Archivio Parrocchiale e Patrimonio Culturale di Avola

L'archivio parrocchiale di Avola è un tesoro di informazioni e un punto di riferimento per la comprensione del ricco patrimonio religioso e culturale della città. Le chiese di Avola non sono solo luoghi di culto, ma anche scrigni di arte e storia, testimonianze di secoli di fede e maestria architettonica.

Le Chiese di Avola: Un Percorso Storico-Artistico

Chiesa di Santa Venera

La costruzione della Chiesa di Santa Venera iniziò nel 1713, probabilmente su progetto di Michelangelo Alessi. La sua cupola, crollata a causa del terremoto del 1848, fu ricostruita nel 1962. La facciata, caratterizzata da ordini sovrapposti, presenta al centro l’effige della patrona di Avola. All’interno, nell’abside sopra l’altare maggiore, realizzato nel 1840 in stile neoclassico, si trova la tela ovale settecentesca con la Predica di S. Venera, attribuita al pittore netino Costantino Carasi. Nella cappella che conclude la navata destra, adornata di maioliche del 1827, è custodito il simulacro della Santa, realizzato nel 1863 da Raffaella Abbate da Napoli e ricoperto da lamine d’argento, lavorate a sbalzo e cesello dal catanese Emanuele Puglisi Caudullo.

Facciata della Chiesa di Santa Venera con dettagli architettonici e scultura della patrona

Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista

La Piazza Trieste, un tempo sede di Porta Siracusa, è dominata dalla Chiesa di S. Giovanni Battista. Iniziata nel 1700 e benedetta nel 1744, fu ridisegnata nel 1772 e riaperta al culto nel 1852. La sua bella facciata rimase incompiuta, mentre le tre navate, divise da pilastri corinzi, furono arricchite da raffinati decori neoclassici nei colori bianco-azzurro. Sulla volta della navata centrale sono rappresentate scene della vita del Battista, opera del pittore Gregorio Scalia, al quale si devono anche le tele degli altari delle navate laterali. Sull’altare maggiore è visibile la pala del XVIII secolo con Il Battesimo di Gesù nel Giordano. Di particolare pregio sono le cinque tele con le Storie di S. Corrado, provenienti dall’antica Avola; allo stesso eremita appartiene la statua lignea realizzata nel 1874 da Raffaele Abbate.

Chiesa Santa Maria di Gesù

Questa chiesa, appartenente al convento dei Minori Osservanti, fondato nel 1509 dal feudatario di Avola Carlo d’Aragona, fu ricostruita nel nuovo sito in via Felice Orsini all’inizio del Settecento. L'edificio sacro faceva parte dell’attiguo plesso conventuale e, dotato di un’ampia navata con cripta, assunse le forme attuali a metà del XVIII secolo. Nella facciata dominano il portale e la cella campanaria a tre luci; all’interno si conservano pitture parietali e stucchi rococò. Particolarmente interessanti sono le due colonne tortili dell’altare maggiore, decorate con racemi a bassorilievo. Tra i dipinti si distinguono l‘Immacolata con i SS. Francesco e Rosalia, opera successiva alla Controriforma, la Crocifissione, S. Liborio e le stazioni della Via Crucis. Entrando, a sinistra, si trova il mausoleo di marmi policromi del 1734 con sopra il busto di Ascensio Battaglia, capitan d’armi e personaggio di rilievo nella fase di ricostruzione della città; lapidi finemente intarsiate di altri antichi sepolcri sono disposte sulle pareti della navata.

Chiesa SS. Annunziata

Nell’antica città, la sacra struttura faceva parte del monastero delle Benedettine, fondato nel 1532 dai signori di Avola. Nel nuovo impianto urbano, l’insieme venne ricostruito nell’angolo nord-ovest. La chiesa, sita in via Manin e costruita a partire dal 1753, presenta una facciata dal forte impianto plastico e un’eleganza e leggerezza nei dettagli. L’impianto concavo-convesso è di ascendenza borrominiana, con quella decantazione che nell’architettura tardo barocca della Sicilia sudorientale passa attraverso il filtro dei trattati del Cinquecento nell’uso degli ordini. La qualità del prospetto è dovuta anche ai preziosi dettagli decorativi della balaustra della cella campanaria che si sviluppano in modo raffinato.

