Omelie e Celebrazioni per la Guardia di Finanza: Un Impegno tra Fede e Servizio

Le celebrazioni eucaristiche dedicate alla Guardia di Finanza rappresentano un momento significativo di riflessione e spiritualità, unendo fede e l'impegno quotidiano nel servizio allo Stato. Questi appuntamenti, spesso in preparazione a importanti festività o in occasione della festa di San Matteo Apostolo ed Evangelista, patrono del Corpo, vedono la partecipazione di autorità civili e militari, che si ritrovano per onorare il sacrificio e la dedizione delle Fiamme Gialle.

Il Significato della Celebrazione per i Finanzieri

In questi eventi, le omelie dei celebranti pongono l'accento sui valori cristiani e sull'esemplarità della missione dei finanzieri, spesso richiamando immagini bibliche e la figura del loro patrono.

San Matteo, Patrono e Modello

San Matteo, apostolo ed evangelista, nato in Galilea e di professione esattore delle tasse, è stato proclamato patrono del Corpo nel 1934. Tale riconoscimento, avvenuto con documento papale a firma del Cardinale Eugenio Pacelli (futuro Papa Pio XII), aveva l'auspicio che tutti gli appartenenti al Corpo potessero, sul suo esempio, unire l'esercizio fedele del dovere verso lo Stato con la fedele sequela di Cristo.

L'episodio di Gesù che vede Matteo e lo chiama tra gli apostoli (Mt 9,9-13) è un punto centrale di riflessione. L'evangelista stesso ci si presenta «seduto», in una posizione di comodità e sicurezza, senza mettere in discussione il suo operato. Al contrario, Gesù è presentato in cammino: «mentre andava via». Questo crea una sproporzione evidente: il Maestro in piedi, in movimento; Matteo in un atteggiamento magisteriale. Ma è lo sguardo di Gesù che dona a Matteo la luce per capirsi e la forza per alzarsi, alludendo a una nuova vita, una risurrezione. E la risurrezione di uno sarà nuova vita per molti, per i «tanti peccatori» che accorrono nella sua casa, incoraggiati dal suo cambiamento. Anche nella casa, Matteo tornerà a stare seduto, ma questa volta «a tavola» con gli altri, a condividere il pasto. Questo percorso simboleggia il cambiamento radicale e il rinnovato servizio.

Icona di San Matteo Apostolo, patrono della Guardia di Finanza

La Parabola del Pastore e la Ricerca del "Perduto"

Un'immagine ricorrente nelle omelie è quella biblica di Dio come pastore che va alla ricerca delle pecore smarrite, come ci ricorda il profeta Isaia. Anche Gesù recupera questa immagine, formulando un insegnamento paradossale: «Se un uomo ha cento pecore e una di loro si smarrisce, non lascerà le novantanove sui monti e andrà a cercare quella che si è smarrita?». Questo interrogativo, che ai contemporanei di Gesù poteva apparire assurdo, rivela il cuore di Dio, che non fa differenze di persone o situazioni. Dio sceglie di celare la sua potenza per recuperare ciò che è debole, una "discesa" che inizia con il Natale e trova il suo compimento nella passione, morte e risurrezione di Gesù. In un tempo in cui non si poteva rappresentare la croce, i primi cristiani rappresentavano il pastore come sintesi del loro credo, manifestazione di un Dio che si immischia nelle precarietà umane per portare pace e sicurezza. Questo ci ricorda il significato profondo del presepe e della costante presenza di un Dio che non è lontano, né indifferente alle preoccupazioni degli uomini.

Illustrazione della parabola del buon pastore

Il Servizio Silenzioso e la Costruzione del Regno di Dio

Siamo tutti chiamati ad essere artefici della costruzione del Regno di Dio, un Regno di pace, di amore e di giustizia. La citazione di Isaia, «nel deserto [...] preparate la via al Signore, spianate nella steppa la strada per il nostro Dio», risuona come un invito all'azione. Leone XIV ci ricorda che "non si nasce professionisti" e che l'amore cristiano supera ogni barriera, avvicina i lontani, accomuna gli estranei, rende familiari i nemici, valica abissi umanamente insuperabili ed entra nelle pieghe più nascoste della società. Il servizio, tante volte, richiede soluzioni per ostacoli e sfide complesse, e la ricerca dell'umanità smarrita può diventare difficoltosa a causa di impedimenti di vario genere.

