Le Ancelle del Sacro Cuore: Dalle Origini alla Presenza in Italia, nel Contesto Storico-Religioso di Sessa Aurunca

Le Origini della Congregazione: Santa Caterina Volpicelli, Fondatrice

Caterina Volpicelli, fondatrice delle Ancelle del Sacro Cuore, nacque a Napoli il 21 gennaio 1839 da una famiglia dell’alta borghesia. Educata in casa ai sani valori etici e cristiani, completò la sua formazione nel reale collegio di San Marcellino, acquisendo un elevato grado di cultura, cosa non comune per una donna del suo tempo. Dopo un’adolescenza trascorsa nell’amore per il teatro, la musica e lo studio delle lingue moderne e classiche, cominciò a prendere coscienza di essere chiamata alla vita religiosa. Entrò nel Monastero delle Adoratrici perpetue dove restò solo sei mesi, a causa della sua gracile salute.

Tornata a casa, curò il padre gravemente ammalato, mentre cominciava ad affacciarsi nel suo cuore il desiderio di dedicare la sua vita ai poveri, agli emarginati, a ricostruire “il volto di Cristo nei fratelli”. Si trasferì definitivamente nel Palazzo di Largo Petrone alla Salute dove il Cardinale Sisto Riario Sforza istituì il centro diocesano dell’Apostolato della Preghiera. Caterina, infatti, è stata la prima zelatrice d’Italia della nascente associazione dopo aver conosciuto Padre Enrico Ramière, di cui ricevette visita a Napoli nel luglio del 1867. Ella cominciò ad interessarsi delle famiglie dei bassi dei vicoli di Napoli, a evangelizzare le famiglie della media e alta borghesia, istituì il prestito gratuito per combattere l’usura, promosse l’Associazione delle Figlie di Maria e del Sacro Cuore. Allestì la biblioteca circolante e l’orfanatrofio “Le Margherite”, si prese cura delle ragazze madri, dei soldati nelle caserme, dei malati di colera, delle mense gratuite e del confezionamento di arredi sacri per chiese povere.

Intorno a Caterina ruotarono giganti nella fede del suo tempo: Padre Ludovico da Casoria, il Cardinale Riario Sforza, Bartolo Longo, Giuseppe Moscati, Maria Pia Notari, fondatrice delle Suore Adoratrici dell’Eucarestia, e altri. Il 14 maggio 1884 il Cardinale Guglielmo Sanfelice consacrò il Santuario Diocesano dedicato al Sacro Cuore di Gesù che Caterina aveva fatto erigere e dove il piccolo Giuseppe Moscati ricevette la sua Prima Comunione.

Ritratto di Santa Caterina Volpicelli, fondatrice delle Ancelle del Sacro Cuore

La Struttura e lo Sviluppo della Congregazione

Nel giugno del 1890 la Congregazione ricevette il Decreto di lode e quattro anni dopo, il 28 dicembre 1894, la Fondatrice moriva lasciando la sua eredità spirituale alle sue Figlie distinte in tre rami: le “Ancelle”, che emettono i voti religiosi e vivono la vita fraterna in comunione, le “Piccole Ancelle” consacrate nel mondo, e le “Aggregate” che sono spose e madri di famiglia. In tal senso, proprio per il coinvolgimento del laicato, Caterina fu una precorritrice del Concilio Vaticano II che tanta importanza darà proprio alla partecipazione dei laici nella vita della Chiesa. L’abito secolare, i rami laicali, l’evangelizzazione e lo studio della teologia nel XIX secolo erano per le religiose novità assolute diventate in gran parte, dopo il Concilio, i pilastri della vita consacrata.

Altro ramo della Congregazione voluto da Caterina sono i Servi del Sacro Cuore, Sacerdoti e Religiosi che si sono costituiti in Brasile da più di un decennio. La Congregazione è al giorno d’oggi presente in Italia con diciotto istituti, in Brasile, in Panama e, di recente, anche in Indonesia.

