I Discorsi del Cardinale Ruini nel 2005: Referendum sulla Procreazione Assistita e Ruolo della CEI

Nel 2005, il Cardinale Camillo Ruini, allora Presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), pronunciò discorsi chiave che definirono la posizione della Chiesa cattolica su questioni etiche e sociali di grande rilevanza in Italia. Uno degli eventi centrali fu il referendum sulla procreazione assistita e il ruolo del Concilio Vaticano II.

La Posizione della CEI sul Referendum per la Procreazione Assistita

La Conferenza Episcopale Italiana, sotto la guida del Cardinale Ruini, ribadì con fermezza la propria posizione in merito ai referendum sulla fecondazione assistita, previsti per il 12 e 13 giugno. Questa posizione, indicata anche dal Comitato Scienza e Vita, era per una consapevole non partecipazione al voto.

Foto del Cardinale Camillo Ruini durante un discorso pubblico

Il "Doppio No" all'Astensione

Il Cardinale Ruini dedicò un intero paragrafo della sua relazione di apertura all'assemblea generale della CEI al tema del referendum, chiarendo che l'astensione non era una scelta di disimpegno, ma un "doppio no".

  • Un no ai contenuti dei quesiti referendari, che a suo dire avrebbero irrimediabilmente peggiorato e svuotato la legge 40/2004, riaprendo la porta a pericolosi vuoti normativi.
  • Un no all'uso dello strumento referendario in una materia così complessa e delicata.

«Non si tratta dunque in alcun modo di una scelta di disimpegno, ma al contrario di opporsi in maniera netta ed efficace a una logica che, a prescindere dalle intenzioni dei suoi sostenitori, mette in pericolo i fondamenti umani e morali della nostra civiltà», affermò Ruini. Secondo il Cardinale, votare "no" al referendum avrebbe, anche se involontariamente, contribuito al raggiungimento del quorum, finendo per aiutare i sostenitori delle modifiche alla legge 40. L'unica via per opporsi efficacemente al peggioramento della legge era la non partecipazione al voto.

La Benedizione Papale all'Astensione

Il richiamo del Cardinale Ruini all'astensione ricevette anche la benedizione papale di Benedetto XVI. Il Pontefice, durante un incontro a Bari di fronte all'assemblea dei vescovi, affermò: «Siete impegnati a illuminare e a motivare le scelte dei cattolici e di tutti i cittadini circa il referendum sulla procreazione assistita. Proprio nella sua chiarezza e concretezza questo vostro impegno è segno della sollecitudine di veri pastori buoni per ogni essere umano che non può mai venire ridotto a mezzo ma è sempre un fine come ci insegna il Signore Gesù Cristo nel Vangelo». Il Papa, pur senza entrare direttamente nella polemica, benedisse la battaglia sull’astensione, dichiarando: «In tale impegno vi sono vicino con la parola e la preghiera confidando nella luce e nella grazia».

Benedetto XVI con il Cardinale Ruini durante un evento

L'Appello del Rinnovamento nello Spirito

Il Comitato e il Consiglio nazionale del Rinnovamento nello Spirito, riuniti a Loreto il 20 marzo, emanarono una nota dal titolo “È vita… evita di metterla ai voti”, chiedendo a gruppi e comunità di «prodigarsi senza lesinare sacrifici, ricorrendo a ogni strumento idoneo e utile alla promozione di momenti di preghiera, di riflessione, di informazione e di formazione a sostegno della campagna astensionistica».

Il Cardinale Ruini sottolineò come il Comitato "dà voce alla grandissima e altamente significativa unità che i molteplici organismi cattolici hanno saputo raggiungere su questo tema tanto importante e delicato, ma esprime anche e anzitutto una posizione razionalmente fondata che va nettamente al di là delle appartenenze religiose e partitiche riunendo molte personalità del mondo scientifico, culturale, professionale e politico."

Il Presidente dei Vescovi italiani invitò i cattolici ad "avvalersi di tutte le possibilità previste", inclusa l’astensione, per far mancare il quorum. Concluse la sua Prolusione affermando: «Ci dedicheremo soprattutto alla formazione delle coscienze riguardo alla dignità della vita umana fin dal suo inizio, alla tutela della famiglia e al diritto dei figli di conoscere i propri genitori. Faremo ciò con quello stesso amore e sollecitudine per l’uomo che si esprime nella cura della Chiesa per i poveri e le altre persone in difficoltà, nell’educazione dei bambini e dei ragazzi, nella vicinanza ai malati e agli anziani».

L'Assemblea Generale della CEI ad Assisi e il Concilio Vaticano II

Un'altra importante Assemblea Generale della CEI si tenne ad Assisi, a Santa Maria degli Angeli, nel 2005, dopo una breve assemblea a fine maggio. Il Cardinale Ruini espresse gratitudine ai Frati Minori e alle Suore Francescane Missionarie di Gesù Bambino per l'ospitalità, salutando anche il Nunzio Apostolico in Italia, Mons. Paolo Romeo, e il Vescovo della Diocesi, Mons. Sergio Goretti.

