La preghiera è un "avvenimento" in cui il Cielo e la Terra si incontrano, un dialogo tra la creatura e il desiderio di Dio di farsi conoscere. Essa è un atto umano e teologico che coinvolge pensieri, affetti, sentimenti, volontà, percezione e il corpo, attivando specifiche strutture cerebrali e del sistema nervoso, indipendentemente dall'appartenenza religiosa. La preghiera è un fatto culturale che si nutre di immagini, parole e azioni proprie di un gruppo religioso, costruendo la relazione tra l'Io umano e l'Io divino.
La Preghiera secondo la Tradizione Biblica e Cristiana
A Chi Rivolgere la Preghiera: Il Vero Dio
L'intera Bibbia attesta che Geova è il solo a cui si deve rivolgere la preghiera (Sal. 5:1, 2; Matt. 6:9); egli è l'“Uditore di preghiera” (Sal. 65:2; 66:19) e ha il potere di intervenire a favore di chi prega (Mar. 11:24; Efes. 3:20). È ritenuto inutile rivolgere preghiere a falsi dèi e alle loro immagini idolatriche, poiché gli idoli non sono in grado di udire né di agire, e gli dèi che rappresentano non si possono paragonare al vero Dio (Giud. 10:11-16; Sal. 115:4, 6; Isa. 44).

Il Ruolo di Gesù Cristo nella Preghiera
Sebbene alcuni possano sostenere la possibilità di rivolgere preghiere al Figlio di Dio, la Bibbia indica che questo non è il caso. In rari contesti, come quello di Stefano in punto di morte ("Signore Gesù, ricevi il mio spirito" - Atti 7:59), o la conclusione di Rivelazione ("Amen! Vieni, Signore Gesù" - Riv. 22:20), si riscontrano espressioni rivolte a Gesù Cristo in cielo. Tuttavia, tali casi sono eccezionali e legati a visioni o circostanze particolari, come quando Stefano vide "Gesù in piedi alla destra di Dio" (Atti 7:55, 56) o Giovanni udì Gesù parlare della sua futura venuta (Riv. 22:16, 20). Nulla indica che i discepoli cristiani si rivolgessero al Gesù risorto in altre circostanze.
L'apostolo Paolo scrive chiaramente: "In ogni cosa le vostre richieste siano rese note a Dio con preghiera e supplicazione insieme a rendimento di grazie" (Filip. 4:6). Gesù Cristo è la sola e unica "via" per riconciliarsi con Dio e rivolgersi a Dio in preghiera (Giov. 14:6; 15:16; 16:23, 24; I Cor. 1:2; Efes. 2:18). Per mezzo del sangue di Gesù, offerto in sacrificio a Dio, "abbiamo baldanza per la via d’ingresso nel luogo santo", avendo l'ardire di accostarci alla presenza di Dio in preghiera "con cuore sincero nella piena certezza della fede" (Ebr. 10:19-22).
LA GRANDE PREGHIERA DI GESÙ 🟣 Meditazione Guidata Con Le Preghiere Dette Da Gesù
Chi Può Pregare e Come
Persone "di ogni carne" possono accostarsi all'“Uditore di preghiera”, Geova Dio (Sal. 65:2; Atti 15:17). Anche nell'antichità, gli stranieri potevano rivolgersi a Geova in preghiera riconoscendo Israele come strumento di Dio e il tempio di Gerusalemme come luogo da lui scelto per i sacrifici (Deut. 9:29; II Cron. 6:32, 33). Con la morte di Cristo, la distinzione tra ebrei e gentili fu eliminata (Efes. 2:11-16). Pietro stesso riconobbe che "Dio non è parziale, ma in ogni nazione l’uomo che lo teme e opera giustizia gli è accettevole" (Atti 10:34, 35).
