Origini e Fondazione
L'Ordine dei Servi di Maria, noto anche come Serviti (in latino Ordo Servorum Beatae Virginis Mariae, sigla O.S.M.), è un ordine mendicante. Una tradizione consolidata fa risalire all'anno 1233 l'origine dell'Ordine. A dare importanza a quella data contribuì il fatto che uno dei suoi massimi santi, Filippo Benizi, era nato a Firenze proprio nel 1233.
Il più antico e autorevole documento narrativo sull'origine dell'Ordine, scritto probabilmente dal priore generale fra Pietro da Todi intorno al 1317-1318, ha per titolo Legenda de origine Ordinis fratrum Servorum Virginis Mariae (Legenda sull'origine dell'Ordine dei Servi della Vergine Maria).
Al momento dell'origine dei Servi di Maria, la presenza di movimenti religiosi a Firenze era intensa. La vita cittadina, tuttavia, era contraddistinta da inquietudine sociale. Un gruppo di sette laici, guidati da Bonfiglio, abbandonarono famiglia, attività e professione per ritirarsi a vita comune in penitenza, povertà e preghiera. Nella città divisa da lotte fratricide, essi intendevano dare una testimonianza visibile di comunione fraterna. Luogo del loro ritiro fu Cafaggio, dove attualmente sorge a Firenze la basilica della SS.ma Annunziata.

Ben presto, tuttavia, lasciarono il Monte e, grazie al crescente numero di persone che si unirono a loro, fondarono nuove comunità.
Approvazione e Sviluppo nel XIV Secolo
Per una disposizione già approvata dal Concilio Lateranense IV (1215), ma resa severamente operativa dal Concilio di Lione II (1274), l'Ordine rischiava, insieme a molti altri nuovi Ordini religiosi mendicanti, la soppressione. Lo salvò Filippo Benizi, priore generale dal 1267 fino alla morte (1285), entrato nelle grazie del Papa anche per l'efficace azione di pace condotta nella città di Forlì, dove un giovane che inizialmente lo aveva combattuto decise poi di seguirlo e di farsi Servo di Maria.
Papa Benedetto XI, l'11 febbraio 1304, con la bolla Dum levamus approvò la Regola e le Costituzioni dei Servi di Maria. A quella data, l'Ordine contava non meno di 250 frati, distribuiti in 27 conventi in Italia e in quattro conventi in Germania.
Il Trecento, nella vita dell'Ordine, fu contrassegnato dalla presenza di figure esemplari di frati, la cui vita è stata tramandata da importanti documenti storici. Si possono ricordare: il beato Gioacchino da Siena (1306), il beato Bonaventura da Pistoia (1306), il beato Iacopo da Città della Pieve, martire nel 1310; lo stesso anno morì l'ultimo dei sette Fondatori, Alessio Falconieri. Sono da ricordare ancora i beati Andrea da Sansepolcro, Ubaldo da Sansepolcro, il beato Francesco Patrizi (1328) e il beato Tommaso da Orvieto (1343).
Tra i frati del Trecento da ricordare sono inoltre fra Pietro da Todi, che fu priore generale dal 1314 al 1344 e figura controversa all'interno dell'Ordine, poi fra Andrea da Faenza, priore generale per 22 anni e insigne architetto, al quale si deve la basilica di S.
Il Quattrocento: Riforma e Osservanza
Il Quattrocento si apre nell'Ordine dei Servi di Maria con il capitolo generale di Ferrara (1404) che decise la ripresa morale e spirituale di Monte Senario. Alla rinascita di Monte Senario si lega il sorgere nell'Ordine, nel 1430, della cosiddetta Congregazione dell'Osservanza. Questa, senza separarsi giuridicamente dall'Ordine, ne rappresentò un movimento interno riformatore, un fenomeno che si verificò anche in molti altri Ordini religiosi, nei quali portò alla separazione. Non così per i Servi di Maria. L'esperienza della Congregazione dell'Osservanza, infatti, per i Servi di Maria si concluse nel 1570.
Nel Quattrocento assumono importanza nell'Ordine, come centri di studio, i conventi della SS.ma Annunziata di Firenze e di S.
