La Cresima: Significato, Simboli e Doni dello Spirito Santo

La Cresima, o Confermazione, è un sacramento molto importante, che sancisce l’ingresso definitivo nella comunità cristiana. È un rito presente sia nella Chiesa Cattolica, che nella Chiesa Ortodossa e Anglicana.

Durante la Cresima, i credenti ricevono in dono lo Spirito Santo, così come accadde ai discepoli di Gesù a Pentecoste. Rappresenta la discesa dello Spirito Santo sui discepoli di Gesù durante la Pentecoste. Per i credenti è la discesa dello Spirito Santo su di loro, grazie all’imposizione delle mani da parte dei vescovi.

Con la Cresima si riceve il sigillo, simbolo dell’unione indelebile con Dio, del patto che è stato stretto attraverso i sacramenti del Battesimo, della Comunione e, appunto, della Cresima.

Lo Spirito Santo: Il Dono Centrale della Cresima

Quando Gesù ascese al cielo, fece questa promessa: “Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”. Con la Pentecoste compì pienamente la sua promessa con l’effusione dell’energia della sua vita divina, che è l’amore di Dio in persona: lo Spirito Santo, la terza persona della Trinità.

Gesù stesso ha deciso di lasciare alla Chiesa, alle persone che liberamente hanno deciso di seguirlo, un grande dono: lo Spirito Santo. Questo dono ci dà la possibilità di vivere di più come Gesù, di conoscerlo e amarlo di più e di conoscere e amare di più i nostri genitori, i nostri amici, le cose che facciamo tutti i giorni, lo studio, i divertimenti e anche noi stessi. Senza il dono dello Spirito Santo non riusciamo a riconoscere Gesù presente, facciamo più fatica a distinguere ciò che è bene e ciò che è male, facciamo più fatica ad avere fiducia, speranza e ad amarci gli uni gli altri. Senza il dono dello Spirito Santo siamo più paurosi, abbiamo più vergogna di noi stessi e di dire chi siamo e a chi apparteniamo, che siamo cristiani.

Lo Spirito Santo è il maestro del nostro cuore ed è la guida della Chiesa. Una volta Papa Francesco ha paragonato la Chiesa ad una grande nave: lo Spirito Santo è il vento che la sospinge verso la sua meta, la felicità e la salvezza di tutti gli uomini. Per questo il sacramento della Cresima ha anche un altro nome: si chiama Confermazione. Attraverso questa parola la comunità cristiana vuole dirti: non avere paura di diventare grande e delle cose grandi che ti verranno chieste o che dovrai affrontare, perché non sei solo. Dio, che ha fatto il cielo e la terra, e tutto il creato ti conferma, ti dice che la tua vita vale! Che tu vai bene e sei prezioso.

I Sette Doni dello Spirito Santo

Secondo la tradizione, lo Spirito Santo porta ai credenti sette doni, che guidano il credente nella vita. I sette doni sono:

  • Sapienza: ti fa scoprire quanto è buono e grande il Signore e rende la tua vita piena di sapore, perché tu possa essere, come diceva Gesù, «sale della terra».
  • Intelletto
  • Consiglio
  • Fortezza
  • Scienza
  • Pietà
  • Timore di Dio: il settimo e ultimo dono.
infografica sui sette doni dello Spirito Santo

La Ricezione del Dono: Volontà e Preparazione

Per ricevere bene il dono della Cresima occorre innanzitutto volerlo, occorre domandarlo, occorre attenderlo, occorre desiderarlo, occorre prepararsi a riceverlo. Il sacramento della Cresima è un dono, e i doni si possono accettare o rifiutare. La Cresima non agisce meccanicamente. Come tutti i doni, se noi non li vogliamo o non li “usiamo bene”, è come se non ci fossero. La Cresima non sopprime o sostituisce lo spirito umano, la nostra anima. Dio non ci costringe mai, è un Signore, e viene a noi nella misura in cui lo accogliamo, in cui siamo disponibili ad invocarlo e accoglierlo.