Dettagli architettonici della facciata della Chiesa SS. Annunziata, evidenziando lo stile barocco

Chiesa Sant’Antonio Abate

Tra il 1694 e gli inizi del 1700 fu portata a termine l’attuale chiesa in P.zza Regina Elena, con una facciata dal disegno neoclassico, caratterizzata in alto da una cuspide e ultimata tra la fine del XVIII e gli inizi del XIX secolo. La chiesetta è a una sola navata, con un’architettura prettamente settecentesca, che si distingue per le piccole e pregevoli tempere sul muro, per i pilastri e arcatelle inscritte nei muri perimetrali che imprimono un movimento lezioso e brioso, per gli affreschi, attribuiti ad Olivio Sozzi (1690-1765), e per le tele di notevoli dimensioni presenti nell’abside, tra cui quella di S. Antonio Abate, attribuita a G. B. Cristodoro.

Chiesa Sant’Antonio da Padova

L’edificio sorse tra il 1703 e il 1705 sul lato est dell’ex Piazza di S. Antonio da Padova (oggi Piazza Vittorio Veneto) con affaccio sull’ex Strada Corso (oggi Corso Vittorio Emanuele). Nella chiesa, a navata unica, nel 1716 fu posta la statua della Madonna del Carmine, ora sull’altare maggiore; nel 1722 venne fondata la Compagnia della Carità, che realizzò, sotto l’impiantito della fabbrica, la Sepoltura dei Poveri. Nel 1753 alla chiesa venne aggregata la chiesa di S. Eligio o S. Aloi (protettore dei maniscalchi), cui nel 1778 fu dedicato un altare. Negli stessi anni settanta del Settecento la navata fu decorata con stucchi rococò. La chiesa, di pertinenza vescovile, fu nel XIX secolo accresciuta negli arredi e ristrutturata, in stile neoclassico, dai proprietari del contiguo palazzo.

Cripta ex Chiesa San Sebastiano

L’edificio attuale che sorge sul sito della chiesa di San Sebastiano, demolita nel 1889, fu realizzato secondo i canoni architettonici dello stile neoclassico e fu adibito ad uso civile, inizialmente come scuola, poi come ufficio postale e ancora come Antiquarium, finché nel 2013 è divenuto sede dell’Infopoint turistico. Dell’antica chiesa rimane, sotto il piano di calpestio, una Cripta risalente al 1785, voluta dalla Confraternita del SS. Viatico della Maestranza per facilitare la sepoltura dei propri confratelli. Presenta nicchie verticali dove venivano alloggiati i corpi per il purgatorio e una fossa centrale chiamata carnale.

Mappa schematica della cripta di San Sebastiano con indicazione di nicchie e fossa centrale

Architettura Civile e Istituzioni Culturali

Palazzo Lutri

Costruito all’inizio del Settecento da maestranze locali, il Palazzo Lutri è un elegante palazzo nobiliare dalla facciata barocca. Oltrepassato il portale d’ingresso, arricchito da mascheroni scolpiti in bassorilievo, si apre un androne che porta a un cortile sul quale si affacciano le stanze di servizio.

Biblioteca Comunale (ex Antico Mercato)

La Biblioteca Comunale fu istituita nel 1870 e inaugurata nel 1894. Intitolata allo studioso e botanico concittadino “Giuseppe Bianca”, occupa dal 2010 gli spazi interni di quello che una volta era il Mercato Comunale. La grande Sala Lettura occupa la galleria del pesce e ha come pavimento le ritrovate basole di pietra bianca. La realizzazione permanente della mostra fotografica Il Mercato e la sua gente, all’interno dell’ottocentesca galleria, consente di essere visitata, oltre che dagli amanti della lettura, anche da coloro che vogliono conoscere il lavoro della gente che vi lavorava e la memoria del suo vissuto.

Teatro Garibaldi

Inaugurato nel 1876, il Teatro Garibaldi divenne per diversi decenni punto di riferimento per la vita artistica e culturale della cittadina. L’edificio presenta un’elegante facciata in stile neo-rinascimentale in pietra bianca, con una serie di archi a tutto sesto sormontati da balaustri di memoria palladiana. L’ingresso è decorato con sei dipinti del pittore Gregorio Scalia che raffigurano i volti dei compositori Gaetano Donizetti, Giuseppe Verdi, Vincenzo Bellini, Gioachino Rossini, Enrico Petrella e Domenico Cimarosa. La platea a ferro di cavallo ha tre ordini di palchi, conclusi dalla volta affrescata raffigurante le Muse danzanti in un cielo stellato.

