“Ritengo che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria futura che sarà rivelata in noi.” - San Paolo, Romani 8,18
La Pandemia come "Cigno Nero" e Occasione di Trasformazione
Sul mondo, con spaventosa virulenza, si è abbattuto un "cigno nero" di proporzioni immense, rendendo impossibile prevederne l'impatto. Tuttavia, in quello che verrà ricordato a lungo come l'"anno fatale", sorge più di un'ombra sulla corretta gestione dell'emergenza.
Lezione di gruppo Francesco Rotunno - L'impatto del COVID 19 sugli Enti Locali - Lt Servizio Sociale
L'Analisi di Giulio Sapelli
Giulio Sapelli, con la consueta profondità di pensiero, prova a fare luce su questa drammatica crisi e sugli scenari futuri. La pandemia e la sua gestione sono viste come il frutto amaro di una società e di un sistema economico globalizzato, unitamente a un arretramento della politica, dello Stato e dello spirito pubblico. Sapelli ricostruisce con chiarezza le ragioni e i possibili sbocchi di questo "disgraziato stato di cose".
Verso una "Resurrezione" Sociale ed Economica
Per l'autore, tuttavia, tale sciagura è anche una rara occasione di trasformazione, o meglio di Resurrezione. Il bene comune, così prezioso in questo momento, deve essere messo al centro della scena, e devono soccombere i meri tornaconti sia privati sia nazionali.
Il passaggio decisivo è la fine del dominio del mercato e il riconoscimento del lavoro come strumento principe per garantire equità sociale, benessere, sicurezza e giustizia.

Contenuti del Libro di Giulio Sapelli
Il pensiero di Sapelli è approfondito in un'opera che include i seguenti contenuti:
- Pandemia e trasformazione, di Giuseppe De Lucia Lumeno
- Introduzione
- Il tema del lavoro
- Ripensare l'economia circolare
Profilo dell'Autore: Giulio Sapelli
Giulio Sapelli è nato a Torino nel 1947. Professore ordinario di Storia economica all’Università degli Studi di Milano ed editorialista del “Messaggero”, è un intellettuale poliedrico. Fra i suoi libri più noti si citano: L'Europa del Sud dopo il 1945 (Rubbettino 2011), La globalizzazione cambia di segno. L'esperienza della cooperazione bancaria (scritto con De Lucia Lumeno Giuseppe, Storia e Letteratura 2012), Il Sapelli. Blog di una crisi 2004-2014 (goWare 2014), Il potere in Italia (goWare 2014), Dalla Russia con dolore. Il nuovo disordine mondiale (goWare 2015), Cleptocrazia. Il «meccanismo unico» della corruzione tra economia e politica (Guerini e Associati 2016), La dottrina Obama e le sue conseguenze.
La Sindrome dell'Intestino Irritabile (IBS): Un Disturbo Complesso
La Sindrome dell’Intestino Irritabile (IBS), ovvero Irritable Bowel Syndrome, è un disturbo gastrointestinale comune con un'elevata prevalenza globale e un forte impatto sulla qualità della vita. È attualmente denominata in maniera più moderna disordine dell'interazione intestino-cervello (DGBI - Disorder of Gut-Brain Interaction) [1].
Sintomi e Varianti dell'IBS
La sindrome è caratterizzata da dolore addominale ricorrente (per almeno 4 volte al mese per almeno 3 mesi), cambiamenti dell’alvo (stitichezza e/o diarrea) e gonfiore addominale. In base all'alterazione della funzione intestinale, si possono distinguere le seguenti varianti:
- IBS-C: predominanza di stipsi.
- IBS-D: predominanza di diarrea.
- IBS-M: alvo alterno, misto.
- IBS-U: forma non classificabile.
Sono inoltre spesso presenti sintomi accessori come gonfiore addominale, meteorismo, nausea e vomito. I soggetti con IBS-D tendono a riportare in misura minore gonfiore addominale e dolore ano-rettale rispetto agli IBS-C, ma più frequentemente nausea/vomito, rigurgito e incontinenza intestinale. I soggetti con IBS-M presentano più spesso meteorismo, pirosi retrosternale, nausea/vomito, rigurgito, dolore pelvico, dolore biliare, sensazione di malessere, bruciore e incontinenza.

