Suor Maria Santina Collani, suora professa dell’Istituto delle Suore Misericordiose, visse una vita completamente dimentica di sé stessa, orientando con assoluta semplicità ogni azione alla maggior gloria di Dio e alla salvezza dei fratelli. La sua profonda spiritualità è ben riassunta nelle sue stesse parole: «Stare con Gesù! Come è brutto il mondo senza di Lui… Ho un solo desiderio: amare Gesù e consumarmi per lui… e mi domando: “Cosa ho fatto finora per Lui?”» e ancora «Voglio fare la volontà di Dio… A volte desidero morire per poterlo vedere e mi domando: “Cosa ho fatto finora per Lui?”».
Infanzia e Giovinezza
Maria Santina Collani nacque a Isorella, in provincia di Brescia, il 2 marzo 1914. Secondogenita di Giovanni e Luigia Eleonora Bonali, la sua infanzia fu segnata da una precoce perdita: rimase orfana di madre nel 1918, all'età di quattro anni, in un periodo di piena guerra mentre il padre si trovava al fronte. Per questo motivo, venne affidata a due anziane zie nubili, residenti a Montepelato di Binanuova (Cremona), dalle quali ricevette la prima educazione religiosa e umana. Al ritorno dalla guerra, il padre si risposò e si stabilì nuovamente a Isorella, dove Maria Santina frequentò la scuola elementare.
Dal 1933 si trasferì nuovamente dai parenti materni a Binanuova. Lì iniziò a frequentare la parrocchia e, seppur con qualche discontinuità, le scuole elementari, completando solo la terza classe con l'iscrizione alla quarta. Nel 1939, la maestra Emma Davini la indirizzò alle Oblate di Nostra Signora del Sacro Cuore a Cremona, dove venne assunta come inserviente. Dal 1940 visse per un periodo a Gardone Riviera.

Vocazione Religiosa e Fondazione
Nel 1940, Maria Santina chiese di essere accolta come Oblata e, dopo quattro anni di formazione, il 31 dicembre 1944 ricevette il Crocifisso. Dopo un'approfondita ricerca della volontà di Dio e affidandosi al consiglio del padre spirituale, don Francesco Tantardini, prese la decisione cruciale di entrare nella nuova Congregazione delle Sorelle Misericordiose.
Questa congregazione fu fondata l’11 maggio 1947 da Padre Achille Fosco, dei Frati Minori Conventuali, e da Madre Francesca Semporini, a Rionero in Vulture, in provincia di Potenza. Nel 1948, su suggerimento del confessore, iniziò a frequentare le Suore Misericordiose ad Atella, sempre in provincia di Potenza, dove ebbe modo di conoscere Margherita Guaini, la quale in un secondo momento avrebbe fondato l'istituto delle Missionarie di Gesù Sacerdote.
Fece ritorno a Cremona, ma ogni giorno di più andava comprendendo di non trovarsi nel posto giusto. Infatti, nel 1949, dopo un'esperienza presso un'altra comunità religiosa, si ritirò dalle Oblate di Cremona e partì alla volta della Lucania, a Rionero in Vulture (PZ). Qui, il giorno dell’Immacolata Concezione, iniziò il noviziato tra le Suore Misericordiose, segnando la fine delle sue incertezze. Terminato l’anno di noviziato, il 25 novembre 1950, a Rionero in Vulture, emise la professione temporanea nelle mani del vescovo di Melfi Rapolla Petrosa. In questa occasione, aggiunse al suo nome di battesimo il secondo nome di Santina, a riconoscente ricordo di Santina Mancini, Superiora delle Oblate di Cremona.

Servizio, Malattia e Sofferenza
L’anno seguente alla professione, Suor Maria Santina fu nominata superiora del convento di Borgo d’Ale, presso Vercelli. Insegnò per breve tempo in una scuola nell’avellinese e successivamente venne trasferita a Borgo d’Ale, nella Casa di Riposo per anziani, dove ricoprì l'importante ufficio di Superiora e Direttrice.
Nell’ottobre del 1955, Suor Maria Santina iniziò ad avvertire i primi sintomi della malattia. Fu segnata da molte sofferenze nel corso della sua vita, a partire dalla prematura morte della madre, fino al periodo della sua malattia, che accolse con profonda fede. Accettava tutto con umiltà, offrendo ogni sacrificio al Signore. Grande fu la sua carità verso Dio e verso il prossimo, e un profondo amore la legava all’Eucaristia e alla Vergine Maria.
La sua salute si presentava sempre più problematica. Fu ricoverata all’ospedale di Biella, dove aveva precedentemente subito un intervento alla mano sinistra a causa di un ago trattenuto per circa un anno, e si sottopose a una biopsia nella regione parotidea a scopo diagnostico. Seguì un ciclo di radioterapia in dieci sedute, dopo le quali tornò ad Atella per partecipare a un corso di esercizi spirituali, e, nel viaggio di ritorno, visitò la Santa Casa di Loreto. Dovette essere nuovamente ricoverata per nove giorni all’ospedale San Giovanni di Torino per ulteriori radioterapie. Durante questo periodo, ricevette la visita della sua antica maestra, che nel frattempo era diventata oblata di Nostra Signora del Sacro Cuore.

Il Profilo Spirituale
Il profilo spirituale della Serva di Dio si caratterizzò per una costante e instancabile ricerca della perfezione evangelica. Le sue doti umane, le virtù cristiane e la sua totale consacrazione religiosa emergono con chiarezza nel suo percorso di vita. Fu una donna profondamente radicata nella fede, che visse in sincera comunione con il Signore e comprese le vicende della sua esistenza come un vero cammino verso la maturità spirituale.
L'offerta di sé stessa al Signore fu intensa e coerente, rinnovandosi ogni giorno nella preghiera e manifestandosi concretamente in una grande sensibilità e generosità nel servizio. La sua speranza rimase incrollabile di fronte a difficoltà e incomprensioni. Completamente dimentica di sé, Suor Maria Santina, con assoluta semplicità, orientava ogni aspetto della sua vita alla maggior gloria di Dio e alla salvezza dei fratelli. Persona saggia e prudente, moderata e austera, ebbe una particolare cura nei confronti delle sue consorelle, per le quali fu una testimone costante e credibile.
Morte e Processo di Beatificazione
La Serva di Dio Suor Maria Santina Collani morì nella casa di riposo “La Consolata” a Borgo d’Ale (Vercelli) il 22 dicembre 1956. In virtù della fama di santità diffusasi dopo la sua morte, dall’8 aprile 2003 al 1 febbraio 2009, presso la Curia ecclesiastica di Vercelli, fu celebrata l’Inchiesta Diocesana. La validità giuridica di tale inchiesta è stata riconosciuta dalla Congregazione delle Cause dei Santi con decreto del 24 marzo 2010. Successivamente, è stata preparata la Positio, e si è discusso, secondo la consueta procedura, se la Serva di Dio abbia esercitato le virtù in grado eroico. Con esito positivo, l’8 febbraio 2018 si è tenuto il Congresso Peculiare dei Consultori Teologi. I Padri Cardinali e Vescovi nella Sessione Ordinaria del 21 maggio 2019 hanno proseguito l'esame della sua causa.