I Simboli dello Spirito Santo nella Cresima

La Persona dello Spirito Santo è più radicalmente al di là di tutti i nostri mezzi di avvicinamento conoscitivo. Per noi la Terza Persona è un Dio nascosto e invisibile, anche perché ha analogie più fragili in ciò che avviene nel mondo della conoscenza umana. Si spiega così che lo Spirito Santo - come lo stesso amore umano - trovi espressione specialmente nei simboli.

Il Catechismo della Chiesa Cattolica ci insegna i seguenti simboli dello Spirito Santo:

La Colomba: Purezza, Pace e Nuova Creazione

Lo Spirito Santo viene spesso raffigurato come una colomba, che col suo colore bianco indica purezza e pace. Questa colomba è bianca; questo colore ci ricorda la purezza, quella stessa purezza che dobbiamo mantenere. Si posa su di noi e vuole fare il nido nel nostro cuore per non lasciarci mai e stare sempre vicino a noi. È di incomparabile splendore, vola fiera piena di pace e di speranza.

La colomba si manifesta in occasione del battesimo di Gesù nel Giordano. Scrive Matteo: “Si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui” (cioè su Gesù). A motivo dell’importanza di questo momento nella vita di Gesù, che riceve in modo visibile l’“investitura messianica”, il simbolo della colomba si è consolidato nelle immagini artistiche e nella stessa rappresentazione immaginativa del mistero dello Spirito Santo, della sua azione e della sua Persona.

Nell’Antico Testamento la colomba era stata messaggera della riconciliazione di Dio con l’umanità ai tempi di Noè. Essa infatti aveva portato a quel patriarca l’annuncio della cessazione del diluvio sulla superficie della terra. Nel Nuovo Testamento questa riconciliazione avviene mediante il battesimo, del quale parla Pietro nella sua prima Lettera, mettendolo in riferimento alle “persone . . . salvate per mezzo dell’acqua” nell’arca di Noè.

Un esempio visivo di questo simbolismo si trova nella cupola della Cappella della Basilica di Santa Teresa a Verona, dove lo Spirito Santo in forma di colomba è irraggiante all’interno in un grande sole, non solo perché questo sole è disegnato, ma anche perché trattandosi di una vetrata a forma di rombo con otto spicchi, i raggi del sole, quello vero, attraversano l’immagine dello Spirito colomba e raggiungono i fedeli presenti nella Cappella e nella chiesa.

illustrazione della colomba dello Spirito Santo che discende

Il Vento e il Soffio: Imprevedibilità e Vita

Il simbolo del vento è centrale nella Pentecoste, evento fondamentale nella rivelazione dello Spirito Santo: “Venne all’improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano (i discepoli con Maria)” (At 2, 2). Il vento viene spesso presentato, nei testi biblici e altrove, come una persona che va e viene. Così fa Gesù nel colloquio con Nicodemo, quando prende l’esempio del vento per parlare della persona dello Spirito Santo: “Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va; così è di chiunque è nato dallo Spirito” (Gv 3, 8). L’azione dello Spirito Santo, per cui si “nasce dallo Spirito” (come avviene nella figliolanza adottiva operata dalla grazia divina) è paragonata al vento. Questa analogia impiegata da Gesù mette in rilievo la totale spontaneità e gratuità di questa azione, per mezzo della quale gli uomini sono resi partecipi della vita di Dio.

Lo Spirito Santo è il movimento, proprio come il vento, la vita, scuote e spinge le vele della nostra vita nel mare dell’Amore di Dio. Anche il "soffio" o il "respiro" vitale è ciò che fa vivere e trasmette la vita, indicando l'essere sottile e impalpabile dello Spirito Santo.

Il Fuoco: Energia Trasformatrice e Amore

Il fuoco simboleggia l’energia trasformatrice degli atti dello Spirito Santo. Giovanni il Battista ha annunciato Cristo come colui che “battezzerà in Spirito Santo e fuoco” (Lc 3,16), quello Spirito del quale Gesù ha detto: “Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse già acceso!” (Lc 12,49). È sotto forma di lingua come di fuoco che lo Spirito Santo si posa sui discepoli la mattina di Pentecoste e li riempie di Lui.

