La questione della sepoltura dei bambini non battezzati, morti poco dopo la nascita o nati privi di vita, ha da sempre suscitato interrogativi e ha dato origine a diverse interpretazioni, sia teologiche che folkloristiche. In molte culture, la mancanza del battesimo ha comportato l'impossibilità di essere sepolti in terra consacrata, portando alla creazione di spazi dedicati e a un ricco patrimonio di leggende.
Il Giardino degli Angeli: uno spazio di dignità per i non nati
A Cittadella, è stato realizzato il "Giardino degli Angeli", uno spazio dedicato ad accogliere le 103 tombe di bambini e bambine morti poco dopo la nascita o nati privi di vita e non battezzati. La creazione di questo luogo è stata possibile grazie alla mobilitazione di cittadini, privati, aziende e all'intervento del Comune. L'area, accessibile da una porticina sull'emiciclo centrale, è stata oggetto di lavori di livellamento del terreno e sistemazione dei pluviali. I volontari si stanno occupando del decoro degli spazi e della sistemazione delle piccole tombe, che saranno identiche, grazie a donazioni di materiali e fondi. È previsto il posizionamento di una statua di un angelo e un'insegna in ceramica sull'ingresso, oltre a un leggio con un libro per lasciare un pensiero. La cura e il mantenimento del "Giardino degli Angeli" rappresentano una sfida continua che richiede la disponibilità di tutti.

L'associazione "Evangelium Vitae" si occupa del seppellimento dei bambini non nati come atto di pietà, promuovendo la cultura della vita e i diritti del concepito. In Italia esiste una legge che permette di seppellire i resti dei bambini fin dal concepimento. I genitori possono fare richiesta per ottenere il corpo del bambino entro le prime 24 ore dalla morte in grembo. In assenza di richiesta, gli embrioni vengono trattati come rifiuti ospedalieri. L'associazione supporta organizzativamente la realizzazione di questa possibilità, ritirando i corpicini, mettendoli in cofanetti bianchi e portandoli al cimitero nella zona speciale del "Giardino degli Angeli", dove vengono sepolti durante una cerimonia funebre. Molte donne che abortiscono per motivi economici o sociali trovano conforto nel sapere che i corpi dei loro bambini ricevono un gesto d'amore. Poiché nomi di genitori o bambini non sono conosciuti, sulle lapidi viene apposta solo la data di sepoltura.
L'associazione offre anche il servizio gratuito "Fede e terapia" per fornire aiuto medico o psicologico alle donne che hanno abortito, per aiutarle a elaborare il lutto, indipendentemente dal fatto che l'aborto sia naturale o procurato.
Le implicazioni teologiche: dal Limbo alla misericordia divina
Tradizionalmente, la teologia cattolica, a partire dal XIII secolo, ha ipotizzato l'esistenza del Limbo, un luogo ai margini del Paradiso destinato alle anime dei bambini morti senza battesimo e delle persone buone decedute prima della resurrezione di Gesù Cristo. Nel Limbo, queste anime non subivano castighi ma, a causa del peccato originale, non potevano accedere al paradiso né godere della visione di Dio. La loro sorte è stata ridefinita con il nuovo Catechismo della Chiesa Cattolica del 1992, che, sostituendo l'eterno Limbo, enfatizza la misericordia di Dio, lasciando sperare in una via di salvezza. Joseph Ratzinger, da cardinale, definì l'idea del Limbo "un'ipotesi teologica", non un dogma.
Il Diritto Canonico, in particolare a partire dal Sinodo di Albenga del 1618, stabiliva che i corpicini dei parti non battezzati non dovessero essere seppelliti in luogo consacrato, ma altrove, lontano dalle grondaie per evitare l'idea che le acque potessero operare il battesimo, e non ai limiti estremi dei cimiteri per sfatare l'opinione che fossero "cristiani a metà". Molti venivano quindi sepolti nei campi come gli animali.
