Il Cinquecentenario di Raffaello Sanzio e la Grande Mostra a Roma
Sono trascorsi cinquecento anni dalla scomparsa di uno degli artisti più ammirati di tutti i tempi. Il 6 aprile 1520, Raffaello Sanzio si spegneva a Roma, a soli 37 anni, dopo una fulminea malattia. La sua fu una vita breve ma costellata di capolavori ineguagliati per grazia, bellezza e perfezione, come poeticamente espresso: "dal quale, mentre era in vita, la Natura temette di essere vinta e, quando morì, temette di morire anch’essa".
L'esposizione, intitolata semplicemente "Raffaello 1520-1483", costituisce l’apice delle celebrazioni mondiali per il cinquecentenario e rappresenta l’evento di punta del programma approvato da un Comitato Nazionale appositamente istituito. Realizzata in collaborazione con le Gallerie degli Uffizi, è una mostra monografica spettacolare curata da Marzia Faietti e Matteo Lafranconi, con il contributo di Vincenzo Farinella e Francesco Paolo Di Teodoro e di un autorevole comitato scientifico.

Il contributo delle Gallerie degli Uffizi è stato determinante anche per i capolavori in prestito, circa 50, di cui oltre 40 dello stesso Raffaello. Ad arricchire la rassegna hanno contribuito anche numerosi altri musei di importanza internazionale, tra i quali i Musei Vaticani, il Louvre, la National Gallery di Londra, il Museo del Prado e la National Gallery of Art di Washington.
La Mostra "Raffaello 1520-1483" alle Scuderie del Quirinale: Un Percorso Espositivo Unico
La mostra, visitabile alle Scuderie del Quirinale di Roma, è un viaggio che procede a ritroso, cominciando con le ultime opere di Raffaello e finendo con quelle degli anni della sua formazione. Per aprire e chiudere il percorso sono stati scelti due celebri autoritratti dell’artista: l'Autoritratto con un amico (1518-1520) del Louvre, che accoglie i visitatori all'inizio della mostra, e l'Autoritratto giovanile degli Uffizi (1504-1506), posto sulla parete di fondo dell’ultima sala.

L'esposizione presenta oltre 200 opere, di cui 120 autografe di Raffaello o di sua ideazione, tra dipinti, cartoni, disegni, arazzi e progetti architettonici. Oltre all'elemento cronologico invertito, le opere sono raggruppate per temi in sale dedicate, come quella all'Ideale Femminile, dove spiccano i famosi dipinti della Fornarina e della Velata. Altre sezioni significative includono la sala degli Arazzi Vaticani, dove è esposto il cartone preparatorio del Sacrificio di Listra insieme ad antichità che hanno ispirato l'artista, e la sala dedicata a Raffaello come Architetto, con i progetti per Villa Madama e Palazzo Branconio dell'Aquila.
Raffaello, Villa Madama e la fine del Rinascimento - Tour virtuale
Tra i principali capolavori prestati da musei stranieri figurano il Ritratto di Baldassarre Castiglione dal Louvre, il Ritratto di Giulio II dalla National Gallery di Londra, la Madonna d’Alba dalla National Gallery di Washington, la Madonna della Rosa dal Museo del Prado e la Madonna Tempi dalla Alte Pinakothek di Monaco di Baviera. Gli Uffizi hanno messo a disposizione tre celebri dipinti: la Velata, la Madonna del Granduca e il Ritratto di Leone X, quest'ultimo presentato per la prima volta dopo un accuratissimo restauro. Sono inoltre presenti opere mai riviste in Italia dal momento della loro esportazione per ragioni collezionistiche.

Un aspetto interessante è la presenza di numerosi disegni preparatori, spesso affiancati ai rispettivi dipinti, che permettono di cogliere il processo creativo dell'artista. Nella sala con la Santa Cecilia della Pinacoteca di Bologna, ad esempio, è esposta, in una nicchia sulla destra del quadro, un'antica testa di Iside, che Raffaello prese a modello per l'acconciatura della santa.
Il percorso espositivo, sebbene di forte contenuto scientifico ed educativo, è caratterizzato da tempi stringenti (solo 5 minuti per sala), che rendono difficile concentrarsi sui particolari, leggere i pannelli espositivi o confrontare i disegni con i dipinti. La scelta di iniziare dalla fase finale della carriera dell'artista può, per alcuni visitatori, ostacolare una chiara percezione dell'evoluzione artistica di Raffaello. Inoltre, la mostra offre un focus limitato sul ruolo fondamentale della sua bottega, specialmente negli ultimi anni romani.
I Capolavori Mariani di Raffaello: Focus sulla Madonna della Seggiola
Raffaello è universalmente riconosciuto come il "pittore della felicità promessa" e del "paradiso promesso", in particolare per la sua inesauribile produzione di Madonne, immagini archetipiche della maternità e della devozione.

