La figura di Arcangelo da Borgonovo, frate minore e studioso di spicco della cabala cristiana, emerge nel contesto del Rinascimento italiano come un importante continuatore del pensiero ermetico e cabalistico avviato da figure come Giovanni Pico della Mirandola e il suo maestro Francesco Zorzi. Le notizie sulla sua vita, sebbene frammentarie, ne delineano il ruolo cruciale nella diffusione e difesa di queste dottrine.
La Formazione Intellettuale e il Magistero di Francesco Zorzi
Arcangelo da Borgonovo apprese l'ebraico e fu iniziato ai misteri della cabala sotto la disciplina del confratello frate Francesco Zorzi da Venezia. Zorzi, autore del celebre De harmonia mundi, è descritto come "uomo veramente di sana dottrina e particolarmente nell'Ebraismo molto istruto". Questa formazione avvenne in un periodo di grande fermento intellettuale, in cui l'interesse per la lingua e la tradizione ebraica si stava riaffermando.
Francesco Zorzi, a sua volta, si era dedicato allo studio della lingua santa e della cabala con l'aiuto di alcuni studiosi ebrei, tra i quali il celebre tipografo Girolamo Soncino e il coltissimo convertito Marco Raphael. Oltre a giovarsi dell'imponente biblioteca lasciata dal cardinale Domenico Grimani al convento di Sant’Antonio, che comprendeva tra l'altro libri ebraici acquistati dagli eredi di Pico, Zorzi si formò una ricca collezione di manoscritti e testi a stampa in lingua ebraica. Questo ambiente ricco di risorse intellettuali e testi fu fondamentale per lo sviluppo del pensiero cabalistico di Zorzi e del suo discepolo Arcangelo.
Del misticismo cabalistico, Zorzi colse soprattutto l'importanza dell'analisi linguistica dell'ebraico. Egli vide infatti nella singola parola ebraica la possibilità di sintetizzare diversi aspetti della realtà e complessi concetti filosofici. Da un lato la struttura grafica della lingua sacra, che combina consonanti, vocali ed accenti, allude alla segreta unione fra materia, forma e spirito. Dall'altro la sua musicalità trova corrispondenza nell'armonia, concepita appunto in senso musicale, della creazione. Secondo i cabalisti, quando Adamo diede un nome alle cose, le parole da lui scelte influenzarono la natura e l'identità stessa delle cose.

La Difesa della Cabala e l'Eredità di Pico della Mirandola
Il contesto intellettuale in cui operò Arcangelo da Borgonovo fu fortemente influenzato dalle dottrine platoniche, ermetiche e cabalistiche su Dio, l'anima e la creazione del cosmo, come compendiate nel De harmonia mundi totius cantica tria di Francesco Zorzi. Tuttavia, queste idee non furono esenti da critiche. L'esaltazione che Giovanni Pico della Mirandola aveva fatto della cabala nelle sue Conclusiones nongentae (1487), poi proibite da Innocenzo VIII, e nell'Apologia a Lorenzo il Magnifico, era stata oggetto di aspra critica da parte di Pietro Garcia, vescovo di Ales in Sardegna. Garcia scrisse le Determinationes magistrales contra conclusiones apologales Ioannis Pici Mirandulani (Romae, 1489), su incarico dello stesso papa, confutando l'affermazione di Pico che la magia e la cabala potessero meglio di ogni altra scienza attestare la divinità di Cristo.
Come Zorzi e come Pico, anche Arcangelo da Borgonovo sentì il bisogno, settantacinque anni dopo, di prendere posizione. A tal fine, egli scrisse l'Apologia pro defensione doctrinae Cabalae contra R.D. [Pietro Garcia], un'opera significativa che testimonia il suo impegno nella difesa delle dottrine cabalistiche nel panorama teologico dell'epoca.

