Padre Pio: Vita, Opere e Miracoli di un Santo

Padre Pio da Pietrelcina, nato Francesco Forgione, è una delle figure più venerate del XX secolo nella Chiesa Cattolica. La sua vita è stata caratterizzata da numerosi fenomeni mistici e miracoli che continuano a ispirare fede e devozione in milioni di persone in tutto il mondo.

Padre Pio visse una vita di profonda spiritualità, caratterizzata da fenomeni mistici come le stimmate, che portò per cinquant'anni, e momenti di estasi durante la preghiera. I miracoli di Padre Pio sono una testimonianza vivente della sua santità e della sua stretta vicinanza a Dio. La sua capacità di guarire, la bilocazione e le conversioni miracolose continuano a ispirare milioni di fedeli in tutto il mondo.

Il Cardinale Christoph von Schönborn, teologo e poliglotta, che ebbe modo di assistere a una celebrazione di Padre Pio quando era sedicenne, ancora ricordava: «Non ho mai visto nessuno, né prete, né vescovo, né Papa, celebrare la Messa come faceva padre Pio: non come rito ma come realtà… Indimenticabile il momento della Consacrazione: Cristo stesso offerto nelle sue mani. Per tutta la Chiesa è stato e rimane un grande dono. In questa Europa un po’ indebolita nella sua vita cristiana, è una sorgente alla quale ancora ci abbeveriamo».

La Giovinezza e l'Inizio del Percorso Spirituale

Francesco Forgione nacque nel 1887, il 25 maggio, ed era entrato come novizio dei frati minori cappuccini a sedici anni. Trascorse 52 anni nel convento di San Giovanni Rotondo, sul Gargano, dove era arrivato nel 1916 e sarebbe rimasto tutta la vita. A Pietrelcina, paese natale del santo, la sua casa e il santuario ancora custodiscono il respiro della sua infanzia.

Nella vita di Padre Pio si racconta un episodio che colpì profondamente l’allora giovanissimo Francesco Forgione, facendogli scoprire la potenza di una supplica sincera. Era il 25 agosto del 1899 e Padre Pio aveva nove anni. Era andato con suo padre Grazio ad Altavilla Irpina, una località situata a ventisette chilometri da Pietrelcina, per un giorno di fiera e festa in onore di San Pellegrino, il santo patrono.

Una folla numerosa era affluita al santuario. Al termine della cerimonia, diversi pellegrini rimasero nel santuario a invocare il Santo. Fra i fedeli c’era una giovane madre che implorava con veemenza la guarigione del figlio deforme che teneva in braccio. Francesco trattenne suo padre che voleva uscire dalla chiesa col desiderio di unire le proprie preghiere a quelle della disperata. A un certo punto, con un gesto irrazionale, la madre lanciò il figlio sull’altare, ai piedi della statua del santo, gridando: «Se non vuoi guarirlo, allora te lo devi riprendere!». Con sorpresa di tutti i presenti, il bambino cadde sui suoi piedi e, guarito, camminò per la prima volta in vita sua. Tutti i pellegrini del santuario gridarono al miracolo. Padre Raffaele di Sant’Elia a Pianisi riferisce che, dopo avergli raccontato la guarigione miracolosa, Padre Pio pianse abbondantemente, senza riuscire a dire altro, aggiungendo che il miracolo di San Pellegrino fu «una specie di annuncio di tante cose misteriose che in seguito Dio avrebbe compiuto attraverso il futuro Padre Pio».

Giovanissimo Francesco Forgione con il padre Grazio ad Altavilla Irpina, raffigurazione artistica

Le Stimmate: Segno della Passione di Cristo

Padre Pio ne aveva trentuno quando, il 20 settembre 1918, apparvero le stimmate che avrebbero segnato il suo corpo per mezzo secolo. Fu il primo sacerdote nella storia della Chiesa cattolica a portare visibili sul corpo le cinque piaghe di Cristo. Padre Pio si era segnato quel giorno: 20 settembre. Tre anni più tardi lo aveva dovuto raccontare nei dettagli agli inquisitori del Sant’Uffizio. Otto giorni di indagini e interrogatori al frate e ai confratelli, nel giugno 1921. La Messa, il tremore, la visione del Crocifisso. «Udii questa voce: ti associo alla mia Passione… E ho visto questi segni qui, dai quali gocciolava sangue».

