Origini e Trasformazioni
Il tempio, le cui origini risalgono al XVI secolo, era originariamente denominato solo Corpo di Cristo. Nel 1584, il titolo si arricchì con quello di SS. Rosario, in seguito al trasferimento della confraternita del Rosario presso la chiesa di Santa Maria La Nova.
L'attuale impianto, a croce latina con cappelle laterali, è il risultato di una profonda ristrutturazione avvenuta nel XVIII secolo. Durante questo periodo, l'edificio fu ricostruito con una facciata in stile barocco, che richiama quella in piperno della chiesa napoletana del SS. Corpo del Signore, nota come Santa Maria Maddalena dei Pazzi.
Il portale è impreziosito da un festone di fiori e frutti in stucco, sormontato da una lunetta contenente un affresco del Corpo di Cristo di autore ignoto.
Opere d'Arte e Arredi Sacri
Ai lati del presbiterio, recentemente restaurati, si ammirano una raffigurazione dell'Annunciazione del XVII secolo e una rappresentazione dell'Immacolata Concezione tra Santa Lucia e Sant'Aniello.
Nella prima cappella a sinistra, spicca la tabula lignea con il Corpo e il Sangue di Cristo, opera di Decio Tramontano risalente alla fine del XVI secolo.
La statua della Madonna delle Grazie sovrasta l'altare centrale, realizzato in marmi policromi e commessi del XVIII secolo, simile a quelli presenti nelle cappelle laterali.
Tra le opere di notevole importanza si annoverano una pergamena del XVI secolo, attestante la fondazione della Confraternita del Rosario, il busto ligneo policromo della Madonna delle Grazie del XVI secolo e un Cristo dipinto su crocifisso del XVI secolo.
È possibile ammirare, inoltre, le statue di Sant'Anna e la Vergine bambina, dell'Addolorata, di San Antonio, di San Sebastiano, di Santa Lucia, di San Francesco e di Cristo morto.

Storia della Parrocchia e dell'Ordine Domenicano
La storia della Parrocchia Maria SS. del Rosario è strettamente legata all'attività dei Padri Domenicani. L'11 febbraio 1957, l'Arcivescovo di Bari, Mons. Enrico Nicodemo, istituì la nuova Parrocchia Maria SS. del Rosario e ne affidò la cura ai Padri Domenicani del convento di S. Domenico.
Nell'intraprendere l'attività pastorale, i Frati Predicatori vollero ispirarsi a Domenico e Caterina, che ai piedi di Maria e di suo Figlio ricevettero il messaggio evangelico del Rosario. Questa spiritualità si riflette nell'immagine di Maria assisa in trono, che domina l'interno del tempio, simbolo della Madre di Dio e Madre della Chiesa.
La consegna del Rosario a Domenico e Caterina assume il significato della consegna di un mandato, incarnando l'essenza della spiritualità domenicana: contemplata aliis tradere (contemplare per trasmettere agli altri). Questo principio ha guidato l'Ordine nel rivedere, ristrutturare e attuare progetti sempre più realistici e concreti.

Dopo 25 anni di lavoro pastorale, l'Ordine decise di interrompere il servizio presso la Parrocchia, una scelta sofferta ma necessaria per rispondere alle esigenze della Chiesa universale. I Frati hanno lasciato ai fedeli l'invito a continuare a meditare il Rosario e ad aiutare chi verrà dopo di loro.
La Vicenda del Convento di San Domenico
La dispersione degli Ordini Religiosi nel 1809, a seguito delle leggi eversive napoleoniche, costrinse i Frati Predicatori ad abbandonare la chiesa e il convento di S. Domenico a Bari.
Nel 1820, Ferdinando I cedette loro il complesso della Chiesa di S. Francesco da Paola con l'annesso convento. In questo contesto di ripresa religiosa, nel 1844, un gruppo di fedeli chiese di fondare una confraternita sotto il titolo di S. Domenico, dipendente dal convento di S. Francesco.
Lo stretto legame con l'Ordine Domenicano portò al passaggio dei privilegi della confraternita del Rosario di S. Domenico a quella di S. Domenico in S. Francesco. La rivalità tra le due confraternite sfociò anche in tentativi di impedire la celebrazione della festa del SS. Rosario.
Nel 1846, un incendio distrusse completamente la chiesa di S. Francesco. Le cause del disastro, purtroppo, non sono state accertate con certezza, ma alcune voci senza fondamento hanno collegato l'evento a questa rivalità.