La XX Giornata Mondiale della Gioventù e il Sinodo sull'Eucaristia

L'attenzione dell'Assemblea si rivolse anzitutto a Papa Benedetto XVI, in particolare dopo la felice esperienza della XX Giornata Mondiale della Gioventù a Colonia e l'XI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, dedicata all’Eucaristia come fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa, tenutosi nell'ottobre dello stesso anno. L'Enciclica Ecclesia de Eucharistia e la celebrazione dell’Anno dell’Eucaristia, con la Lettera apostolica Mane nobiscum Domine, furono considerate la preparazione più sostanziale e feconda per l'Assemblea sinodale. Il Sinodo mise in luce la centralità dell'Eucaristia, l'intimo legame tra Eucaristia e Chiesa, e in particolare il rapporto tra Eucaristia e sacerdozio ministeriale, nonché tra Eucaristia e sacramento del matrimonio.

Immagine del logo della XX Giornata Mondiale della Gioventù a Colonia

Il 40° Anniversario della Conclusione del Concilio Vaticano II

Nel corso di questa Assemblea, fu celebrato il 40° anniversario della conclusione del Concilio Vaticano II. Il Cardinale Ruini richiamò l'attenzione su questo "fondamentale evento ecclesiale" che il Sinodo straordinario dei Vescovi "a vent’anni dal Concilio" aveva riconosciuto come "la massima grazia" del XX secolo. Egli rimandò a due testi decisivi: il discorso di Giovanni XXIII (11 ottobre 1962) e l'omelia di Paolo VI (7 dicembre 1965), nonché la Lettera apostolica Tertio millennio adveniente di Giovanni Paolo II, che descriveva il Concilio come "simile ai precedenti, eppure tanto diverso; un Concilio concentrato sul mistero di Cristo e della Chiesa ed insieme aperto al mondo".

Ruini evidenziò la ricchezza degli insegnamenti del Vaticano II, in particolare le quattro Costituzioni conciliari:

  • Dei Verbum: Sottolinea il carattere centrale della Rivelazione di Dio e ripropone il valore della Sacra Scrittura, approfondendo i rapporti tra Scrittura, Tradizione e Magistero.
  • Sacrosanctum Concilium: La prima Costituzione approvata, riscoprì l’indole profonda dell’azione liturgica, in particolare dell’Eucaristia, e diede avvio alla riforma liturgica che introdusse l’uso delle lingue moderne.
  • Lumen gentium: Tratta della Chiesa come popolo di Dio, riscoprendo il sacerdozio comune dei fedeli e la vocazione universale alla santità, e definisce la costituzione gerarchica della Chiesa, con la collegialità dei Vescovi affiancata al primato del Papa. Afferma che l'unica Chiesa di Cristo "sussiste nella Chiesa cattolica", ma riconosce elementi di santificazione e verità anche nelle altre Chiese cristiane, ponendo le premesse per lo slancio ecumenico.
  • Gaudium et spes: Delinea un'apertura della Chiesa al mondo contemporaneo con un approccio antropologico e un preciso radicamento cristologico, affermando che "solamente nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell’uomo". Questa Costituzione affronta le grandi tematiche umane e sociali dell'epoca, recuperando cristianamente la "svolta antropologica" della modernità.

La Dichiarazione Dignitatis humanae fu menzionata per aver posto a fondamento del diritto alla libertà religiosa la dignità della persona umana, superando sia la concezione che vedeva la libertà religiosa come un diritto civile da ammettere solo in determinate situazioni, sia una visione relativistica della libertà. La Dichiarazione Nostra aetate, infine, offrì un'indicazione chiara di apertura e accoglienza nei confronti delle religioni non cristiane, in particolare dell'ebraismo.

Il Rinnovamento Conciliare in Italia e le Sfide del Presente

Il Cardinale Ruini espresse gratitudine a Dio per come il rinnovamento conciliare avesse inciso profondamente sulle Chiese italiane e sulla presenza cristiana nel Paese, stimolando una risposta pastorale e culturale orientata alla missione e all'evangelizzazione. Nonostante ciò, la ricezione del Vaticano II non poteva dirsi compiuta, richiedendo fiducia nello Spirito Santo, coraggio, discernimento evangelico e profondo senso di comunione ecclesiale.

Ruini evidenziò i grandi mutamenti storici successivi al Concilio: la rivoluzione culturale del 1968, la caduta del muro di Berlino nel 1989, la "rivoluzione informatica", la globalizzazione, i fenomeni migratori, l'aggravarsi del sottosviluppo, il salto di qualità del terrorismo internazionale dopo l'11 settembre 2001 e la nuova frontiera delle biotecnologie. In questo scenario, la Chiesa è chiamata a continuare l'opera di discernimento e orientamento profetico del Vaticano II.

La Formazione al Ministero Presbiterale

Un altro tema significativo affrontato dall'Assemblea fu la formazione al ministero presbiterale e la vita dei seminari. Benedetto XVI aveva sottolineato che «Il seminario è tempo di preparazione alla missione». Questo richiamo ecangelico a «costituire Dodici che stessero con lui e anche per mandarli a predicare» (Mc 3,13-15) evidenziava la necessità di una figura sacerdotale con una più marcata caratterizzazione missionaria. Ciò implica un'identità spirituale e ministeriale chiara, radicata in Cristo, lieta della propria appartenenza ecclesiale, ma al contempo "estroversa", capace di comprendere i contesti sociali e culturali, e di testimoniare e proporre la fede.

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