L'Asse Intestino-Cervello e i Fattori Scatenanti
A livello intestinale è presente il cosiddetto "secondo cervello", che è in continua comunicazione con il nostro sistema nervoso centrale (SNC). Il microbiota intestinale svolge un importante ruolo in questa comunicazione: i microrganismi che albergano nel tratto gastrointestinale sono infatti in grado di modulare l’attivazione delle cellule del sistema immune e dell’epitelio intestinale, trasducendo segnali infiammatori (o anti-infiammatori) al sistema nervoso enterico e conseguentemente al SNC.
Il rapporto bidirezionale appare evidente se si considera che ansia e stress sono causa di disordini del tratto gastrointestinale, ed a loro volta, i sintomi intestinali possono determinare stati di ansia ed alterazioni dell’umore. Non a caso l’insorgere o l’esacerbarsi della patologia sono dovute per il 70% da ansia, stress e nervosismo e per il 30% dall’alimentazione.
IBS e la Pandemia CoViD-19
Durante la pandemia mondiale, che ha stravolto le nostre abitudini, mettendo da parte rapporti sociali, hobby e sport e lasciando ampio spazio alle problematiche economiche ed all’incertezza del futuro, sempre più persone si sono accorte di avere tali sintomi, con un'incidenza maggiore nel sesso femminile.
Gestione e Approcci Dietetici: La Dieta Low-FODMAP
Per alleviare e ridurre i sintomi è fondamentale eliminare le principali fonti di stress, praticando attività motoria all’aria aperta, meditazione e yoga, dedicandosi alle proprie passioni e prendendosi cura del proprio corpo, ma soprattutto introducendo i cibi giusti. La Monash University ha studiato i cibi che possono alleviare i sintomi, il dolore e il disagio causati dalla sindrome.
I Carboidrati scarsamente assorbiti, chiamati FODMAP (Fermentable Oligosaccharides, Disaccharides monosaccharides, and Poliols), sono stati indicati come responsabili dei sintomi. Questi carboidrati sono poco digeriti da tutti, ma sono capaci di indurre i sintomi nei soggetti con IBS. Questo poiché nell’ultima parte dell’intestino tenue non riescono ad essere assorbiti, richiamano acqua e vengono fermentati con conseguente produzione di gas e distensione luminale.
Un approccio dietetico efficace per alleviare e ridurre i sintomi è la dieta low-FODMAP, che consiste in una prima fase di esclusione dei cibi ad alto FODMAP (della durata di 3-4 settimane) e una successiva fase di reintroduzione graduale. La piramide IBS è costruita sulla base delle attuali linee guida e della letteratura esistente sulle raccomandazioni dietetiche e sullo stile di vita, con le raccomandazioni disposte in ordine ascendente di frequenza di assunzione raccomandata, dal più al meno frequente.

Comorbidità Associate all'IBS
Studi hanno rilevato una frequente associazione della diagnosi di IBS con alcune comorbidità, in particolare precedenti episodi di gastroenterite, fibromialgia, calcolosi biliare, ulcera peptica e disordini tiroidei.
Diffusione della Sintomatologia IBS durante il CoViD-19: Un'Analisi
Sono stati pubblicati su Gastroenterology [2] i risultati di uno studio trasversale (cross-section) sulla sindrome dell'intestino irritabile condotto negli Stati Uniti utilizzando i criteri diagnostici di Roma IV.
Punti di Forza e Limiti dello Studio
Tra i punti di forza di questo lavoro emergono il numero elevato di osservazioni (circa 89.000 partecipanti) e il fatto che il questionario sia stato proposto come sondaggio generico sulla salute e non focalizzato sulle problematiche gastrointestinali, limitando così un fattore di interferenza con possibile autoselezione dei soggetti.
I limiti più rilevanti dello studio sono costituiti innanzitutto dal fatto che il sondaggio è stato effettuato solo negli Stati Uniti, pertanto i dati non sono estrapolabili in maniera generale per gli altri paesi. Inoltre, il sondaggio è stato condotto esclusivamente online, cosa che verosimilmente ha limitato la partecipazione di soggetti di età più elevata.

Risultati e Considerazioni sull'Impatto della Pandemia
Ciò nonostante, i risultati emersi portano ad alcune considerazioni interessanti. L'incidenza del colon irritabile nella popolazione per il periodo di osservazione è risultata del 6,1%, più elevata dunque rispetto a studi precedenti (4,7%), con maggiore prevalenza nel sesso femminile e nei fumatori.
Il numero elevato di partecipanti ha permesso di condurre osservazioni sulle sottocategorie diagnostiche, ripartite come segue:
- IBS-C: 33,6%
- IBS-D: 28,1%
- IBS-M: 33,9%
- IBS-U: 4,4%
Non sono apparse differenze nell'intensità del dolore addominale tra i diversi sottogruppi.
Il fatto che l'osservazione sia stata condotta nel periodo da marzo a giugno 2020, in coincidenza con l'inizio della pandemia CoViD-19, ha indotto gli autori a ulteriori considerazioni. Poiché il CoViD-19 può causare sintomi gastrointestinali, è possibile che il rilievo di una prevalenza nella popolazione di IBS superiore a quelle riscontrate in precedenza possa essere posta in relazione alla pandemia CoViD-19 sia come conseguenza diretta dell'infezione, sia come collegamento indiretto attraverso il carico psicologico esercitato su molti individui e che ha portato alterazioni nella dinamica dell'asse intestino-cervello, amplificando la sensibilità e la consapevolezza della sintomatologia viscerale.
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Bibliografia
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- Camilleri M, Acosta A. Re: Halmos et al, A diet low in FODMAPs reduces symptoms of irritable bowel syndrome. Gastroenterology. 2014;146(7):1829-1830.
- Capili B, Anastasi JK, Chang M. Addressing the Role of Food in Irritable Bowel Syndrome Symptom Management. J Nurse Pract. 2016;12:324-329.
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- Gibson PR, Shepherd SJ. Evidence-based dietary management of functional gastrointestinal symptoms: the FODMAP approach. J Gastroenterol Hepatol.
- [1] Riferimento ai Disordini dell'Interazione Intestino-Cervello (DGBI).
- [2] Riferimento allo studio pubblicato su Gastroenterology sull'incidenza dell'IBS durante il CoViD-19.
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