L'Eremo di San Paolo, situato sulla strada di Prabi, rappresenta un magnifico esempio di arte sacra, impreziosito da incantevoli affreschi sia all'interno che all'esterno. Questo è uno dei monumenti più antichi della zona, con la consacrazione dell'altare documentata il 9 aprile 1186. L'eremo si trova lungo l'antica strada che si snoda sulla riva destra del fiume Sarca, un tempo collegamento dal Basso Sarca verso Trento.

Architettura e Struttura
La costruzione dell'Eremo di San Paolo è molto semplice, realizzata in una nicchia naturale sotto una roccia strapiombante. Questa roccia funge sia da parete che in parte da volta della chiesa, che è costituita da un'unica aula, e della stanza attigua, un tempo riservata agli eremiti. L'edificio è completato da un piccolo terrazzino a nord e da una scala in pietra, in parte scavata direttamente nella roccia, che dalla stanza degli eremiti conduce a un vano sottostante. All'interno, solo l'aula della chiesa è affrescata.

Affreschi e Opere d'Arte
L'eremo appare riccamente affrescato, sia all'interno che all'esterno, con raffigurazioni di guerrieri e di immagini sacre tra cui la Madonna, la Crocifissione, l'Ultima Cena e San Paolo. Sugli affreschi sono disseminati anche molti graffiti, risalenti ad epoche diverse, che ricordano per lo più il passaggio di pellegrini. I restauri a cura della Provincia Autonoma di Trento hanno portato alla luce bellissimi affreschi dedicati all'Ultima Cena e alle Storie della vita di San Paolo (all'interno), oltre a figure con gli scudi (che ricordano il castello di Sabbionara) che si trovavano sotto un affresco successivo raffigurante una Madonna con Bambino, S. Cristoforo e S. Paolo, ora traslato più a nord sulla parete per consentire la visione di entrambi. Nell'eremo di San Paolo, come in molte chiese minori, sono presenti numerose iscrizioni di vario interesse, con le più antiche risalenti al Quattrocento, inclusa l'annotazione del 1460 del passaggio di Baldessare conte di Thun.

Storia dell'Eremo
L'Eremo di San Paolo venne consacrato nel 1186, subito dopo l'investitura di Odorico e Francesco d'Arco, figli di Alberto, capostipite della nobile famiglia, quali titolari dell'omonima contea. La fondazione dell'eremo fu voluta direttamente dai conti d'Arco, che si riservarono il diritto di nominare gli eremiti. La sua lunga storia è caratterizzata da vicende alterne di devozione e abbandono. Si narra che nel 1333 vi dimorasse una certa soror Gisla, interrogata nel processo contro l'eretico Dolcino. Nel 1627, come contromisura per arginare l'epidemia di peste, l'eremo fu destinato a luogo di quarantena. Nel Settecento, periodi di abbandono si alternarono a recuperi delle festività, in particolare le messe per la ricorrenza di San Paolo. Nel 1844, la chiesa e il bosco circostante furono acquistati da Gregorio de Althamer, un ricco esponente della borghesia arcense, che fece restaurare lo stabile e ne finanziò le messe. L'uso si prolungò fino al 1950, dopodiché l'eremo cadde in uno stato di abbandono quasi totale fino all'acquisto da parte del Comune di Arco, attuale proprietario, e all'intervento di radicale restauro a cura della Provincia Autonoma di Trento. Testimonianze dell'eremo si trovano anche negli scritti di Rainer Maria Rilke, che in una lettera a Mathilde N. Goudstikker descrive l'eremo e la vista sulla valle in fiore.
San Paolo e il mondo perduto dei primi cristiani - Documentario in italiano sulla Storia - DOC ITA
Informazioni per la Visita
L'esterno dell'Eremo di San Paolo è sempre accessibile, mentre l'interno è di norma chiuso. L'eremo viene aperto in occasione di visite guidate, solitamente in primavera e autunno. Può essere aperto su richiesta per scolaresche e comitive, ma le visite sono consentite solo se accompagnate da sorveglianza. L'assessorato alla cultura del Comune di Arco, grazie alla disponibilità del Gruppo culturale Schützen di Arco, propone periodicamente visite all'eremo.
Indicazioni stradali
Superata la chiesa di Sant’Apollinare, percorrendo l’antica strada che si snoda sulla riva destra del fiume Sarca, s’incontra l’eremo di San Paolo. Una stradina in salita conduce fino al sotto roccia che protegge con la sua volta strapiombante l’eremo.