La vita ci presenta sfide e opportunità, e la ricerca di benessere, sia fisico che spirituale, spesso si intreccia con esperienze di comunità e momenti di profonda riflessione. Dalla riscoperta di luoghi storici alla saggezza degli antichi rimedi, fino ai cammini di fede, è possibile trovare ispirazione e solidarietà anche nelle stagioni più calde.
La "Salita al Campanile" di Pomposa: Bellezza in Scambio di Solidarietà
La rievocazione storica della vita ai tempi dei benedettini presso la torre campanaria dell’Abbazia di Pomposa è stata cosa gradita, rivelando un fatto importantissimo: il sito dell’Abbazia di Pomposa è una perla non ancora nota a tutti. Sebbene la nostra bella Italia sia ricca di luoghi di assoluta valenza storica e artistica, le aperture del campanile hanno posto un accento in più sulla visibilità del sito e sul conseguente suo apprezzamento.

L’Associazione di volontariato Buonincontro e l’Associazione il Mantello, curatrici dell’evento “Aperture del campanile”, si occupano in primo luogo di contrasto alla povertà. Il loro obiettivo primario era la raccolta fondi a giovamento del crescente numero dei loro assistiti. Il campanile, gentilmente messo a disposizione dal suo “priore” don Stefano Gigli, è stato preso in carico e cura da tutti gli associati ed è divenuto un dono di bellezza alla comunità vasta del turismo in transito e ai propri parrocchiani. Tutto ciò in cambio di aiuto per l’approvvigionamento di beni per i poveri, concretizzando il principio di bellezza in cambio di solidarietà.
Per molti parrocchiani è stato un ritorno al rito antico della “salita alle campane” quasi per gioco e per il desiderio di vedere lontano. Ma per tutti è stata la scoperta di un luogo vivo che può “contenere” uno spazio impensato, sfruttando la sua altezza al fine di restituire nuova bellezza. Questo obiettivo è stato raggiunto, e per questo le Associazioni ringraziano i tanti visitatori.
L’allestimento dei nove piani, senza ascensore, è stato materialmente faticoso. Ma è stato un cammino, “Il cammino dell’uomo”, che gli associati hanno ricalcato giorno dopo giorno, fatica dopo fatica, piano dopo piano. Tra gli obiettivi raggiunti, vi è stato quello di offrire a tutti i visitatori, credenti e non credenti, l’idea di trovare uno spazio vigilato dalla preghiera al Cielo, che sorregge ogni scalino fino al nono piano e penetra lentamente al cuore di tutti. I commenti lasciati sul diario delle aperture testimoniano che la salita al campanile è agevolata da un crescente senso di protezione che allevia la fatica e la trasforma in attenzione, curiosità, occasione di crescita. Per i cristiani è una crescita in fede, per i non credenti è la scoperta di uno spazio d’amore, da godere per una buona causa e serbare nei propri ricordi.
Tutto il progetto della “Salita al campanile” e il suo affidamento a Maria, mamma Celeste, è stato ideato e curato in ogni particolare dall’Associata Annarosa Patroncini, a cui si devono le intuizioni e i suggerimenti di preghiera intensi fino al nono piano. Gli ultimi nove scalini sono pensati per essere saliti con leggerezza, come trasportati dai nove cori angelici del Paradiso narrato da Dante Alighieri, ospite più volte dei Benedettini di Pomposa. I suggerimenti e le proposte di pensiero possono interessare indistintamente ogni visitatore.
Abbazia di Pomposa
Le Associazioni Buonincontro e Mantello intendono mantenere vivo il Campanile con altre aperture, poiché i risultati ottenuti valgono tutto il lavoro svolto. Alla Parrocchia di Pomposa e alla guida superiore le Associazioni chiedono di sostenere l’iniziativa, fonte di catechesi profonda e permanente. L’apertura alla visita della torre campanaria di Pomposa ha portato una ventata di novità e tanta soddisfazione. La preparazione è stata un lavoro lungo e articolato, con momenti di indecisione e stanchezza, ma i volontari hanno operato con uno spirito costruttivo, guidati dalla coordinatrice Annarosa Patroncini. Il lavoro di squadra è stato una bella palestra di cura, misurando tenacia e determinazione, e rafforzando la capacità di collaborare e supportarsi a vicenda. Il progetto ha celebrato il suo battesimo il 25 giugno 2022, un risultato che è una "cosa bella".
Il lavoro fatto consiste nell’offerta di otto atmosfere diverse, per narrare la meravigliosa storia di uomini amanti di Dio e del creato. Chi sale la Torre campanaria può incontrare questo amore cercato in un cammino, nella vita di solitudine e preghiera, tra alambicchi e provette, leggendo, scrivendo e, finalmente, cantando. Il progetto risponde al desiderio di offrire ai visitatori una chiave di lettura nuova, oltre all'ammirare il paesaggio, invitando a un percorso di riflessione attraverso la salita dei nove piani, metafora del Cammino dell’uomo, sempre in salita.
Saggezza Antica per Affrontare il Calore Estivo: Il "Libro di casa Cerruti"
Per combattere il calore estivo, possiamo attingere alla saggezza del passato, come riportato nel “Libro di casa Cerruti”. Le prime delle sei cose necessarie alla salute, secondo Ellbochasim, è la correzione del clima. Quando l’aria eccede in qualche qualità, si deve correggerla con il suo contrario, provvedendo artificialmente quando ciò non avvenga naturalmente.
- Rinfrescare gli ambienti: Se d’estate sarà troppo caldo, si aspergerà la casa di acqua fresca e di aceto e si disporranno qua e là, fuori, rami e erbe odorose, come viole e rose, foglie di canna o di salice, rami di lentisco.
- Ventilazione naturale: La casa sarà più sana, specie quando soffiano i venti australi, se esposta a settentrione e se sarà ventilata da finestre che si corrispondano da tutti i lati (da levante a ponente e da tramontana a mezzogiorno), evitando che l'aria ristagni e si corrompa.
- Ritirarsi in campagna: D’estate è anche utile soggiornare talvolta in villa. Come la campagna provvede gli alimenti alla città, così la vita umana si prolunga con il frequentare la campagna, mentre si abbrevia con “l’ozio e il negozio” della città.

