Prima di addentrarci nell'argomento, è necessario comprendere il significato linguistico del termine "discernimento". Esso è definito come la facoltà di distinguere, di giudicare con acume critico, una valutazione che porta a una scelta. Implica saggezza, buon senso e discrezione.

Nel contesto cristiano, il discernimento spirituale è un tema centrale, ampiamente presente nella Bibbia e praticato fin dai primi secoli. Si tratta di un esercizio di attenzione e di ascolto dello Spirito Santo che agisce nella nostra storia e personalità. È l'ascolto di quella Parola di Dio non scritta, un insieme di intuizioni che formano un progetto complessivo sulla nostra vita. Per conoscerla, è necessaria una libera decisione di intraprendere un "pellegrinaggio del cuore", un cammino impegnativo ma fonte di gioia e consolazione.
Il Discernimento degli Spiriti nella Bibbia
Il "discernimento degli spiriti" è un dono menzionato da Paolo nella prima Lettera ai Corinzi (12:10), dove elenca diverse manifestazioni dello Spirito Santo. Questo dono è l'abilità di discernere, cioè di distinguere il falso dal vero, e si riferisce probabilmente a opere o parole che potrebbero provenire da Dio o meno. La parola "spiriti" in questo contesto è usata anche per la valutazione dei profeti (1 Corinzi 14:29), per determinare se stiano parlando veramente dallo Spirito Santo (vedi anche 1 Tessalonicesi 5:19-21; Ebrei 5:14; 1 Giovanni 5:1-3).
La Bibbia definisce questo carisma come la facoltà di riconoscere e valutare giudiziosamente persone ed eventi alla luce del principio religioso. È un dono gratuito di grazia concesso da Dio per l'edificazione della comunità cristiana.
Diversi testi biblici invitano all'uso del discernimento spirituale:
- Deuteronomio 1:13: "Scegliete dalle vostre tribù degli uomini saggi e dotati di discernimento e di esperienza, e io li costituirò vostri capi."
- Salmo 119:66: "Insegnami giusto discernimento e conoscenza, perché credo nei tuoi comandamenti."
- Proverbi 2:3: "sì se chiedi con forza il discernimento e alzi la tua voce per ottenere intendimento."
- Proverbi 4:1: "Ascoltate, o figli, l’ammaestramento di un padre, e fate attenzione a imparare il discernimento."
- Isaia 40:14: "Con chi si è consultato, perché gli desse intendimento, e gli insegnasse il sentiero della giustizia, gli impartisse conoscenza e gli mostrasse la via del discernimento?"
- Filippesi 1:9: "E per questo prego che il vostro amore abbondi sempre di più in conoscenza e in ogni discernimento."
- Giuda 22: "E abbiate compassione degli uni usando discernimento."
Questi testi sottolineano l'importanza di chiedere a Dio questo dono, poiché Egli dona saggezza a chi gliela chiede (Giacomo 1:5). Avere discernimento significa non solo fare una buona scelta, ma anche evitare di cadere nella trappola del nemico, che può portare a esperienze negative e dolorose.
G. Battista Scaramelli - Il Discernimento degli spiriti /1 - Cosa si intende per «spirito» e …
Tipi di Spiriti da Discernere
Il dono del discernimento degli spiriti consente di distinguere tra diverse origini dei "movimenti" interiori o delle manifestazioni esterne. Il servo di Dio necessita discernimento per tre tipi principali di spiriti:
Lo Spirito Umano
In 1 Tessalonicesi 5:23, leggiamo: "L’intero essere vostro, lo spirito, l’anima e il corpo, sia conservato irreprensibile…" Ebrei 4:12 afferma che "la parola di Dio è vivente e efficace, più affilata di qualunque spada a doppio taglio, e penetrante fino a dividere l’anima dallo spirito…" Sebbene l'anima venga salvata, è lo spirito che nasce dall'alto. Non tutte le "rivelazioni dall'alto" o le "profezie" provengono dallo Spirito Santo; alcune possono derivare semplicemente dallo spirito umano. Queste potrebbero non contenere errori evidenti e persino essere in armonia con le Scritture, ma non rientrano nel piano divino per una data situazione, come nel caso di "furbizie o malizie" scambiate per discernimento spirituale.
Lo Spirito Santo
Il discernimento è cruciale per riconoscere e seguire la guida dello Spirito Santo. A volte, la Sua azione non si manifesta in un combattimento spirituale diretto con spiriti maligni, ma attraverso una chiara unzione e una pacifica risoluzione, come quando le tensioni si dissolvono per la Sua presenza. Discernere lo Spirito Santo significa riconoscere la Sua voce e la Sua opera, anche quando inaspettata, e seguirla.
