Il Significato dell'Assenza di Matrimonio nella Risurrezione

La fede cristiana promette ai credenti la risurrezione e, con essa, la vita dopo la morte. Tuttavia, sorge spontanea la domanda su quale sarà la condizione dell'uomo in quella nuova dimensione e, più precisamente, quale sarà lo stato delle relazioni coniugali. Le persone innamorate spesso affermano che il loro amore non avrà mai fine, un sentimento profondo che porta a interrogarsi sulla permanenza del vincolo matrimoniale oltre la morte. Negli ultimi anni, teologi e predicatori hanno ipotizzato la non fine del matrimonio con la morte di uno dei coniugi, pur riconoscendo la prassi della Chiesa di concedere ai vedovi di unirsi in nuove nozze. Per comprendere meglio questa complessa questione, è fondamentale affidarsi all'insegnamento di Cristo così come riportato nei Vangeli.

illustrazione biblica della risurrezione

La Sfida dei Sadducei a Gesù riguardo al Matrimonio

L'episodio evangelico che affronta direttamente questo tema vede come protagonisti i Sadducei, un gruppo giudaico che non credeva nella risurrezione dei morti. Essi si rivolsero a Gesù con una questione basata sulla legge del levirato (Dt 25,5ss), che prevedeva che se un uomo moriva senza figli, il fratello ne prendesse in moglie la vedova per assicurare una discendenza al defunto. I Sadducei presentarono a Gesù un caso ipotetico e complesso, ideato per dimostrare l'assurdità della risurrezione e la non credibilità di tale fede. Essi narravano la storia di sette fratelli che, uno dopo l'altro, avevano sposato la stessa donna, morendo tutti senza lasciare discendenza. Alla fine, anche la donna morì. La loro domanda provocatoria fu: «Quando risorgeranno, di quale di loro sarà moglie?»

Con questo ragionamento, i Sadducei intendevano mostrare che se si prendeva sul serio la legge di Mosè, non si poteva credere in una risurrezione dei morti, poiché la donna si sarebbe trovata in uno stato di poligamia. Essi manifestavano così la convinzione che la vita eterna fosse semplicemente un prolungamento della vita terrena, con le stesse norme e convenzioni sociali.

La Risposta di Gesù: Una Nuova Dimensione dell'Esistenza

Non Prenderanno Moglie né Marito, ma Saranno Come Angeli

Gesù rispose ai Sadducei, spostando la prospettiva da una mera estensione della vita terrena a una realtà completamente nuova. Nel Vangelo di Marco (Mc 12, 24-27) si legge: «Quando risusciteranno dai morti, infatti, non prenderanno moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli». Il Vangelo di Luca (Lc 20, 34-36) aggiunge ulteriori dettagli: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni dell’altro mondo e della risurrezione dai morti, non prendono moglie né marito; e nemmeno possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, essendo figli della risurrezione, sono figli di Dio». Matteo (Mt 22,30) sintetizza: "Alla risurrezione non si prende né moglie, né marito, ma si è come angeli nel cielo".

Il Significato di "Uguali agli Angeli"

L'espressione "saranno come angeli nei cieli" non significa che gli esseri umani si trasformeranno in angeli, creature spirituali, bensì che condivideranno con essi alcune condizioni dell'esistenza nel Regno di Dio. In questa nuova realtà, gli uomini saranno immuni dalle esigenze della natura umana legate alla procreazione e alla morte. Essi "non possono più morire" (Luca), condizione che li rende simili agli angeli per immortalità e per l'assenza di necessità di perpetuare la specie. La morte non avrà più alcun potere su coloro che ricevono la risurrezione celeste, donando loro l'immortalità, una vita indistruttibile e senza fine.

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Le Ragioni Teologiche della Non Continuazione del Matrimonio

Distinzione tra "Questo Mondo" e "L'Altro Mondo"

Gesù opera una netta distinzione tra "i figli di questo mondo" e "i figli della risurrezione". Matrimonio e procreazione sono realtà intrinseche alla dimensione storica e terrena dell'esistenza, finalizzate alla perpetuazione della specie. L'unione sponsale e la generazione di figli sono espressioni concrete del significato originario dell'essere corpo nelle dimensioni della storia. Tuttavia, la risurrezione segna la chiusura di questa dimensione storica. Entrando nell'altro mondo, giudicati degni da Dio, gli esseri umani non si uniranno più in matrimonio, poiché non saranno più soggetti alle leggi di questa vita. Questa trasformazione implica che le norme e le convenzioni sociali del mondo attuale non avranno più validità.

