La parrocchia di Cogollo del Cengio è un punto di riferimento spirituale e comunitario, con una ricca storia e un complesso di strutture dedicate alla vita pastorale e sociale.
Informazioni e Strutture Parrocchiali
Il Bollettino e le Attività Parrocchiali
Le attività e gli orari delle messe della Parrocchia di Cogollo del Cengio sono contenuti in un bollettino che potete trovare aggiornato settimanalmente in chiesa. Queste informazioni sono essenziali per la partecipazione attiva della comunità.
La Chiesa Parrocchiale della Natività della Vergine

L’attuale chiesa parrocchiale è stata aperta al culto il 19 Gennaio 1871 e solennemente consacrata dal vescovo di Vicenza mons. Rodolfi il 23 settembre 1923. È ad un’unica navata, in stile lombardesco, e al suo interno conserva quattro pregevoli altari.
Il più importante tra gli altari è quello di Maria Bambina, attribuito ad Orazio Marinali e proveniente dalla chiesa vicentina di S. Degno di nota pure il maestoso Organo meccanico costruito nel 1901 dai maestri organari f.lli Zordan di Cogollo del Cengio e restaurato in occasione del centenario nell’anno 2001. Il 19 Settembre 2021, in occasione del centocinquantesimo dell’apertura al culto, è stato edito a cura del prof.
Le Origini Storiche della Parrocchia
L’intitolazione della chiesa alla Natività della Vergine risale al XV° secolo, attribuita a un edificio di culto preesistente. L’attuale chiesa dedicata alla Natività di Maria non corrisponde alla primitiva chiesa parrocchiale.
Il primo e più antico edificio dedicato a S. Eleuterio si trovava, stando ai dati cartografici, sulla sommità del colle denominato ancor oggi “Castellaro”, nome che deriva dalla presenza di un castello che ivi era costruito e purtroppo andato distrutto durante le periodiche guerre tra Vicenza e Padova tra il XIII° e XVI° secolo. L’intitolazione della chiesa alla Natività della Vergine è dunque da far risalire al XV° secolo, quando venne costruita sul sito dell’attuale la primitiva chiesa di S.
Il Complesso delle Opere Parrocchiali
Oltre alla chiesa principale, fanno parte del complesso delle opere parrocchiali l’antica canonica, oggi sede dell’Oratorio NOI di Albettone e Lovertino e delle classi del catechismo, e la sala polifunzionale PIO XI.
La Sala Polifunzionale PIO XI

L’edificio risale al 1930 quando, nell’Agosto di quell’anno, il parroco di allora don Marco Maraschin decise di acquistare la casa dell’ex sacrestano adiacente la chiesa per costruire un “locale più ampio per le adunanze” come venne definito allora. L’ampia sala, di 8×16 metri, funse per molti anni come palcoscenico per gli spettacoli della locale filodrammatica e per la proiezione dei primi spettacoli cinematografici.
Divenuta durante la seconda guerra mondiale magazzino di viveri e zucchero, fu quasi completamente distrutta da un furioso incendio appiccato dalle truppe tedesche in ritirata. I parroci che succedettero a don Maraschin, in primis il suo successore don Luigi Pizzolato, molto si adoperarono per la ricostruzione prima e il mantenimento poi della struttura, che divenne anche discoteca degli anni ‘80 e punto di ritrovo per numerosi giovani della zona, anche di parrocchie limitrofe.
Al 2010 risale l’ultimo importante restauro: sotto l’impulso del parroco don Pietro Giuriato, la struttura, pur conservando l’originaria fisionomia, è stata resa moderna e funzionale, nonché rispondente agli standard e alle normative di legge. Viene utilizzata dai vari gruppi parrocchiali quali “Il Filò”, i gruppi di catechismo, i gruppi giovanili ed è sede delle riunioni del Consiglio Pastorale Unitario.
L'Oratorio dei Santi Filippo e Giacomo (Albettone)

