Il Santuario di San Michele Arcangelo sul Monte Faito: Storia, Fede e Cammini

Il Santuario di San Michele Arcangelo sul Monte Faito, situato in Vico Equense, vanta una storia secolare profondamente intrecciata con le figure dei santi Catello e Antonino. Confermata quale Santuario Diocesano dall’arcivescovo di Sorrento - Castellammare di Stabia mons. Francesco Alfano con Decreto Prot. n 42/22 in data 16 febbraio 2022, la chiesa in onore di San Michele Arcangelo sul Monte Faito gode di tutti i privilegi ad essa connessi, essendo stata eletta tale dai fedeli battezzati ab immemorabili. Il culto micaelico nell’Arcidiocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia ha radici molto antiche.

Santuario di San Michele Arcangelo sul Monte Faito (foto panoramica)

Storia e Origini del Santuario

La storia del Santuario è legata a due importanti figure partenopee: San Antonino e San Catello. Negli ultimi decenni del VI secolo, a causa dell’invasione dei Longobardi e delle angherie dei Bizantini, gli abitanti delle città che sorgevano alle falde dei Monti Lattari abbandonarono la pianura ed emigrarono sull’altopiano del Faito. Gli stabiesi, guidati dal vescovo Catello, abbandonarono le loro case e i campi per rifugiarsi sulla montagna; a essi si unirono gli abitanti della penisola sorrentina, dell’agro-nocerino e quelli del versante dei Monti Lattari che guarda il golfo di Salerno, guidati dal Vescovo Pimenio.

San Antonino scappò dall’Abbazia di Montecassino dopo le invasioni longobarde, vagando per la Campania finché non arrivò a "Stabiae", l’attuale Castellammare di Stabia, dove conobbe Catello, che era il Vescovo, e divenne suo amico. I santi, in ossequio alle disposizioni di Papa Gregorio Magno, non abbandonarono il popolo, ma lo guidarono in un luogo sicuro, sul Faito. Qui Catello e Antonino, desiderosi di vita contemplativa, pregavano insieme in una grotta nelle vicinanze di "Porta Coeli", la cosiddetta "Grotta di San Catello".

Una notte, furono illuminati dalle apparizioni in sogno dell’Arcangelo Michele, che ordinò loro l’edificazione di un tempio in Suo onore, lì dove vedevano ardere un grosso cero, in quel posto da dove si dominava il golfo e si ammirava il Vesuvio. Fu subito costruito un rudimentale oratorio in legno sul monte Aureo o Gauro, noto all’epoca anche con il nome di Monte Aureo o Gauro, e da alcuni come “Monte Sant’Angelo a tre Pizzi” (o Molare per la sua conformazione). L’Anonimo Sorrentino attesta questa visione e la successiva costruzione del primo tempio ligneo.

Catello, successivamente, venne imprigionato a Roma, sotto la terribile accusa di stregoneria. Fortunatamente, il Santo ne uscì senza macchia e tornò sul Monte al fine di ampliare il tempio. Il tempio, edificato prima in legno, fu ricostruito in muratura al ritorno di San Catello dalla prigionia a Roma e coperto con il piombo donatogli dal Papa. Si dice che, durante la costruzione, San Michele mostrasse il Suo compiacimento attraverso vari prodigi.

Il Culto Micaelico e i Miracoli

Il santuario di San Michele ben presto divenne meta di pellegrinaggi. Già nell’anno 870, Bernardo, un monaco francese, di ritorno da un pellegrinaggio in Terrasanta, si propose di visitare i tre più celebri santuari dedicati a San Michele Arcangelo: sul Gargano, in Normandia, e al Monte Aureo (attuale Faito). Nel tempio, accanto all’altare di San Michele, sorsero gli altari dei santi fondatori, Catello e Antonino. Dal VII all’XI secolo, l’edificio fu ufficiato dai monaci di San Benedetto che gli procurarono anche il titolo di "Abbazia".