Il fuoco è fonte di calore e di luce, ma è anche una forza che distrugge. Per questo nei Vangeli si parla di “gettare nel fuoco” l’albero che non porta frutto (Mt 3, 10); si parla anche di “bruciare la pula in un fuoco inestinguibile” (Mt 3, 12). Il battesimo “in Spirito e fuoco” indica la potenza purificatrice del fuoco: di un fuoco misterioso, che esprime l’esigenza di santità e di purezza di cui lo Spirito di Dio è portatore. In questo caso si tratta del fuoco dell’amore di Dio, di quell’amore che “è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo” (Rm 5, 5). Quando il giorno di Pentecoste sopra le teste degli apostoli “apparvero lingue come di fuoco”, esse significavano che lo Spirito portava il dono della partecipazione all’amore salvifico di Dio.

rappresentazione della Pentecoste con lingue di fuoco

L'Olio dell'Unzione (Crisma): Consacrazione e Forza

L’unzione con l’olio è un altro simbolo dello Spirito Santo. Nell’Antico Testamento, l'olio è il segno di una consacrazione per un servizio (erano unti sacerdoti, re, giudici e profeti). Nel Nuovo Testamento il Messia (in ebraico) e il Cristo (in greco o latino) significa colui che è stato consacrato e inviato da Dio per liberare l’umanità e renderla Regno di Dio. Cristo (Messia in ebraico) significa “unto” dello Spirito di Dio. Gesù è l’Unto di Dio in modo unico: l’umanità che il Figlio assume è del tutto “unta dello Spirito Santo”. Gesù è costituito “Cristo” dallo Spirito Santo.

L’olio della Cresima, attraverso il dono dello Spirito, ci rende testimoni e fa passare dall’essere cristiani passivi ad attivi, compiendo servizi nella chiesa. La partecipazione all’unzione dell’umanità di Cristo in Spirito Santo passa su tutti coloro che lo accolgono nella fede e nell’amore. Essa avviene a livello sacramentale nelle unzioni con l’olio, il cui rito fa parte della liturgia della Chiesa, specialmente nel Battesimo e nella Cresima. Questa unzione costituisce la fonte della conoscenza, della scienza e della forza necessaria per rendere testimonianza alla verità divina.

L’adolescente, che si è presentato con il proprio nome, viene unto sulla fronte dal vescovo con le parole: “Ricevi il sigillo dello Spirito Santo che ti è dato in dono”. Il sigillo è un segno permanente, una trasformazione. L’unzione con l’olio profumato del crisma e l’imposizione delle mani, insieme alla preghiera del vescovo e della comunità cristiana, conferiscono il dono dello Spirito Santo per essere consacrati e inviati.

L'Acqua: Vita, Purificazione e Rinascita

L’acqua è uno dei simboli che indicano l’azione dello Spirito Santo nel Battesimo, perché dopo l’invocazione dello Spirito Santo diventa il segno sacramentale efficace della nuova nascita: l’acqua battesimale significa che la nostra nascita alla vita divina ci è data dallo Spirito Santo. L’acqua è un elemento fondamentale per la vita di un uomo, senza di essa non ci sarebbe vita.

Il profeta Isaia applica questo simbolo allo Spirito, mettendo in parallelo acqua e Spirito di Dio, quando proclama: “Io farò scorrere acqua sul suolo assetato, torrenti sul terreno arido; spanderò il mio Spirito sulla tua discendenza . . . cresceranno come erba in mezzo all’acqua . . .” (Is 44, 3-4). L’acqua è infine il simbolo della purificazione, come si legge in Ezechiele: “Vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati; io vi purificherò da tutte le vostre sozzure e da tutti i vostri idoli” (Ez 36, 25).

Nel Nuovo Testamento la potenza purificatrice e vivificante dell’acqua serve per il rito del battesimo. Ma sarà Gesù a presentare l’acqua come simbolo dello Spirito Santo, quando esclamerà: «Chi ha sete venga a me e beva, chi crede in me. Come dice la Scrittura, “fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno»”. Con queste parole si spiega anche tutto ciò che Gesù dice alla samaritana sull’acqua viva, sull’acqua che viene data da lui stesso. Quest’acqua diventa nell’uomo “sorgente di acqua zampillante per la vita eterna” (Gv 4, 10).

