Nazareth: Il Fiore della Galilea e Culla dell'Incarnazione

Nazareth non ha bisogno di molte presentazioni data la sua importanza per la cristianità, che vede nelle sue strade e nel suo territorio il luogo dell’annunciazione della nascita di Gesù e della prima parte della sua vita. Nazareth è oggi una città di 75.000 abitanti all’interno dei territori del distretto settentrionale dello Stato di Israele, ed è uno dei principali centri urbani arabi nello stato ebraico, dove ebrei, cristiani e musulmani convivono in modo pacifico a solo due ore di distanza in automobile da Gerusalemme e dalla Striscia di Gaza.

Nazareth: Un Mosaico di Fede e Storia

Essendo uno dei centri più sacri per la religione cristiana, Nazareth è popolata da un gran numero di chiese, conventi e monasteri, che attraggono ogni anno migliaia di fedeli in pellegrinaggio. Nel suo territorio è anche possibile visitare i segni del passaggio degli innumerevoli popoli e culture che nel corso di migliaia di anni hanno attraversato la Terra Santa.

Mappa storica della Galilea e Nazareth

La Città Vecchia e i Suoi Tesori

Il centro storico di Nazareth oggi coincide con la città vecchia, ricostruita nel corso del XIX secolo sull’antica città di impianto mediorientale, dove si riconoscono a colpo d’occhio gli edifici più antichi dalla imponente serie di eleganti palazzi di epoca ottomana. Una visita alla città vecchia non può dirsi completa senza un giro nel mercato vecchio, vera e propria attrazione popolare che negli ultimi anni è diventata una meta fissa per i turisti e pellegrini che arrivano in città dai quattro angoli del pianeta. In questo mercato si possono trovare ogni tipo di alimento locale e un gran numero di prodotti artigianali, tra cui le coloratissime spezie e i variopinti tessuti tinti a mano.

Mercato tradizionale della città vecchia di Nazareth con spezie e tessuti

A chiunque per la prima volta muova i suoi passi in Terra Santa non può sfuggire l’enorme differenza che separa i tradizionali villaggi arabi, con il loro dedalo di stradine disordinate e case monofamiliari, dai moderni insediamenti ebraici, con i loro grandi edifici plurifamiliari in un contesto urbanistico perfettamente razionale e ordinato. I villaggi arabi, ben più che gli insediamenti ebraici, rappresentano quella tradizione semitica palestinese che più ci può riportare vicini all’epoca di Gesù, soprattutto nelle piccole borgate non toccate dagli interventi razionalizzanti ellenistici e romani. Stradine piccole, contorte e polverose; case irregolari e, a volte, improvvisate, addossate l’una all’altra in maniera claustrofobica; suk e mercatini disordinati con importuni venditori chiassosi e petulanti, sono l’ambiente tipico.

Siti Cristiani Principali

Il cuore della città vecchia è la grande Basilica dell’Annunciazione, la chiesa più grande di tutto il Medio Oriente, che sorge nel sito dove tradizionalmente viene riconosciuta dalla Chiesa Cattolica la presenza della casa di Maria, il luogo dove l’Arcangelo annunciò la nascita di Gesù, oggi gestita dall’ordine francescano. L’edificio attuale è stato realizzato negli anni Sessanta su progetto dell’architetto italiano Giovanni Muzio e si compone di due corpi sovrapposti e un’ampia facciata riccamente decorata con trafori e statue. All’interno delle due basiliche si possono ancora riconoscere i resti degli edifici precedenti e l’altare maggiore di epoca barocca, mentre la navata centrale odierna è una delle meraviglie architettoniche più ammirate di Nazareth e di tutta l’area mediorientale.

Veduta esterna della Basilica dell'Annunciazione a Nazareth

A poca distanza dalla Basilica dell’Annunciazione si trovano la fonte del pozzo di Maria e la Chiesa Ortodossa dell’Annunciazione, poiché la Chiesa Ortodossa riconosce in questo punto il luogo dove l’Arcangelo Gabriele annunciò la nascita del Cristo a Maria. Secondo il racconto del vangelo apocrifo di Giacomo, l’arcangelo Gabriele portò il suo annuncio a Maria di Nazareth mentre questa era alla fontana del villaggio.