Figure insigni di Servi di Maria nel Quattrocento furono il priore generale Antonio Alabanti che, il 27 maggio 1487, ottenne da papa Innocenzo VIII il cosiddetto Mare magnum, cioè la bolla Apostolicae Sedis intuitus che conteneva tutti i privilegi pontifici concessi sino ad allora all'Ordine. L'annalista dell'Ordine Arcangelo Giani attribuisce all'Alabanti l'idea che anche i Servi di Maria partecipassero all'evangelizzazione del Nuovo Mondo, appena scoperto da Cristoforo Colombo.
Il Cinquecento: Sfide e Riforme
Il Cinquecento per i Servi di Maria è un secolo complesso e tormentato, in quanto l'Ordine risente degli eventi che in questo secolo segnano la vita della Chiesa, come lo scoppio della riforma luterana (1517), il Concilio di Trento (1545-1563) e la Controriforma o riforma cattolica.
Quanto all'Ordine, mentre nel Quattrocento esso era stato retto da sei priori generali, nel periodo compreso tra la morte dell'Alabanti (1495) e quella di Angelo Maria Montorsoli (1600), ebbe ben venti priori generali, oltre la metà dei quali eletti dal papa. Inoltre, ai primi del Cinquecento la Congregazione dell'Osservanza conobbe un serio declino.
Nel 1505 morì a Milano il beato Giovannangelo Porro, considerato tra i primi che iniziarono il catechismo ai fanciulli. Trascorsi pochi anni dall'inizio della riforma luterana, cominciarono ad essere soppressi i conventi dell'Ordine in Germania.
L'Ordine fu presente al Concilio di Trento con i Servi di Maria Agostino Bonucci, priore generale dal 1542 al 1553, e Lorenzo Mazzocchio, priore generale dal 1554 al 1557.
Sulla fine del secolo guidarono l'Ordine due eminenti figure: fra Lelio Baglioni e fra Angelo Maria Montorsoli - da non confondere con lo zio, il Servo di Maria e grande scultore Giovannangelo Montorsoli (1507-1563). A fra Lelio Baglioni, priore generale dal 1590 al 1597, si deve una riforma dell'Ordine attuata con una serie di disposizioni concrete e con l'avvio, nel 1593, della Congregazione eremitica di Monte Senario.
La Lettera spirituale, scritta da fra Angelo Maria Montorsoli mentre viveva da eremita in una cella del convento della SS.ma Annunziata di Firenze, colpì tanto vivamente papa Clemente VIII che obbligò il Montorsoli a uscire dal suo reclusorio e lo impose all'Ordine come priore generale nel 1597.
Il Seicento: Figure Illustri e Ristrutturazioni
Il Seicento è il secolo particolarmente ricordato nell'Ordine per la vicenda di fra Paolo Sarpi (1552-1623), il più celebre in assoluto dei frati Servi di Maria.
Nel 1613 ebbe inizio da Innsbruck, poi da tutti i conventi dell'Austria, la cosiddetta Osservanza Germanica, sostenuta da Anna Caterina Gonzaga e inizialmente guidata da tre eremiti venuti da Monte Senario.
Con la costituzione Instaurandae regularis disciplinae del 1652, papa Innocenzo X, dopo aver condotto un rigoroso censimento degli Ordini religiosi, impose una loro ristrutturazione forzata. Per i Servi di Maria ciò comportò la soppressione di 102 conventi su 261; in realtà ne furono soppressi 84. Gli Annales dell'Ordine considerano questo evento una sciagura, ma non fu così.
Ebbe inizio, nel 1618, la pubblicazione degli Annales dell'Ordine; rinacquero gli studi e, a Roma, nel 1666, prese vita il Collegio Gandavense con la facoltà di conferire i gradi accademici in teologia. Erede diretta del Collegio Gandavense sarà la Pontificia Facoltà Teologica Marianum.
