La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani è un’iniziativa ecumenica di preghiera che vede tutte le confessioni cristiane unite nel pregare per il raggiungimento della piena unità, considerata il volere di Cristo stesso. Questa pratica evidenzia marcatamente l’efficacia della preghiera e la storia della Settimana è percepita come un successo e una fonte di gioia e gratitudine.

Che cos'è l'unità cristiana e il suo fondamento?
L’immagine paolina della Chiesa come Corpo di Cristo richiama la responsabilità di ogni credente e di ogni comunità. In questo contesto, la diversità delle tradizioni cristiane non è vista come un ostacolo, ma come una ricchezza da custodire, chiamata a esprimersi nella carità, nel dialogo e nella collaborazione concreta. Il testo di riferimento mette in luce come la Trinità stessa sia modello di unità nella diversità e fondamento teologico del cammino ecumenico. Gesù stesso ha insegnato ad amarsi gli uni gli altri e a essere uniti come una sola famiglia, anche se a volte esistono differenze che possono dividere. Durante la Settimana di preghiera si cerca di superare queste differenze e di lavorare insieme, chiedendo a Dio la forza e la saggezza per trovare la strada verso l’unità.
Origini Storiche e Sviluppo dell'Iniziativa
In realtà, la prima ipotesi di una preghiera per l’unità delle Chiese, antenata dell’odierna Settimana di preghiera, nasce in ambito protestante alla fine del XVIII secolo. Nella seconda metà dell’Ottocento, comincia a diffondersi un’Unione di preghiera per l’unità sostenuta sia dalla prima Assemblea dei vescovi anglicani a Lambeth (1867) sia da papa Leone XIII (1894), il quale invitò a inserirla nel contesto della festa di Pentecoste.
Agli inizi del Novecento, il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Joachim III scrisse l’enciclica patriarcale e sinodale Lettera irenica (1902), in cui invitava a pregare per l’unione dei credenti in Cristo. Sarà poi il reverendo Paul Wattson, un ministro episcopaliano (anglicano degli Stati Uniti) e co-fondatore della Society of the Atonement, a proporre definitivamente la celebrazione di un Ottavario che egli celebrò per la prima volta a Graymoor (New York) dal 18 al 25 gennaio 1908, auspicando che divenisse una pratica comune. Questa iniziativa è nata in ambito protestante nel 1908 e ha festeggiato il suo centenario nel 2008.

Evoluzione della Collaborazione Ecumenica
Nel 1926, il movimento Fede e Costituzione diede avvio alla pubblicazione dei "Suggerimenti per l’Ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani" (Suggestions for an Octave of Prayer for Christian Unity). Successivamente, nel 1935, l’abate Paul Couturier in Francia, promosse la Settimana universale di preghiera per l’unità dei cristiani, basata sulla preghiera per «l’unità voluta da Cristo, con i mezzi voluti da lui».
Nel 1958, il Centre Oecuménique Unité Chrétienne di Lione (Francia) iniziò la preparazione del materiale per la Settimana di preghiera in collaborazione con la commissione Fede e Costituzione del Consiglio Ecumenico delle Chiese. Dal 1968, il tema e i testi per la preghiera sono elaborati congiuntamente dalla commissione Fede e Costituzione del Consiglio Ecumenico delle Chiese (per protestanti e ortodossi) e dal Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani (per i cattolici), "antenato" del Segretariato per l'unione dei cristiani voluto da Giovanni XXIII. Oggi, la cooperazione fra chiese, parrocchie e comunità anglicane, protestanti, ortodosse e cattoliche nel preparare e celebrare la Settimana di preghiera è divenuta una prassi comune.
Nel 2008, è stato celebrato solennemente in tutto il mondo il primo centenario della Settimana di preghiera, il cui tema «Pregate continuamente!» (1Ts 5,17) manifestava la gioia per i cento anni di comune preghiera e per i risultati raggiunti.