Le Ancelle del Sacro Cuore e la Città di Salerno

Santa Caterina Volpicelli ha legato il suo nome alla città di Salerno sin dal secolo XIX. La sua presenza nella città risale al 1890 quando volle fondare la Pia Unione delle Piccole Ancelle del Sacro Cuore. Ancora oggi è conservato il prezioso documento che reca la firma dell’allora Arcivescovo Mons. Valerio Laspro, il quale espresse "sommo contento per l’impianto di questa preziosa istituzione”. Il Sommo Pontefice Leone XIII concesse a questa fondazione una speciale benedizione. Essa si stabilì a Piantanova, accanto alla Chiesa del SS. Crocifisso, nell’Istituto Immacolata Concezione retto dalle Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli la cui Superiora, Suor Elisabetta Hutin, aveva conosciuto a Napoli Caterina Volpicelli e con la quale ebbe una grande affinità spirituale.

La Hutin fu lietissima di offrire la casa e le sue cure spirituali alle prime ventisette Piccole Ancelle e nove Aggregate che ben presto divennero una novantina. Esse operarono per decenni sempre in collaborazione apostolica con la Gerarchia Ecclesiastica. Il loro programma abbracciava tutte le opere di zelo ad esse possibili: insegnamento della dottrina cristiana, preparazione alle Prime Comunioni, opere missionarie e vocazionali, la diffusione del culto del Sacro Cuore di Gesù, l’Apostolato della Preghiera, la cura degli altari e le opere sociali. La Pia Unione collaborò con grande impegno alla raccolta di fondi per la costruzione del Tempio del Sacro Cuore di Piazza Ferrovia, fortemente voluto dall’allora Arcivescovo Mons. Carlo Gregorio Maria Grasso. Madre Caterina avrebbe voluto, come afferma Padre Michele Ietti nella sua biografia sulla vita della Santa, aprire lei stessa una casa per le Ancelle a Salerno, ma la morte la colse prima che questo suo desiderio si realizzasse.

Foto storica dell'Istituto Immacolata Concezione a Piantanova, Salerno

L'Arrivo e l'Impegno delle Ancelle a Salerno nel '900

Nell’anno 1962 si realizzò il desiderio di Madre Caterina: aprire una casa a Salerno per le Ancelle del Sacro Cuore. Le sorelle Margherita e Adele Festa, guide spirituali e animatrici delle Piccole Ancelle e Aggregate della città, ormai avanti negli anni, chiesero all’allora Arcivescovo Demetrio Moscato di invitare a Salerno le Ancelle per affidare alle loro cure il folto numero di consacrate. In quel periodo, per loro esigenze, le Figlie della Carità dovettero lasciare l’istituto di Piantanova con l’annesso Brefotrofio Provinciale e Asilo Infantile Comunale rendendo così libera la casa. La Provincia e il Comune, cui appartenevano i locali, desideravano affidare alcune loro opere ad una Comunità religiosa quindi accettarono che le Ancelle del Sacro Cuore prendessero il posto delle Suore della Carità.

Le Ancelle si presero l’onere sia del Brefotrofio, pur essendo questa attività non consona al loro statuto, sia dell’Asilo Comunale. Fu così che il 21 novembre del 1962, festa della Presentazione di Maria al Tempio, un piccolo nucleo di Ancelle accompagnato dalla Madre Generale Isabella Giannattasio arrivò a Salerno. Esse furono accolte da Mons. Aquaro, Segretario di Sua Eccellenza, dall’Avvocato Fulgione per il Comune, dagli Avvocati Lentini e Primicile per la Provincia, dalla Signorina Festa e da alcune Piccole Ancelle. In assenza dell’Arcivescovo Demetrio Moscato che era a Roma per il Concilio Vaticano II, la Superiora Madre Maria Antonietta Romano si recò dal Vicario Generale a porgere i saluti. Le Ancelle si recarono, quindi, dal Parroco del SS. Crocifisso Monsignor Giuseppe Bergamo che chiese loro l’aiuto per l’assistenza ai bambini della Parrocchia, per il Catechismo e per la Gioventù Femminile di Azione Cattolica.

Il giorno 19 dicembre 1962, durante una sacra funzione tenuta in Cappella dal vice-parroco del SS. Crocifisso Don Cesare Pellegrino, la Signorina Adele Festa presentò il gruppo delle Piccole Ancelle di Salerno alla Superiora, chiedendo di farle passare sotto la sua direzione spirituale, come stabiliva la Santa Regola. Ma le fu amabilmente risposto che la Madre Generale desiderava che le Signorine Margherita e Adele Festa continuassero a presiedere la Pia Unione. Finché vissero esse continuarono a guidare e a sostenere il folto gruppo di Piccole Ancelle e Aggregate. Dopo la loro morte la direzione spirituale passò alla Madre Superiora Maria Antonietta Romano.