Il saggio Galeno consiglia che coloro che nell’estate non fanno esercizio, quando sono premuti da intensa sete per il grandissimo caldo, debbano bere solo acqua di fontana e guardarsi invece da quella di neve disciolta e dal vino raffreddato per artificio. Se in gioventù i corpi paiono non subire danni, crescendo l’età e la malignità di tali pratiche si rischia, in vecchiaia, di incorrere in malattie di nervi, giunture e interiora, o del tutto insanabili o difficili da curare.
L’estate è migliore al corpo al suo inizio, quando il sole è nel Cancro; essa dissolve le superfluità e guarisce le malattie fredde, aumentando però gli umori biliari e le sostanze secche e rallentando la digestione. Per questo è da scegliere un’opportuna dieta che badi a contrastare l’eccesso di bile.
Alcuni medici consigliano di portare in mano e odorare spesso una spugna bagnata di acqua di rose e di aceto rosato, e di spruzzare le vesti di distillati vari. Una ricetta ottima è la seguente: quattro libbre di acqua di rose, una di ottimo aceto, due terzi di once di rose rosse, un ottavo d’oncia di sandalo, un sedicesimo di oncia di canfora e poi in piccolissima quantità muschio odoroso, spezie, ambra.
Lourdes e il Rosario: Conforto Spirituale e Saggezza
Tanto è stato detto e scritto sulla devozione alla Madonna di Lourdes. Da quel luogo Maria continua a parlarci, pur a distanza di tanti anni dalla sua apparizione. Davanti alla grotta delle apparizioni l’uomo piange a Maria i propri dolori fisici e spirituali da una posizione di prostrazione e umiltà che, paradossalmente, lo eleva al Suo cospetto e lo accarezza, per fare passare il calore del conforto e tutta la sua grande saggezza.

Un viaggio a Lourdes può insegnare a chiedere non tanto la guarigione, quanto la saggezza nell’attesa dell’Aiuto Divino e nell’aspettare, con fiducia, che arrivi la pace nel cuore e nella mente, per continuare a vivere accettando. La recita quotidiana del rosario a Maria calma gli spasmi dei dolori come una fresca medicina e asciuga le lacrime con calore vero e tenerezza, e con pietà.
La devozione a Maria e il Rosario sono profondamente radicati nella fede cristiana. Dal 1478 ad oggi, si contano oltre 200 documenti pontifici dedicati al Rosario, a testimonianza dell’importanza che questa antichissima preghiera ha sempre avuto nel popolo dei fedeli. All’origine di questa pratica vi sono i 150 Salmi che, solitamente, venivano recitati a memoria dagli eremiti e nei monasteri.
La Via Francigena: Un Cammino di Fede e Comunità
Il cammino, come quello sulla Via Francigena, è un’esperienza che unisce fatica, fede e senso di comunità. Nel XI secolo, nacque l’ospitale dedicato a S. Miniato Basso per accogliere e curare i pellegrini diretti a Roma e a Santiago. Oggi, come allora, i pellegrini si riuniscono in momenti di preghiera, affrontando lunghe camminate in cui il caldo si fa sentire.

La sete si fa sentire intensamente con il caldo, e momenti come lavarsi con i getti di irrigazione di un prato diventano occasioni di sollievo e allegria, dove la stanchezza può trasformarsi in un momento divertente condiviso con altri, anche sotto lo sguardo perplesso di chi osserva. Lungo il percorso, le testimonianze del tempo passato e la bellezza della natura, come le ortensie azzurre, offrono un ristoro per gli occhi e lo spirito.
L’esperienza del pellegrinaggio è un viaggio interiore che arricchisce profondamente, rafforzando la fede e la solidarietà tra i compagni di viaggio. Anche quando il cammino è faticoso, con i piedi doloranti per il caldo, la presenza di una comunità e la possibilità di condividere gioie e disagi rendono ogni passo significativo. Cantare insieme, raccontare storie, sostenersi a vicenda, sono tutti elementi che contribuiscono a creare un forte senso di "NOI", trasformando le sfide in opportunità di crescita e di profonda soddisfazione.
Abbazia di Pomposa
Come Annalena Tonelli ha mostrato nel suo esempio di vita, ogni uomo è chiamato a operare con vigore, ma con la capacità di vedere che l’uomo afflitto e scartato è sensibile anche al soffio dell’amore e trae giovamento da ogni intenzione e opera, seppur piccola e silente. Operare con amore per l'altro, anche per le sue piaghe e ferite, è un cammino che conduce a un arricchimento interiore e alla riscoperta della gioia e della saggezza, anche quando la vita si presenta con le sue sfide più ardenti.
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