Vengono lodati coloro «che non si notano, che non si nominano, che non cercano medaglie e onori, ma che svolgono il loro lavoro, con onestà e dedizione, a servizio dello Stato e della comunità». Questi uomini e donne, che hanno dentro un principio di moralità e rispondono alla propria coscienza, non hanno bisogno di essere sorvegliati o controllati per svolgere bene il loro dovere. In divisa sono riconoscibili: per gli onesti come presenza rassicurante, per i trasgressori come un avvertimento e un contrasto all'illegalità. Sono coloro «che ci sono sempre, quelli che distribuiscono il pane e raccolgono i pezzi avanzati, quelli di buon comando, quelli che portano i bambini a Gesù e si prendono il rimprovero dei discepoli importanti». Non inseguono la visibilità, non amano i primi posti, non discutono su chi sia il più grande, non pretendono riconoscimenti, ma dicono: «abbiamo fatto quello che dovevamo fare, siamo qui solo per servire e già questo è un grande onore».

Omelie e Riflessioni dai Vescovi

L'Omelia di Monsignor Delpini a Milano

Nell'omelia pronunciata nella storica Caserma “Cinque Giornate” di Milano, l'Arcivescovo di Milano, Monsignor Mario Delpini, ha ricordato la conversione di San Matteo, sottolineando l'importanza di quei discepoli «che non si notano e non si nominano, eppure che sono così necessari per la comunità cristiana e la società». Egli ha evidenziato come uomini e donne a servizio dello Stato e della comunità, con un forte principio di moralità, rispondano alla propria coscienza e non abbiano bisogno di controlli per fare bene il loro dovere. Eppure, questi stessi uomini e donne sono individuabili, portando un tratto che li distingue: «In divisa sono riconoscibili, per gli onesti come presenza rassicurante, per i trasgressori sono un avvertimento e contrastano l’illegalità».

L' omelia di mons. Delpini per la Celebrazione eucaristica per i Giubilei di religiose e religiosi

Le Tre Parole Guida del Cardinale Battaglia a Napoli

In occasione della ricorrenza di San Matteo Apostolo ed Evangelista, il Cardinale Domenico Battaglia, Arcivescovo metropolita di Napoli, ha presieduto la solenne celebrazione nella cattedrale metropolitana di Santa Maria Assunta. Davanti a oltre trecento appartenenti alla GdF, il Cardinale ha affidato tre parole guida da custodire e vivere ogni giorno: vocazione, spiritualità e abbraccio. Ha esordito ricordando: «C’è sempre speranza, perché nessuna vita coincide con i propri errori», sottolineando come la vocazione non sia esclusiva di sacerdoti o consacrati, ma rappresenti la chiamata che ciascuno riceve nello scegliere come vivere la propria esistenza, nel lavoro, nella missione o nel servizio.

La spiritualità, ha aggiunto, «non è un concetto astratto, ma il sistema che regge le tue scelte, la forza che ti impedisce di rassegnarti, la fedeltà a ciò che conta davvero. È il coraggio di scegliere l’umano contro ciò che è disumano». Infine, il Cardinale ha richiamato il valore dell'abbraccio: «Oggi abbiamo tutti bisogno di un abbraccio. L’abbraccio è l’inizio di qualcosa di nuovo, è il segno che nessuno è davvero solo». Al termine della Celebrazione Eucaristica, il Cardinal Battaglia ha rivolto un saluto e un apprezzamento al Generale di Brigata Paolo Borrelli, Comandante Provinciale di Napoli della Guardia di Finanza, ringraziandolo per l'ottimo lavoro e augurandogli un cammino ricco di frutti nel nuovo incarico, per le grandi doti di umanità, professionalità e instancabile servizio allo Stato dimostrate. Il Sacro Rito si è concluso con la benedizione impartita con l'ampolla del sangue di San Gennaro.

Fotografia del Cardinale Domenico Battaglia durante una celebrazione

La Riflessione di Monsignor Marcianò a Roma

Nella Basilica di San Giovanni in Laterano a Roma, l'Ordinario Militare, Monsignor Santo Marcianò, ha presieduto la Messa solenne per la festa di San Matteo. Nell'omelia, partendo dall'episodio della chiamata di Matteo, ha sottolineato come Cristo continui a passare per le strade degli uomini, anche oggi che «le strade umane sembrano a volte confuse, sbagliate, inaridite, contorte». Ha descritto le strade insicure per la violenza, disordinate o sporche per incuria, affollate di traffico, avvelenate di smog, devastate da calamità naturali e dalla mano dell'uomo, o ancora «controllate» da poteri criminali, occupate dal traffico di stupefacenti, o svuotate dalla guerra e invase dalla povertà di profughi.

