La Parrocchia di San Bonaventura di Cadoneghe rappresenta un punto di riferimento fondamentale per la comunità locale, operando attraverso il Circolo NOI per favorire l'aggregazione sociale, spirituale e sportiva. L'identità del circolo si intreccia profondamente con la vita parrocchiale, promuovendo iniziative che spaziano dall'accoglienza al sostegno dei giovani e degli anziani.

Il Circolo NOI: Storia e Missione
Il Circolo NOI S. Bonaventura nasce 15 anni dopo la costituzione della parrocchia stessa. Attualmente, la struttura funge da Centro Parrocchiale San Bonaventura (situato in Piazzale S. Bonaventura), mettendo a disposizione della cittadinanza diversi spazi attrezzati per le attività quotidiane:
- Un salone/bar destinato all'incontro.
- Un'attigua saletta riservata a riunioni e feste.
- Un campo da calcio regolamentare.
- Un campo da calcetto.
L'obiettivo primario è la creazione di un'armonica sinergia tra i frequentatori del patronato. Per raggiungere questo scopo, la parrocchia sta realizzando una mappa della frequentazione degli spazi, cercando attivamente il ravvicinamento con i gruppi di anziani e giovani. Il fine ultimo è aumentare il coinvolgimento e la collaborazione reciproca per migliorare l'operato della comunità.

Attività e Coinvolgimento della Comunità
Il Centro parrocchiale conta circa 400 tesserati, tra adulti e bambini, che partecipano regolarmente alle iniziative proposte. Tra le attività con la maggiore partecipazione si distinguono:
| Attività | Descrizione |
|---|---|
| GREST | Organizzato in collaborazione con i circoli di S. Andrea e S. Antonino, coinvolge quasi 130 ragazzi. |
| Sport | Gestione dei gruppi di calcio, pallavolo e ginnastica. |
Spiritualità e Arte: Il Messaggio di Rembrandt
La vita della parrocchia è arricchita dalla riflessione spirituale, che trova spesso espressione anche attraverso il confronto con l'arte. Un esempio è l'opera giovanile del grande artista olandese Rembrandt, realizzata in olio su carta. In questo dipinto, la luce è la "protagonista indiscussa, che determina la dinamica della costruzione del quadro, penetra nei ritratti rivelandone l’interiorità” (Maria Gloria Riva).
Al centro dell'opera, con un vero tocco da maestro, Rembrandt ha collocato due occhi spalancati per cogliere l’attimo in cui l’occhio della fede si illumina. Se in una prima fase gli occhi dei due discepoli erano chiusi, incapaci di riconoscerlo, ora si aprono. Quegli occhi rappresentano anche noi, che ci troviamo nella condizione dei due di Emmaus, quando il Risorto “sparì dalla loro vista”.
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