L’oratorio dedicato ai SS. Filippo e Giacomo fa parte del complesso di Villa Campiglia Negri de’ Salvi, antica dimora nobiliare e sede fino a pochi anni fa del municipio, edificio di notevole valore artistico che spicca tra i luoghi d’interesse del comune di Albettone. Esso risale al secolo XIII°, quando vi era annesso un ospizio per l’accoglienza dei pellegrini e dei malati gestito dai religiosi benedettini e poi degli “umiliati”.
Nel Quattrocento, all’epoca della costruzione della villa, la chiesetta venne incorporata nella grande residenza, comunicante con le ali laterali della costruzione. L’edificio è costituito da quattro corpi addossati di diverse dimensioni, di cui il principale è costituito dalla chiesa che si presenta come un’unica aula rettangolare rivolta sulla pubblica via con pareti decorate a motivi geometrici e volta stellata.
Di grande pregio l’altare addossato alla parete che guarda ad oriente, dove si custodisce una pala raffigurante ai lati i santi Filippo e Giacomo con al centro la Vergine con bambino tenuto sul grembo. Alla destra dell’ingresso si trova una cappella a pianta ottagonale che custodisce le spoglie di alcuni componenti della famiglia Negri de’Salvi.
L'Antica Chiesa di San Michele Arcangelo (Albettone)

L’antica chiesa di S. Michele Arcangelo si trova lungo la strada che collega Lovolo ad Albettone. Era un tempo di proprietà della nobile famiglia Hellmann, proprietaria della vicina e omonima villa e fu donata alla parrocchia dagli stessi proprietari con regolare atto notarile nel 1965. Si compone di un’aula unica, con soffitto a capriate lignee a vista e cotto, in origine coperto da controsoffitto incannucciato e gesso intonacato.
Apparentemente spoglio nelle decorazioni, il sacro edificio presenta lungo tutte le pareti un pregevole ciclo pittorico ad affresco purtroppo coperto da un pesante strato di intonaco di epoca recente. Di particolare interesse sono: l’altare laterale, composto da tre statue di squisita fattura - la cui paternità viene attribuita da alcuni critici alla bottega del Marinali - rappresentanti la Madonna con Bambino tra Giovanni Battista e Giovanni Evangelista; l’altare situato nel presbiterio, posto in posizione leggermente sopraelevata, in pietra di Nanto con raffinati motivi floreali. In esso trova posto la pala raffigurante S.
Gruppi e Servizi Liturgici
La vita parrocchiale di Cogollo del Cengio è animata da diversi gruppi che contribuiscono attivamente ai servizi liturgici e alla comunità:
- La Schola Cantorum, per il servizio liturgico della S.
- Il Gruppo Canto Giovanile, che anima solitamente la S.
Cenni Storici sul Territorio: Il Legame con Tresché Conca
La storia del territorio di Cogollo del Cengio è strettamente intrecciata con quella delle località circostanti. Tresché Conca, ad esempio, per secoli e secoli ha fatto parte del territorio montano di Cogollo. Ed anche di Cogollo è stato il primo nucleo di montanari qui stabilitosi: i Panozzo, “raccoglitori di pannocchie”.
L’onore della prima citazione storica spetta a Conca: in un documento dell’alto Medio Evo si accenna ad “un castello che si chiama “Conca”. Poi, nel quattordicesimo secolo già compare un Treschè, seguito dall’appellativo Kincel o Chinchel che potrebbe anche voler dire Conca (dal termine tedesco Konche; altrimenti, in dialetto celto/alpino significherebbe “formenton”).
È nel 1798 che Tresché Conca assurse a Comune autonomo. Tuttavia, la convivenza con le borgate vicine non fu incoraggiante: soprusi e gretti campanilismi determinarono alterne confluenze e separazioni con il Comune di Roana, il quale addirittura considerava Treschè un peso per le striminzite finanze comunali, dimenticando però lo sfruttamento che le frazioni vicine facevano dei più fertili campi e prati di Treschè Conca, che comunque riuscì a mantenere una sua amministrazione autonoma per quasi un secolo, fino al 1929.
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