Date di Celebrazione e Loro Significato
La data tradizionale nell’emisfero nord, dal 18 al 25 gennaio, fu proposta nel 1908 da padre Paul Wattson. Questo periodo è significativo perché compreso tra la festa della Cattedra di San Pietro e quella della conversione di San Paolo. Assume, quindi, un significato simbolico legato ai fondamenti apostolici della Chiesa.
Nell’emisfero sud, dove gennaio è spesso un periodo di vacanza, le chiese celebrano la Settimana di preghiera in altre date, per esempio nel tempo di Pentecoste. Questo periodo è altrettanto simbolico per l’unità della Chiesa, come suggerito dal movimento Fede e Costituzione già nel 1926.
Temi Annuali e Preparazione dei Materiali
La Settimana si celebra annualmente con un tema generale, scelto a partire da un passo biblico appositamente selezionato. Il sussidio che guida le celebrazioni è elaborato congiuntamente dalle commissioni internazionali del Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani (DPUC) e della Commissione Fede e Costituzione (F & C) del Consiglio Ecumenico delle Chiese (CEC). Il testo della Settimana nella versione italiana è adattato e pubblicato dalle Edizioni Paoline in collaborazione con il Centro Pro Unione.
Il Tema del 2026: "Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito"
Il tema proposto per il 2026 è: «Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati», tratto da un passo della Lettera di San Paolo agli Efesini (Ef 4,1-3). In questo versetto, l’Apostolo ricorda che tutti sono chiamati a vivere in comunione e che, attraverso il dialogo, la collaborazione e la testimonianza comune, si può costruire una Chiesa unita e forte, in grado di affrontare le sfide del tempo. L'obiettivo è realizzare la visione di Cristo per la sua Chiesa: un corpo unito, che riflette la sua gloria e il suo amore nel mondo e si impegna per la pace, la giustizia, la dignità umana e il diritto alla patria.
Il sussidio per la Settimana 2026 è stato elaborato dalla Commissione internazionale riunitasi dal 13 al 18 ottobre 2024 presso la Santa Sede di Etchmiadzin, in Armenia. Durante l’incontro, presieduto dal Reverendo Dott. Mikie Roberts del CEC e dal Reverendo P. Martin Browne, OSB, del DPUC, i rappresentanti del Gruppo locale armeno hanno collaborato attivamente con la Commissione internazionale. Il 17 ottobre 2024, i membri del Gruppo locale e della Commissione internazionale sono stati ricevuti in udienza da Sua Santità Karekin II, Patriarca Supremo e Catholicòs di tutti gli Armeni.

Il Contributo della Chiesa Apostolica Armena
La Chiesa apostolica armena fa parte della tradizione ortodossa orientale ed è costellata dalla presenza di numerosi martiri. I suoi rituali, sia in ambito teologico che liturgico, sono influenzati da antiche usanze cristiane e da influssi culturali armeni, e riflettono un’intensa spiritualità. Questa Chiesa vanta una fiorente tradizione di ecumenismo e si impegna a costruire relazioni con altre comunità cristiane. Negli ultimi decenni ha avviato il dialogo con varie denominazioni, tra cui le Chiese cattoliche, ortodosse e protestanti, cercando con tutte un terreno comune e preservando al contempo il proprio patrimonio unico. La sua partecipazione al Consiglio Ecumenico delle Chiese e le sue relazioni con il Vaticano e altri organismi ecumenici dimostrano il suo impegno per l’unità dei cristiani e per il progresso nella comprensione reciproca.

Partecipazione e Impegno delle Comunità
Anche quest’anno, gruppi di catechismo, gruppi giovanili, scout e famiglie sono invitati a visitare, ad esempio, alcune chiese non cattoliche o cattoliche di rito bizantino per conoscerle, incontrarle e vivere un momento di preghiera per l’Unità dei cristiani. La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani è un tempo in cui i cristiani di diverse Chiese e denominazioni - cattolici, protestanti, ortodossi e molte altre - si uniscono per pregare insieme per l’unità. Durante questa settimana, i fedeli cercano di superare le differenze e di lavorare insieme, chiedendo a Dio di concedere forza e saggezza per trovare la strada verso l’unità.