Altri Simboli dello Spirito Santo

  • Il Sigillo: è un simbolo simile all’unzione. È su Cristo che Dio “ha messo il suo sigillo” (Gv 6,27), ed è in lui che il Padre ci segna col suo sigillo. Il sigillo significa l’effetto indelebile (incancellabile) dell’unzione dello Spirito Santo nei sacramenti del Battesimo, della Confermazione e dell’Ordine.
  • L’Imposizione delle Mani: è usata come simbolo perché è imponendo le mani che Gesù cura i malati e benedice i bambini. In suo nome, gli apostoli faranno lo stesso. È attraverso l’imposizione delle mani degli apostoli che viene dato lo Spirito Santo. Nella Cresima ci sono due imposizioni delle mani del vescovo: una su tutti, mentre si prega per la venuta dello Spirito Santo, e una individuale, mettendo le mani sulla testa del cresimando e ungendolo con olio. L’imposizione delle mani è segno di invio a evangelizzare.
  • Il Dito di Dio: è un simbolo dello Spirito perché è attraverso il dito di Dio che Gesù espelle i demoni. La Legge di Dio è stata scritta su tavole di pietra “dal dito di Dio” (Es 31,18), e la lettera di Cristo è stata “scritta non con inchiostro, ma con lo Spirito del Dio vivente, non su tavole di pietra, ma sulle tavole di carne dei vostri cuori” (2Cor 3,3).
  • La Nube e la Luce: appaiono nelle manifestazioni dello Spirito Santo fin dall’Antico Testamento. La nube, ora scura e ora luminosa, rivela il Dio vivo e salvatore, nascondendo la trascendenza della sua Gloria. Lo Spirito Santo si ferma sulla Vergine Maria e la copre “con la sua ombra”, perché concepisca e dia alla luce Gesù.
  • Il Dono: Dio esiste a modo di dono. Il suo essere è questo donarsi, di questo essere amore. È persona-amore. Lo Spirito Santo è la reciproca donazione nell'amore tra Padre e Figlio, e la loro comunicazione.

La Cresima nella Vita del Credente

Come gli apostoli, nella Pentecoste, ricevettero il mandato di annunciare la gioia dell’incontro con Cristo, così noi nella Cresima riceviamo lo stesso compito. Gesù stesso ci ha detto: “Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura”. Predicare il Vangelo significa annunciare con la propria vita, le proprie opere e anche con le parole, la gioia che deriva dall’incontro con Cristo nell’ambiente dove ci è chiesto di vivere. I cresimati saranno missionari, lotteranno controcorrente, aiutando le persone a non allontanarsi da Dio e dire no ai desideri mondani.

Tuttavia non sempre è così facile vivere da cristiani. Infatti, una creatura, il diavolo, è invidiosa delle persone felici e perciò odia la vita buona che rende l’uomo felice e propone a chiunque gli capiti sotto tiro azioni malvagie per renderlo, infine, triste come lo è lui. Egli odia Cristo e la sua Chiesa, e incessantemente cerca di strappare a Cristo i suoi figli. Per questo, nella Cresima, il Signore donandoci lo Spirito Santo, ci dà la forza di resistere e sconfiggere il nostro nemico: il diavolo. La vita è anche una battaglia per sostenere il bene e respingere il male.

Gesù sa che siamo deboli e che è impossibile usare bene i doni che ci dà solo con le nostre forze. Noi dopo un po’ ci stanchiamo, ci scoraggiamo, ci dimentichiamo o possiamo buttare via delle cose preziose. Così come nessuno può darsi la Cresima da solo, o battezzarsi da solo, nessuno può credere e mantenere viva la fede da solo. Per questo Gesù ci mette assieme e ci dona i nostri genitori, i sacerdoti, i catechisti, gli amici, i santi e tante persone che ci aiutano ad usare bene e non sprecare i doni che Gesù ci dà. È impossibile essere felici da soli.