Documenti risalenti alla seconda metà del XVI secolo parlano per la prima volta del miracolo della sudorazione di manna dalla Statua del Santo. A Sorrento è ricordato, con particolare enfasi, il patrocinio dell'anno 1558: il 12 giugno la città fu attaccata da più di cento galee turche. Sorrento fu saccheggiata, i giovani ridotti in schiavitù e gli anziani massacrati. I cittadini scampati alla strage si recarono al Faito per implorare l’intervento divino; i presenti assistettero alla miracolosa sudorazione di manna, sgorgante dalla statua dell’Arcangelo. Nei secoli successivi, il prodigio della sudorazione era molto frequente, come testimoniato dai numerosi documenti tra il XVII e il XVIII secolo. Tra le sudorazioni miracolose, documentate negli atti degli archivi Capitolari stabiesi, risulta particolarmente tangibile quella del 31 luglio 1714: "la statua di d.to Santo scaturì il solito sudore, ma in grandissima copia più dell'altri anni, à segno tale che più s'asciugava colla banbace tanto più grondava a rivoli (...)".

Nel 1703, San Michele fu proclamato "compatrono" della città di Castellammare di Stabia, e si stabilì che ogni anno, il 31 luglio, una delegazione presentasse all’Arcangelo il dono di due torce. La chiesa fu consacrata il 28 settembre 1762 da Mons. Giuseppe Coppola, che fissò la festa della Dedicazione della chiesa il 31 luglio e 1 agosto.

La SACRA Linea di San MICHELE! La Storia dei SETTE Monasteri!

Distruzioni e Ricostruzioni

Nel 1689 un fulmine diroccò il tetto dell’abbazia, e l’anno successivo il Capitolo riparò il danno, provvedendo all’ampliamento. Successivamente, nel 1694 furono eseguite altre riparazioni per conservarne la staticità. Nel 1818, il santuario fu distrutto da un incendio. Ricostruito dopo anni di lavori, fu nuovamente riconsacrato il 29 luglio 1843 da Mons. Angelo Scanzano. Due giorni dopo si rinnovò il miracolo della sudorazione della statua.

Le numerose scorrerie di briganti e la crescente ondata di vandalizzazione portarono alla cessazione di ogni forma di pellegrinaggio nel 1862, rendendo i monti poco sicuri. Un fulmine colpì la statua dell’Arcangelo, frantumandola. Il santuario fu abbandonato e divenne un mucchio di macerie. La statua ricomposta alla meglio fu trasportata, il 20 dicembre 1862, nel duomo di Castellammare di Stabia. Dal 1862 fino alla fine della Prima Guerra Mondiale, il santuario sul Monte Aureo fu praticamente abbandonato a causa degli eventi bellici, del tempo e degli uomini, ma la devozione e il culto all’Arcangelo rimasero inalterati.

Il Santuario Moderno e la Sua Rinascita

Fortunatamente, dopo il Secondo Conflitto Mondiale, una nuova Chiesa venne costruita e consacrata. Tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, su iniziativa di fedeli laici, si riaccese la mai spenta devozione all’Arcangelo Michele sul Faito. Per la riedificazione del nuovo santuario si pensò a un luogo più accessibile, diverso da quello del Monte Aureo. La scelta cadde sulla Cima Cercasole nello spazio donato dai Principi Colonna di Roma, da don Antonio Acanfora e da Casimiro Donnarumma. La prima pietra fu benedetta dal vescovo Federico Emmanuel il 24 ottobre 1937, e le operazioni furono sostenute dalle "scalate del mattone": i cittadini portavano, con un'ascesa devota e faticosa, un mattone in dono a San Michele.