Padre Pio con le stimmate, foto storica in bianco e nero

I Doni Mistici e i Fenomeni Straordinari

La vita di Padre Pio è stata costellata da doni e fenomeni straordinari, riconosciuti e testimoniati da innumerevoli fedeli.

La Bilocazione

Padre Pio era noto per il fenomeno della bilocazione, la capacità di trovarsi in due luoghi contemporaneamente. Gli inquisitori gli chiesero della bilocazione che lo faceva essere in convento e insieme accanto al letto di un malato. Lui rispose: «Io non so come sia, né di che natura la cosa, né molto meno ci do peso, ma mi è occorso di avere presente questa o quell’altra persona, questo luogo o quell’altro luogo; non so se la mente si sia trasportata lì o qualche rappresentazione del luogo o della persona si sia presentata a me, non so se col corpo o senza il corpo io sia stato presente…».

La Lettura delle Anime e la Profezia

Padre Pio aveva il dono della lettura delle anime e della profezia. Un esempio è la storia di una donna che, dopo aver divorziato, si recò a Dallas in condizioni disperate. Lì incontrò padre Santos Mendoza, che si offrì di confessarla dopo quindici anni. Alla fine della confessione, padre Santos le disse con un sorriso che era un «pesce grosso» appena caduto nelle mani di Dio. Solo dopo la morte di padre Santos, la donna seppe che era stato esorcista e che durante la confessione leggeva nell’anima dei penitenti: di questo la donna stessa era testimone. Grazie a lui, scoprì Padre Pio. Si narra che il frate avesse predetto a Karol Wojtyla l’elezione a Papa e l’attentato di Ali Agca, ma Giovanni Paolo II stesso smentì più volte questa leggenda, dicendo: «Non è vero niente».

Le Guarigioni Miracolose

Una delle manifestazioni più note della santità di Padre Pio è la sua capacità di guarire i malati. Durante la Settimana Santa, Paolina, gravemente malata, entrò in coma e fu dichiarata morta. Padre Pio, tuttavia, assicurò alla famiglia che sarebbe «risuscitata il giorno di Pasqua».

Un altro radiologo, dopo innumerevoli cure e interventi, nel 2000 gli venne diagnosticata un’ipertensione intraoculare che gli fece «vedere la morte in faccia». Nell’aprile del 2010 la situazione peggiorò: la pressione dell’occhio sinistro salì fino a 20-22, malgrado le scrupolose cure mediche. Il rischio di intervento all’unico occhio «sano» era perciò altissimo. Un amico gli regalò un’immaginetta di Padre Pio con una piccola reliquia del suo abito, assicurandogli: «Prendi, pregala con fede e lui ti curerà». Preoccupato per il suo futuro, il radiologo cominciò a recitare la novena quella stessa notte. Nel giro di qualche giorno, l’amico gli inviò un messaggio: «Passa la reliquia sull’occhio malato». Ubbidì di nuovo. Giorni dopo, i medici non riuscivano a credere alla sua repentina guarigione: la pressione oculare era diminuita fino a 10! L’intervento chirurgico era ormai del tutto inutile. Gli specialisti lo sottoposero a molteplici esami che confermarono la miracolosa guarigione, che non era stata possibile né in Spagna, né negli Stati Uniti.

