Il significato del Crocifisso: un simbolo di amore e sacrificio

L'importanza dello Spirito Santo nell'ispirazione biblica

All'udienza generale, Papa Francesco ha proseguito la sua catechesi sullo Spirito Santo, descrivendolo come l'ispiratore della Sacra Scrittura e fonte di ispirazione per ogni persona. Dopo aver affrontato l'opera dello Spirito Santo nella creazione nella catechesi precedente, il Papa si è soffermato sulla sua presenza nella "rivelazione", di cui la Sacra Scrittura è "testimonianza autorevole".

Se la terza persona della Trinità ha ispirato la Bibbia, è ancora lo Spirito a renderla sempre viva, mentre alla Chiesa è affidato il compito di interpretarla in modo corretto. Come affermato in 2 Pietro 1:20-21, "nessuna scrittura profetica va soggetta a privata spiegazione, poiché non da volontà umana è mai venuta una profezia, ma mossi da Spirito Santo parlarono alcuni uomini da parte di Dio". Molti passi del Nuovo Testamento confermano l'ispirazione divina dei testi biblici, tra cui le parole di San Paolo in 2 Timoteo 3:16: "Tutta la Scrittura è ispirata da Dio".

Lo Spirito Santo, che ha ispirato le Scritture, è anche Colui che le spiega e le rende perennemente vive e attive, trasformandole da ispirate a ispiratrici. Come sottolineato dal Concilio Vaticano II, "Le Sacre Scritture ispirate da Dio e redatte una volta per sempre, comunicano immutabilmente la parola di Dio stesso".

Illustrazione della colomba che simboleggia lo Spirito Santo che illumina una Bibbia aperta

Come Gesù risorto aveva aperto la mente dei suoi discepoli alla comprensione delle Scritture, così lo Spirito Santo continua a farlo nella Chiesa. Questa esperienza è accessibile a ciascuno di noi. Un passo della Scrittura, letto molte volte senza particolare impatto, può improvvisamente illuminarsi, parlarci e proiettare luce su un problema che stiamo vivendo, rendendo chiara la volontà di Dio per noi in una determinata situazione. Questo è un effetto dello Spirito Santo, afferma Francesco.

"Le parole della Scrittura, sotto l’azione dello Spirito, diventano luminose", e la parola di Dio appare "viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio", come attesta la Lettera agli Ebrei (4:12).

La Chiesa, prosegue il Papa, si nutre della lettura della Scrittura fatta sotto la guida dello Spirito Santo. Essendo la Sposa di Cristo, la Chiesa è l’interprete autorizzata del testo biblico ispirato e la mediatrice della sua proclamazione autentica. Grazie allo Spirito Santo, la Chiesa è ispiratrice ed è "colonna e sostegno della verità". Il suo compito è aiutare i fedeli e quanti cercano la verità a interpretare correttamente i testi biblici.

La lettura personale e comunitaria della Parola

Francesco sottolinea l'importanza di dedicare un tempo della giornata alla lettura personale della Bibbia, per meditarne un passo e ascoltare la Parola. Raccomanda di avere sempre un Vangelo tascabile e portarlo con sé, in borsa o nelle tasche, per poterlo leggere quando si ha un momento libero. Questo è molto importante per la vita.

Tuttavia, "la lettura spirituale per eccellenza della Scrittura", afferma ancora il Papa, "è quella comunitaria", che si svolge in particolare durante la Messa. L'omelia deve aiutare a tradurre la Parola di Dio nella vita dei credenti. Francesco suggerisce che l'omelia non dovrebbe superare gli otto minuti, poiché dopo un certo tempo l'attenzione diminuisce e le persone si addormentano. Un'omelia efficace dovrebbe essere breve, contenere un pensiero, un sentimento e un invito all'azione concreta.

Il Crocifisso: un simbolo da non strumentalizzare

Papa Francesco affronta il tema del Crocifisso, un simbolo centrale del cristianesimo, mettendone in guardia contro la sua strumentalizzazione e la sua riduzione a mero oggetto di devozione, simbolo politico o segno di rilevanza sociale.

Il Pontefice sottolinea che il Crocifisso, sia esso al collo, in casa, in macchina o in tasca, non ha valore se non ci si ferma a guardarlo, se non gli si apre il cuore e non ci si lascia stupire dalle sue piaghe aperte per noi. Il vero testimone della croce, che l'ha nel cuore e non solo al collo, non vede nessuno come nemico, ma tutti come fratelli e sorelle per cui Gesù ha dato la vita.