Condizioni per una Preghiera Accettevole
Il fattore determinante per una preghiera accettevole è il cuore dell'individuo e ciò che esso lo spinge a fare (Sal. 119:145; Lam. 3:41). Coloro che osservano i comandamenti di Dio e fanno "le cose che sono piacevoli agli occhi suoi" hanno la certezza che i suoi "orecchi" li odono (I Giov. 3:22; Sal. 10:17; Prov. 15:8; I Piet. 3:12). Viceversa, chi non osserva la Parola e la legge di Dio, spargendo sangue innocente o compiendo azioni malvage, non è udito con favore da Dio; le loro preghiere gli sono ‘detestabili’ (Prov. 15:29; 28:9; Isa. 1:15; Mic. 3:4). Tali preghiere possono persino ‘diventare un peccato’ (Sal. 109:3-7).
È necessario avere fede in Dio, credere che egli sia il "rimuneratore di quelli che premurosamente lo cercano" (Ebr. 11:6), e accostarsi con la "piena certezza della fede" (Ebr. 10:22, 38, 39). È essenziale riconoscere la propria condizione peccaminosa e, in caso di peccati gravi, ‘placare la faccia di Geova’ (I Sam. 13:12; Dan. 9:13) inducendo il proprio cuore a sincero pentimento, umiltà e contrizione (II Cron. 34:26-28; Sal. 51:16, 17; 119:58). In tal modo, Dio potrà concedere perdono e udire con favore (II Re 13:4; II Cron. 7:13, 14; 33:10-13; Giac. 4:8-10). Inoltre, chi chiede perdono deve essere disposto a perdonare gli altri (Matt. 6:14, 15; Mar. 11:25).
Esempi di Preghiere non Accettevoli
- Il re Saul, con la sua presunzione e il suo comportamento ribelle, perse il favore di Dio, che non gli rispondeva più (I Sam. 28:6).
- Gesù condannò gli ipocriti che pregavano per attirare l'attenzione degli uomini, ricevendo da essi la loro ricompensa, ma non da Dio (Matt. 6:5).
- I farisei, con le loro lunghe preghiere e la loro ostentata moralità, furono condannati da Dio per la loro ipocrisia, poiché il loro cuore era lontano da Dio (Mar. 12:40; Luca 18:10-14; Matt. 15:7-9).
La Preghiera nella Vita di Gesù e il Modello del Padre Nostro
La Preghiera di Gesù
Luca, in particolare, insiste sul tema della preghiera, ricordando per ben sette volte che Gesù pregava: al momento del battesimo (Lc 3,21), ritirandosi in luoghi solitari durante la vita pubblica (Lc 5,16), quando scelse i discepoli (Lc 6,12), prima di chiedere loro della sua identità (Lc 9,18), al momento della trasfigurazione (Lc 9,28-29) e quando insegnò il Padre nostro (Lc 11,1). Tutta la vita di Gesù è stata segnata dalla preghiera.

Le preghiere di Gesù sono sempre rivolte al Padre. Nel Vangelo di Luca, troviamo diversi momenti significativi:
- Al Battesimo: "Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: “Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento”" (Lc 3, 21-22).
- Per Pietro: Gesù prega per Simone (Pietro) affinché la sua fede non venga meno di fronte alle tentazioni di Satana (Lc 22,31-32).
- Nel Getsemani: Gesù invita i discepoli a pregare per non cadere in tentazione e si ritira a pregare personalmente: "Pregate, per non entrare in tentazione" (Lc 22,40). La sua preghiera personale è drammatica: "Padre, se vuoi, allontana da me questo calice!" (Lc 22,41-42).
- Sulla Croce: Gesù pronuncia una preghiera di misericordia e comprensione: "Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno" (Lc 23,33-34).
- Al Momento della Morte: "Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito" (Lc 23,46).
È proprio dal vedere Gesù pregare che nasce nei discepoli la richiesta di apprendere da Lui come pregare: "Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli" (Lc 11,1).