Tra i suoi capolavori mariani spicca la Madonna della Seggiola, realizzata tra il 1513 e il 1514, conservata nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze. Questo dipinto raffigura una dolcissima ed enigmatica Vergine seduta, colta nella naturalezza e delicatezza di una scena intima. Uno scialle con decorazioni colorate avvolge le spalle della Vergine, mentre un morbido panno a righe le copre il capo. Tra le braccia la Vergine stringe teneramente il suo bambino, avvicinandolo con forza a sé con la gamba sinistra sollevata. La Madonna e il Bambino rivolgono entrambi lo sguardo all'osservatore, coinvolgendolo nella scena. Sulla destra, San Giovannino li osserva in preghiera. La presenza della sedia camerale, prerogativa dei pontefici, suggerisce una possibile commissione diretta da parte di papa Leone X Medici all'inizio del '500. Il dipinto fonde l'enigmatica e malinconica dolcezza della Vergine a un'attenzione nuova per il plasticismo delle forme, rivelando l'influenza di Michelangelo.
Sebbene l'originale della Madonna della Seggiola non sia esposto alle Scuderie del Quirinale, la mostra presenta altre celebri opere mariane di Raffaello come la Madonna del Granduca, dipinta dieci anni prima (1504) e ispirata al linguaggio di Leonardo, la Madonna Tempi, la Madonna d'Alba e la Madonna della Rosa, tutte provenienti da importanti collezioni internazionali.
Informazioni Pratiche e Misure di Sicurezza per la Visita
A causa dell'emergenza COVID-19, la mostra, dopo una chiusura iniziale, ha riaperto con forti limitazioni e disposizioni rigorose. Per venire incontro alle numerose richieste, l'orario di visita è stato prolungato.
- Orari: Da domenica a giovedì dalle ore 8:00 alle ore 23:00 (ultimo ingresso ore 21:30). Nei fine settimana, l'apertura è dalle 8:00 del mattino fino all'una di notte.
- Prenotazione: La prenotazione è obbligatoria e può essere effettuata tramite call center o sito ufficiale. Anche i bambini sotto i 6 anni richiedono una prenotazione gratuita online, e non rientrano nel computo dei visitatori ammessi alla volta.
- Accesso: È obbligatorio arrivare almeno 5 minuti prima dell’orario indicato sul biglietto per consentire lo svolgimento delle operazioni propedeutiche alla visita e garantire la sicurezza. L'accesso in mostra non è garantito per arrivi in ritardo.
- Controllo Temperatura: All'ingresso è prevista la rilevazione della temperatura corporea.
- Durata della Visita: La visita dura al massimo un'ora e venti/trenta minuti. I visitatori sono ammessi a gruppi di 6-10 persone, accompagnati da un addetto. Si può rimanere solo 5 minuti in ciascuna delle sale.
- Servizi non attivi: Il servizio di audioguida, il servizio di caffetteria e l'utilizzo di radiomicrofoni, riceventi e auricolari non sono consentiti.
- Gruppi: Gli accompagnatori di un gruppo (di massimo 5 persone) possono commentare la visita nelle sale a condizione che tutti i presenti nella sala facciano parte dello stesso gruppo, in modo da non influire sulle modalità di visita degli altri, e che tutte le disposizioni sulle distanze e i tempi vengano rispettate.
Per affrontare al meglio la mostra con i tempi contingentati, è consigliabile arrivare preparati, avendo già una conoscenza generale delle opere e del percorso che si intende seguire.
Il Catalogo Ufficiale e L'Eredità di Raffaello
Il catalogo della mostra, edito da Electa, si presenta in oltre 500 pagine con riproduzioni ad altissima qualità dei dipinti e disegni, oltre a importanti saggi sul percorso artistico del pittore. Tutti i visitatori della mostra riceveranno in omaggio un libretto con il saggio "Modernità di Raffaello".
Raffaello Sanzio è stato un uomo del Rinascimento impegnato anche nello svolgimento dell'incarico di prefetto alle antichità dello Stato della Chiesa, contribuendo allo sviluppo della piena consapevolezza della necessità della salvaguardia del patrimonio culturale. La sua figura di "Divin Pittore" ha portato la parola "bellezza" nel lessico quotidiano, lasciando un'eredità inesauribile di perfezione estetica e magnificenza artistica.