Figure Rilevanti e Opere a Salerno

Madre Maria Antonietta Romano, donna di elevate virtù, buona e colta, seppe dare una forte impronta agli albori della Casa di Salerno, facendola diventare un centro di apostolato fecondo e attivo con ritiri spirituali per Piccole Ancelle e Aggregate e Primi Venerdì del mese nella splendida Cappella, cui partecipavano intere scolaresche, in particolare alunne della Media Lanzalone e della Media Tasso invitate dalle loro Professoresse, Piccole Ancelle Dora Napoli e Anna Gerbaldi. Istituì l’Associazione Figlie di Maria con un folto numero di ragazze a cui Lei, con amorevolezza e competenza, inculcò l’amore al Sacro Cuore, il desiderio di una vita santa vissuta all’ombra della Madonna, un forte spirito di preghiera che non le ha mai abbandonate.

Madre Maria Antonietta Romano guidò il Brefotrofio Provinciale di Salerno fino al 1969, anno della sua chiusura, con amorevoli cure materne. Si ricorda con commozione una gita al Santuario di Pompei di tutti i bambini del Brefotrofio per affidarli alla protezione della Santa Vergine di cui Madre Maria Antonietta era molto devota. Quando la Madre Superiora fu trasferita alla Casa Madre di Napoli, il suo posto fu preso da Suor Teresa Cuoci. Ottima maestra, istruì molti bambini con amore e dedizione ed essi la ricordano ancora con affetto e gratitudine. Seguirono negli anni le Superiore Suor Anna Crispino, Suor Rosetta Capasso, Suor Elisabetta Vivenzio, che attualmente dirige nuovamente la casa di Salerno, con competenza ed esperienza.

Una menzione particolare va a Suor Franca Nota. Nei trentatré anni di permanenza nella Casa di Salerno, oltre ad insegnare nella Scuola Materna Comunale a generazioni di bambini, ha operato in modo ammirevole e instancabile nell’Apostolato della Preghiera, fondando gruppi folti e solidi a Brignano, Rufoli, Matierno, Capezzano e in altri centri della Diocesi. È stata la confidente e la consigliera di molte persone e non c’è famiglia del centro storico di Salerno che non abbia sperimentato il suo aiuto e la sua sollecitudine nei momenti di bisogno. Inoltre ella ha ricoperto per anni la carica di Segretaria Diocesana dell’USMI, “Unione Superiore Maggiori d’Italia”.

Altra grande figura di Superiora della Casa di Salerno è stata Madre Concetta Liguori di venerata memoria. “Chi vuol diventare Madre Generale deve passare per Salerno…” le dicevano con orgoglio e affetto quando le fu conferita quest’alta carica. Sempre sorridente, affettuosa, disponibile al colloquio, Suor Concetta è stata per le Ancelle una figura carismatica. Nel suo lungo impegno di Madre Generale ha curato con competenza e ardore la Beatificazione e la Canonizzazione di Caterina Volpicelli. Ha fondato una nuova Casa delle Ancelle del Sacro Cuore in Indonesia, consapevole che bisogna portare il Cuore di Gesù laddove non è conosciuto. Amante del canto, ha vissuto una lunga sofferenza in silenzio e con rassegnazione. Successive Superiore a Salerno, anche se per poco tempo, sono state Suor Marta Laudero, Suor Antonietta Orazio, Suor Marisa Tatta. Un grazie va all’attuale Superiora Elisabetta Vivenzio, che con premura e dedizione cura il gruppo di Piccole Ancelle e Aggregate. Una nota particolare va alla cara Suor Paola Podeia, veterana della Casa di Salerno, che ha rappresentato per decenni, e lo è tuttora, un punto di riferimento per molti.

Le Ancelle del Sacro Cuore a Salerno, presso la parrocchia del Crocifisso (Piazza Matteotti), collaborano nella parrocchia, con una casa famiglia, l’apostolato della preghiera e con le Piccole Ancelle e le Aggregate. Nel 1946, a Napoli, la nobile Caterina Volpicelli (ora santa), già da giovane si era decisa a seguire il Signore, volendo lavorare per i bambini e le ragazze madri. Ha avuto l’intuizione di una biblioteca circolante, a cui invitava le persone nobili, con cui parlava di Dio. Il suo programma era: incarnare Cristo amore, la riparazione e il sacrificio. Sono divise in 3 famiglie: le Ancelle del S. Cuore, le Piccole Ancelle (consacrate in famiglia) e le Aggregate (laiche che vivono la medesima spiritualità).