Figure illustri dell'Ordine e della Famiglia dei Servi nel Seicento furono gli annalisti Arcangelo Giani (morto nel 1623), Luigi M. Garbi (morto nel 1722) e Placido Bonfrizieri (morto nel 1732); fra Cherubino Ranzani di Reggio Emilia (1675), autore di un "orologio eterno" programmato fino all'anno 2000; gli artisti Giovanni Angelo Lottini, Arsenio Mascagni, autore di affreschi nel castello e nel duomo di Salisburgo, il miniatore e pittore Giovanni Battista Stefaneschi; il "portinaio santo", già colonnello nell'esercito francese, Pierre Paul Perrier Dupré.
Da ricordare anche le claustrali Maria Benedetta (Elisabetta) Rossi (1648), fondatrice del monastero di s.
Il Settecento: Crescita Numerica e Soppressioni
Il Settecento, per la vita dell'Ordine, presenta aspetti contrastanti. Nella prima metà del secolo i Servi raggiunsero il più elevato incremento numerico sfiorando le 3.000 unità. Nel 1769 uscì il Methodus studii philosophici et theologici di fra Francesco Raimondo Adami.
Purtroppo, dall'ultimo trentennio del Settecento fino all'indomani della presa di Roma (1870), l'Ordine conobbe una serie di soppressioni di conventi che portarono alla decimazione della sua presenza in Europa. Cronologicamente si ebbero prima le soppressioni nei territori dell'impero austro-ungarico, quindi quelle di Napoleone Bonaparte e, infine, quelle operate nel Regno di Sardegna e da parte dello Stato unitario italiano. Furono queste ultime a vanificare i tentativi di ripresa dell'Ordine compiuti dopo il 1815 (Congresso di Vienna).
Figure notevoli del Settecento furono i frati Domenico M. Fabris e Sostegno M. Viani che parteciparono, a partire dal 1719, alla legazione in Cina guidata da Ambrogio Mezzabarba per la soluzione della questione dei riti cinesi. Del Viani sono di grande interesse le Memorie della seconda Legazione apostolica spedita alla Cina dalla Santità di N°.
Figure singolari nel Settecento furono anche: il Servo di Maria brasiliano fra Uguccione (Antonio) M. Dias Quaresma che ottenne da papa Clemente XII speciali Costituzioni per un Terz'Ordine regolare dei Servi di Maria da fondare in Brasile; fra Filippo M. Serrati che tentò, tra il 1738 e il 1744, di fondare l'Ordine in Cina; Carlo Francesco M. Caselli, priore generale, consulente teologico nelle trattative concordatarie tra Napoleone e la Santa Sede, poi cardinale; fra Amadio M. Bertoncelli, rinomato predicatore, poi accusato di spionaggio e fatto fucilare da Napoleone nel 1809.
Da ricordare anche le claustrali Maria Luisa Masturzi, legata alla fondazione del monastero di Roma, oggi di Colle Fanella, e Maria Maddalena di Gesù (Piazza), fondatrice del monastero di Montecchio Emilia.
L'Ottocento: Ripresa e Canonizzazione dei Fondatori
Per chi guarda all'Ottocento nella storia dei Servi, un primo dato appare chiaro: il 1815 segna l'avvio di una ripresa che, tuttavia, si conferma precaria. La fine del secolo e i primi del Novecento registrano invece una rinascita concreta e duratura - anche se inizialmente lenta - protrattasi senza soluzione di continuità fino agli anni Sessanta del Novecento.
Per un Ordine di scarse dimensioni come quello dei Servi, già duramente provato dalle soppressioni giuseppiniste e napoleoniche e presente per la maggior parte in Italia, le leggi di soppressione del Regno di Sardegna e del governo unitario italiano tra il 1848 e il 1867 rischiarono di essergli fatali. Una lettera del priore generale fra Bonfiglio M. Mura a tutti i priori provinciali italiani, scritta nel 1863, nel richiamarsi all'urgenza di prendere qualche iniziativa, parla di "questione di vita e di morte".
Peraltro, è proprio il Mura a inviare in Inghilterra nel 1864 i frati Filippo M. Bosio e Agostino M. Morini per fondarvi l'Ordine. Nel frattempo sono riprese nell'Ordine le iniziative per arrivare alla canonizzazione dei sette Santi Fondatori.
