A Santo Stefano Quisquina, i festeggiamenti in onore di San Giuseppe, patrono della Chiesa universale, rappresentano un momento di profonda devozione e ricca tradizione. Dopo lo stop dovuto alla pandemia, questi appuntamenti sentiti sono tornati a coinvolgere l'intera comunità. Anche quest’anno, si svolgeranno celebrazioni per onorare il Santo con antiche usanze e preparazioni elaborate.

La Tradizione degli Altari Votivi di San Giuseppe
Come in tantissimi comuni della Sicilia, alcuni giorni prima della festa si inizia a preparare “la tavula di San Giseppi”. Questa preparazione comincia con l’allestimento dell’altare, che include la sistemazione dei tavoli e delle coperte. Al centro deve primeggiare il quadro del Santo, e attorno a tutto l’altare si intrecciano rami di alloro, insieme ad arance e limoni. Sotto il quadro si mettono alcuni vasi con i fiori, dei candelabri e “lu lavureddu”, cioè il grano germogliato.
Questa antica tradizione vede insieme famiglie che formano il comitato festeggiamenti, o persone che hanno fatto una “Promessa” al Santo. Si riuniscono e si adoperano lavorando giorno e notte con disponibilità e collaborazione, preparando in casa “l’altare”. Questo consiste in un ampio palchetto in cui nella parte centrale troneggia l’effigie di San Giuseppe e nello spazio rimanente si collocano, con pittoreschi accostamenti che deliziano gli occhi, una variopinta ed odorosa moltitudine di pietanze, che variano tra verdure, frutta e dolci.
Elementi Simbolici e Pietanze Tradizionali
La “tavula di San Giseppi” è arricchita da una varietà di pietanze simboliche e tradizionali. Tra queste si trovano:
- “La pignolata” e diversi tipi di verdure: cardi, finocchietto selvatico, carciofi e asparagi, che vengono cotti con la farina in pastella o l’uovo a frittata.
- Nelle pietanze dell’altare si inseriscono anche “li sfinci”, cannoli, dolci di mandorla e torte di tutti i tipi, tra cui quella a pasta reale a forma di libro, per simboleggiare il Vangelo.
- Non possono mancare “li vucciddrati” (pane rotondo con buco nel mezzo) e altre forme di pane che richiamano la vita del Santo: il bastone, i chiodi, il martello e la tenaglia.
Altari di San Giuseppe, tradizione e fede in basso Molise
L'Organizzazione delle Celebrazioni Comunitari
Il Ruolo del Comitato e gli Altari Pubblici
Per i festeggiamenti di San Giuseppe si forma annualmente un comitato, spesso composto da volontari della parrocchia, anche prevalentemente da donne. Questo comitato ha il compito di raccogliere le offerte per le vie del paese, al fine di organizzare al meglio le celebrazioni in onore del Santo.
Il comitato realizza un altare presso la Chiesa Madre del paese, mentre un gruppo di ragazzi stefanesi ha deciso di realizzare un altare presso la Sala parrocchiale “Mons.
Il Programma delle Festività
Le celebrazioni si aprono con la celebrazione di un triduo di preghiere in Chiesa Madre, solitamente nei giorni dal 16 al 18 marzo. La vigilia, giorno 18, segna l'inizio della festa vera e propria con la partecipazione serale alla sacra funzione dei Vespri in onore del Santo in chiesa.
Nella mattinata del giorno di San Giuseppe, l’annuncio avviene con l’“alborata”, caratterizzata dallo sparo di botti e dal suono festoso delle campane di tutte le chiese del paese. Più tardi, la banda musicale fa il giro del paese e le sue note si diffondono per l’aria, creando una particolare atmosfera di allegria. Nel mattino, il sacerdote si reca a benedire gli altari.
Nel pomeriggio, al calar della sera, dopo la celebrazione della Santa Messa solenne, il simulacro di San Giuseppe viene portato in processione per le vie del paese.
È da notare che, in anni specifici come il 2023, la festività del 19 marzo ha coinciso con la IV domenica di Quaresima, che prevale sulla solennità di San Giuseppe. In questi casi, la festività è stata trasferita al lunedì successivo, il 20 marzo 2023. In quell'anno, una messa solenne è stata celebrata domenica 19 marzo alle ore 11, presieduta dall’arcivescovo di Agrigento, Mons. Alessandro Damiano.