In un'altra testimonianza, Andrea e sua moglie si sottoposero per quattro anni a una cura di fertilità. Nel 2004 nacque la figlia Delfina María Luján. Tre anni più tardi, dopo aver sperato nell’arrivo del secondo, Andrea lo perse, un colpo durissimo per la coppia. Recandosi a Salta, a Tres Cerritos, dove più di 60.000 persone si riuniscono per pregare il Santo Rosario in onore dell’Immacolata Madre del Divino Cuore Eucaristico di Gesù, la sorella di Andrea, domestica presso il centro, estrasse dalla tasca un santino di Padre Pio e lo diede ad Andrea, affinché lo pregasse. Di ritorno a casa, Delfina, di soli tre anni e mezzo, in auto disse di aver appena visto un frate dietro l’albero dove si era seduta sua madre. Inizialmente, non diedero importanza a tale fatto, pensando che si trattasse di una fantasia tipica di una bimba della sua età. Ma in seguito, raccontando l’episodio alla sorella María, questa spiegò che molte persone avevano visto Padre Pio proprio accanto allo stesso albero. Le loro preghiere al Santo di Pietrelcina furono molto presto accolte, poiché il mese dopo vennero a sapere che Andrea era di nuovo incinta. La data probabile del parto doveva essere il 23 settembre, lo stesso giorno in cui Padre Pio morì. Decisero che, se fosse stato un maschio, lo avrebbero chiamato Pio; e, nel caso fosse stata una bambina, Pia. Pío Santiago nacque il primo di agosto, e venne battezzato il 23 settembre, nella chiesa di San Pio, presso La Plata.

Una guarigione prodigiosa

Le Conversioni Miracolose

Padre Pio fu un potente strumento di conversione per molti peccatori. Le sue parole e il suo esempio di vita ispirarono molte persone a ritornare alla fede. Numerose testimonianze raccontano di miracoli personali ottenuti grazie all'intercessione di Padre Pio.

Una donna racconta: «La mia non è la storia di un grande miracolo, ma quella di tanti piccoli miracoli che Padre Pio ha operato nel mio cuore. (…) Sono cresciuta nell’arroganza, certa di poter ottenere (…) tutto ciò che volevo. (…) Avevo tutto ciò al prezzo di calpestare la dignità umana. La mia vita sessuale era del tutto disordinata. Ho abortito sei volte. Ogni volta il mio cuore ha negato a Dio quegli immensi doni. (…) Finii quindi per sentire una grande repulsione nei confronti di me stessa. Cominciai a odiarmi, sprofondando poco per volta nel buio abisso della droga e dell’alcol. (…) Ero dimagrita a tal punto che il mio terapista mi diagnosticò una forma di anoressia. Negli anni successivi, dopo aver divorziato da un impresario americano di vent’anni più anziano di me, mi recai a Dallas per cercare di riprendermi nella casa dei miei genitori. Quando vi giunsi sembravo un cadavere. La Provvidenza volle che mia madre fosse amica di un sacerdote filippino (…) Poiché non avevo niente da fare, un giorno accettai l’invito ad assistere a una messa in casa di un medico. L’officiante era padre Santos Mendoza, che poco dopo si offrì di confessarmi in un piccolo appartamento. Io esitai sulla soglia, perché erano passati quindici anni dall’ultima volta in cui mi ero confessata. Finalmente entrai. Alla fine, mi disse con un sorriso che ero un «pesce grosso» appena caduto nelle mani di Dio. Quando padre Santos morì, seppi che era stato esorcista e che durante la confessione leggeva nell’anima dei penitenti: di questo sono anch’io testimone. Grazie a lui, scoprii Padre Pio. (…) Padre Pio, per mano di san Ignacio de Loyola, mi regalò il grande amore della mia vita: mio marito Jesús, basco, di formazione gesuitica e padre di nostra figlia Anamaría».

Come si legge nella presentazione del libro "Padre Pio. Storie da Padre Pio: testimonianze, grazie e guarigioni", il vero miracolo che Padre Pio compie ogni volta che intercede per la persona sofferente, ridonandole salute fisica o mentale, è un altro: «Come si evince dalle testimonianze raccolte nel libro, dopo l’intervento del Signore, colui che ha ricevuto una grazia, per intercessione di Padre Pio si trasforma immancabilmente in un’altra persona. Io stesso posso garantire che fino a oggi non ho incontrato un solo caso in cui il «dono» concesso da Dio per intercessione di Padre Pio non sia stato seguito da un mutamento radicale di vita, quando si era imboccato un sentiero pericoloso, o un rapporto molto più stretto, esigente e gioioso con Cristo».

