Il Gruppo Missionario ha visto la partecipazione di 80 volontari nei campi lavoro, i quali hanno autonomamente coperto le spese di viaggio. Tra questi, 39 sono iscritti all'Associazione. L'autofinanziamento è il metodo principale per sostenere le spese di vitto e l'acquisto di piccole attrezzature, garantendo così la continuità delle attività.
Le Suore svolgono un ruolo fondamentale nell'accoglienza dei volontari, creando un ambiente confortevole e trovando sempre soluzioni per l'alloggio.

Un'Esperienza Alternativa in Brasile
Nel gennaio 1999, a causa dell'impossibilità di recarsi in Guinea-Bissau per motivi bellici, il Gruppo, composto da 17 volontari, si è diretto verso le Missionarie dell’Immacolata a San Paolo, in Brasile. L'obiettivo principale era il rifacimento del tetto della Scuola Materna e del Centro di Formazione per Adolescenti.
Impegno per lo Sviluppo dei Giovani in Guinea-Bissau
In Guinea-Bissau, l'impegno e l'accompagnamento di giovani, adolescenti e gruppi professionali rivestono un'importanza cruciale per lo sviluppo e il progresso del Paese. Tuttavia, molti giovani si trovano ad affrontare numerosi ostacoli e barriere che limitano la loro partecipazione attiva alla società. La mancanza di opportunità per acquisire le competenze e le conoscenze necessarie per intraprendere le carriere desiderate e contribuire significativamente alla società ne limita il potenziale e la capacità di partecipare ai processi decisionali.
Nonostante queste sfide, vi è speranza per i giovani della Guinea-Bissau. Attraverso programmi di emancipazione, iniziative di formazione professionale e l'impegno nella comunità, i giovani possono essere dotati degli strumenti e delle risorse necessarie per perseguire i propri obiettivi con determinazione e resilienza.

Testimonianze di Missionari: Un Viaggio Trasformativo
Le esperienze dei missionari in Guinea-Bissau sono spesso descritte come profondamente trasformativa. L'arrivo in questo Paese è caratterizzato da una calorosa accoglienza e dalla resilienza della gente. Lavorare con i giovani è considerato sia impegnativo che gratificante. Molti giovani hanno affrontato difficoltà quotidiane, dalla povertà alla mancanza di istruzione, ma il loro spirito e la loro determinazione ispirano e rafforzano chi lavora al loro fianco.
Nei gruppi vocazionali, si incontrano giovani profondamente impegnati e fermamente decisi a seguire Dio e a rispondere alla sua chiamata. Queste esperienze ricordano l'importanza di seguire il progetto divino nella vita e offrono l'opportunità di testimoniare la fede.
La Missione in Guinea-Bissau: Un Nuovo Orizzonte
Tra la fine di gennaio e l'inizio di febbraio, tre collaboratori delle missioni africane, don Josè Bergesio, Felice Oberto e don Gianni Giachino, si sono recati in Guinea-Bissau. L'obiettivo era quello di offrire alla diocesi di Ivrea un nuovo orizzonte missionario e un punto di riferimento per i giovani eporediesi interessati al mondo missionario.
Don Gianni Giachino, con vasta esperienza in viaggi missionari, ha sottolineato che la Guinea-Bissau non offre attrazioni turistiche, data la sua realtà di estrema povertà. La capitale, Bissau, è descritta come un immenso mercato a cielo aperto, privo di illuminazione pubblica notturna.
Tite: Una Missione Storica nel Cuore della Guinea-Bissau
Tite è un'antica missione dove don José Bergesio ha operato tra il 2005 e il 2013. La missione serve un comprensorio di oltre 14.000 abitanti, con circa 1.500 residenti nel centro urbano. Alle spalle si estende un vasto territorio, arido nella stagione secca e impraticabile durante le piogge, con numerosi villaggi estremamente poveri.
Don Josè ha dedicato anima e corpo alla missione di Tite, supportato dai volontari di Verona giunti circa quarant'anni prima, quando in Guinea operava un vescovo scaligero. I visitatori italiani, giunti a Bissau il 30 gennaio, sono stati accolti calorosamente da padre Admir e padre Ignazio. Dopo una breve visita alla capitale, si sono imbarcati per Tite, dove sono stati accolti con grande gioia dai parrocchiani di don Josè.