Proprio queste vie irte di pericoli, ha proseguito il vescovo, devono essere percorse da chi si batte per la giustizia sociale e contro la corruzione, come il Corpo della Guardia di Finanza. «Quanto vario e ricco è il vostro impegno e quanto vi compromette nelle strade degli uomini, spesso esponendovi al pericolo e al rischio ma, al contempo, delineandosi come strada di speranza per molti! Strada che sottrae all’indifferenza, come il Vangelo chiede di fare». Ha aggiunto che la giustizia che regola la gestione economica e finanziaria di un Paese non deve partire dallo «stare seduti, comodi, in scrivanie in cui esclusivamente si riscuote, magari nella corruzione come gli esattori del tempo di Gesù». L'impegno per la giustizia sociale e per un'eguale dignità a ogni individuo «è il compito di uno stato giusto, ed è vostro compito, carissimi uomini e donne della Guardia di Finanza. Un servizio, il vostro, che si svolge con un atteggiamento di “guardia”, ovvero di custodia, di protezione, di difesa».

Il Messaggio di Monsignor Solmi a Parma

Nella Chiesa del “Corpus Domini” di Parma si è svolta la celebrazione della Santa Messa in occasione della festa liturgica di San Matteo Apostolo. L'omelia di Sua Eccellenza Mons. Enrico Solmi, Vescovo di Parma, ha rappresentato un importante momento di riflessione per le Fiamme Gialle di Parma, poiché, con le sue parole, ha mostrato il volto cristiano e, ancora di più, umano della missione alla quale gli appartenenti al Corpo sono chiamati. La funzione si è conclusa con la lettura della preghiera del finanziere, seguita dai ringraziamenti del Comandante Provinciale al Vescovo per la costante vicinanza riservata alle Fiamme Gialle parmensi, alle Autorità presenti e a tutto il personale del Corpo e le loro famiglie. È stata inoltre espressa profonda gratitudine alla Parrocchia del “Corpus Domini” che da anni si prodiga nell’aiuto di fasce più bisognose e nell’ascolto di giovani in situazioni di disagio.

Interventi e Ringraziamenti

Al termine di queste celebrazioni, gli interventi delle autorità militari sottolineano il profondo legame tra la Guardia di Finanza e la comunità, richiamando l'importanza del servizio e dei valori condivisi.

Al termine della celebrazione a Milano, la recita corale della Preghiera del Finanziere ha preceduto il ringraziamento finale del Generale Fabrizio Carrarini, Comandante Interregionale dell'Italia Nord Occidentale: «Questa cerimonia, arricchita dalla presenza di autorità civili e militari, conferma il legame profondo che unisce noi Finanzieri e la città di Milano, le sue istituzioni e la sua gente. Storia e simboli che, come un filo invisibile, si intrecciano nel corso dei secoli e che hanno scritto alcune delle pagine più avvincenti della storia nazionale». Il Generale ha aggiunto che «i valori cristiani di San Matteo sono anche quelli degli appartenenti al Corpo. La carità e l’amore, nel nostro lavoro, corrispondono alla solidarietà e alla giustizia, la potenza della fede richiama la consapevolezza dei nostri doveri, i valori della speranza coincidono con l’aspirazione a realizzare una società più equa, più giusta e più attenta alle persone, specie le più deboli e bisognose».

A Napoli, a seguire la celebrazione, ha preso la parola il Generale di Corpo d’Armata Francesco Greco, Comandante Interregionale dell’Italia Meridionale della Guardia di Finanza, che ha voluto ribadire il senso della vocazione al servizio: «Ogni giorno i nostri uomini e le nostre donne lavorano e si sacrificano per rappresentare lo spirito di servizio che ci unisce. È un impegno costante, che chiede dedizione ma che restituisce anche la gioia di sentirsi parte di qualcosa di più grande». Il Generale ha quindi rivolto un pensiero di gratitudine ai militari e alle loro famiglie, sottolineando il sacrificio e l'impegno che caratterizzano la missione delle Fiamme Gialle.

Cerimonia militare con finanzieri in divisa

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