La Conservazione dell'Identità Personale e dell'Amore

L'affermazione che i risorti "non prenderanno né marito, né moglie" non implica la cancellazione del nostro essere maschio o femmina, né della nostra individualità. Al contrario, l'identità personale sarà conservata e, con essa, tutta la storia terrena di ogni essere umano. Questa storia è fatta di relazioni importanti e significative, tra cui il matrimonio, che è stato redento da Cristo. L'uomo escatologico, in questa nuova comprensione del proprio corpo, porterà con sé tutte le esperienze vissute nel mondo storico, le quali non saranno alienate. Il significato sponsale del corpo si svelerà in modo pieno nell'altro mondo attraverso la comunione dei santi, dove l'amore non sarà più caratterizzato da possessività ("mio" o "tuo") ma da una pienezza di carità.

Gesù non afferma che i legami matrimoniali precedenti si dissolveranno o non avranno valore, ma piuttosto che nella condizione di risorti non si vivrà più come inseriti nel contesto della vita prima della fine dei tempi. Questo può far ipotizzare che il "Noi coniugale" consacrato sarà trasformato, vivendo una propria "comunione dei santi" distinta da altre relazioni, ma sempre all'interno della comunione piena con Dio e con tutti i salvati. Tutto ciò dischiude una dimensione di eternità all'amore che nella vita terrena ha legato due sposi, consentendogli di oltrepassare la soglia della morte e perdurare nella vita eterna in una forma nuova e più perfetta. Come afferma San Paolo (2Cor 5,8), la morte è un "andare in esilio dal corpo ed abitare presso il Signore", continuando a vivere in Cristo in forma perfetta, liberi dalla concupiscenza e dalla paura della morte, che sulla terra spesso alimenta la possessività.

schematica rappresentazione della teologia escatologica

La Risurrezione come Prova della Fedeltà di Dio

Per rafforzare la sua argomentazione, Gesù si appellò all'autorità di Mosè e della Torah, citando il passo del roveto ardente (Es 3,6) dove Dio si presenta a Mosè come "Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe". Gesù sottolineò che Dio non dice "io ero", ma "io sono", affermando che Abramo, Isacco e Giacobbe sono vivi in Lui. Dio non è il Dio dei morti, ma dei viventi, e la Sua fedeltà all'alleanza è più forte della morte, trascinando nella Sua vita anche coloro con i quali si è impegnato. Questo dimostra che la risurrezione non è un'assurdità, ma il compimento delle promesse divine e il vero contenuto della fede cristiana: fede che Cristo è risorto dai morti e che i morti risorgeranno in Cristo.

Considerazioni sulla Risurrezione Terrena o Celeste

L'interpretazione delle parole di Gesù sul matrimonio nella risurrezione è stata oggetto di diverse riflessioni. Alcune pubblicazioni hanno tradizionalmente sostenuto che Gesù si riferisse alla risurrezione sulla terra, implicando che i risuscitati in quel contesto non si sarebbero sposati. Questa conclusione si basava sul presupposto che i Sadducei, ponendo la domanda, avessero in mente una risurrezione terrena. Tuttavia, è possibile anche che Gesù si riferisse alla risurrezione celeste. L'espressione "quelli che sono stati considerati degni di guadagnare [...] la risurrezione dai morti" potrebbe riferirsi agli unti fedeli che vengono risuscitati in cielo e ricevono l'immortalità, non potendo più morire.

Gesù non sempre rispondeva ai suoi oppositori in base alle loro premesse immediate, come dimostrato dall'episodio del tempio. Il riferimento ad Abramo, Isacco e Giacobbe, d'altra parte, introduce la questione "circa la risurrezione dei morti" e attinge agli scritti di Mosè per dimostrare la risurrezione terrena come parte del proposito divino. La Parola di Dio afferma chiaramente che la morte scioglie il vincolo matrimoniale sulla terra, ma non dà una risposta diretta sulla possibilità di nuove unioni per i risuscitati sulla terra. In assenza di informazioni esplicite, è prudente non speculare inutilmente, ma confidare che Geova soddisferà ogni bisogno e desiderio umano nel migliore dei modi nel nuovo mondo.

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