Gli Spiriti Maligni
Gli spiriti maligni sono una realtà che il credente deve discernere e affrontare. Non si tratta di dare al diavolo una gloria eccessiva, ma di riconoscere che la Bibbia parla di "demonizzato" (Marco 16:17) per indicare una condizione, grave o leggera, derivante dall'attività demoniaca. Gesù comandava ai demoni di tacere e uscire, mostrando autorità. Nel ministero della liberazione, il discernimento degli spiriti è fondamentale per identificare e scacciare gli spiriti impuri, a volte chiamandoli per nome, come fece Gesù con lo "spirito muto e sordo" (Marco 9:25-27) o Paolo con lo spirito di divinazione (Atti 16:16-18).
È importante non dialogare con i demoni, ma esercitare l'autorità nel nome di Gesù. L'assenza di discernimento può portare a schiavitù, come quella derivante da pratiche occulte quali la consultazione di indovini o la lettura di oroscopi, che seminano paura e inganno. Tali esperienze negative devono essere purificate attraverso il sangue di Cristo.
Il Discernimento nella Vita Cristiana Quotidiana
Nella vita cristiana, è necessaria un'attenzione sempre desta nel seguire le vie del Signore. Una coscienza ben formata sente dentro di sé il suggerimento dello Spirito Santo sulla scelta di un comportamento o sulla bontà di un'ispirazione. Il discernimento è indispensabile per la Chiesa, specialmente in tempi di "falsa religiosità", per evitare di essere coinvolti da dottrine umane che si allontanano dalla Parola di Dio.
Il discernimento deriva dalla conoscenza della Parola di Dio, ma non è solo una questione di erudizione intellettuale. Sebbene la conoscenza biblica sia fondamentale per confrontare ogni scelta con la verità divina, il discernimento è un dono spirituale che va oltre la mera applicazione della lettera. "Se ogni scelta che facciamo, la confrontiamo con la Bibbia, sapremo se è giusto o sbagliato. Se invece ci lasciamo trasportare dai nostri piaceri, rischiamo di incappare in errori."
È cruciale non prendere per buone tutte le "rivelazioni dall'alto" senza un attento esame. Restare ancorati alla Parola di Dio, conoscerla e chiedere al Signore questo dono sono passi fondamentali per evitare di dar credito a tutto ciò che si sente, basandosi sui propri sentimenti. La mancanza di tale dono potrebbe portare all'abbandono dell'insegnamento di Dio in favore dei propri scopi o passioni. Come dice Paolo, "Perciò non agite con leggerezza, ma cercate di ben capire quale sia la volontà del Signore" (Efesini 5:17).

Superstizione e Falsi Insegnamenti
Gran parte del popolo ha perso la fede viva, e come conseguenza ha dato spazio alla superstizione, con fiducia quasi illimitata nei maghi, cartomanti, oroscopi e comunicazione con l'aldilà. Le cosiddette "rivelazioni divine" che oggi proliferano nella cristianità devono essere attentamente vagliate con la Parola di Dio scritta. Non importa se chi le proclama è un evangelista famoso o un profeta riconosciuto; il metro per misurare ogni cosa è Dio stesso, che ha dato la Sua Parola come "lampada al mio piede e una luce sul mio sentiero" (Salmo 119:105).
Uno "spirito di menzogna" può intrufolarsi e spacciarsi per messaggero divino, come si vede nel racconto biblico di 1 Re 22:1-28. Il "vangelo della prosperità materiale", ad esempio, può essere un inganno di Satana per sedurre e portare alla delusione. Sebbene Dio possa benedire con abbondanza materiale, non è una promessa universale per tutti i Suoi figli in ogni circostanza (Filippesi 4:10-12; Ebrei 11:37-40).
Allo stesso modo, l'affermazione che la malattia è sempre una mancanza di fede è crudele e non biblica. Avere discernimento significa non formulare giudizi severi nei confronti di chi soffre, riconoscendo che la sofferenza fisica non sempre ha risposte semplici. Il discernimento serve a smascherare ogni manipolazione delle Scritture, preservare la "sana dottrina" e liberare i credenti da ogni forma di seduzione. Giovanni 4:1 esorta: "Carissimi, non crediate a ogni spirito, ma provate gli spiriti per sapere se sono da Dio; perché molti falsi profeti sono sorti nel mondo."