Nell’area urbana di Nazareth sono presenti moltissime altre chiese e cappelle, costruite nel corso dei secoli; un grandioso esempio di arte e architettura sacra, capaci di rappresentare molto bene la storia della cristianità e delle divisioni che si sono susseguite in duemila anni di storia. Non poco lontano dalla Chiesa dell’Annunciazione c’è la Chiesa di San Giuseppe e della Santa Famiglia. La tradizione, avvalorata anche dagli scavi archeologici, pone la casa di Giuseppe, uomo giusto, collaboratore della redenzione e custode del redentore. Qui vi è anche la casa della famiglia di Nazareth, un’umile dimora dove Gesù per 30 anni circa è cresciuto accompagnato e accudito dai suoi genitori.

Importanza per i Musulmani

La città è anche un importante centro religioso per i musulmani: infatti vi sorgono numerose moschee, risalenti al periodo della dominazione ottomana come la Moschea Makam al-Nabi Sain, la Moschea della Pace e la famosa Moschea Bianca, che oltre ad essere un importante luogo di culto per la comunità musulmana è anche un museo che conserva importanti reperti che permettono di ricostruire la storia più antica di Nazareth.

Nazareth: Il "Fiore della Galilea"

Ancora oggi il centro storico di Nazareth, seppur pesantemente rivisto da interventi nel corso della storia, in particolar modo nell’ultimo secolo, porta un po’ i segni di questa mentalità, soprattutto nello spazio che si estende dalla Basilica dell’Annunciazione alla Fontana della Vergine. Un roveto vero e proprio, roveto di strade e di abitazioni, ginepraio d’attività umane, in mezzo al quale però, come una rosa tra le spine, è fiorito il fiore della Redenzione, il Verbo Incarnato.

Non a caso il significato letterale di Nazareth, in ebraico, è proprio quello di “fiorita” - come già ricordava san Girolamo -, nome stranamente bello e delicato per designare un ammasso di case a ridosso della roccia, quasi delle “topaie” (come le definisce il Roschini), in un borgo di nessuna importanza, al di fuori delle principali linee commerciali della piana di Esdrelon. Proprio di questo villaggio, infatti, l’apostolo Natanaele avrebbe affermato: “Può mai venire qualcosa di buono da Nazareth”! Eppure il singolare corso delle vicende volle che il nome di questo villaggio, del tutto inadatto da una visuale umana, divenne quanto mai opportuno nel momento in cui il Figlio di Dio prese la sua natura mortale proprio lì, scegliendolo poi anche per viverci, per il qual motivo Egli sarebbe divenuto, nella sua vita pubblica, il “Nazareno” per eccellenza.

La radice della parola Nazaret rimanda al significato di “fiorire”, come osservò S. Girolamo, ma anche dello “stare in guardia”. La posizione geografica della cittadina della bassa Galilea conferma la sua vocazione a luogo di osservazione. Ma da secoli Nazaret è, nel cuore dei pellegrini e dei viaggiatori, il “fiore della Galilea”, che custodisce la memoria di quel dialogo tra l’arcangelo Gabriele e Maria.

Chi era davvero Gesù?

La Dimora di Maria e il Mistero dell'Incarnazione

Proprio qui, probabilmente poco dopo i dodici anni di età di Maria Santissima, quando ebbe terminato il periodo di servizio al Tempio di Gerusalemme, la Provvidenza divina spinse la famiglia di Maria Santissima ad abitare. Per quanto nata a Gerusalemme, Maria era figlia di un nazaretano di nome Gioacchino: questi era della tribù di Giuda e aveva possedimenti a Gerusalemme, ma era nato a Nazareth probabilmente a causa della politica di ripopolamento della Galilea, che aveva portato la sua famiglia giudea a spostarsi in Galilea. La Galilea da secoli infatti, come ci ricorda la storia biblica, era spopolata, soprattutto di popolazione di sangue ebreo, in quanto aveva dovuto subire l’esilio e la deportazione dei suoi abitanti ebraici sin dal 721 a.C., dopo la distruzione del Regno del Nord da parte di Salmanassar.

