Il Santuario NelloPorcello: Un Rifugio per Animali Liberi e Sensibili

Ad accompagnarci in questo straordinario viaggio dentro l’empatia è Lisa Marino che, insieme al marito Alessandro, è l’anima del santuario ‘NelloPorcello’. Pochissime persone sanno cos’è un santuario e ancora meno ne hanno mai visitato uno.

Che cos'è un Santuario per Animali?

Un santuario è un luogo nel quale non esiste sfruttamento, oppressione o tornaconto personale. È un errore comune quello che porta alcuni a confondere queste realtà. A differenza degli animali presenti in una fattoria didattica, quelli ospiti dei santuari non producono alcun tipo di reddito, semplicemente perché sono considerati qualcuno e non qualcosa dalla quale ottenere carne, latte, uova, intrattenimento o terapia.

Conosciuti anche come “fattorie vegane” o “oasi”, i santuari per animali sono spesso gestiti da volontari e sostenuti grazie a donazioni. Qui gli animali non sono allevati, né possono essere acquistati o commerciati. Chi li ospita si impegna a garantire loro le migliori condizioni di vita possibili, senza lucrare sulle loro esistenze.

La Storia dei Santuari nel Mondo e in Italia

Il Farm Sanctuary è il primo santuario “ufficiale” ed è stato fondato nel 1986. Oggi conta due sedi, una vicino New York e una in California, e ospita oltre mille animali. Sul loro sito si legge che “è stato fondato per combattere gli abusi dell’allevamento intensivo, sostenere riforme istituzionali e incoraggiare una nuova consapevolezza e comprensione degli animali da allevamento e dei benefici di una vita cruelty-free e plant-based”.

Nel nostro Paese, la Rete dei santuari di animali liberi è nata nel 2014 e mette insieme diversi progetti “che si riconoscono essere molto vicini nel loro percorso e che hanno come obiettivo comune quello di contribuire ad un miglioramento dell’attuale relazione tra noi animali umani e tutti gli altri”.

Alcuni Santuari in Italia

  • Piemonte: Rifugio Miletta, Rifugio Jill Phipps e N.A.L.A.
  • Lombardia: Capra e cavoli, Porcikomodi, Fattoria la capra campa e Rifugio Nello Porcello
  • Emilia Romagna: Brugnola 1932
Mappa dell'Italia con i santuari degli animali evidenziati

La Nascita del Santuario NelloPorcello

Lisa e Alessandro avevano già avuto modo di visitare diversi rifugi in Lombardia. A un certo punto si sono detti: perché non aprirne uno anche noi? È stato necessario cambiare casa, una ricerca lunga e piena di ostacoli, ma alla fine sono riusciti a trovare il luogo adatto nel quale mettere radici. Il santuario è composto da una piccola casa con un ampio terreno alle porte di un bosco e, fortunatamente, a pochi minuti dai loro luoghi di lavoro. Vivono qui da quasi tre anni, ma la loro vita per molti aspetti è rimasta uguale.

Tutto è cominciato nel 2017, con il trasferimento nel luogo dove oggi sorge il santuario e l’accoglienza di un cucciolo di suino di nome Antonello, detto Nello. Hanno scelto questo nome in onore di Antonello, il primo animale che hanno salvato. Nello inizialmente viveva in casa con i compagni umani, i cani e i gatti, poi, man mano che cresceva, hanno iniziato ad abituarlo all’esterno e hanno accolto i primi conigli, la suina Jenny e via via tutti gli altri. E così è nato il rifugio Nelloporcello, un piccolo angolo di mondo dove individui di diversa specie convivono e lottano fianco a fianco contro ogni forma di discriminazione.

Gli Ospiti di NelloPorcello: Storie di Salvezza

In questo momento il santuario ospita circa una trentina di animali tra cani, gatti, pecore, capre, maiali e conigli. I cani arrivano dal canile di zona e i gatti sono trovatelli, mentre maiali, capre, pecore e conigli provengono quasi tutti dagli allevamenti da carne. I rifugiati arrivano da sequestri, “cessioni” da allevamenti in chiusura o liberazioni da parte di attivisti; ciascuno di loro è sopravvissuto all’industria alimentare. Alcuni sono stati ceduti gratuitamente da congiunti di allevatori defunti; qualcuno arriva da un sequestro; altri ancora sono stati abbandonati. Uno di loro, in particolare, era detenuto per diletto, sino a quando ha smesso di rappresentare una novità ed è diventato di troppo.

Le Personalità Uniche degli Animali

Conoscere gli animali liberi di essere e di esprimersi è un’esperienza unica, irripetibile e sorprendente. Si creano legami, anche tra specie differenti, e si interagisce. Lisa racconta la storia di Antonello, liberato da un allevamento intensivo a poche settimane di vita. Antonello sarebbe stato castrato senza anestesia, per risparmiare sui costi veterinari, la coda gli sarebbe stata mozzata e i denti strappati via. Lisa ricorda il primo giorno di Antonello: era inverno e si erano appena trasferiti, lo hanno tenuto in casa.

Antonello, ad esempio, è un maiale mansueto, simpatico ed estremamente furbo: non gli sfugge niente e risponde ad ogni richiamo. Jenny, invece, è diversa: burbera e brontolona. I più socievoli tra gli ospiti sono Billy, una pecora, Striscia, una capretta, e Antonello, la star del santuario, sempre in prima fila davanti all’obiettivo.

