La Settimana Santa a Taranto rappresenta un'esperienza spirituale e culturale di grande intensità, un evento che coinvolge profondamente l'anima della città e dei suoi abitanti, attirando anche turisti e curiosi. Questa antica tradizione cattolica, tramandata da secoli, trasforma Taranto, la città dei due mari, in un palcoscenico di fede e devozione.
Le Confraternite e il Cuore della Tradizione
Il cuore pulsante della Settimana Santa tarantina risiede nelle sue Confraternite, istituzioni antiche dove l'appartenenza è un marchio d'onore tramandato di generazione in generazione. Due sono le principali confraternite che animano la devozione cittadina:
- Confraternita di Maria SS. Addolorata e San Domenico: Situata nella Città Vecchia, questa confraternita è responsabile del suggestivo pellegrinaggio notturno che ha inizio allo scoccare della mezzanotte tra il Giovedì e il Venerdì Santo.
- Arciconfraternita del Carmine: Ubicata nel Borgo Nuovo, organizza la solenne Processione dei Misteri nel pomeriggio del Venerdì Santo.
L'appartenenza a queste pie sodalizi è un legame profondo che unisce il passato al presente, mantenendo viva una ritualità che affonda le radici nella storia.
La Domenica delle Palme: Il Rito dell'Asta e l'Onore di Portare i Simulacri
Un momento di particolare fascino e devozione si celebra la Domenica delle Palme con l'ormai tradizionale asta delle statue, conosciuta anche come "gare". Durante questo evento, i confratelli offrono somme di denaro significative, interamente devolute in beneficenza, per aggiudicarsi l'onore di portare in spalla i sacri simulacri durante le processioni. Tra le opere d'arte più preziose che sfilano, spiccano quelle realizzate nel 1901 dal maestro cartapestaio Giuseppe Manzo, tra cui spiccano Gesù alla Colonna e L'Ecce Homo.
Le offerte, pronunciate a voce alta come in una vera e propria asta, sono diventate negli anni considerevoli. Le somme raccolte vengono impiegate per diverse finalità: retribuire le bande musicali che accompagnano le processioni con le loro marce funebri, finanziare il restauro delle statue, provvedere alla manutenzione della cappella cimiteriale e sostenere opere pie. La tradizione dell'asta ha origini antiche, con i confratelli che inizialmente utilizzavano i propri risparmi per partecipare.

I "Perdoni" e il Pellegrinaggio nei Sepolcri
Un altro elemento distintivo della Settimana Santa tarantina è rappresentato dai "perdoni" (in dialetto tarantino, perdune). Questi confratelli, che simboleggiano i pellegrini in visita a Roma per ottenere il perdono divino, compiono un pellegrinaggio nei Sepolcri nel pomeriggio del Giovedì Santo. Escano in coppia, rigorosamente incappucciati e a piedi nudi, percorrendo le vie della città e sostando in ogni sepolcro allestito nelle chiese.
Un momento particolare si verifica quando i confratelli si incrociano per strada: avviene u salamelicche, una sorta di saluto e riverenza reciproca che prevede il tolto del cappello e l'avvicinamento di rosari e medaglieri al petto.
L'ultima coppia di confratelli che esce dalla Chiesa del Carmine, nota come u serrachiese, ha il compito di "serrare" le chiese per la notte, chiudendo simbolicamente questo momento di devozione. I perdoni rientrano poi presso la Chiesa del Carmine entro la mezzanotte del Giovedì.

La Processione dell'Addolorata: Tra Dolore e Speranza
La tradizione narra che la nascita delle due principali processioni risalga al 1703, quando Don Diego Calò ordinò da Napoli le statue del Cristo Morto e della Madonna Addolorata. Queste statue furono inizialmente collocate in una cappella gentilizia, e da allora Don Diego Calò radunò le confraternite per la processione del Venerdì Santo, alle quali si aggiunsero negli anni successivi altri simulacri raffiguranti i momenti salienti della Passione e della Morte di Gesù.
La processione dell'Addolorata, guidata dal troccolante, lascia la Chiesa di San Domenico alla mezzanotte tra il Giovedì e il Venerdì Santo. All'uscita dalla chiesa, la statua della Vergine, rivestita di un lungo abito nero, con un fazzoletto bianco in mano destra e un cuore nella sinistra, viene salutata dall'esecuzione della Marcia Funebre “A Gravame”, dedicata a un giovane musicista scomparso prematuramente.
Questa processione si conclude nel pomeriggio del Venerdì Santo, per permettere l'avvio della seconda grande processione.
