tra la santa di Calcutta e Carlo Casini, testimoniata tra l’altro da uno scambio di lettere e biglietti. Dal 1987 Madre Teresa è Presidente onorario di tutti i Movimenti per la Vita presenti nel mondo intero.

In alcuni biglietti a Carlo Casini, Madre Teresa scriveva: «Caro dottor Casini Carlo, mantieni la gioia di amare Dio lavorando con tutto il cuore per la protezione del bambino non nato. Dio ti benedica. Madre Teresa» e «Caro Carlo Casini, grazie molte per la vostra gentile lettera, per il vostro affetto e le vostre preghiere. Le mie preghiere sono con voi. Permetti a Dio di usarti come Suo strumento per svegliare nei cuori delle persone un profondo rispetto per ognuno come figlio di Dio. Dio ti benedica. Madre Teresa». Condivideva anche il pensiero che il bambino non nato, il feto umano, è membro vivente della razza umana, creato ad immagine e somiglianza di Dio, per grandissime cose - amare ed essere amato. Perciò non c’è più da scegliere una volta che il bambino è stato concepito. Distruggere questa Vita con l’aborto è omicidio, anzi peggio di ogni altro assassinio, poiché chi non è ancora nato è il più debole, il più piccolo e il più misero della razza umana, e la sua Vita dipende dalla madre per una Vita autentica.

Papa san Giovanni Paolo II (1978-2005), nell’omelia tenuta per la beatificazione di Madre Teresa, ha ricordato che la religiosa «soleva dire: “Se sentite che qualche donna non vuole tenere il suo bambino e desidera abortire, cercate di convincerla a portarmi quel bimbo». Anche Papa Francesco, pronunciando l’omelia per la canonizzazione della suora albanese, ha sottolineato che «Madre Teresa, in tutta la sua esistenza, è stata generosa dispensatrice della misericordia divina, rendendosi a tutti disponibile attraverso l’accoglienza e la difesa della vita umana, quella non nata e quella abbandonata e scartata», aggiungendo: «Si è impegnata in difesa della vita proclamando incessantemente che “chi non è ancora nato è il più debole, il più piccolo, il più misero”. Si è chinata sulle persone sfinite, lasciate morire ai margini delle strade, riconoscendo la dignità che Dio aveva loro dato».

Madre Teresa durante una conferenza stampa o un evento pubblico, focalizzata sulla sua missione

Il Rapporto con il Potere e la Povertà

Madre Teresa ha fatto sentire la sua voce ai potenti della terra, perché riconoscessero le loro colpe dinanzi ai crimini della povertà creata da loro stessi. Un giorno, un giornalista le chiese un consiglio per i politici. La Madre sorpresa da tale domanda fu quasi tentata di non rispondere. Poi, pensando all’atteggiamento di umiltà che sottende la preghiera, azzardò una risposta lapidaria: "Che se ne stiano un po' in ginocchio". "Stare un po' in ginocchio", per ogni politico, di convinzioni religiose o non, poteva significare essere più umili, democratici, rispettosi dei cittadini e delle idee altrui, sicuramente non presuntuosi o supponenti, ma capaci di chiedere sempre aiuto e consigli.

Recentemente, il governo indiano, guidato dal primo ministro nazionalista e induista Narendra Modi, si è rifiutato di rinnovare la licenza che permette di ottenere finanziamenti esteri alle Missionarie della Carità. Il ministero dell’Interno indiano ha annunciato di non aver rinnovato la licenza il giorno di Natale, sostenendo di aver osservato alcuni «elementi negativi» nella richiesta dell’organizzazione, senza fornire ulteriori dettagli. Le Missionarie della Carità hanno negato di voler convertire le persone al cristianesimo.

Critiche e Controversie

Come per tutti i personaggi che hanno lasciato un segno, anche Madre Teresa ha lasciato dietro di sé molte domande. Un volto rugoso, duro, carismatico, con un forte bisogno di apparire e di esistere a livello religioso, politico e mediatico per far resistere e crescere quella specie di "impero" di preghiera ed aiuto che aveva creato per tutti e, probabilmente, come affermazione della sua stessa esistenza. Un’esposizione che derivava sicuramente anche dal bisogno che le congregazioni, sparse ormai ovunque, necessitavano di sostentamento e di organizzazione, di persone che se ne prendessero cura amministrativamente ed è illusorio pensare che la sola preghiera potesse assolvere a tutto ciò. Forse Madre Teresa non se ne occupava direttamente, ma certamente operava anche per questo.

La lettura che alcuni hanno dato della personalità di Madre Teresa ha messo in luce che forse, dietro questo attivismo, vi fosse una ricerca interiore e spasmodica di avvicinarsi a Dio, la dolorosa sensazione di essere rifiutata da Lui, da cui il crescente desiderio di Lui stesso. Alcuni l'hanno definita una suora eccessivamente rigorosa nei confronti del dolore, attraverso il quale ci si può avvicinare a Dio e al Paradiso, sostenendo che le persone sofferenti quindi non sarebbero state curate veramente ma solo assistite in attesa della morte. Eppure, così rigorosa con i malati, si fece poi curare in una delle migliori cliniche americane.

Il noto saggista americano Christofer Hitchens si è posto alcuni interrogativi ed ha dato alcuni giudizi poco lusinghieri sull’azione di Madre Teresa. Già in un articolo apparso nel 1992 sul Nation la definì “il rapace di Calcutta”, alludendo al “potere” che essa aveva costruito e producendo, successivamente, alcuni filmati che mettevano in evidenza atteggiamenti di disgusto verso i malati e i bambini da parte della Beata. Inoltre, considerò le sue posizioni in materia di contraccezione, divorzio ed aborto (che Madre Teresa giudicava «la più grande minaccia per la pace nel mondo») come anacronistiche ed il suo operato un incoraggiamento ad accettare la povertà e la miseria. Sempre secondo Hitchens, “Madre Teresa fu un’opportunista che si lasciò costruire addosso l’immagine di santa già da viva, al solo fine di raccogliere fondi per propagandare una forma rozza, bigotta, estrema e retrograda di cattolicesimo”.

L'Eredità di Madre Teresa

Quello che è fuori di dubbio è che Madre Teresa ha operato nella convinzione cristiana del mutuo soccorso ed ha avuto il merito di aver raccolto attorno a lei molte anime e molte vocazioni che altrimenti si sarebbero smarrite. Non ultimo, in ordine d’importanza, ha lasciato un messaggio di fratellanza che in un mondo così profondamente diviso resta ancora valido quanto irraggiungibile. Lei stessa si definiva: "Sono albanese di sangue, indiana di cittadinanza. Per quel che attiene alla mia fede, sono una suora cattolica. Secondo la mia vocazione, appartengo al mondo."

Madre Teresa di Calcutta è santa

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