Don Josè, immerso nel "mal d'Africa", ha dimenticato le sue difficoltà di salute, sentendo ancora una volta la chiamata a continuare l'opera di Dio. Vi è la necessità di sostenere la scuola primaria e le comunità remote nella savana, prive di catechisti preparati e supporti adeguati.
Le Dinamiche Religiose e Educative Attuali
In Guinea-Bissau, la religione musulmana è in forte crescita, rappresentando ora il 40% della popolazione, una percentuale pari a quella delle religioni animiste. I cristiani costituiscono solo il 20%. Le suore, precedentemente a Tite, si sono trasferite a Gabu. Nonostante ciò, la scuola secondaria, il Liceo, conta 586 alunni quest'anno, ma le richieste superano le capacità di accoglienza.
La scuola primaria (dalla prima alla sesta classe) soffre a causa della scarsa presenza degli insegnanti, spesso non pagati dal governo locale. Questo li spinge a cercare altrove opportunità lavorative, trascurando l'educazione dei bambini.
Don Gianni Giachino, con nove viaggi in Guinea-Bissau alle spalle, conferma un peggioramento della situazione. Tuttavia, riconosce l'intenzione positiva degli attuali dirigenti e la generosità e preparazione di padre Admir e padre Ignazio.
Esperienze Personali di Volontariato
Giovanni: Un Falegname tra i Boscaioli di Cacine
Giovanni, sposato e padre di tre figli, racconta la sua decisione di partire per un'esperienza missionaria in Guinea-Bissau dopo aver ascoltato un invito a essere coraggiosi come gli apostoli. Dopo alcuni giorni a Bissau, il gruppo si è diviso nelle tre missioni degli Oblati. Giovanni è stato inviato nel villaggio di Cacine, a 200 km da Bissau, raggiungibile in circa 9 ore di viaggio attraverso la foresta equatoriale.
A Cacine, sono stati accolti da due missionari, uno italiano e uno senegalese. Il villaggio è caratterizzato da estrema povertà e condizioni igieniche critiche: assenza di un dispensario, carenza di medicine, scuole quasi inesistenti, mancanza di acqua corrente. Giovanni ricorda con particolare commozione la scena di una madre che, ignara, portava in braccio il suo bambino ormai morto.
Successivamente, Giovanni ha visitato Antula, una missione più recente, a soli 10 anni dalla sua fondazione. Tornato in Italia, si è riproposto di fare qualcosa per i fratelli della Guinea, in particolare per il villaggio di Cacine.

Un'Esperienza che Cambia la Vita: La Prospettiva di una Volontaria
"L'Africa è una realtà che parla da sola, unica nel suo genere. È una realtà dove il tempo si ferma, dove tutto sembra surreale ma molto toccante e meraviglioso. La meraviglia più grande che mi ha fatto stare bene è soprattutto il meraviglioso sorriso dei bambini con cui abbiamo passato i nostri giorni. Mi hanno sempre dato la forza. Mi hanno aiutato molto a capire e vedere con i loro occhi una realtà nuova, molto diversa da quella in cui viviamo noi. Questo viaggio fatto in Guinea Bissau è impresso nella mia mente e ho paura di minimizzarlo."
Una delle sensazioni più profonde è legata al proprio compleanno, celebrato in Guinea-Bissau. La volontaria ha constatato la potenza e la forza di Dio anche in quel Paese, dove la conoscenza è limitata. Il Vangelo è giunto anche lì, e chi lo ha accolto mostra un volto pieno dell'amore di Dio. L'amore stesso viene interpretato in modo diverso, così come l'amore tra le persone.
Ogni aspetto è stato una sorpresa: i luoghi, i bambini, le donne che svolgono molteplici ruoli, dalla cura della casa all'agricoltura, dall'educazione dei figli al mantenimento della famiglia. La terra, il fango, le strade, tutto era descritto come perfetto nella sua imperfezione.
Nonostante ci sia ancora molto da fare, la presenza della parola di Dio è considerata un grande passo verso un mondo migliore, verso una visione della realtà con maggiori aspettative, fiducia e amore. Al ritorno in Italia, si è manifestato un senso di rifiuto e rabbia verso la propria realtà, forse per essersi abituata a una vita priva di comodità. Un viaggio del genere è considerato in grado di cambiare la vita.
Viene richiesto di pregare per i fratelli africani, affinché non manchi loro il necessario. La volontaria è fiera di aver compiuto questo viaggio e spera di poterlo raccontare ai propri figli, trasmettendo loro valori di amore e solidarietà.
Salvatore: Insegnante di Religione tra i Bambini di Farim
Salvatore, 34 anni e insegnante di religione, descrive l'esperienza missionaria come incomparabile, capace di coinvolgere completamente e cambiare interiormente. Durante il soggiorno, ha vissuto un vero clima di famiglia tra compagni di viaggio, accompagnatori e missionari locali.
Il suo compito a Farim era l'animazione dei bambini nel pomeriggio, in collaborazione con gli animatori locali. La missione di Farim si occupa anche della salute degli abitanti, gestendo un centro sanitario, un centro nutrizionale e dispensari medici nei villaggi circostanti.
Salvatore ha avuto l'opportunità di contribuire anche al settore medico, collaborando alla realizzazione di due giornate di consulta medica gratuita con giovani medici guineani. La partecipazione della popolazione è stata numerosissima. Nonostante la mancanza di competenze specifiche, Salvatore si è trasformato in un infermiere, armato di "guanti bianchi" ma soprattutto di rispetto e amore per la gente, in particolare per i più sofferenti. Ringrazia Dio per questa meravigliosa esperienza.