Guida alla lettura della Bibbia: il metodo di don Federico Tartaglia

Nella sua esperienza di sacerdote, don Federico Tartaglia arriva a una conclusione netta: il 95% dei cattolici non legge la Bibbia. La maggior parte non la trova utile o interessante, per molti è noiosa e complicata, mentre per altri è solo un riparo dove trovare occasionali parole di conforto. Anche tra preti, frati e suore la pratica è limitata alla lettura "a pezzettoni" seguendo la liturgia, senza quasi mai tentare un approccio integrale ai libri, specialmente dell'Antico Testamento.

Infografica che illustra le statistiche sulla lettura della Bibbia tra i fedeli e il metodo proposto da don Tartaglia

Un libro per riscoprire le Scritture

Il volume “È ora di leggere la Bibbia (e ti spiego come fare)” di Federico Tartaglia ha una sola ragion d’essere: spingere il lettore a confrontarsi direttamente con il testo sacro. Come ricorda il detto antico, «ignorare le Scritture è ignorare Cristo». Il problema di fondo è che, nonostante gli sforzi, sono ancora troppo poche le persone che decidono di uscire dal "guscio" dei brani più noti - una percentuale minima del testo - per affrontare con coraggio una lettura completa.

Forse non siamo stati capaci di far capire che leggere la Bibbia non è un esercizio di devozione riservato a pochi, ma è anzitutto una scuola di vita per tutti. La Bibbia deve essere presa sul serio, nella sua corposità, senza spiritualizzazioni eccessive: è un libro umano che parla di uomini, delle loro vicende e delle domande che ogni persona pensa sulla vita e sulle relazioni.

Il "folle viaggio" di don Federico Tartaglia

Nato a Roma nel 1968, don Federico Tartaglia è sacerdote dal 1993, laureato in teologia e filosofia, con una significativa esperienza missionaria in Africa. Il suo libro nasce da un'idea dell'amico don Giovanni Di Michele: realizzare un percorso di introduzione per ognuno dei 73 libri della Bibbia riconosciuti dalla Chiesa cattolica. Lo stile è informale e mira a rendere il testo "pane quotidiano" per la gente.

Schema del percorso di lettura: dai libri dell'Antico Testamento al Nuovo Testamento

Il bollettino dei naviganti: 14 consigli pratici

Intraprendere questo viaggio richiede accortezza per non insabbiarsi tra le difficoltà del testo. Don Tartaglia suggerisce alcune regole fondamentali:

  • Ascolto: La Bibbia non va solo letta, ma ascoltata, fidandosi del testo e dello Spirito.
  • Ricerca: Non va letta per cercare un messaggio morale, ma per comprendere l'uomo alla ricerca di Dio.
  • Umanità: Va compresa come un libro umano, con i suoi limiti, errori e visioni parziali.
  • Costanza: Va letta ogni giorno, in piccole porzioni, senza timore di sbagliare.
  • Strumenti: È utile avvalersi di buone edizioni commentate e affrontare la lettura anche in modo comunitario.
  • Preghiera: La preghiera è lo strumento di chi vuole ascoltare Dio prima, durante e dopo la lettura.

Genesi ed Esodo: l'inizio dell'avventura

Il viaggio inizia con la Genesi, un libro che rivela la natura del nostro essere come relazione. Attraverso figure come Adamo, Eva, Abramo e Giuseppe, il lettore si confronta con concetti moderni come libertà, responsabilità e scelta. Il testo biblico non serve a trovare risposte definitive, ma a custodire le domande umane sul dolore e sul senso del mondo.

Con l'Esodo, il protagonista diventa Mosè, l'amico di Dio. Leggere questo libro significa attraversare i simboli dell'epopea della salvezza: le piaghe, il mare diviso, la Pasqua e l'Alleanza. Anche il Decalogo (i Dieci comandamenti) viene qui riletto non come un insieme di regole, ma all'interno di una relazione vitale e fedele tra Dio e l'uomo.

Di Buon Mattino (TV2000) - Don Federico Tartaglia racconta il suo libro “È ora di pregare”

Verso una nuova consapevolezza

Il metodo di don Tartaglia, che unisce ironia, conoscenza storica ed esegesi, mostra come la Bibbia sia una "sorpresa dopo l'altra". Rinunciare alla sua lettura significa privarsi del meraviglioso dilemma del "Dio-fatto-Uomo". In chiusura, l'autore propone una provocazione ispirata a Papa Francesco: «Se leggessimo i messaggi di Dio contenuti nella Bibbia come leggiamo i messaggi del telefonino, cosa succederebbe?».

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