Il Discernimento negli Esercizi Spirituali di Ignazio di Loyola
Una delle forme più complete del discernimento si trova nelle "Regole per il discernimento degli spiriti" di Ignazio di Loyola, strettamente legate alla dinamica degli Esercizi Spirituali. Il discernimento ignaziano assume il significato fondamentale di "cercare e trovare la volontà di Dio nell'organizzazione della propria vita in ordine alla salvezza dell'anima" (ES, n. 1).
I "Movimenti Interiori" (Mociones)
L'uomo, nel cercare di deliberare, avverte l'influsso di emozioni, desideri e paure, che possono facilitare o bloccare il processo. Le "mociones" sono "movimenti interiori" e disordinati che si verificano nell'intreccio inseparabile di ragione, sentimento e volontà. Gli "spiriti" comprendono pensieri, immagini, fantasie, sentimenti e stati d'animo (gioia, tristezza, aridità, ecc.). Ignazio specifica tre modalità fondamentali di pensieri:
- Uno proprio, derivante dalla mia libertà e volontà.
- Uno dallo spirito buono.
- Uno dallo spirito cattivo.
Il lavoro del discernimento richiede di esaminare il corso dei pensieri e degli affetti per individuarne la provenienza, sempre con l'aiuto di una guida spirituale.
Consolazione e Desolazione
Un parametro fondamentale del discernimento ignaziano è l'alternarsi di consolazioni e desolazioni.
La Desolazione
Ignazio definisce la desolazione come "l'oscurità dell'anima, il turbamento interiore, lo stimolo verso le cose basse e terrene, l'inquietudine dovuta a diverse agitazioni e tentazioni: così l'anima si inclina alla sfiducia, è senza speranza e senza amore, e si ritrova pigra, tiepida, triste e come separata dal suo Creatore e Signore" (ES, n. 317).
Durante la desolazione, non bisogna mai fare cambiamenti importanti, ma rimanere saldi nei propositi presi in un tempo di consolazione. La desolazione può servire a:
- Svegliarci dal torpore, ricordandoci che la vita spirituale non è una tecnica, ma una relazione con un Essere Vivente.
- Ricordare la gratuità della grazia, spingendoci a servire e lodare Dio anche senza abbondanti consolazioni.
- Provare la nostra forza e fedeltà, affidandoci alle nostre forze naturali con l'aiuto di Dio.
La Consolazione
La consolazione spirituale è uno "stimolo interiore, per cui l'anima si infiamma di amore per il suo Creatore e Signore, e quindi non può amare nessuna delle realtà di questo mondo per se stessa, ma solo per il Creatore di tutte" (ES, n. 316). Essa include lacrime che portano all'amore del Signore, aumento di speranza, fede e carità, e ogni gioia interiore che stimola alle realtà celesti, donando tranquillità e pace. Non è una mera sensazione, ma un movimento intimo legato al Creatore e fondamento della vita. Tuttavia, anche la consolazione può essere una tentazione se si cerca di possederla, diventandone dipendenti, invece di usarla come un'oasi per rifornirsi e riprendere il cammino.

Criteri di Valutazione dei Pensieri (ES, n. 333)
È fondamentale considerare il corso dei pensieri, specialmente il loro punto di arrivo. Tre criteri riassumono il discernimento ignaziano:
- Intellettuale: Rivedere il percorso narrativo dei pensieri, il principio e soprattutto il punto di arrivo, poiché la bontà del pensiero si riconosce dai suoi frutti (Matteo 7:16-20).
- Affettivo: Valutare se il pensiero "inquieta, turba, fiacca, toglie la pace". Se porta pace e tranquillità, è un segno dello spirito buono; se indebolisce, rende inquieti o agita, proviene dallo spirito cattivo.
Inoltre, sono essenziali il confronto con la Parola di Dio e la dottrina della Chiesa, insieme all'accompagnamento spirituale, per purificare le emozioni e fare chiarezza.
Sviluppare il Discernimento
Il discernimento è un dono silenzioso, non attira la ribalta come la profezia o i miracoli, ma è altrettanto indispensabile. Esso si sviluppa attraverso:
- Una vita di preghiera profonda, che ci mette in condizione di riconoscere la voce del Signore (Giovanni 10:2-5).
- La conoscenza della Parola di Dio: "Se ogni scelta che facciamo, la confrontiamo con la Bibbia, sapremo se è giusto o sbagliato."
- La ricerca di saggezza attraverso la preghiera (Giacomo 1:5).
- La disponibilità a lasciarsi guidare dallo Spirito Santo e dai direttori spirituali.
L'assenza di discernimento spirituale è un grave pericolo. Dobbiamo sempre pregare affinché Dio ci dia discernimento, e affinché coloro a cui è affidato il ministero della Parola siano "sotto quell'unzione" che ci fa conoscere e discernere ogni cosa.
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