Un primo piano di un crocifisso in legno, con dettagli delle piaghe di Cristo

Durante la messa in rito bizantino a Presov, Slovacchia, Papa Francesco ha riflettuto profondamente sul bisogno di testimoniare i valori cristiani rispecchiati nel simbolo della croce, senza scadere in uno sfoggio apparente privo dei significati evangelici. "Se non facciamo così," ammonisce il Papa, "la croce rimane un libro non letto, di cui si conoscono bene il titolo e l’autore, ma che non incide nella vita. Non riduciamo la croce a un oggetto di devozione, tanto meno a un simbolo politico, a un segno di rilevanza religiosa e sociale".

Dietro queste parole si percepisce l'irritazione del Papa nei confronti di coloro che utilizzano i simboli cristiani per raccogliere consensi politici. La croce, infatti, non deve essere una bandiera da innalzare, ma la sorgente pura di un nuovo modo di vivere, quello del Vangelo e delle Beatitudini.

Francesco mette in guardia contro la tentazione di un "cristianesimo da vincitori", trionfalistico, che cerca gloria e onore. Un cristianesimo senza croce è mondano e diventa sterile. Al contrario, il cristiano impara che la croce è come un libro che va aperto e letto. Non basta portarla al collo, in macchina o in tasca; bisogna aprirle il cuore e lasciarsi commuovere da essa.

Il Crocifisso non genera discriminazione. È il segno del dolore umano, della solitudine nella morte, e rappresenta il nostro umano destino. "Il crocifisso non proietta potenza, prestigio, conquiste", ripete il Papa, invitando a non accettare a parole "il Dio debole e crocifisso, e sognare un dio forte e trionfante".

Il Papa ricorda che alcuni santi hanno paragonato la croce a un libro che va aperto e letto per essere conosciuto. Non basta darle un’occhiata e metterla in bella mostra. Non servono i crocifissi se non si fissa lo sguardo sul Crocifisso, se non ci si lascia commuovere da Lui guardando le sue piaghe aperte per la nostra salvezza.

Il testimone della croce, seguendo l'esempio di Gesù, non usa l'inganno né la potenza mondana. Non vuole imporre sé stesso, ma dare la propria vita per gli altri, ricercando l'amore umile come unica strategia.

Il Crocifisso come "medicina" e simbolo di amore

Papa Francesco, all'Angelus, ha ricordato che il Crocifisso appeso a un muro o portato al collo non è un simbolo da strumentalizzare. "La croce è segno santo dell’Amore di Dio e del Sacrificio di Gesù, e non va ridotta a oggetto scaramantico oppure a monile ornamentale".

L'impegno di "prendere la croce" significa partecipare con Cristo alla salvezza del mondo. Il Crocifisso appeso alla parete di casa, o quello piccolo portato al collo, deve essere segno del desiderio di unirsi a Cristo nel servire con amore i fratelli, specialmente i più piccoli e fragili.

L'atteggiamento di "prendere la propria croce" non si limita a sopportare pazientemente le tribolazioni quotidiane, ma implica portare con fede e responsabilità la fatica e la sofferenza che la lotta contro il male comporta. La vita dei cristiani è una lotta costante contro il male.

Papa Francesco: ci interroghi il mistero della Croce

Un'iniziativa significativa è stata la consegna ai giovani della Giornata Mondiale della Gioventù 2011 di una croce tascabile, presentata come una "medicina" da usare nei momenti complicati della giornata. Vedere questo simbolo, anche nel portafogli o nella borsa, può ricordare che non si è soli. Questa "medicina" non ha rischi di sovradosaggio e non ha data di scadenza; la Croce di Cristo è la Medicina definitiva.

Il Crocifisso può essere tenuto alla portata e alla vista di bambini, giovani e anziani. Può essere collocato in molti luoghi, presiedendo come segno di pace e amore in città, montagne, incroci ed edifici. Il Crocifisso si può guardare e si può lasciar parlare.

Portare il Crocifisso non assicura una vita comoda, ma un cuore innamorato, a somiglianza del Crocifisso. Essere amico della Croce e vivere innamorato di Dio porta a comportarsi in modo diverso, con uno stile di vita che attira l'attenzione in molti ambienti.

L'antico crocifisso "miracoloso" di San Marcello al Corso, a Roma, che si dice abbia fermato la pestilenza nel XVI secolo, è un esempio storico della devozione e della speranza che i fedeli ripongono in questo simbolo sacro. Papa Francesco stesso ha pregato davanti a questo crocifisso per implorare la fine della pandemia di coronavirus.

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