La mistagogia significa rendere operante il sacramento; nella Cresima significa vivere da consacrati nella grazia di Dio, partecipando come gruppo parrocchiale del post-Cresima, migliorando nella conoscenza della Parola di Dio e nella partecipazione alle preghiere e ai sacramenti. Significa anche collaborare nella pastorale, nel catechismo, nelle celebrazioni liturgiche, nelle raccolte della Caritas, nell’aiuto alle missioni. Gli adolescenti cresimati acquistano sempre più la gioia della fede.

Chiesa Oggi - Il significato del sacramento della cresima

Santa Teresa di Lisieux e il Sacramento della Cresima

Santa Teresa di Lisieux, poco tempo dopo la sua prima Comunione, entrò in ritiro per la Cresima. Si era preparata con grande cura a ricevere la visita dello Spirito Santo, non capiva perché non si desse grande importanza a ricevere questo sacramento d’Amore. Notiamo che Teresa contesta la poca importanza che si dava al sacramento della Cresima e che si traduceva in una scarsa preparazione. Come gli Apostoli (At 1), Teresa aveva atteso “gioiosa” la venuta dello Spirito e si era preparata con cura e, come aveva chiamato le comunioni ricevute in precedenza, la prima e la seconda “visita di Gesù”, così ora parla della “visita dello Spirito Santo”, indicando la percezione dei sacramenti come un avvicinarsi di Dio a noi, un “accogliere” Dio che è venuto a visitarci a casa nostra.

Nel seguito del racconto del giorno della sua Cresima, Teresa ripete più volte e con più vocaboli la “gioia” che ha vissuto e la “forza” di soffrire che ha ricevuto, che sono rispettivamente un “frutto” e un “dono” dello Spirito, quelli che Teresa sentirà i più significativi nell’esperienza che lo Spirito le dona. Anche il giorno della Cresima Teresa riceve la comunione, questa volta insieme alla sua madrina che è sua sorella Leonia. È questa “prima” comunione dopo la Cresima a compiere l’iniziazione cristiana, a rendere Teresa “perfetta cristiana” come lei stessa afferma descrivendo con una attenzione particolare il rito del sacramento: «Ricevere la visita dello Spirito Santo… sacramento d’Amore… Mi rallegravo all’idea di essere presto perfetta cristiana e soprattutto di avere eternamente sulla fronte la croce misteriosa che il Vescovo segna imponendo il sacramento» (Ms A, 36v°).

Manca solo il riferimento all’olio santo del Crisma, ma quello che Teresa descrive impiegando quasi le medesime parole, come stesse esponendo una mistagogia, è proprio il “sigillo” indelebile che imprime la grazia invisibile del sacramento della Cresima attraverso il rito visibile: il Vescovo “impone” la mano sulla testa del battezzato e con il pollice, unto col santo olio del Crisma, traccia due segni a forma di croce sulla fronte di questi per cresimarlo dicendo: “Accipe signaculum doni Spiritus Sancti”, “Ricevi il sigillo dello Spirito Santo che ti è dato in dono”. Quello che era iniziato come legame lontano parlando della Cresima come sacramento d’Amore nel quale si riceve la visita dello Spirito Santo, diventa un legame così stretto che Teresa parlerà spesso di «Spirito d’Amore».

Teresa sente che dal Cielo continuerà a compiere la sua missione, chiedendo a Gesù di attirarla nelle fiamme del suo amore e di unirla così strettamente a Lui, in modo che Egli viva ed agisca in lei. Nella logica di Teresa ormai Spirito, Amore e Fiamma-fuoco sono la stessa cosa, quando parla di uno sottintende anche gli altri. Due avvenimenti significativi della vita di Teresa sono legati al giorno di Pentecoste, che è il dono dello Spirito Santo agli apostoli in vista della missione. Quel giorno Teresa ricevette dal papà il piccolo fiore bianco, colto anche con le sue radici, simbolo della sua esistenza: accudita dalle cure amorevoli di Gesù e cresciuta nella terra santa della sua famiglia, sta per essere trapiantata sulla montagna del Carmelo per vivere la sua missione “apostolica”.

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