Storia del parroco del Carmine di Conversano: tra fede, rinnovamento e comunità

La figura del parroco del Carmine di Conversano, in particolare quella legata a Vincenzo D'Aprile, emerge come un punto focale di un periodo di profondi cambiamenti all'interno della Chiesa e della società italiana. La sua storia si intreccia con le aspirazioni di rinnovamento del Sessantotto, il desiderio di una "chiesa dei poveri" e la lotta per un mondo migliore, temi che hanno animato la comunità conversanese e non solo.

Ritratto di Vincenzo D'Aprile

Le origini e la formazione di Vincenzo D'Aprile

Vincenzo D'Aprile nacque a Conversano (Bari) l'8 febbraio 1939. La sua formazione scolastica si svolse tra l'istituto cittadino e il Seminario vescovile di Conversano per le scuole medie e il ginnasio, proseguendo poi con il Liceo classico presso il Seminario regionale di Molfetta dal 1955 al 1958. Il suo percorso spirituale lo condusse all'ordinazione sacerdotale, avvenuta il 15 luglio 1962 nella Chiesa cattedrale di Conversano per mano del vescovo mons. Gregorio Falconieri.

Il ministero sacerdotale e il periodo di transizione

Dopo l'ordinazione, don Vincenzo D'Aprile esercitò il ministero sacerdotale come viceparroco presso la Cattedrale di Conversano per cinque anni, fino al giugno 1967. Il periodo cruciale della sua vita sacerdotale, che va dal 1962 al 1973 (con dispensa dall'obbligo del celibato nel 1974), è documentato da una vasta corrispondenza con il vescovo di Conversano, mons. Falconieri.

Le manifestazioni di protesta messe in atto dai parrocchiani della comunità del Carmine di Conversano a sostegno del loro parroco, e dai cittadini conversanesi in generale, divennero oggetto di cronaca giornalistica. Questo turbinio di eventi è testimoniato da un fascicolo contenente documentazione raccolta dallo stesso soggetto produttore, integrato da materiali provenienti dallo studio legale dell'avv. Il fascicolo "Miscellanea" raccoglie documenti prodotti per tesi di laurea, studi e scritti sulla vicenda conversanese, tutti scansionati e conservati in formato digitale dallo stesso don D'Aprile.

Il fondo archivistico di Vincenzo D'Aprile

Il fondo archivistico di Vincenzo D'Aprile è stato donato alla Fondazione "Giuseppe Di Vagno 1889-1921" di Conversano (Ba) dallo stesso soggetto produttore il 23 febbraio 2023. Il materiale documentario, consegnato in cartelline e scatole, è stato organizzato in una serie composta da venti fascicoli (fascc. 20 in bb. 5).

Copertina del fondo archivistico di Vincenzo D'Aprile

Conversano negli anni '70: dissenso cattolico e comunità del Carmine

La comunità del Carmine di Conversano e il suo parroco, Vincenzo D’Aprile, furono protagonisti di un evento significativo nel 1970, una vera e propria ribellione nei confronti del potere ecclesiastico. Questa esperienza assunse una risonanza internazionale, trovando spazio sui giornali di tutto il mondo. L'argomento del "dissenso cattolico negli anni '70 attraverso le esperienze delle comunità: dall’Isolotto di Firenze al Carmine di Conversano" è stato oggetto di incontri e dibattiti, evidenziando la sensibilità di questo tema per la comunità conversanese.

L'incontro, parte della XVIII edizione di "Lector in fabula" organizzata dalla Fondazione "G.", è stato condotto da Piero D’Argento, con interventi di don Angelo Cassano, dello storico Alessandro Santagata e del critico letterario Marino Sinibaldi. Durante il dibattito, è stata prevista la proiezione di estratti di un'intervista al prof. NOCI.

Il contesto del Sessantotto e il desiderio di rinnovamento

Il Sessantotto ha rappresentato per molti un periodo di grandi sogni, aspirazioni e un vivo desiderio di rinnovamento. Lo slogan "Fate l'amore, non fate la guerra" rifletteva un sentimento diffuso di speranza in un mondo migliore. Questo spirito si manifestò anche all'interno della Chiesa, con l'esigenza di liberarla da ignoranza, ipocrisia e superstizioni, promuovendo una "chiesa dei poveri" aperta al dialogo e attenta ai bisognosi, in linea con gli insegnamenti del Concilio Vaticano II voluto da Papa Giovanni XXIII.

Per alcuni, l'impegno nel proporre obiettivi e strumenti operativi già validati in altre realtà si scontrava con un "muro di gomma", generando delusione ma anche la determinazione a lottare per il cambiamento. La percezione di un "bisogno del cambiamento" era irrefrenabile, alimentando la ricerca di "aria più pura" per una chiesa rinnovata.

Il '68: l'anno che ha cambiato una generazione

La "Comunità Cristiana di Base del Carmine" e la richiesta di dialogo

La tenace ritrosia alla collaborazione per realizzare il cambiamento, soprattutto in alcuni ambienti ecclesiastici, provocò profonda delusione in molte persone della "Comunità Cristiana di Base del Carmine" in Conversano. Nata spontaneamente nella primavera del 1970, in seguito alla chiusura della parrocchia del Carmine per decisione delle autorità, la comunità espresse il suo grido: "Vogliamo dialogare col vescovo! Vogliamo Giustizia!". Questo appello risvegliò in molte persone la coscienza dell'importanza del "rinnovamento" per il paese e la società.

La domanda che sorge spontanea a distanza di oltre mezzo secolo è perché, spinti dallo spirito del Sessantotto, si siano spesi tanto tempo ed energie per cercare "dialogare" con il vescovo.