La Processione dei Misteri: La Passione di Cristo in Scena
Nel pomeriggio del Venerdì Santo, alle ore 17:00, dalla Chiesa del Carmine prende il via la solenne Processione dei Misteri. In questa sfilata vengono portati in processione i simulacri che rappresentano i momenti più significativi della Passione di Gesù. L'atmosfera è carica di commozione e profonda spiritualità, culminando con il rientro della processione.
Il momento più struggente è segnato dal Troccolante, colui che apre il corteo suonando la troccola. Egli bussa tre volte con il suo bastone (bordone) sul portone chiuso della Chiesa del Carmine, sancendo la fine del dolore e della processione stessa. Il suo rientro, con un dondolio lento ed esasperato del corpo, noto come nazzecata, è diventato un passo tipico dei "perdune" e un simbolo della chiusura dei riti.
Il ritorno della processione dei Misteri alla Chiesa del Carmine avviene all'alba del sabato, solitamente intorno alle 7:00 del mattino. La curiosità vuole che il troccolante della processione dei Misteri venga incappucciato solo dopo aver varcato il sagrato della Chiesa del Carmine, e successivamente gli viene posto il cappello.
Il Sabato Santo: Malinconia e Riflessione
Il Sabato Santo è pervaso da un velo di malinconia e commozione. I "perdune" e la gente avvertono la consapevolezza che i riti della Settimana Santa stanno giungendo al termine. L'ultima nazzecata rappresenta il simbolo della fine di queste intense processioni e il ritorno alla vita quotidiana.
In passato, la mattina del Sabato Santo, le nonne, le madri e i bambini si affacciavano ai balconi e spalancavano le finestre per far entrare nelle case la "luce della Resurrezione". Ogni lavoro veniva sospeso, i contadini nelle campagne si segnavano e i pescatori agitavano fazzoletti dalle loro imbarcazioni.
Programma delle Celebrazioni (Anni Recenti)
Le celebrazioni della Settimana Santa a Taranto sono scandite da un programma preciso, guidato dall'Arciconfraternita Madonna del Carmine:
Giovedì Santo
- 14:45 - Saluto delle prime poste del pellegrinaggio alla croce dei misteri, con indirizzo spirituale e saluto del padre spirituale e del priore.
- 15:00 - Uscita delle poste del pellegrinaggio.
- 16:30 - Messa in Coena Domini e processione eucaristica.
- 17:00 - Tradizionale giro dell'associazione musicale "M. Lufrano" di Triggiano (BA), diretta dal M° Filippo Davide Abbinante, con l'esecuzione delle marce funebri.
Venerdì Santo
- 11:00 - Celebrazione liturgica e adorazione della croce.
- 16:30 - Rito di consegna della troccola.
- 17:00 - Processione dei sacri misteri.
- 19:15 - Allocuzione di Sua Eccellenza Mons. [...]
Le date specifiche delle processioni variano annualmente in base al calendario liturgico. Ad esempio, negli anni recenti, la processione dell'Addolorata ha avuto luogo tra la mezzanotte di Giovedì 2 e la mattina di Venerdì 3 aprile, mentre la Processione dei Misteri è partita alle 17:00 del Venerdì Santo, per rientrare solo all'alba del sabato.
Misure di Sicurezza e Viabilità
In occasione dei Riti della Settimana Santa, il Comune di Taranto adotta specifiche misure di regolamentazione della circolazione e della sosta dei veicoli per garantire sicurezza, ordine pubblico e il rispetto delle celebrazioni religiose. La Polizia Locale predispone anche contributi video esplicativi per illustrare le modifiche alla viabilità e i percorsi alternativi.
L'organizzazione di questi eventi complessi richiede una pianificazione attenta per permettere sia lo svolgimento dei riti sacri che la fruizione da parte del pubblico, inclusi eventi collaterali come la visita della Nave Scuola "Amerigo Vespucci".
Un'Esperienza Indimenticabile
La Settimana Santa a Taranto è un'immersione in una tradizione che mostra il vero volto degli abitanti: coraggiosi, fieri di tanta bellezza e originalità, nel rispetto di un rito suggestivo. Per chi non ha mai vissuto questa esperienza tra il mistico e il visionario, si potrebbe riprendere il detto: "Natale con i tuoi, Pasqua a Taranto". La Puglia, in generale, offre una straordinaria varietà di Riti pasquali, e Taranto si distingue per il modo intenso con cui vive le processioni del Triduo Pasquale, conosciute come 'Misteri'.