Le Prove e le Incomprensioni: Sospetti e Indagini nella Chiesa

Francesco Forgione non ha avuto una vita facile. La sua santità, venerata da milioni, si è alternata ai sospetti che lo hanno braccato per tutta la vita, anche e soprattutto dentro la Chiesa. Giovanni Paolo II, quando lo proclamò beato il 2 maggio 1999, ricordò «le prove che dovette sopportare in conseguenza, si direbbe, dei suoi singolari carismi: nella storia della santità talvolta accade che l’eletto, per una speciale permissione di Dio, sia oggetto di incomprensioni». Molte delle «incomprensioni» erano state dei predecessori.

Per cinque volte Padre Pio venne messo sotto inchiesta dal Sant’Uffizio. Subì perquisizioni, interrogatori, intercettazioni, restrizioni e divieti di celebrare messa in pubblico. Pio XI e Giovanni XXIII lo consideravano con sospetto. Il domenicano francese Paul-Pierre Philippe, poi vescovo e cardinale, inviato da Papa Roncalli a interrogare il vecchio frate settantaquattrenne, nel 1961 tuonava: «Un falso mistico, una colossale truffa», e ancora: «Un disgraziato sacerdote che approfitta della sua reputazione di santo per ingannare le sue vittime», fino a scrivere nella relazione al Sant’Uffizio che si trattava della «più colossale truffa nella storia della Chiesa». Avevano pure forato le pareti delle stanze dove Padre Pio riceveva la gente per piazzare dei microfoni e registrare «il rumore di baci», accusandolo di «atti carnali» con le fedeli. Il vecchio frate si era dovuto difendere: «Non ho mai baciato una donna in vita mia, anzi dico davanti al Signore che neppure davo baci alla mamma».

Papa Giovanni temeva «un immenso inganno», un «disastro di anime», come annotava nei diari del 1960. Si dice, però, che poi si fosse lasciato convincere dal suo vecchio amico Andrea Cesarano, arcivescovo di Manfredonia, il quale gli aveva spiegato come i fedeli in effetti baciassero con fervore devoto le mani stigmatizzate del frate («chisto è o’ guanto mio!», lo si sente del resto dire in una registrazione) e che, insomma, erano «tutte calunnie».

Un’autorità come padre Agostino Gemelli, frate minore francescano e medico, che nel 1921 aveva fondato l’università Cattolica e l’anno prima era andato un giorno ad incontrare padre Pio, arrivò a scrivere al Sant’Uffizio che si trattava di «uno psicopatico ignorante che induce in automutilazione e si procura artificialmente le stigmate allo scopo di sfruttare la credulità della gente». Pure gli inquisitori avevano chiesto al frate della boccetta di acido fenico che si era procurato in farmacia. Ma già allora il frate aveva spiegato che l’acido in convento era usato per disinfettare le siringhe, erano i mesi in cui l’influenza spagnola faceva strage. Del resto, anche ai sospetti degli scettici sono state opposte obiezioni, a cominciare dal fatto che né l’acido fenico né la polvere veratrina avrebbero potuto procurare quel tipo di lesioni, durate cinquant’anni.

Documenti storici e verbali delle inchieste del Sant'Uffizio su Padre Pio

Il Riconoscimento Ufficiale e la Santità

Pochi anni dopo la morte del frate, Paolo VI si interrogava sulla fama di Padre Pio con parole che erano già un riconoscimento: «Ma perché? Perché diceva la Messa umilmente, confessava dal mattino alla sera, ed era rappresentante stampato delle stimmate di Nostro Signore».

Karol Wojtyla non aveva mai avuto dubbi. Era un giovane prete che studiava a Roma quando, nel 1947, era andato a San Giovanni Rotondo e si era confessato da Padre Pio. Come diceva Giovanni Paolo II nel giorno della beatificazione, attingendo alla propria esperienza personale: «Chi si recava a san Giovanni Rotondo per partecipare alla sua Messa, per chiedergli consiglio o confessarsi, scorgeva in lui un'immagine viva del Cristo sofferente e risorto».