Documentario: Io, il teatro Garibaldi

Museo della Mandorla

Ospitato da un’antica masseria di fine Ottocento, il Museo della Mandorla è custode di antichi saperi e sapori, svelati in un percorso culturale e sensoriale che si snoda attorno a un frutto, la mandorla, che in questa zona dell’isola assume proprietà uniche. Le differenze organolettiche e sensoriali illustrate consentono di comprendere le ragioni della superiore qualità delle produzioni di mandorla siciliane, e una degustazione delle prelibatezze ne darà dimostrazione.

Museo Palmento Frantoio Midolo

Alla fine dell’Ottocento, in un terreno detto Ciusa Miloro, venne costruito il Palmento e Frantoio Midolo, detto “u trappitu”. L’edificio, un bene di grande valore etno-antropologico, è stato recuperato grazie a un restauro che ha ricostruito nei minimi dettagli l’aspetto dell’epoca in cui era in funzione. Per la pigiatura dell’uva possiede le tradizionali vasche costruite in pietra e il torchio “a cannizzu”; per la frangitura delle olive è “a macina”, mola olearia a trazione animale; la pasta che ne derivava si poneva nelle coffe, le quali si assemblavano nel vicino torchio “u conzu” per la spremitura.

Ricostruzione del Palmento e Frantoio Midolo con attrezzi d'epoca

Patrimonio del Fondo Edifici di Culto e Attività Parrocchiali

Chiese e Enti Religiosi Soppressi

Le chiese già appartenute agli enti religiosi (conventi e monasteri) soppressi nella seconda metà del XIX secolo con le cosiddette leggi eversive dell'asse ecclesiastico sono al tempo stesso parte essenziale del patrimonio del Fondo Edifici di Culto e oggetto della sua azione amministrativa, che si realizza nei quattro compiti indicati nella norma istitutiva: conservazione, restauro, tutela e valorizzazione. È possibile consultare il catalogo delle chiese, per ciascuna delle quali viene indicata la localizzazione geografica, l'Ordine o la Congregazione religiosa soppressa di provenienza e la norma originaria in base alla quale il bene è poi giunto al Fondo Edifici di Culto, attraverso i passaggi istituzionali descritti nella sezione Storia.

Eventi e Celebrazioni della Comunità Parrocchiale di Avola

La comunità parrocchiale di Avola è vivace e attiva, come dimostrato da numerosi eventi e celebrazioni. Tra questi, si è svolta una storica Peregrinatio dell’Urna di San Corrado Confalonieri, di cui il Santo Eremita è Celeste Protettore. Il Vescovo di Noto, Mons. Salvatore Rumeo, desiderando ridare nuovo slancio missionario alle Comunità Parrocchiali della Diocesi in questo tempo del Cammino Sinodale, ha provveduto, attraverso nuove nomine pastorali e grazie all'ampia e generosa disponibilità dei presbiteri, a rinvigorire i diversi ambiti della vita ecclesiale.

Tra le ricorrenze più sentite si annovera la Festa di San Sebastiano ad Avola, l'11 maggio. Questo giorno di gioia e tripudio per la festa del Santo martire Sebastiano è preceduto da un intenso triduo dal tema “Pellegrini di speranza, con San Sebastiano, testimone della fede”, scaturito dal messaggio di Papa Francesco sulla 62ma giornata di preghiera per le vocazioni. I martiri sono fratelli e sorelle al seguito di Cristo che hanno mostrato come il perdono e l’amore sono più forti dell’odio.

La Comunità Parrocchiale ha lodato e ringraziato il Signore per il 25° anniversario di Ordinazione Presbiterale del Parroco don Rosario Sultana, invitando tutti a partecipare ai diversi momenti in programma dal 2 al 6 gennaio 2024. Alle soglie del Giubileo, per viverne pienamente la grazia, la scelta migliore è guardare a Maria, Colei che educa i figli a conformarsi perfettamente al Cristo.

Il 12 ottobre nella Parrocchia ha avuto inizio il nuovo anno catechistico 2024-25 con una mega festa presso il cortile dell’Annunziata in via Manin, 51 dalle ore 16:00 alle ore 17:30. Si celebra anche la Festa della Madonna della Medaglia Miracolosa con i volontari Vincenziani di Avola. Mercoledì 15 novembre si è tenuta una Lectio Divina sul Vangelo di Luca 24, 13-35 in Chiesa Madre alle ore 18:00, con l'invito a portare la Bibbia. Infine, il 24 settembre nella Parrocchia ha avuto inizio il nuovo anno catechistico 2023-24 con la messa delle ore 10:00, a conclusione della quale è stato possibile consegnare il modulo d’iscrizione debitamente compilato.

Documentario: Io, il teatro Garibaldi

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