I lavori furono interrotti a causa della Seconda Guerra Mondiale; ripresero nel 1947, grazie alla generosità del commendatore Sagliocco e all'intervento del Provveditorato alle Opere Pubbliche di Napoli. Il 24 settembre 1950, Mons. Federico Emmanuel benedisse la chiesa al suono delle campane, opera della fonderia Capezzuto, dono delle città di Castellammare, Sorrento, Pimonte e Pompei. Il 3 settembre 1957, su richiesta del Vescovo Agostino D’Arco, Pio XII con un Breve Apostolico dichiarò San Michele del Santuario del Faito "Patrono dei bancari".

L’8 settembre 2022, Papa Francesco, attraverso la Penitenzieria Apostolica, ha concesso l’Indulgenza Plenaria a tutti i fedeli che si recheranno al Santuario nei giorni del 1° agosto, nella dedizione del medesimo Santuario (dai primi vespri del giorno 31 luglio) e del 29 settembre, giorno di festa di San Michele Arcangelo (dai primi vespri del giorno 28).

Importanza Spirituale e Culturale

Il 30 luglio 2023, il Quadro della Madonna Pellegrina di Pompei è giunto al Santuario di San Michele, viaggiando in treno e poi in funivia verso il Faito. Per l'occasione è stata benedetta una tela del Maestro Ciro De Rienzi in cui l’artista ha raffigurato “Bartolo Longo e l’Arcangelo del Faito”, che suggella la grande devozione dell'avvocato Longo per San Michele Arcangelo, a cui consacrò il santuario e le opere di carità di Pompei. Il quadro è stato donato dalla famiglia Ravallese-Dello Ioio.

All'interno del Santuario sono custodite preziose opere d'arte, tra cui la moderna statua di San Michele e l'antica scultura, originariamente dalla prima abbazia, ora conservata a Castellammare di Stabia. Il Santuario rimane un faro di spiritualità e un punto di riferimento per i fedeli, testimone di una devozione che ha attraversato secoli di storia.

Interno del Santuario con opere d'arte

Il Santuario nel Contesto dei Cammini Religiosi Italiani

Grazie alla sua storia ricca di tradizioni, l’Italia offre una vasta rete di cammini religiosi che attirano pellegrini e viaggiatori da tutto il mondo. Questi percorsi non solo offrono un’esperienza spirituale e culturale unica, ma anche un’opportunità per esplorare le bellezze naturali e storiche delle regioni italiane. In questo contesto, il Santuario di San Michele Arcangelo sul Monte Faito si inserisce nel più ampio circuito dei Cammini religiosi in Italia.

In un discorso tenuto durante l’inaugurazione della Fiera dei Grandi Cammini, la ministra Santanchè ha sottolineato l’importanza di questa iniziativa, evidenziando il ruolo dei cammini religiosi nel contesto del turismo lento e sostenibile, sempre più centrale. Le nuove risorse finanziarie, grazie al DDL Cammini religiosi, saranno impiegate per migliorare l’esperienza dei pellegrini e dei turisti, includendo il potenziamento delle infrastrutture, la promozione turistica e la messa in sicurezza dei tracciati.

L'approvazione del disegno di legge per la promozione e la valorizzazione dei Cammini d’Italia, insieme all’evento “Cammini Aperti”, evidenzia ulteriormente l’importanza crescente di questo settore nel panorama turistico nazionale. Le iniziative promosse dal DDL Cammini religiosi e dal Piano Sviluppo e Coesione si vanno ad aggiungere all’elenco dei Cammini religiosi già catalogati dal Ministero del Turismo, che comprende ben 84 percorsi e itinerari sparsi in tutta Italia. Tra questi, spicca il Cammino dell’Angelo di Monte Faito in Campania, che permette ai pellegrini di raggiungere questo storico luogo di fede.

Complessivamente, l’iniziativa mirata al rilancio e alla promozione dei cammini religiosi potrebbe avere un impatto significativo sull’economia italiana, favorendo lo sviluppo del settore turistico, la creazione di occupazione e la valorizzazione del patrimonio culturale e religioso del paese. I cammini religiosi rappresentano, inevitabilmente, anche un’opportunità per l'economia italiana.

tags: #tutto #citta #santuario #di #san #michele