Il Padre Nostro: Un Compendio della Fede Cristiana
Il Padre Nostro, insegnato da Gesù ai discepoli (Matt. 6:9-13; Luca 11:2-4), non è semplicemente una formula di preghiera da aggiungere ad altre, ma un compendio della fede e della vita cristiana, alla pari del Simbolo Apostolico. Nella chiesa primitiva, i catecumeni lo apprendevano otto giorni prima del battesimo e lo recitavano per la prima volta durante la celebrazione della notte di Pasqua.
LA GRANDE PREGHIERA DI GESÙ 🟣 Meditazione Guidata Con Le Preghiere Dette Da Gesù
Le Richieste del Padre Nostro
Il Padre Nostro, nella versione di Luca, inizia con l'invocazione "Padre", riconoscendo Dio come l'origine del nostro essere e del nostro amore. Le richieste principali sono:
- "Sia santificato il tuo nome": Esprime il desiderio che Dio manifesti presto la sua salvezza e porti a compimento le sue promesse, coinvolgendo il credente nella collaborazione per la realizzazione di questo bene (Ez 36,20-27).
- "Venga il tuo regno": Richiama l'attesa del giorno in cui il Signore prenderà in mano personalmente le sorti del suo popolo e diventerà re. Il regno di Dio, fulcro della predicazione di Gesù, deve ancora svilupparsi e crescere in ogni uomo come semente di bene, amore, riconciliazione e pace.
- "Dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano": Non si tratta solo del cibo materiale, ma del rifiuto di accaparrare per il domani, liberando il cuore dalla bramosia del possesso e dall'angoscia del futuro. Significa affidarsi alla provvidenza divina e condividere con i fratelli (Ne 9,20).
- "Perdonaci i nostri peccati, perché anche noi perdoniamo a ogni nostro debitore": Sottolinea la reciprocità del perdono. Non si può sperare di essere ascoltati da Dio se non si coltivano sentimenti di amore verso il fratello e la disponibilità a perdonare.
- "Non abbandonarci alla tentazione": Questa richiesta si riferisce non solo alle piccole debolezze quotidiane, ma soprattutto all'abbandono della "logica del Vangelo" per aderire alla "logica di questo mondo", specialmente di fronte a tribolazioni, persecuzioni o l'inganno dei beni che possono soffocare la parola di Dio.
Questi punti fondamentali esprimono bisogni comuni a tutti gli uomini di fede, ma le preghiere personali possono abbracciare ogni aspetto della vita (Giov. 16:23, 24; Filip. 4:6; I Piet. 5:7). Si può chiedere maggiore conoscenza, intendimento e sapienza (Sal. 119:33, 34; Giac. 1:5), guida divina nelle decisioni (Eso. 18:19, 26; Num. 9:6-9), forza per svolgere mansioni o affrontare prove (Gen. 32:9-12; Luca 3:21; Matt. 26:36-44) e ringraziare per i doni ricevuti (I Cor. 7:7; 12:6, 7; I Tess. 5:17, 18).
La Lotta della Preghiera e la Confidenza Filiale
Difficoltà e Tentazioni nella Preghiera
La preghiera è un dono della grazia e una risposta decisa che presuppone sempre uno sforzo, una vera e propria lotta contro noi stessi e contro le astuzie del tentatore (CCC 2725). Questa "lotta spirituale" è inseparabile dalla vita nuova del cristiano.

Obiezioni Comuni alla Preghiera
Il Catechismo della Chiesa Cattolica identifica diverse obiezioni e concezioni erronee della preghiera (CCC 2726-2727):
- Operazione psicologica o sforzo di concentrazione: Alcuni la riducono a una semplice operazione psicologica o a uno sforzo per raggiungere il vuoto mentale.
- Formalismo rituale: Altri la limitano a poche attitudini e parole rituali.
- Mancanza di tempo: Molti cristiani considerano la preghiera incompatibile con i loro impegni, non trovando il tempo.