Foto di gruppo degli animali del Santuario NelloPorcello che interagiscono tra loro

La Vita Quotidiana e Le Sfide del Santuario

La vita al santuario segue ritmi intensi. La colazione viene servita alle sei del mattino, con annesso giro di coccole e grattini. Durante la settimana, Lisa e Alessandro si dedicano alle pulizie quotidiane e ai piccoli lavoretti di manutenzione. Nel fine settimana, invece, la sveglia suona alle sette, e dopo colazione si procede con la pulizia approfondita degli spazi comuni, dei locali dove gli animali dormono e con lavoretti extra.

Ostacoli Economici e Burocratici

Le sfide sono molteplici, a partire da quelle di natura economica, perché i fondi a disposizione finiscono in fretta. I santuari non sono attività commerciali e non ricavano alcun guadagno dalla loro gestione. Con il loro lavoro, Lisa e Alessandro pagano mutuo, bollette, assicurazione e finanziamenti per i costi di ristrutturazione. Cibo e spese veterinarie vengono autofinanziati con eventi e donazioni. Ogni due mesi, poi, aprono le porte del rifugio e organizzano un aperitivo a offerta libera, ottenendo così qualche donazione extra.

Inoltre, i santuari non hanno riconoscimento giuridico, il che complica le questioni burocratiche con l’ASL, che riguardano sia i nuovi inserimenti che la revisione degli spazi. Anche trovare veterinari preparati non è semplice quando si tratta di animali che la normativa equipara ad oggetti. Questo significa che mentre la medicina destinata ad animali da affezione (cani e gatti) ha compiuto notevoli progressi, quella che si occupa di suini, caprini e ovini è rimasta ferma. Chi, infatti, ha mai progettato una protesi per un maiale zoppo di 10 anni, visto che negli allevamenti non superano i due anni di vita? Chi ha mai operato una pecora nata con una malformazione? Ci sarebbero molti altri esempi come questi.

Il Ruolo Educativo e la Visione per il Futuro

Sempre più spesso si dibatte della necessità di guardare agli animali come ad esseri senzienti e non come cibo. È fondamentale per moltissime ragioni. Lisa è diventata vegana per rispetto degli animali, ma sottolinea che per un futuro sostenibile per il pianeta, per sconfiggere la fame nel mondo e tutelare le risorse ambientali, le nostre abitudini alimentari devono essere modificate radicalmente.

L'Importanza dell'Educazione e del Rispetto Inter-specie

È fondamentale che i bambini si avvicinino ai santuari. Da piccoli si vive il rapporto con gli animali in maniera totalmente paritaria; crescendo, la società e la cultura specista manipolano la dimensione naturale e cambiano la percezione. La scuola potrebbe rappresentare uno strumento attraverso il quale proporre un modello educativo basato sulla conoscenza e sul rispetto degli animali per ciò che sono; invece, spesso si portano i bambini a visitare fattorie dove si mungono le caprette che fanno latte “per noi”.

Affermare che non esistono differenze tra specie viventi significa riconoscere che tutte le creature che vivono su questo pianeta hanno eguale dignità e diritto di vivere libere. È una contraddizione parlare di femminismo, come spiega Lisa, quando si considera normale lo sfruttamento di femmine di altre specie per produrre latte del quale priviamo il cucciolo a cui è destinato.

Visite al Santuario e L'Impatto sui Visitatori

Il Santuario NelloPorcello non è sempre aperto al pubblico, in quanto i gestori lavorano e fanno del loro meglio per conciliare tutte le attività, ma ogni due mesi organizza aperitivi ad offerta libera e accoglie visitatori. I partecipanti sono in prevalenza attivisti e persone che hanno abbracciato uno stile di vita vegano, ma ci sono anche molti curiosi. Hanno ospitato adulti e bambini lontani da questo mondo che si sono avvicinati grazie soprattutto ad amici comuni che hanno organizzato nel santuario feste di compleanno di beneficenza. Durante questi momenti, nessun animale è costretto a fare nulla o a subire carezze non richieste: li si osserva mentre si muovono nel loro ambiente.

La funzione principale di un santuario è quella di salvare animali da allevamento, ma molti di questi sono anche aperti al pubblico per visite e tour. Uno studio di Faunalytics, una no-profit che conduce ricerca e analisi su questioni che riguardano gli animali, ha stabilito che chi visita un santuario è più motivato a ridurre il suo consumo di prodotti animali. Secondo il loro studio, le interazioni a stretto contatto con gli animali hanno il potere di lasciare un ricordo duraturo su un gran numero di partecipanti. I risultati della ricerca, in altre parole, confermano ciò che gli attivisti e le organizzazioni in difesa degli animali sanno già da tempo.

Come Sostenere il Santuario NelloPorcello

La partecipazione agli eventi di autofinanziamento e le donazioni libere sono fondamentali e servono principalmente per l’acquisto del cibo e le spese veterinarie dei rifugiati. È possibile anche adottare i rifugiati a distanza. La speranza più grande di Lisa è la chiusura di tutti i santuari, perché significherebbe che nessun animale avrebbe più bisogno di essere protetto.

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