Le Opere di Arcangelo da Borgonovo
La produzione letteraria di Arcangelo da Borgonovo fu vasta, sebbene della maggior parte dei suoi scritti restino soltanto i titoli. Alla fine della sua Apologia, Arcangelo invita il lettore a leggere, se gli capitassero tra mano, i suoi altri scritti, fornendo un elenco di ben ventuno opere:
- Expositio Sepher Iitcira Abrahae
- Expos. quinqugginta portarum intelligentiae
- Expos. triginta duarum semitarum sapientiae Dei
- Expos. Sem ammephoras, sive nominis expansi
- Expos. literarum Hebraicarum
- Expos. Menora, sive candelabri
- Expos. Ihan, ave arboris Sephirot
- Expos. conclusionum cabalisticarum Mirandulae
- Expos. dictorum notabilium praecipuorum Cabaleorum
- Expos. numeri formalis et divini
- Expos. nominis Iesu et omnium divinorum nominum
- Expos. Merchava, sive gloriae
- Expos. Sera hora, idest portae lucis
- Expos. nominis Tetragrammaton
- Expos. Apocalypsis cabalistica (di cui esiste un manoscritto nell'Estense di Modena, Cod. a. M. 8. 13)
- Introductio Cabalae
- Apologia pro defensione Cabalae
- Expos. duplicis [sic], in principio Iohannis videlicet et Mosis
- Liber contra Iudaeos
- De immortalitate animae
- Liber, qui Seres ora, sive liber portae lucis Rabbi Joseph Carnolitae (di cui esiste un manoscritto nella Bodleiana di Oxford, Cod. Canon. 12)
Tra le opere di Arcangelo che giunsero a stampa, si annoverano:
- Lo Specchio di salute o Dechiaratione sopra il nome di Giesu secondo gli Hebrei Cabalisti, Greci, Caldei, Persi et Latini, pubblicato a Ferrara nel 1557.
- La già citata Apologia pro defensione doctrinae Cabalae..., cui furono aggiunte le Conclusiones cabalisticae numero LXXI secundum opimonem propriam eiusdem Mirandulae ex ipsis Hebraeorum sapientum fundamentis Christianam religionem maxime declarantes, pubblicata a Bologna nel 1564. Ne esiste anche un'altra edizione a Basilea, "per Sebastianum Henricpetri", nel 1600.
- La sua ultima fatica sembra essere stata Cabalistarum selectiora obscurioraque dogmata a Ioanne Pico ex eorum commentationibus prident excerpta et ab Archangelo Burgonovensi Minoritano nunc primum luculentissimis interpretationibus illustrata, dedicata a Bernardino Aiano, che ne curò la pubblicazione a Venezia nel 1569, dopo la morte dell'autore. Questa edizione include una dedica di Aiano al ministro generale degli Osservanti Luigi Pozzi, fratellastro di Arcangelo. Una seconda edizione, con il titolo Interpretationes in selectiora Cabalistarum dogmata etc., uscì a Basilea nel 1587, inclusa nel volume Artis cabalisticae, hoc est reconditae philosophiae et theologiae Scriptorum tomus I, a cura di Pistorius Nidanus.
È importante notare che il commento che Francesco Zorzi dedicò alle Conclusiones cabalisticae di Pico, fu stampato solo postumo, a Bologna nel 1564, sotto il falso nome di un suo discepolo, proprio Arcangelo da Borgonovo. Questo dettaglio può generare confusione ma sottolinea la stretta relazione e l'influenza reciproca tra i due studiosi.

Contributo e Riconoscimento
Le notizie tramandateci sulla vita di Arcangelo da Borgonovo sono piuttosto frammentarie e confuse, specialmente per quel che riguarda il suo soggiorno a Carpi, a Ferrara e a Bologna, dove avrebbe insegnato nelle scuole dell'Ordine a due riprese. Tuttavia, la sua vasta produzione e la sua dedizione alla cabala cristiana attestano il suo significativo contributo al dibattito intellettuale e teologico del Cinquecento. La sua opera si inserisce nel solco di una tradizione che cercava di conciliare la sapienza ebraica con la dottrina cristiana, esplorando le armonie nascoste del cosmo e il significato profondo delle Scritture.