Il singolare corso della Provvidenza fece incontrare pertanto proprio qui, nella lontana Galilea, la Vergine Maria col suo castissimo sposo san Giuseppe, anch’egli proveniente dalla Giudea (dalla cittadina di Betlemme) e proprio qui i due giovani, uniti da un santo e segreto proposito, decisero di unirsi in un Matrimonio perfettamente casto. Quest’unione perfettamente casta nelle intenzioni divenne, nel misterioso e onnipotente progetto di Dio, la più feconda nella realizzazione: mentre trascorreva il tempo che separava la prima parte della celebrazione del matrimonio ebraico - quando la promessa di amore non comportava ancora l’abitazione in comune - dalla seconda - quando si sarebbe attuata la vera e propria coabitazione - ecco che la Vergine Maria sbocciò, come fiore ai primi raggi della primavera (al 25 marzo la tradizione fissa il concepimento di Gesù).

Un Angelo la visitò assorta in meditazione profondissima nella sua casa e, proprio mentre domandava a Dio che si affrettasse il tempo della realizzazione della sua promessa con l’invio di un Messia che avrebbe liberato l’umanità afflitta dal peccato, ecco che l’inviato di Dio le svelò che proprio Lei era la pianta prescelta per fiorire in una gravidanza miracolosa e per germinare il frutto più maturo del piano provvidenziale di Dio: il Verbo Incarnato. Svelando un mistero fino ad allora solo preannunciato oscuramente, il Messia promesso non sarebbe stato altro che lo stesso Figlio di Dio, cosicché Maria divenne da quel momento la “Madre di Dio”. È il punto di svolta della storia umana: dalla promessa si passa al compimento, dall’attesa alla venuta, dalla figura alla realtà. Tutta la salvezza e la redenzione di Cristo parte da Nazareth, la casa dell’Incarnazione e del mistero dove Dio diventa uomo nel seno di Maria. Se Cristo non si fosse incarnato non avremmo avuto la redenzione, se Cristo non avesse preso carne mortale non avremmo capito abbastanza l’amore di Dio per l’umanità. Il mistero dell’Incarnazione sconvolge il pensiero dell’uomo, perché Dio diventa uomo usando il suo metodo. Le mura di questa grotta, allora, parlano di Dio e del mistero del suo amore, ma raccontano anche la storia di questa fanciulla che nello stupore accoglie le parole dell’angelo e dice, eccomi. Nella tradizione giudaica l’angelo che annuncia il messia è Gabriele, nome ebraico che significa potenza di Dio.

La Casa della Madonna a Nazareth e Loreto

Il punto zero della storia dell’umanità va dunque situato nella povera casa di un’umile Fanciulla ebrea, un’abitazione che, come tutte le case di Nazareth, non aveva nulla di confortevole e di ricercato, bensì nella quale la ristrettezza eguagliava la scomodità. Come gli scavi archeologici hanno dimostrato, le case del piccolo villaggio di Galilea non erano altro che un piccolo ambiente a tre pareti addossato ad una roccia che veniva scavata, per ricavarne altre stanze.

Come è ben noto a Nazareth della Casa della Madonna è rimasta solo la parte scavata nella roccia, in quanto la parte in muratura (ovvero le tre pareti) si trova ora nelle Marche, a Loreto, venerata da folle di pellegrini desiderose di venerare quelle mura che hanno ascoltato il solenne “Verbum caro factum est”.

Ricostruzione artistica della casa di Maria a Nazareth

L’abitazione della Vergine - luogo dell’Incarnazione di Dio - era stata gelosamente custodita da secoli prima da una chiesa-sinagoga, poi da una Basilica bizantina del V secolo e infine dalla grandiosa Basilica crociata, che però nel 1263 venne distrutta dal sultano Baybars. Nel 1291 anche l’ultima presenza crociata in Terra Santa, la fortezza marina di san Giovanni d’Acri, cadeva davanti all’assedio islamico così che anche la Regina di Terra Santa, Maria Santissima, decise che era giunta l’ora di togliere una così preziosa perla dalle grinfie dei violenti e profanatori sultani selgiuchidi: nello stesso 1291 con un miracolo inusitato la Santa Casa prese il volo, sostenuta e guidata da uno stuolo di Angeli, per andare a posarsi nei Balcani prima (Tersatto) e nelle Marche, poi, seguendo così il ritorno in Europa dei valorosi crociati che da duecento anni combattevano sfortunatamente, versando il loro sangue per riconquistare la Terra di Gesù.