L'esperienza di don Carmine Chiarelli

Il testo menziona anche Don Carmine Chiarelli, parroco a lungo onorato, che ha concluso il suo mandato il 4 novembre, data significativa per la sua vita. Classe 1938, autore della storia degli ultimi sedici anni della chiesa dedicata al Santissimo Nome di Gesù e parroco per ventisette anni nella chiesa Madre, Don Carmine ha condiviso la sua vocazione, nata con l'aiuto di amici e parroci come Don Anastasio Amatulli. Ricorda con emozione gli anni in seminario tra Molfetta e Benevento, interrotti solo dal servizio di leva, e l'ordinazione sacerdotale a Noci all'età di ventotto anni.

Il servizio militare è ricordato come un "indimenticabile apostolato" per l'incontro con giovani di diversa provenienza. Tra le esperienze significative, Don Carmine cita l'attivismo come vicerettore presso il convitto vescovile di Conversano, gli anni trascorsi presso la Matrice con Don Nicola Novembre, l'impegno presso la Scuola "Gallo" negli anni Ottanta e le attività con i ragazzi, ponendo particolare attenzione alla loro formazione. I primi anni presso la parrocchia dei Cappuccini, condivisi con Don Donato Curci, sono ricordati per il buon ambiente e la fondazione dell'Associazione Don Bosco, il sostegno alla Schola Cantorum, l'impegno con la Caritas parrocchiale e per gli stranieri, oltre a migliorie apportate agli stabili parrocchiali.

Don Sandro Ramirez: un nuovo incarico nella diocesi

Don Sandro Ramirez, ex parroco della chiesa del Carmine di Conversano, è stato nominato nuovo primo collaboratore del vescovo della diocesi Conversano-Monopoli, mons. Giuseppe Favale. Don Ramirez, nato a Roma 61 anni fa, è presbitero dal 1986. Ha un ricco background come alunno ed educatore nel Pontificio Seminario Regionale Teologico di Molfetta, docente di ecclesiologia e mariologia, direttore dell'ufficio catechistico e dell'ufficio scuola, cultura e comunicazioni sociali, nonché direttore dell'Istituto Pastorale della Conferenza Episcopale Pugliese. Attualmente è parroco della Parrocchia di San Giovani Battista in Fasano (Br) e delegato vescovile per la formazione permanente del clero.

La diocesi ha comunicato la nomina del nuovo vicario generale, don Sandro Ramirez, dopo aver accettato le dimissioni di mons. Vito D. Fusillo. Il vescovo Favale ha espresso gratitudine a mons. Vito per la sua leale e fedele collaborazione, apprezzandone il "sensus Ecclesiae" e la generosa dedizione al ministero. Don Sandro, la cui conoscenza reciproca con il vescovo risale ai tempi del Seminario Regionale, è stato scelto per la sua stima e le sue qualità pastorali e spirituali.

Foto di mons. Giuseppe Favale e don Sandro Ramirez

La "Comune" di Monte Poli: un'esperienza di vita comunitaria

Nel testo si fa riferimento all'esperienza della "Comune" tra gli anni '70 e '71 a Monte Poli, un'iniziativa di quindici ragazzi e ragazze che si organizzarono per vivere in una masseria. Questa esperienza, sebbene di breve durata, fu caratterizzata da amicizia sincera e condivisione generosa, portando a una gioia profonda legata alla "vita in comune". Nonostante le limitazioni finanziarie e alcune incomprensioni caratteriali, l'esperienza della "Comune" fu un esempio unico per Conversano, focalizzato sulla costruzione di un "mondo migliore" senza ipocrisie e sfruttamento.

La formazione spirituale e l'impatto del Concilio Vaticano II

La formazione spirituale, iniziata con la catechesi per la prima comunione e la cresima negli anni '40, è stata segnata da un forte timore dell'inferno, inculcato dalle maestre. La casistica dei peccati mortali era vasta e facile da incorrere, con precetti rigidi come il divieto di mangiare carne il venerdì, l'obbligo della messa la domenica, il digiuno prima della comunione e il divieto di votare per il partito comunista o leggere il quotidiano comunista "l'Unità".

L'avvento del Concilio Vaticano II portò cambiamenti fondamentali anche nella morale cattolica, parallelamente ai principi ispiratori del Sessantotto. L'introduzione della messa in italiano e l'orientamento dei riti verso i fedeli furono rivoluzioni accolte favorevolmente dalla maggior parte dei fedeli, sebbene con qualche riserva da parte dei "tradizionalisti".

Il patrimonio organario di Conversano

Il volume menzionato nel testo si apre con un contributo di Claudio Ermogene Del Medico, che ricostruisce le vicende degli organi storici di Conversano. Particolare attenzione è dedicata all'organo monumentale del Duomo, commissionato in epoca rinascimentale e purtroppo distrutto da un incendio nel 1911. L'assenza di organi antichi caratterizza anche le chiese di S. Michele Arcangelo, S. Giuseppe e S. Francesco.

Viene sottolineato il valore musicale, artistico, storico e tecnico del patrimonio organario di Conversano, con un focus sul recupero degli organi delle chiese del Carmine, del Purgatorio e di S. Pietro. Nel 2018, il restauro dell'organo della chiesa del Carmine è stato realizzato dall'organaro Nicola Puccini, grazie al contributo della famiglia D'Accolti, offerte liberali e un finanziamento della CEI. Nello stesso anno, Antonio Filipponio ha curato la schedatura meccanica degli organi esistenti e il progetto di restauro dell'organo della chiesa del Purgatorio, realizzato nel 1791 da Nicola De Simone junior. Il restauro è stato completato nel 2023 grazie al sostegno del vescovo Favale e ai proventi dell'iniziativa "Adotta una canna dell'organo".

Particolare di un organo storico nella chiesa del Carmine di Conversano

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