Il folklore europeo: creature tra il mito e la superstizione
Il folklore europeo attribuisce ai bambini non battezzati diverse sembianze e comportamenti, spesso legati a elementi soprannaturali e di timore. Nel folklore italiano, assumono le sembianze di folletti e spiritelli, noti per la loro dispettosità. In Romania, si trasformano in briganti, mentre in Francia si manifestano come fuochi fatui, uccelli e cagnolini urlanti. Nel folklore svedese, i bambini non battezzati, uccisi e nascosti dalle madri, prendono il nome di Myling o Utbörding, fantasmi che vagano sulla terra finché non convincono qualcuno a seppellirli, talvolta aggredendo i passanti notturni. In Norvegia, i myling possono trasformarsi in animali o diventare enormi. Il folklore italiano descrive anche il Municeddhu o Laurieddhu, uno spiritello dispettoso del Salento, alto non più di 40 centimetri, con un caratteristico berretto rosso, che tormenta le persone e gli animali, ma che può essere ammansito rubandogli il cappello, diventando custode di tesori.
Presso diversi popoli slavi, si narra dell'esistenza di un demone chiamato Drekavac o Drek, l'anima furente dei bambini morti senza battesimo, che può assumere le sembianze di un cane nero, un uccello o una volpe, e che infesta cimiteri o case.

I Santuari del Respiro: riti di "doppia morte" per la salvezza eterna
Il timore di negare la salvezza eterna ai figli deceduti senza battesimo ha incoraggiato nei secoli la nascita di rituali riparatori, noti come Santuari à Rèpit o "del respiro", o della "doppia morte". Questi riti, diffusi a partire dal 1300 in Europa, miravano a riportare in vita, per un breve istante, i bambini nati morti, al fine di poterli battezzare e salvarli dalla dannazione. I santuari erano spesso situati in altura, valli o boschi, vicino a corsi d'acqua. Il bambino veniva portato al santuario, dove si implorava il miracolo della resurrezione temporanea attraverso la preghiera. Segni di vita, come piccoli movimenti o rossori, venivano accolti con gioia e seguiti immediatamente dal battesimo. Dopo il battesimo, il bambino si spegneva una seconda volta, pronto per essere accolto nel regno dei cieli. Se il miracolo non avveniva, il bambino veniva sotterrato altrove.
Il rito del respiro avrebbe origini antiche, citato già nel XII secolo da Giraldus Cambrensis nella sua opera "Topographia Hibernica". La pratica era legata anche alla presenza di immagini mariane, poiché i santuari dedicati alla Madonna offrivano la speranza che anche i bambini morti senza battesimo potessero accedere al Paradiso.
Il Battesimo spiegato ai bambini
Normative civili e prassi ospedaliere: la sepoltura dei "prodotti del concepimento"
In Italia, la legislazione in materia di sepoltura dei resti derivanti da interruzioni di gravidanza distingue tra diverse casistiche. L'articolo 7 del Regolamento di polizia mortuaria del 1990 prevede la sepoltura obbligatoria per i bambini nati morti (oltre le 28 settimane) e per i "prodotti abortivi" (tra le 20 e le 28 settimane di gestazione), che vengono interrati in campo comune con permessi rilasciati dall'unità sanitaria locale. I "prodotti del concepimento" (sotto le 20 settimane) sono considerati rifiuti speciali ospedalieri e destinati alla termodistruzione. Tuttavia, in alcune regioni, è possibile la sepoltura anche per i feti di età inferiore alle 20 settimane. In generale, i parenti o chi per essi hanno 24 ore di tempo per presentare domanda di seppellimento. Superato tale termine, se non avviene nessuna richiesta, decade ogni diritto e le associazioni di volontariato intervengono per garantire una degna sepoltura.
L'associazione "Difendere la vita con Maria" (Advcm) ha istituito a Novara il cimitero dei "bambini mai nati", impegnandosi in oltre 200 mila sepolture per dare dignità ai resti abortivi ed evitare che vengano smaltiti come rifiuti speciali. La legge italiana prevede che, in caso di cremazione, le ceneri debbano essere deposte in una tomba. Per quanto riguarda i funerali per le persone non battezzate, il Direttorio diocesano per la celebrazione delle Esequie approvato dall'arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, stabilisce che le esequie religiose siano riservate ai fedeli battezzati e ai catecumeni. È però previsto un momento di preghiera nei saloni parrocchiali, a casa del defunto o in altri luoghi appropriati.