Il tappeto da preghiera: caratteristiche e funzione
Il tappeto da preghiera, conosciuto in arabo come sajjāda (plurale sajājīd) o musallah, e in persiano come Janamaz, rappresenta un elemento essenziale nella vita quotidiana del credente musulmano. Si tratta di un pezzo di tessuto, spesso riccamente decorato, utilizzato durante le cinque preghiere giornaliere (Ṣalāt).
Sebbene l'uso del tappeto non sia strettamente richiesto dal dogma, esso riveste un ruolo pratico fondamentale: garantisce infatti una superficie pulita e confortevole per l'orazione. La purezza del luogo, così come quella personale, è un requisito imprescindibile prima di iniziare il rito della preghiera.

La pratica del Dhikr: significato e forme
Il Dhikr è una pratica spirituale centrale nel sufismo, che si manifesta attraverso diverse correnti, ognuna con peculiarità proprie, pur mantenendo un'uniformità di base nel modo di invocare il divino. La diffusione di questa pratica è vastissima, estendendosi dal Senegal al Pakistan e all'Afghanistan, con una concentrazione particolare nelle sere del giovedì.
Le modalità di esecuzione variano notevolmente in base al contesto sociale e culturale:
- Classi popolari: in contesti come le comunità di allevatori curdi nella Siria del Nord, possono talvolta verificarsi forme di ascesi o supplizi corporei, sebbene non costituiscano la regola.
- Classi abbienti: nelle classi alte della borghesia e del commercio, la pratica assume spesso toni più raffinati, con un uso virtuosistico della musica e un'estetica curata.
Dhikr as-sadr e la danza devozionale
Una forma particolare di questa pratica è nota come dhikr as-sadr, ovvero "ricordo nel petto". In questo contesto, il nome di Allah viene ridotto alla sillaba hu (derivante da Allahu o huwa, "Egli"), salmodiata durante una danza sul posto. Il rito è accompagnato da poesia religiosa cantata, tamburi e talvolta flauti, finalizzati a creare uno stato di tensione devozionale.
L'abbandono mistico può essere raggiunto anche attraverso le celebri danze dei dervisci ruotanti, che rappresentano una forma di esibizione pubblica del dhikr. Il culmine di tale processo è la riduzione del nome divino alla semplice respirazione, simbolo del "soffio della vita" e del riassorbimento della creazione in Dio.

Strumenti di preghiera: il Tasbih
Oltre al tappeto, un altro strumento comune nella pratica religiosa islamica è il Tasbih (conosciuto anche come misbaḥah). Si tratta di una corona simile al rosario, composta solitamente da 99 grani, suddivisi in tre cicli da 33 per facilitare la glorificazione di Dio attraverso le formule subhāna-llāh, ʾal-ḥamdu li-llāh e ʾAllāhu ʾakbar.
Il termine tasbih deriva dalla radice araba legata al concetto di glorificazione. Sebbene l'uso di grani per il conteggio delle preghiere sia stato storicamente influenzato anche da tradizioni cristiane orientali, oggi rappresenta un mezzo diffuso per mantenere la concentrazione e la calma devozionale durante la giornata.

Orientamento: la Qibla
Fondamentale per la corretta esecuzione della Ṣalāt è l'orientamento verso la Qibla, ovvero la direzione della Kaaba situata all'interno della Grande Moschea della Mecca. Per individuare tale direzione, i fedeli utilizzano strumenti che calcolano la rotta più breve (distanza di cerchio massimo) tra la propria posizione geografica e il santuario saudita, garantendo così che la preghiera sia rivolta verso il cuore pulsante del mondo islamico.