Perché Gesù è Figlio di Dio: Spiegazione Approfondita

La figura di Gesù come "Figlio di Dio" è un concetto centrale e multifacettato nella teologia cristiana, che si rivela attraverso diverse prospettive bibliche e dottrinali. Questa espressione indica che Dio è il Creatore, la Fonte della vita di tutti gli esseri viventi, compreso Gesù (Salmo 36:9; Apocalisse 4:11). È importante notare che nella Bibbia anche gli angeli vengono chiamati "figli del vero Dio" (Giobbe 1:6) e il primo uomo, Adamo, era "figlio di Dio" (Luca 3:38). Tuttavia, la filiazione divina di Gesù assume un significato unico e profondo.

rappresentazione stilizzata della creazione divina con Gesù al fianco del Padre

La Pre-esistenza e il Ruolo di Gesù nella Creazione

Prima di nascere come essere umano sulla terra, Gesù era una creatura spirituale che viveva in cielo. Dio creò Gesù prima di qualunque altra cosa, conferendogli una posizione molto importante in cielo. Egli aiutò suo Padre a creare tutte le altre cose, collaborando con Dio “come un artefice” (Proverbi 8:30). Attraverso Gesù, Dio creò l'universo fisico e tutte le altre creature spirituali (Apocalisse 5:11).

La Bibbia definisce Gesù anche come "la Parola" (Giovanni 1:1), riferendosi al ruolo che lui aveva prima di venire sulla terra. Sembra che Gesù sia stato il portavoce impiegato da Dio per comunicare con alcuni esseri umani sulla terra. Dio si servì probabilmente di Gesù, la Parola, quando diede istruzioni ad Adamo ed Eva nel giardino di Eden (Genesi 2:16, 17).

Vero Dio e Vero Uomo: La Doppia Natura di Cristo

La doppia natura di Gesù, da sempre, solleva interrogativi sulla sua comprensione. In Cristo coesistono entrambe le realtà: egli è contemporaneamente vero Dio e vero Uomo. L'incarnazione del Figlio di Dio non significa che Gesù Cristo sia in parte Dio e in parte uomo, né che sia il risultato di una confusa mescolanza di divino e umano. Egli si è fatto veramente uomo rimanendo veramente Dio.

Come recita la costituzione pastorale *Gaudium et spes*, uno dei principali documenti del Concilio Vaticano II, promulgato da Papa Paolo VI: «Il Figlio di Dio [...] ha lavorato con mani d’uomo, ha pensato con mente d’uomo, ha agito con volontà d’uomo, ha amato con cuore d’uomo.» Questa affermazione sottolinea come l'umanità di Gesù fosse piena e completa, pur senza compromettere la sua divinità.

La Filiazione Divina dal Padre Eterno

Gesù è Figlio di Dio in quanto Sapienza divina, il pensiero di Dio, generato dal Padre ante omnia saecula, prima di tutti i secoli, cioè ab aeterno. Dio è il suo stesso pensiero; la sua essenza è il suo stesso pensiero, e la sua esistenza è il suo stesso pensiero. Nel Figlio c’è tutta l’essenza divina, l'intera essenza della Santissima Trinità. San Tommaso afferma che: «Dio con un unico atto conosce se stesso e tutte le altre cose, perciò l’unico Verbo esprime non soltanto il Padre ma anche tutte le creature.» In questo senso, nel Figlio sono presenti anche tutti noi e tutto ciò che è stato creato.

icona o dipinto antico della Santissima Trinità

Gesù come "Figlio di Davide": Il Messia Promesso

Diciassette versetti del Nuovo Testamento descrivono Gesù come "Figlio di Davide". Chiamandolo "Signore", i Vangeli sottolineavano la sua divinità, mentre rivolgendosi a Lui come "figlio di Davide", esprimevano la certezza che fosse proprio il Messia. Questo era un modo per riconoscerlo come Cristo, poiché le profezie indicavano che Cristo sarebbe appartenuto alla stirpe del re Davide (cfr. 2 Samuele 7:12-16; Salmo 89:36-37; Isaia 9:6-7; Geremia 23:5-6; 33:15-17).

Spesso si parla anche di "virgulto di Iesse", poiché Iesse era il padre del re Davide. Il profeta Isaia scrive: “Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici” (Isaia 11,1). I Vangeli confermano la discendenza di Gesù dal re Davide: “Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme” (Luca 2,4). Matteo inizia il suo Vangelo con la “Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo” (Matteo 1,1-17). Dunque è chiaro che Cristo discendeva dalla famiglia del re Davide.

Tuttavia, Gesù stesso "giocò" sul dualismo vero Dio/vero Uomo, come si legge in Marco 12,35-37: «In quel tempo, insegnando nel tempio, Gesù diceva: «Come mai gli scribi dicono che il Cristo è figlio di Davide? Disse infatti Davide stesso, mosso dallo Spirito Santo: “Disse il Signore al mio Signore: Siedi alla mia destra, finché io ponga i tuoi nemici sotto i tuoi piedi”. Davide stesso lo chiama Signore: da dove risulta che è suo figlio?». La folla numerosa lo ascoltava volentieri.» Questo passo evidenzia come la filiazione davidica, pur importante, non esaurisca il mistero della sua persona, che trascende la semplice discendenza genealogica.

