Giovanni Testori, nel 1965, in apertura del suo saggio sul Sacro Monte di Varallo, incentrato su Gaudenzio Ferrari, ne descrive la profonda impressione. La nascita del suo smisurato amore per l’artista di Valduggia è precedente, risalendo almeno al 1956, quando, poco più che trentenne, fu chiamato a redigere le schede delle opere esposte nella mostra antologica a lui dedicata dal Museo Borgogna di Vercelli.

Un "Gran Teatro Montano": La Visione di Giovanni Testori e Gaudenzio Ferrari
Il titolo della raccolta degli scritti gaudenziani di Testori, pubblicata da Feltrinelli nel 1965, è "Il Gran Teatro Montano"; titolo felice divenuto, nel tempo, un’antonomasia per lo stesso Sacro Monte di Varallo. Il curatore, Giovanni Agosti, ha poi corredato il volume di altri scritti del Testori dedicati a Gaudenzio Ferrari, tra cui le memorabili schede della mostra vercellese e l’appassionato Promemoria gaudenziano, comparso nel “Bollettino della società piemontese di archeologia e di Belle arti”, VIII-IX, 1954-1957.
Gaudenzio aveva voluto che il suo laboratorio fosse contiguo alla cima del Monte Rosa, svettante alle sue spalle. Era lì che trascorreva la maggior parte del suo tempo, a scolpire nel legno i corpi o a plasmarli nella creta, come se fossero stati di carne e di sangue; e ancora a tenere a bada la temperatura del forno, affinché non ne bruciasse i colori che voleva vividi o, per meglio dire, vivi. Prima di attendere al mistero della creazione, aveva impiegato le sue notti e i suoi giorni a disegnare febbrilmente l'insieme della scena e i dettagli di quella Crocifissione, su grandi fogli, sicché ora, tavoli, sgabelli, sedie e persino il pavimento dell'officina ne erano ingombri.
Gaudenzio non aspirava alla bellezza intellettuale, umana o divina, cara ai maestri toscani e umbri suoi contemporanei, che pure aveva conosciuto e che stimava, né al luminismo diffuso dei colleghi nordici. Inseguiva invece la fedeltà al vero visibile, voleva che la sua arte potesse arrecare misericordia, fosse capace di alleviare le tribolazioni dei molti, degli umili, dei diseredati che, nella visione del dolore di una madre che ha perduto il suo figliolo in una siffatta cruenta e brutale maniera, trovassero conforto ai propri dolori.

Le Origini Storiche del Sacro Monte di Varallo
Dopo che, nel 1453, la caduta di Gerusalemme in mano ai Turchi aveva posto fine ai pellegrinaggi in Terra Santa, al padre Bernardino Caimi, vicario dell’ordine dei frati minori del Comune di Milano e già Custode del Santo Sepolcro, venne l’idea di ricostruire la Città Santa all’interno dei confini del Ducato sforzesco. Prescelse l’alta Valle della Sesia, oggi amministrativamente piemontese ma a quel tempo ancora lombarda. Lo scopo era quello di far sì che i pellegrini, visitandola, potessero continuare a beneficiare dell’indulgenza plenaria.
I lavori, iniziati nel Rinascimento e conclusisi a metà Ottocento, videro alternarsi uno stuolo d’artisti, le cui opere hanno reso questo luogo sacro un autentico museo di Arte Lombarda. Il Sacro Monte è uno straordinario “libro” di fede. Poi, con la Riforma e la Controriforma, quella vita “sacra” raccontata a “fumetti” diventò congeniale alla strategia della Chiesa di Roma: erigere una barriera prealpina all’influenza “nefasta” dei predicatori Lutero e Calvino, avvicinando la gente a quelle lontane vicende di Palestina. A Varallo operano soprattutto Gaudenzio Ferrari e la sua scuola, cioè un grande artista alle prese con un grandioso progetto rinascimentale.
Il Sacro Monte nel Contesto Attuale: Concorsi e Nuovi Linguaggi Narrativi
Che cosa dice oggi il Sacro Monte a chi lo visita spinto da motivi religiosi, artistici, culturali, ricreativi o scolastici? La risposta dovrà arrivare utilizzando la fantasia per raccontare in un contesto attuale gli scorci offerti dalla Gerusalemme Valsesiana, «un grande sceneggiato tridimensionale», in cui gli attori sono statue colorate, grandi come persone vere, con volti e gesti espressivi e naturali che esprimono delle emozioni. Per scoprirlo, lo si potrà fare con un fumetto.
Il comitato «Jerusalem Varallo. Arte e spiritualità» organizza un concorso nazionale a fumetti dedicato al Sacro Monte di Varallo, che assegnerà la prima edizione del «Premio di narrativa e di arte». Il concorso è stato lo strumento per “riscoprire” il messaggio del Sacro Monte, attualizzandolo, attraverso l’adozione di un linguaggio molto moderno come quello del fumetto, o con la forma letteraria del racconto, il tutto finalizzato alla pubblicazione di un libro-guida destinato a bambini e ragazzi.
Sono più di ottocento i personaggi che abitano in piccole chiese o veri palazzi urbani, sul colle sopra Varallo. «Ognuno - dicono gli organizzatori - può riconoscersi nell'umanità varia che compone lo spettacolo».

