Casandrino, situato nell'agro napoletano, è un territorio dalla storia millenaria. L'origine del paese affonda le radici in un passato lontano, intrinsecamente legato alle vicende del Ducato di Napoli e all'espansione dei casali nell'area aversana durante il dominio normanno. La comprensione dell'etimologia e della nascita di questo centro abitato richiede un'analisi attenta dei documenti d'archivio, che testimoniano una continuità storica documentata fin dall'XI secolo.

Le origini e l'etimologia
Non è stato semplice stabilire l'etimologia precisa di Casandrino. Alcune ipotesi suggeriscono che il termine derivi da "Androna", ovvero un luogo pubblico dove gli uomini si radunavano per le discussioni, oppure da "Andrena", inteso come un luogo sicuro chiuso da mura. La tesi dell'origine come punto di aggregazione sociale trova supporto in numerosi atti storici che descrivono il territorio come parte del distretto napoletano, composto in epoche passate da decine di casali che gravitavano attorno alla città partenopea.
Casandrino figura costantemente nei registri antichi come il 21° casale di Napoli. La sua popolazione, nel corso dei secoli, è cresciuta parallelamente a quella della città, mantenendo sempre un legame privilegiato con la capitale del Regno, pur subendo le influenze delle diverse dominazioni: dai Longobardi ai Greci, fino all'avvento dei Normanni, che nel 1140 trasformarono profondamente l'assetto geopolitico del Mezzogiorno.
Testimonianze documentali medievali
L'esistenza di Casandrino è confermata da importanti documenti notarili e diplomi del Medioevo. Tra i più significativi si ricordano:
- Documento del 1045: Atto di donazione di Ugo, figlio di Geroldo, riguardante terre e una casa sita in Casandrino a favore del presbitero Pietro Farrichelli.
- Documento del 1130: Testimonianza di una controversia riguardante un muro innalzato abusivamente da Pietro di Casandrino.
- Documento del 1132: Atto in cui Amerigo di Casandrino, ufficiale delle truppe di Aversa, dona parte del territorio di Casandrino e Grumo all'Abbadessa del monastero di S. Biagio.

La Parrocchia di Santa Maria Assunta: Architettura e Arte
La storia religiosa di Casandrino è profondamente legata alla sua chiesa principale. La fondazione dell'edificio sacro, per tradizione, risale al XVI secolo, in pieno periodo di Controriforma. Nel corso dei secoli, la chiesa è stata oggetto di numerosi interventi di restauro e ampliamento, con i lavori più significativi avvenuti tra il XVIII e il XIX secolo.
Struttura architettonica
La chiesa presenta una pianta a croce latina, con un'unica navata fiancheggiata da cappelle laterali, un transetto e un presbiterio sopraelevato rispetto alla navata. La facciata settecentesca è scandita in due registri separati da un cornicione sporgente e termina con un timpano. Ai lati del portale d'ingresso si trovano due nicchie contenenti le statue dei Santi Pietro e Paolo.
Il campanile, situato a sinistra della facciata, si eleva su un alto basamento. All'interno, l'altare tridentino in marmo commesso rimane una testimonianza di pregio, sebbene l'attuale sistemazione liturgica sia stata adattata alle esigenze moderne. Dopo i danni subiti a seguito del terremoto dell'80, l'edificio è stato messo in sicurezza, garantendo la conservazione di questo fondamentale bene storico e artistico.

Tradizioni e culto mariano
La devozione alla Madonna dell'Assunta è il fulcro della vita comunitaria di Casandrino. La leggenda narra che la statua della Madonna fu ritrovata da un contadino vicino al lago di Patria. Egli caricò la sacra effige su un carro trainato da buoi bianchi, lasciando che fossero gli animali a scegliere la destinazione finale. Quando i buoi si fermarono a Casandrino, la popolazione comprese che quello era il luogo prescelto per la venerazione.
Oggi, la festa patronale si svolge l'ultima domenica di agosto. I festeggiamenti iniziano il giovedì precedente e si protraggono fino al giovedì successivo, culminando in celebrazioni religiose, processioni e spettacolari fuochi pirotecnici che segnalano la solennità agli abitanti dei paesi limitrofi.