Gesù come "Figlio dell'Uomo": Rivelazione della Divinità

In tutta la tradizione evangelica, Gesù si è definito "Figlio dell'Uomo" per ben 81 volte. Mentre questa frase può talvolta designare una persona umana, nel contesto delle parole di Gesù essa assume un significato che va oltre la semplice umanità. Quando Gesù guarì e perdonò il paralitico dei suoi peccati, i farisei lo accusarono di "blasfemia" per aver usurpato un ruolo riservato a "Dio solo" (Marco 2). Gesù rispose dicendo che Lui, «il Figlio dell'uomo, ha autorità sulla terra di rimettere i peccati» (Marco 7). Disse ai suoi discepoli che il Figlio dell'uomo doveva essere rigettato dai capi di Gerusalemme, «ucciso, e dopo tre giorni risuscita» (Marco 2).

Un indizio cruciale per capire il significato di "Figlio dell'Uomo" viene dall'Antico Testamento, in particolare dal libro di Daniele (7:13-14): «ecco, con le nubi del Cielo venne uno come un figlio dell'uomo, e venne dall'Antico dei Giorni e gli fu presentato. E a lui fu dato dominio, gloria e regno, affinché tutti i popoli, nazioni e lingue lo servissero; il suo dominio è un dominio eterno che non passerà.»

Durante il suo processo davanti al consiglio, Caifa chiese a Gesù se fosse il Messia, e Gesù rispose: “Io sono; e vedrai il Figlio dell'uomo seduto alla destra della Potenza, e venire con le nuvole del cielo” (Marco 14:62). Caifa, il sommo sacerdote, si strappò le vesti e accusò Gesù di bestemmiare contro Dio. Questa reazione mostra che, identificandosi come Figlio dell'Uomo, Gesù non stava semplicemente enfatizzando la sua umanità, ma stava proclamando una chiara identità divina. Come osservato da Benedetto XVI, in quel momento Gesù «sembrava porsi su un piano di parità con lo stesso Dio vivente». L'immaginario delle nuvole, infatti, accompagna la presenza di Dio in tutto l'Antico Testamento (Esodo 40:34-35, 1 Re 8:10-11, Geremia 4:13, Salmo 97:2, Gioele 2:2).

Il secondo racconto della creazione (Genesi 2, 4-34)

La Nascita Miracolosa e la Filiazione Unica

Gesù fu l’unico a nascere da una madre mortale, Maria, e da un padre immortale, Dio Padre. Per questo motivo è chiamato l'Unigenito Figlio di Dio. Da Suo Padre ereditò poteri divini (Giovanni 10:17-18).

La vita terrena di Gesù Cristo iniziò con la sua nascita a Betlemme. L’angelo Gabriele fu mandato da Dio ad una vergine, Maria, fidanzata con Giuseppe, annunciandole: «concepirai nel seno e partorirai un figliuolo e gli porrai nome Gesù.» (Luca). Matteo riportò che un angelo comparve in sogno anche a Giuseppe e gli disse: “Maria... partorirà un figliuolo, e tu gli porrai nome Gesù, perché è lui che salverà il suo popolo dai loro peccati” (Matteo 1:20-21).

L’angelo Gabriele disse inoltre a Maria che anche Elisabetta, sua parente, avrebbe avuto un bambino. Quando Maria andò a trovarla, Elisabetta, piena dello Spirito Santo, disse: “E come mai m’è dato che la madre del mio Signore venga da me?” (Luca 1:39-45). Anche altre persone ricevettero una testimonianza dallo Spirito Santo che Gesù Cristo era il Figlio di Dio, come i discepoli che lo videro camminare sull'acqua o Marta prima della risurrezione di Lazzaro.

Gesù è Figlio di Dio anche in quanto nato da Maria, perché, pur conservando la sua natura divina, da Maria assunse la natura umana. L’angelo disse a Maria: “Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra.” (Luca). Prese un corpo per opera dello Spirito Santo, ma è sempre ed esclusivamente Figlio dell’Eterno Padre, e il Figlio di Dio nato da Maria secondo la natura umana che da lei ha assunto.

La Rivelazione del Padre attraverso il Figlio

Nel Vangelo (Matteo 11, 25-27) Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.»

Non si può comprendere la vita di Gesù se non come la vita del Figlio di Dio nella sua perfetta unità con il Padre. Una delle più grandi ricchezze che Egli ha regalato con la sua incarnazione è stata certamente l’averci fatto conoscere il Padre, il Dio che nessuno prima aveva mai contemplato: «Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato» (Giovanni 1, 18).

Quando, nell’Ultima Cena, Filippo gli chiede: «Signore, mostraci il Padre e ci basta», Gesù gli risponde: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre» (Giovanni 14, 8-9). La scoperta della nostra filiazione divina è il dono di Dio in Gesù Cristo.

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