Il Concorso Nazionale di Fumetti e Racconti: Regolamento e Obiettivi
I concorrenti sono chiamati a scegliere una o più cappelle del Sacro Monte per raccontarle o per attualizzarle, in fumetti o racconti con o senza illustrazioni, destinati a un pubblico di bambini e ragazzi. Ad esempio, gli organizzatori hanno suggerito: «l'incontro di Cristo con la Samaritana che gli offre da bere cosa ci fa venire in mente oggi? Chi è la Samaritana per noi o il pellegrino assetato?»
La partecipazione al concorso è gratuita e aperta a tutti e sarà suddivisa in tre fasce d’età:
- Bambini e ragazzi (da 6 a 13 anni)
- Giovani (da 14 a 19 anni)
- Adulti (oltre i 20 anni)
Si può partecipare individualmente oppure a gruppi, con un solo elaborato. Ogni fumetto non potrà superare le 12 pagine (A4) e ogni racconto non potrà superare le 10 mila battute, con cinque figure al massimo. Per i vincitori sono previsti premi in denaro e i migliori fumetti e racconti saranno pubblicati in un libro destinato a bambini e ragazzi, per presentare il Sacro Monte con gli occhi creativi di un visitatore di oggi.
Il concorso ideato da Jerusalem si inserisce in un contesto più ampio, apertosi con una conferenza dedicata al Sacro Monte dello storico dell’arte Philippe Daverio. Gli elaborati sono stati raccolti fino al 28 febbraio 2016 e la premiazione è avvenuta nella primavera 2016, con la mostra dei fumetti e la drammatizzazione davanti alle cappelle di alcune storie. Il concorso è stato presentato nella biblioteca di Varallo.
La Prima Edizione del Concorso: Successo e Riconoscimenti
Bambini, giovani e adulti sono stati in gara per riscoprire il Sacro Monte di Varallo durante le premiazioni della prima edizione del “Concorso internazionale dei fumetti e dei racconti sul Sacro Monte di Varallo”. La presentatrice Claudia Manzone, a nome del comitato organizzatore, ha spiegato come l’idea del concorso sia nata al termine dell’esperienza di “Jerusalem Varallo”, una serie di eventi organizzati per celebrare i 500 anni della Parete Gaudenziana. La premiazione è stata frutto di una scelta impegnativa: la giuria, composta da Barbara Saccagno, Elena Macchiorlatti e dal fumettista Beniamino Delvecchio, non ha avuto vita facile nell’individuare i vincitori.
I premiati sono stati:
- Sezione Bambini (6-13 anni):
- Classe seconda dell’istituto Sacro Cuore di Romagnano (insegnante Andreoletti), 500 euro.
- Classe seconda delle elementari di Varallo (insegnante Costanzo), 250 euro.
- Classe seconda delle scuole medie di Varallo (insegnanti Tomarello, Frigiolini, Zorzato e Leone), 150 euro.
- Sezione Giovani (14-19 anni):
- Vincenzo Giammarinaro, Licheng Lin, Micol Bidesi, Xinyu Lin e Lorenzo Canova (insegnante Paola Mollia), 700 euro.
- Amanda Caso ed Elisabetta Marchini, 500 euro.
- Domenico Rizzato, 250 euro.
Il centro libri “Punto d’incontro” ha poi assegnato un terzo premio speciale di 250 euro alla classe seconda del liceo “Lagrangia” di Vercelli. Dopo la premiazione, arricchita dall’esecuzione di brani suonati da Valentina Giupponi alla chitarra e Francesca Guala al violino, è stato presentato lo spettacolo teatrale multimediale: “E l’angelo disse”, scritto, diretto e interpretato da Francesca Pastorino e Graziano Giacometti, dell’associazione “Manodopera”.
Altre Prospettive Artistiche: Il Viaggio di Enrico Pettinaroli
Enrico Pettinaroli, artista grignaschese, si presenta così: "Iniziai a disegnare all’età di circa otto anni, prima colorando e poi copiando i personaggi dai fumetti: fu proprio in quel momento che la passione per il tratto ed i colori cominciò a manifestarsi. Ho frequentato il Liceo Artistico a Novara e, a Milano, l’Istituto Marangoni di Moda. Collaborando con il fotografo Sandro Mori ho imparato le regole della composizione visiva. Valentina, un’altra persona importante nella mia vita, mi ha insegnato molto riguardo alla bellezza femminile. In uno stage presso la Maison Givenchy a Parigi, disegnavo per il mercato giapponese. Oggi la passione per la tecnologia, i computer e la grafica digitale mi permettono di realizzare le mie 'visioni', che siano sogni o incubi".
In occasione dell’arrivo di un treno storico speciale alla stazione di Varallo, Enrico Pettinaroli ha proposto un omaggio alla gloriosa linea ferroviaria Novara-Varallo, inaugurata nel 1886, che rappresentò per molti anni non solo un semplice mezzo di trasporto, ma un potente motore di sviluppo per la Valsesia. Enrico Pettinaroli ha immaginato un viaggio in treno da Novara a Varallo, in compagnia di “viaggiatori famosi” che, attraversando i secoli, dialogano con chi vuole condividere con loro lo scompartimento.
Le illustrazioni ritraggono personaggi noti del mondo della cultura italiana, da Camillo Benso Conte di Cavour a Verdi, Grazia Deledda, Leonardo, Dante, Caravaggio, Artemisia Gentileschi, Galileo Galilei, ma anche Maria Montessori ed Eleonora Duse: tutti a bordo del treno storico valsesiano, in viaggio verso Varallo, la capitale della Valsesia. Ogni personaggio è accompagnato da una breve didascalia che accoglie un frammento di dialogo, ad esempio: “Mi sembra di volare come un uccello, ma con una carrozza senza cavalli: mi domando chi abbia costruito questo mezzo di trasporti e quali siano le leggi che lo governano”. Le tavole sono state realizzate partendo da un semplice schizzo a matita, una tavoletta grafica, un computer, un programma di fotoritocco (Affinity Photo) e utilizzando anche l’Intelligenza Artificiale (Stable Diffusion), per fondere insieme le varie immagini in modo che risultassero più vicine alla realtà.