- Ignoranza della fonte: Coloro che cercano Dio si scoraggiano quando ignorano che la preghiera proviene anche dallo Spirito Santo e non solo da loro stessi.
- Mentalità "di questo mondo": Si devono contrastare mentalità che privilegiano ciò che è verificabile dalla ragione e dalla scienza (mentre la preghiera è un mistero), i valori della produzione e del rendimento (la preghiera è improduttiva, quindi inutile), il sensualismo e le comodità.
- Fuga dal mondo: La preghiera è a volte presentata come una fuga dal mondo, mentre la preghiera cristiana non è un estraniarsi dalla storia.
Fallimenti e Scoraggiamenti
La lotta deve anche affrontare i fallimenti nella preghiera (CCC 2728):
- Scoraggiamento per l'aridità: Mancanza di gusto per i pensieri, i ricordi e i sentimenti spirituali, che richiede fede pura e perseveranza.
- Delusione per le preghiere non esaudite: Ferita all'orgoglio o alla convinzione che la preghiera sia un mezzo per ottenere ciò che si vuole.
- Senso di indegnità: La consapevolezza della propria miseria di peccatori può portare a dubitare della possibilità di pregare.
- Allergia alla gratuità della preghiera: Non riconoscere la preghiera come un dono gratuito di Dio.
Per vincere tali ostacoli, è necessario combattere per ottenere umiltà, fiducia e perseveranza.
L'Umile Vigilanza del Cuore
La difficoltà abituale nella preghiera è la distrazione. Andare a caccia delle distrazioni equivale a cadere nel loro tranello; è sufficiente tornare al proprio cuore, riconoscendo ciò a cui si è attaccati e risvegliando l'amore preferenziale per Dio, offrendo il cuore perché lo purifichi (CCC 2729). La lotta contro l'io possessivo è la vigilanza, la sobrietà del cuore, che è sempre relativa alla venuta di Cristo (CCC 2730).
Tentazioni nella Preghiera
Le tentazioni più frequenti e nascoste nella preghiera sono (CCC 2732-2733):
- Mancanza di fede: Si manifesta in una preferenza di fatto per altre occupazioni o preoccupazioni ritenute più urgenti, o nel rivolgersi a Dio come ultimo rifugio, senza una vera fiducia ("Senza di me non potete far nulla" - Gv 15,5).
- Accidia: Una forma di depressione dovuta al rilassamento dell'ascesi, a una mancanza di vigilanza e alla mancata custodia del cuore ("Lo spirito è pronto, ma la carne è debole" - Mt 26,41). L'umile non si stupisce della propria miseria, ma essa lo conduce a una maggiore fiducia e costanza.
La Confidenza Filiale e l'Efficacia della Preghiera
La fiducia filiale è messa alla prova, e si manifesta, nella tribolazione (CCC 2734). Molti smettono di pregare perché pensano che la loro supplica non sia esaudita.

Perché le Preghiere non Sembrano Esasudite?
Due interrogativi sorgono (CCC 2735-2737):
- L'immagine di Dio: Qual è l'immagine di Dio che motiva la nostra preghiera? Un mezzo di cui servirci o il Padre del Signore nostro Gesù Cristo?
- Chiedere secondo la volontà di Dio: Spesso "nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare" (Rm 8,26). Chiediamo "i beni convenienti"? Dio sa di quali cose abbiamo bisogno, ma attende la nostra domanda perché la dignità dei suoi figli sta nella loro libertà. Dobbiamo pregare con il suo Spirito di libertà per conoscere il suo desiderio.
- Cuore diviso: "Non avete perché non chiedete; chiedete e non ottenete perché chiedete male, per spendere per i vostri piaceri" (Gc 4,2-3). Se chiediamo con un cuore diviso, "adultero", Dio non può esaudirci, perché vuole il nostro bene, la nostra vita.
In Che Modo la Preghiera Cristiana è Efficace?