La Grotta dell'Annunciazione: Evidenze Storiche e Fede

A Nazareth restò così la grotta annessa alla casa, ben presto segnalata da una piccola e discreta cappella, che rimase comunque meta di pellegrinaggi. Dobbiamo proprio ai pellegrini che nel corso dei secoli hanno visitato questo luogo, lasciandovi scritte e incisioni devote, la facilità con cui da sempre si poté identificare l’abitazione della Madonna: tra le incisioni spicca soprattutto l’antico “Chaire Maria”, ovvero il saluto angelico (Ave Maria) in lingua greca, tracciato proprio sulla grotta adiacente a quella venerata, come a voler perpetuare e ripetere con la propria presenza quella visita angelica che non aveva dato al mondo solo qualche grazia, bensì la fonte stessa delle grazie, Gesù Cristo.

Solo nel 1620 i Francescani di Terra Santa poterono tornare in possesso del luogo e quasi un secolo dopo ottennero il permesso di ricostruirvi una chiesa con una singolare concessione: i Francescani avrebbero dovuto pagare un viaggio dell’emiro e, durante la sua assenza, avrebbero dovuto iniziare e terminare la costruzione del luogo di culto.

Sin dal I secolo d.C. sappiamo che una particolare grotta era venerata e custodita. Infatti intorno a questa grotta gli archeologi hanno ritrovato tante croci incise nella roccia, segno indiscutibile di venerazione. Nel 1960 è stato rinvenuto un graffito in greco, risalente al II secolo che dice “Xe Mapria” (Rallegrati Maria), la più antica invocazione a Maria.

La Grotta appare oggi come una piccola cappella rupestre, composta in parte da roccia naturale e in parte da muratura. Entrando nella Grotta è possibile scorgere ciò che rimane della roccia naturale che formava la stanza della casa di Maria. In età crociata, la Grotta fu isolata e ritagliata esternamente, per permetterne l’inserimento nel nuovo edificio sacro; anche parte della volta, probabilmente crollata, risulta essere stata sostituita con muratura dai crociati. Sotto l’altare vi è un’iscrizione in latino che riporta l’iscrizione “Verbum caro hic factum est” (il Verbo “Qui” si fece carne), appartenente al santuario francescano del 1730. In questo luogo dunque la tradizione colloca l’avvenimento del mistero dell’Incarnazione. Ogni giorno i francescani alle 12 fanno una processione solenne per la recita dell’Angelus Domini a ricordo di quanto avvenne a Nazareth in questa umile casa.

Interno della Grotta dell'Annunciazione a Nazareth

Il Messaggio della Santa Famiglia di Nazareth

Ancora oggi il messaggio della casa di Nazareth è rivolto a tante famiglie cristiane: è il messaggio dell’amore e della fedeltà quotidiana e feriale. La Famiglia di Nazareth è certamente singolare e irripetibile, ma al tempo stesso è “modello di vita” per ogni famiglia. È nella Santa Famiglia, in questa originaria “Chiesa domestica” che tutte le famiglie cristiane debbono rispecchiarsi. In essa, infatti, per un misterioso disegno di Dio è vissuto nascosto per lunghi anni il Figlio di Dio: essa, dunque, è il prototipo e l’esempio di tutte le famiglie cristiane. Fanno tenerezza, toccando le corde del cuore, le parole con cui papa Paolo VI ha voluto rendere ragione della bellezza di Maria, Gesù e Giuseppe a Nazareth: “La casa di Nazareth è la scuola dove si è iniziati a comprendere la vita di Gesù, cioè la scuola del Vangelo […]. Qui impariamo il metodo che ci permetterà di conoscere chi è il Cristo […]. Nazareth ci ricordi cos’è la famiglia, cos’è la comunione di amore, la sua bellezza austera e semplice, il suo carattere sacro ed inviolabile; ci faccia vedere com’è dolce ed insostituibile l’educazione in famiglia, ci insegni la sua funzione naturale nell’ordine sociale”.

Nazaret è il fiore della Galilea, la più verde delle regioni di Israele, e porta il nome di Cristo chiamato Nazareno.

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