La missione solidale delle Suore Evaristiane a Putzu Idu

A San Vero Milis, in Sardegna, esiste una realtà dove il lavoro agricolo si intreccia profondamente con l'accoglienza e la solidarietà. La Comunità Evaristiana, con il suo centro operativo a Putzu Idu, è diventata un punto di riferimento non solo per la produzione vitivinicola, ma soprattutto per l'impegno sociale verso i più fragili.

Veduta panoramica dei vigneti coltivati dalle suore a San Vero Milis

L'impegno agricolo: le "Suore del vino"

La comunità, composta da appena quindici religiose, gestisce con dedizione un vigneto di 12 ettari. Inizialmente, la scelta di impiantare vigne fu dettata dalla necessità: sui terreni aridi e sabbiosi ricevuti in donazione, il grano non cresceva. Le suore hanno quindi cercato un'alternativa per sostenere le proprie opere caritatevoli, dando vita a una produzione di vini biologici di alta qualità.

A guidare le consorelle è Suor Margherita, figura energica nell'organizzazione dei lavori agricoli e premurosa nel prendersi cura dei ragazzi ospitati. Il successo del progetto vitivinicolo, oggi apprezzato anche dalle guide enologiche, è supportato dal contributo di confratelli laici, volontari e di un nipote laureando in enologia.

Schema illustrativo della filiera produttiva biologica della comunità

Accoglienza e recupero sociale

Il cuore pulsante della Comunità Evaristiana è l'assistenza a bimbi e ragazzi con disabilità o con trascorsi di abbandono e abusi. La struttura ospita circa una ventina di giovani, che vengono seguiti da insegnanti di sostegno e circondati dall'affetto di mamme, confratelli e volontari. L'obiettivo primario è il recupero alla vita e l'inserimento nella società, un traguardo descritto da Suor Margherita come il momento più bello della missione.

L'ispirazione deriva dal fondatore dell'ordine, Padre Evaristo Madeddu, che negli anni Venti, ispirandosi a San Francesco, scelse di dedicarsi ai poveri attraverso iniziative concrete e coraggiose. Questo spirito di condivisione continua oggi grazie alla Provvidenza: dalla produzione di pasta donata da aziende locali fino ai prodotti dell'orto e del pollaio gestiti da Suor Remedia.

La solidarietà degli Alpini: una storia nella storia

La storia della comunità è stata segnata da un episodio di grande solidarietà. Anni fa, un gruppo di alpini in trasferta, notando lo stato fatiscente della struttura, decise di intervenire. Una squadra di 35 "penne nere", tra geometri ed elettricisti, arrivò dal Trentino con camion carichi di materiale, lavorando per quattro mesi e coinvolgendo i commilitoni sardi.

Per ringraziarli, le suore offrirono i piatti della tradizione sarda. Il legame nato in quell'occasione è proseguito nel tempo, tanto che sul lungomare è stata posta una targa, “Via degli Alpini”, a memoria dell'aiuto ricevuto. Ancora oggi, gli alpini tornano regolarmente con le proprie famiglie per offrire il loro supporto nei lavori di manutenzione più impegnativi.

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