La preghiera cristiana è efficace per i seguenti motivi (CCC 2738-2741):
- Fede nell'azione di Dio: La fede si appoggia sull'azione di Dio nella storia, e la fiducia filiale è suscitata dall'azione per eccellenza: la passione e la risurrezione del Figlio suo.
- Cooperazione alla provvidenza divina: La preghiera cristiana è cooperazione alla provvidenza di Dio, al suo disegno di amore per gli uomini.
- Trasformazione del cuore: La trasformazione del cuore che prega è la prima risposta alla nostra domanda.
- Preghiera di Gesù: La preghiera di Gesù rende la preghiera cristiana efficace. Egli è il modello, prega in noi e con noi, e intercede incessantemente per noi presso il Padre. Se la nostra preghiera è unita a quella di Gesù, otteniamo tutto ciò che chiediamo nel suo nome, inclusa la grazia dello Spirito Santo.
Perseverare nell'Amore e la Preghiera nella Vita Quotidiana
L'Incessante Preghiera
"Pregate incessantemente" (1 Ts 5,17), "rendendo continuamente grazie per ogni cosa a Dio Padre nel nome del Signore nostro Gesù Cristo" (Ef 5,20), "pregate incessantemente con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito" (Ef 6,18). Questo ardore instancabile non può venire che dall'amore. Il combattimento della preghiera è un combattimento di amore umile, confidente e perseverante (CCC 2742).
Evidenze di Fede
Questo amore apre i nostri cuori su tre evidenze di fede (CCC 2743-2745):
- La preghiera è sempre possibile: Il tempo del cristiano è il tempo di Cristo risorto, che è con noi "tutti i giorni" (Mt 28,20), in ogni circostanza e luogo.
- La preghiera è una necessità vitale: Se non ci lasciamo guidare dallo Spirito, ricadiamo sotto la schiavitù del peccato. La preghiera rende possibile l'impossibile e facile il difficile. "Chi prega, certamente si salva; chi non prega certamente si danna."
- Preghiera e vita cristiana sono inseparabili: Si tratta del medesimo amore e della medesima abnegazione che scaturisce dall'amore, della stessa conformità filiale e amorevole al disegno del Padre e della stessa unione trasformante nello Spirito Santo che ci configura a Cristo Gesù. "Tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome ve lo concederà. Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri" (Gv 15,16-17).
La Preghiera Sacerdotale di Gesù
Quando la sua Ora è giunta, Gesù prega il Padre. La sua preghiera, la più lunga trasmessaci dal Vangelo (Gv 17), abbraccia tutta l'Economia della creazione e della salvezza, inclusa la sua morte e risurrezione (CCC 2746). La tradizione cristiana la definisce a ragione la "preghiera sacerdotale" di Gesù, inseparabile dal suo sacrificio e dal suo passaggio al Padre, dove egli è interamente "consacrato" (CCC 2747).
In questa preghiera pasquale e sacrificale, tutto è "ricapitolato" in lui: Dio e il mondo, il Verbo e la carne, la vita eterna e il tempo, l'amore che si consegna e il peccato che lo tradisce, i discepoli presenti e quelli che crederanno per la loro parola, l'annientamento e la gloria. È la preghiera dell'Unità (CCC 2748).
Gesù ha portato a pieno compimento l'opera del Padre, e la sua preghiera, come il suo sacrificio, si estende fino alla consumazione dei tempi. Entrando nel santo nome del Signore Gesù, possiamo accogliere, dall'interno, la preghiera che egli ci insegna: "Padre nostro!" (CCC 2750). La sua "preghiera sacerdotale" ispira le grandi domande del "Pater": la sollecitudine per il nome del Padre, la passione per il suo Regno, il compimento della volontà del Padre e la liberazione dal male (CCC 2750).
In questa preghiera, Gesù ci rivela e ci dona la "conoscenza" indissociabile del Padre e del Figlio, che è il mistero stesso della vita di preghiera (CCC 2751).