L'Abbazia di Santa Maria Maggiore a Buggiano: Un Tesoro di Storia e Arte

Nel cuore della Toscana, nel pittoresco comune di Buggiano, provincia di Pistoia, sorge la Chiesa abbaziale di Santa Maria Maggiore. Questo significativo edificio di culto, classificato come chiesa abbaziale, testimonia la ricca stratificazione storica e religiosa del territorio.

Contesto e Fondazione Storica

L’Abbazia di S. Maria Maggiore fu edificata intorno al 1038 da Sigismundo e Guido, della famiglia dei “da Buggiano” che, a lato del castello di Buggiano eressero una cappella dedicata alla Vergine Maria, San Pietro ed all’Arcangelo Michele.

L’apparato abbaziale, come è visibile oggi, è il frutto di vari ampliamenti e trasformazioni succedutesi nei secoli. Caratteristica peculiare di molte architetture di epoca remota, l'opera non presenta un'attribuzione autoriale specifica, né una datazione precisa nei dati attualmente disponibili. Tale assenza è comune per edifici la cui genesi si perde nelle pieghe del tempo, spesso frutto di sovrapposizioni stilistiche e costruttive susseguitesi nei secoli, ad opera di maestranze anonime.

Foto esterna dell'Abbazia di Santa Maria Maggiore a Buggiano in provincia di Pistoia

Architettura Esterna e Struttura del Complesso

La chiesa presenta tre navate ed un coro ed una semplice facciata in pietra a vista, come la torre campanaria.

Il complesso abbaziale ha gli ambienti di servizio organizzati intorno ad un chiostro in stile rustico/rinascimentale sviluppato su due piani.

Immagine del chiostro dell'Abbazia di Santa Maria Maggiore a Buggiano

L'Interno Barocco e la Ricchezza Artistica

L’interno è stato ristrutturato in stile barocco tra gli anni 1642 e 1643, ed è quasi interamente affrescato.

Appena entrati, si può osservare sulla destra la cappellina dell’Annunciazione che ha sostituito il tabernacolo esterno alla chiesa.

Sul fondo, ad affresco, si trova una sacra conversazione con finti pilastri grottesche risalente al ‘500 e d’ispirazione raffaellesca.

Quello che maggiormente colpisce è tutta la parte superiore delle pareti e le volte interamente ricoperte di affreschi attribuiti a Niccolò Nannetti. Tra questi, l’occhio cade sull”‘Apoteosi della Madonna” sopra l’altare maggiore, un’opera molto suggestiva. La Madonna, contornata da angeli, col Bambino sulle ginocchia, tiene in mano uno scapolare, simbolo dell’ordine degli Agostiniani.

Dettaglio dell'affresco

Molto importanti sono anche altri affreschi del Nannetti, tra cui la “Messa di San Nicola da Tolentino”, la “Carità di San Tommaso da Villanova” e “Sant’Agostino e il mistero della SS.”.

La ricca dotazione degli arredi interni include elementi di notevole fattura come l’ambone e la fonte battesimale in marmo intarsiato, entrambi risalenti al XIII secolo. Altrettanto interessanti opere pittoriche e scultorie arricchiscono le cappelle laterali, fra cui spicca una Madonna del Sansovino in terracotta dipinta.

Dettaglio dell'ambone o della fonte battesimale in marmo intarsiato dell'Abbazia

La Preservazione della Vita Monastica

Della vita che scorreva all’interno delle mura non sappiamo molto, ma sappiamo che, nonostante le soppressioni napoleoniche degli ordini religiosi del 1808 e quelle del governo italiano del 1866, il convento con i suoi padri è giunto fino a noi.

Questo è stato possibile grazie all’intervento di Padre Benigno Pera che lo comprò nel 1883, salvandolo e preservandone la vita monastica.

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