Già nel 1922, il 15 ottobre, furono istituite le prime classi di una scuola elementare, seguite da altre classi. Il 16 ottobre 1936 la Scuola Elementare ottenne la parifica, e nel 2000 la parità. Negli anni dal 1939 al 1946 si lavorò per la costruzione della nuova sede della Scuola, accanto alla Chiesa del Sacro Cuore. Papa Benedetto XV disse a Mons. Carlo Gregorio Maria Grasso quando gli conferì la nomina ad Arcivescovo di Salerno: “Amate Voi il Cuore di Gesù? Ebbene andate a Salerno!” ed Egli rispose nella sua prima lettera pastorale alla città: “Il Cuore di Cristo sia per noi Salernitani scuola di amore, di sacrificio, sorgente di fortezza e vita”.

Il Contesto Storico-Religioso di Sessa Aurunca

Sul territorio della Diocesi di Sessa Aurunca numerosi sono gli edifici in origine appartenenti agli ordini religiosi. In particolare, il centro storico di Sessa risente fortemente di questa presenza, che nei secoli ha influenzato lo stesso sviluppo urbanistico della città.

Gli Ordini Religiosi Storici a Sessa Aurunca

I primi ad arrivare sono stati sicuramente i Benedettini. La relativa vicinanza con l’Abbazia di Montecassino ha sicuramente favorito il loro insediamento. D’altronde, sino al 1972 i benedettini avevano una propria parrocchia sul territorio diocesano e diversi vescovi del periodo medievale erano monaci di Montecassino. La chiesa di San Benedetto e quella di San Leo, entrambe di fondazione medievale, erano proprio due prepositure benedettine con la seconda dipendente dall’abbazia di Sant’Angelo in Formis. Un monastero benedettino di clausura femminile era San Germano, fondato nel 1200 ed appartenente alla Congregazione di Santa Giustina da Padova.

A circa quarant’anni di distanza sorge un convento di clausura femminile francescano intitolato a Santo Stefano. Risale alla fine secolo XIV la presenza dei Padri Eremitani di Sant’Agostino che, in special modo tra Seicento e Settecento, ingrandiscono la loro struttura arricchendola di numerose opere d’arte e di una biblioteca. Nel XV secolo, a poca distanza da quest’ultimo, viene fondato un ulteriore convento di clausura femminile, Sant’Anna, sempre francescano ma appartenente alla regola di Sant’Elisabetta d’Ungheria.

A ridosso del borgo inferiore, zona meridionale dell’abitato, sorgono due conventi francescani maschili intitolati a San Giovanni Battista ed a San Francesco d’Assisi, il primo dei conventuali e l’altro dei “zoccolanti”. Quest’ultimo, come per altri istituti religiosi, risente fortemente della committenza del duca di Sessa, Giovanni Antonio Marzano, munifico verso diversi ordini religiosi. Intorno al 1425 si costruisce il convento dei Domenicani, posto a ridosso dell’omonima porta della città.

Proprio a ridosso della porta d’accesso meridionale, intorno al 1540, i Padri Cappuccini erigono un secondo convento. Il primo, utilizzato come noviziato, si trovava a qualche chilometro dal centro. Verso la fine del XVI secolo si registra l’arrivo dei Carmelitani che s’insediano a nord di Sessa. Al primo quarto del secolo XVII, verosimilmente nel 1614, viene aperta una casa dell’Ordine dei Chierici Regolari Ministri degli Infermi, più comunemente conosciuti come Camilliani oppure Cruciferi.

Mappa storica della città di Sessa Aurunca con indicazione dei conventi e monasteri

L'Influenza degli Ordini Religiosi

In totale si contavano ben dieci tra conventi e monasteri, maschili e femminili, in uno spazio urbanistico non elevato e a cui non mancavano sicuramente le chiese parrocchiali e sussidiarie, oltre a quelle laicali e confraternali. È lecito ipotizzare un’influenza di questi ordini sulla vita sociale, culturale ed economica della cittadina sessana tanto da essere appellata “cittadella della fede”. Alla base di un tal numero di strutture religiose vi era il forte legame con il potere civile ma anche la stessa posizione geografica che rendeva abbastanza agevoli i collegamenti con la capitale del regno napoletano e con lo stesso stato pontificio.

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