Papa Leone XIII, con decisione propria, nel 1884 stabilì che i sette Fondatori potessero essere canonizzati alla maniera di uno solo, per cui furono da considerarsi sufficienti quattro miracoli. La canonizzazione ebbe luogo a Roma il 15 gennaio 1888.
L'evento della canonizzazione - che cadeva in un periodo in cui le leggi vessatorie nei confronti degli istituti religiosi in Italia conoscevano un graduale attenuarsi - costituì per tutto l'Ordine una autentica iniezione di fiducia. Se l'evento conclusivo della canonizzazione è legato al nome del priore generale Pier Francesco M. Testa (1882-1888), la strada verso di esso era stata preparata dai priori generali fra Giovanni Angelo Mondani (1868-1882) e, forse, dallo stesso fra Bonfiglio M.

Il Novecento: Internazionalizzazione e Nuove Fondazioni
Mentre il Settecento fu il secolo del massimo incremento numerico dell'Ordine, il Novecento è il secolo della sua massima dislocazione geografica, che attiene a tutti e cinque i continenti. Di questa internazionalizzazione dell'Ordine è conferma il seguente dato: dalle origini fino al 1913 i Servi di Maria ebbero un solo priore generale non italiano (fra Alboino M. Patscheider). Dal 1913 ad oggi, di undici priori generali, sette sono non italiani.
Attualmente, i priori generali non italiani sono stati: il francese Alexis Henri M. Lépicier (1913-1920), l'inglese Augustine M. Moore (1926-1932), gli statunitensi Joseph M. Loftus (1965-1971) e Peregrine M. Graffius (1971-1977), il canadese Michel M. Sincerny (1977-1989), il belga Hubert M. Moons (1989-2001), il messicano Ángel M.
Per quanto attiene alle Fondazioni, nel 1912 si ebbe la prima fondazione dell'Ordine in Canada; nel 1921 in Argentina, nel 1935 nel Transvaal; nel 1939 in Uruguay; nel 1943 in Spagna; nel 1946 in Bolivia; nel 1947 in Irlanda; nel 1948 in Messico; nel 1951 in Australia; nel 1952 in Venezuela; nel 1963 in Colombia; nel 1964 in Germania; nel 1974 in India; nel 1984 in Mozambico; nel 1985 nelle Filippine; nel 1987 in Uganda; nel 1993 in Albania; senza contare le rifondazioni in Ungheria (Eger) e nella Repubblica Ceca.
Nel 1987, per iniziativa del priore generale Michel M. Altri eventi di rilievo del Novecento sono la nascita della Pontificia Facoltà Teologica Marianum (1950), la beatificazione (1952) e la canonizzazione (1962) di fra Antonio M. Pucci; la creazione nel 1959 dell'Istituto Storico dell'Ordine; la nascita, dopo il Concilio Vaticano II, della Commissione internazionale permanente per la Liturgia (CLIOS); l'affermarsi delle riviste scientifiche Studi storici dell'Ordine dei Servi di Maria, fondata nel 1931, e Marianum, fondata nel 1939.
Da ricordare inoltre la canonizzazione di Clelia Barbieri, fondatrice delle Minime dell'Addolorata, la beatificazione di Ferdinando Maria Baccilieri dell'Ordine secolare dei Servi di Maria (1997) e di sr.
Figure di rilievo del Novecento dei Servi furono fra Henri Alexis M. Lépicier (1863-1936), priore generale e cardinale; Gabriele M. Roschini (1900-1977), insigne mariologo; Gioachino M. Rossetto (1880-1935), primo missionario dei Servi in Africa; James M. Keane (1901-1975) per l'avvio dell'Ordine in Irlanda e in Australia, e i giovani fra Venanzio M. Quadri (1916-1937) e fra Gioachino M.
Una menzione particolare meritano i frati Giovanni M. Vannucci (morto nel 1984), mistico e autore di importanti scritti, e il poeta fra David M.
I Servi di Maria in Italia organizzano annualmente, in località diverse, delle marce nazionali come momenti forti di ritrovo e di riflessione spirituale.