Padre Pio morì il 23 settembre 1968 e fu canonizzato da Giovanni Paolo II il 16 giugno 2002, diventando beato dal 1999 e santo nel 2002. In piazza per la canonizzazione c’era anche Matteo Pio, un bambino di nove anni che due anni prima era arrivato in condizioni disperate alla Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo - l’ospedale voluto e inaugurato da Padre Pio nel 1956 -, con poche ore di vita come diagnosi dei medici a causa di meningite fulminante, arresto cardiaco e complicanze in nove organi. Dopo qualche giorno, gli organi ripresero a funzionare finché il bimbo si svegliò e disse «voglio il gelato»: la guarigione inspiegabile, riconosciuta dalla Chiesa come miracolo per intercessione del beato, che ha portato alla canonizzazione.

In tutto questo tempo, il frate di Pietrelcina ha continuato a dormire pochissimo, svegliarsi nel cuore della notte per pregare e prepararsi alla Messa prima dell’alba, passare fino a sedici ore al giorno a confessare i fedeli. Papa Francesco lo ha definito un «apostolo del confessionale». Nel 2018, a cent’anni dalla comparsa delle stimmate e cinquanta dalla morte del frate, andò nello stesso giorno a Pietrelcina e a San Giovanni Rotondo: «Questo umile frate cappuccino ha stupito il mondo con la sua vita tutta dedita alla preghiera e all’ascolto paziente dei fratelli, sulle cui sofferenze riversava come balsamo la carità di Cristo».

Padre Pio non era un confessore facile, «sciagurato, tu vai all’inferno!», ma la gente restava in coda dalla notte. Il primo Papa ad andare a San Giovanni Rotondo, nel 2009, era stato Benedetto XVI. Joseph Ratzinger, un gigante della teologia del Novecento, lo studioso che ha scritto «Introduzione al cristianesimo», restò a pregare in silenzio nella cella numero 1 del convento dei Cappuccini, il luogo dove Padre Pio morì il 23 settembre 1968: un cubicolo intonacato di bianco largo quanto il lettuccio di metallo contro la parete di fondo, una Madonna con Bambino sopra la testiera, un lavello di smalto, un tavolino di legno, una sedia.

Quel giorno, Benedetto XVI parlò del Getsemani e della Passione: «Alcuni Santi hanno vissuto intensamente e personalmente questa esperienza di Gesù. Padre Pio da Pietrelcina è uno di loro. Un uomo semplice, di origini umili, “afferrato da Cristo” - come scrive di sé l’apostolo Paolo - per farne uno strumento eletto del potere perenne della sua Croce: potere di amore per le anime, di perdono e di riconciliazione, di paternità spirituale, di solidarietà fattiva con i sofferenti. Le stigmate, che lo segnarono nel corpo, lo unirono intimamente al Crocifisso-Risorto».

L'Eredità Spirituale e la Devozione Continua

Padre Pio da Pietrelcina (1887-1968) è uno dei santi più amati della Chiesa contemporanea. Per il popolo dei fedeli era santo da decenni. A distanza di più di 100 anni, dal pellegrinaggio compiuto da Padre Pio insieme al papà Grazio ad Altavilla Irpina, l’intera comunità avellinese con don Livio Iannaccone, parroco-rettore di “Santa Maria dell’Assunta” - Santuario Diocesano dei Santi Martiri Pellegrino e Alberico Crescitelli, ed il sindaco Mario Vanni, con l’Amministrazione comunale, hanno ricambiato simbolicamente quella visita portando, lo scorso 14 settembre, a Pietrelcina, le reliquie di San Pellegrino.

Nella sezione dedicata alle "Storie da Padre Pio: testimonianze, grazie e guarigioni", si raccolgono le storie di chi è stato da Padre Pio: testimonianze di guarigioni inspiegate, grazie ricevute, promesse mantenute, incontri davanti alla tomba del santo. Racconti di persone come Andrea, che ha ritrovato il lavoro dopo anni di depressione; Matteo, ragazzo guarito da una grave malattia; Anna, che ha vinto gli attacchi di panico; Lucia e Marco, a cui è arrivato un dono che non speravano più. Storie di pellegrinaggi a San Giovanni Rotondo, ma anche a Pietrelcina, paese natale del santo, dove la sua casa e il santuario ancora custodiscono il respiro della sua infanzia.

Santuario di San Giovanni Rotondo, afflusso di pellegrini

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