Il Santuario della Madonna della Misericordia, situato nel cuore del centro storico di Rimini, nei pressi dell'Arco d'Augusto, è un luogo di profonda spiritualità e storia. Questa chiesa, anticamente nota come chiesa di Santa Chiara, custodisce una venerata immagine della Madonna, protagonista di eventi prodigiosi che ne hanno accresciuto la fama e la devozione.
Cenni Storici e Origini
La chiesa di Santa Chiara fu eretta nel XIV secolo dalle monache Clarisse, che risiedevano nell'attiguo monastero di Santa Maria degli Angeli. Secondo la tradizione popolare, San Francesco avrebbe sostato nel luogo dove poi sorse il Convento delle Clarisse che, in epoca assai più tarda - nel dicembre 1655 - ebbe l'onore di ospitare per un giorno anche la regina Cristina di Svezia.
Nel corso dei secoli, la chiesa subì importanti trasformazioni. A metà dell'Ottocento, fu ingrandita e rifatta in veste neoclassica. Un cambiamento cruciale avvenne nel 1824, quando sia la piccola chiesa di S. Chiara che una parte del soppresso monastero delle Clarisse furono donate dal Vescovo di Rimini a San Gaspare del Bufalo, Fondatore dei Missionari del Preziosissimo Sangue. San Gaspare inviò alcuni Missionari presso la chiesa di Santa Chiara come base per le missioni popolari, stabilendovi una comunità di sacerdoti per arricchire spiritualmente, con il loro ministero apostolico, la popolazione della città e delle campagne. I Missionari del Preziosissimo Sangue sono tuttora i custodi del Santuario e della sacra immagine.
L'Immagine Miracolosa della Madonna della Misericordia
Il cuore del Santuario è l'immagine della Madonna della Misericordia, un dipinto opera del pittore riminese Giuseppe Soleri Brancaleoni, che la dipinse nel 1796 per le Suore Clarisse di S. Chiara. Quest'opera fu donata dall'autore a sua sorella, suor Chiara, e da lei, a sua volta, venne esposta il 17 luglio 1810 sull'altare maggiore nella chiesa di Santa Chiara.
La storia dei miracoli legati alle immagini mariane a Rimini ha radici più antiche: il 17 luglio 1796, nell’Oratorio di San Giovannino, un'altra immagine della Vergine fu vista muovere gli occhi. Questo prodigio fu constatato dal Vescovo di allora, che cambiò il titolo del dipinto dall'”Aspettazione del Parto” a quello di “Mater Salvatoris”.
Circa un secolo più tardi, l'11 maggio 1850, un evento straordinario si manifestò nuovamente nel Santuario di Santa Chiara. L’immagine della Madonna della Misericordia cominciò a muovere gli occhi, sia in orizzontale che in verticale. Il giorno consecutivo, il 12 maggio, la notizia dilagò per la città e fuori, richiamando un'intera folla di fedeli a testimoniare il prodigio, che si replicò più e più volte e durò fino al 17 novembre dello stesso anno. Le pupille della sacra immagine si alzavano verso il cielo e si abbassavano sui fedeli; a volte erano lucenti come stelle, a volte si velavano di pianto. Il volto, a tratti roseo, si faceva poi pallido quando abbassava gli occhi.

Per dare al fatto un'inconfutabile certezza storica, il Vescovo Salvatore Leziroli, sollecitato anche dal Papa Pio IX, ordinò un regolare processo. Deposero Cardinali, Vescovi, uomini illustri per scienza e comuni fedeli: tutti concordemente asserirono la realtà del prodigio. Lo stesso Papa Pio IX volle che l'immagine fosse incoronata il 15 agosto 1850. Da allora, la devozione è cresciuta sempre di più, diffondendosi anche oltre Rimini e l'Italia. La Madonna della Misericordia divenne la Patrona della Città e Diocesi di Rimini.
I Missionari del Preziosissimo Sangue festeggiano proprio il 12 maggio Maria come Madre della Misericordia, in memoria dell'inizio di questo straordinario evento. In questo miracolo sono importanti proprio quegli “occhi misericordiosi” che continuamente preghiamo nella Salve Regina. Infatti, sono gli occhi che nel Vangelo delle nozze di Cana si accorgono che il vino è finito e che la festa del matrimonio può finir male. Ancora oggi, si crede che gli occhi di Maria si muovano a guardare le nostre vite e i nostri bisogni, soprattutto il nostro desiderio di famiglia e di felicità.
Arte e Architettura del Santuario
All'interno del Santuario si possono ammirare i gradevoli affreschi della cupola, ad opera del concittadino Guglielmo Bilancioni, considerato il miglior pittore riminese dell'Ottocento. Il catino dell’abside è stato dipinto dal Secchi, milanese, nel 1958.
Sull'altare maggiore, l'immagine della Madonna troneggia sul fondo dell'abside. Essa è circondata da una raggiera di legno dorato in cui due angeli sostengono l’artistica cornice in oro, argento e pietre preziose, contenente la tela. Questa splendida cornice fu un dono del Papa Pio IX.
Il Santuario ospita anche un significativo organo, opera della ditta Tamburini di Crema (1970). Lo strumento è riunito in un solo corpo comprendente circa 3000 canne. La console, collegata elettricamente al corpo dello strumento, presenta tre tastiere sovrapposte. Ognuna di esse possiede vari registri con timbri sonori differenti: il “grande organo” (seconda tastiera) con dieci registri, il “positivo” (prima tastiera) con otto registri, e il “recitativo” (terza tastiera) con dodici registri.

Informazioni Utili per la Visita
Il Santuario della Madonna della Misericordia si trova nel centro storico di Rimini, in zona Arco d'Augusto.
- In auto: Uscita autostrada A14 Rimini Sud; proseguire per il centro per circa 3 km.
- Parcheggi utili: Arco d'Augusto; Largo Gramsci; Via Roma Settebello parking.
- In treno: Dalla stazione di Rimini, proseguire su viale Dante fino alla centrale Piazza Tre Martiri, poi girare a sinistra in direzione Arco d'Augusto.