Ricostruzione e Nuove Comunità Domenicane
Nonostante le difficoltà, i frati non si arresero. I lavori di ricostruzione della chiesa, iniziati con fervore, proseguirono a rilento a causa della precarietà dei fondi e furono sospesi nel 1852.
Nel 1857, il P. Provinciale, fr. Costantino Rossini, decise di sciogliere la comunità dei frati, che fu posta alle dipendenze della comunità di Trani.
Nell'estate del 1858, grazie a offerte e prestiti, la chiesa fu completata e nel 1864 i lavori di rifinitura poterono considerarsi ultimati. Tuttavia, un decreto governativo del 26 aprile 1864 obbligò i frati ad abbandonare il convento per farne un asilo.
La presenza domenicana fu comunque assicurata dalla generosità dei confratelli, che nominarono fr. Camillo Sabatelli direttore spirituale già dal 1865 e contribuirono all'affitto di un alloggio per alcuni frati.
Ulteriori complicazioni ritardarono la ricostruzione della chiesa. Il 26 aprile 1891, la chiesa fu chiusa per la caduta di stucchi dalla volta. Il 24 ottobre 1897, Mons. Antonio Lamberti consacrò solennemente la Chiesa.
Il P. De Torna documenta una storia movimentata della chiesa, segnata da contese tra la congrega e la curia arcivescovile di Bari, spesso rappresentata dall'Arcivescovo Mons. Giulio Vaccaro, riguardo al funzionamento della Parrocchia.

La congrega lottava per rivendicare il libero esercizio del culto, mentre faceva pressione per l'istituzione di un convento domenicano a Bari. Nel 1911, si stabilì una comunità di sei religiosi presso la chiesa di S. Francesco.
I rapporti tra la congrega, i frati, il parroco e la curia non furono sempre facili, segnati da gelosie e pettegolezzi. Tuttavia, emersero figure autentiche come il P. Pio Scognamiglio e la Signorina Bina Morfini, che contribuirono a rendere questi anni i più fiorenti per la Parrocchia e il convento.
Grazie a queste figure, la chiesa di S. Francesco divenne un centro nevralgico della vita religiosa e culturale di Bari, con la fondazione della locale F.U.C.I. e l'azione dell'Oratorio "Sacro Cuore".
La Chiesa di Santa Maria del Rosario a Roma
A Roma, la chiesa parrocchiale di Santa Maria del Rosario nel quartiere Prati, gioiello del neogotico italiano del '900, si trova a pochi passi dal Vaticano.
La sua storia inizia nel 1641 con una piccola cappella dedicata alla Madonna del Rosario e della Febbre, voluta dal letterato Giovanni Vittorio De Rossi. Nel 1651, con un lascito dello stesso De Rossi, iniziarono i lavori per una vera chiesa, il Santissimo Rosario in Monte Mario, completata nel 1700 su progetto di Camillo Arcucci.
Nel 1828, la chiesa e l'annesso convento furono affidati ai Padri Domenicani, diventando parrocchia. Con l'aumento della popolazione, sorse la necessità di un nuovo luogo di culto. Nel 1898, fu posta la prima pietra per la chiesa di Santa Maria del Rosario in Via Leone IV, nel quartiere Prati.
Nel 1912, Papa Pio X contribuì alla costruzione dell'attuale chiesa, situata in Via degli Scipioni, con uno stile gotico italiano che richiama i grandi edifici dell'Ordine.
La posa della prima pietra avvenne il 13 novembre 1911. La chiesa, lunga 44 metri, larga 24,50 e alta 22 metri nella navata centrale, presenta un magnifico rosone e un mosaico nella lunetta.
L'interno a tre navate è suddiviso da grandi pilastri bicromi e cinque arcate. Sull'altare absidale si trova un trittico di Raffaele Gagliardi raffigurante la Vergine del Rosario, con San Domenico di Guzman e Santa Caterina da Siena. L'abside è impreziosita da tre vetrate policrome che creano suggestivi effetti di luce.
Il 25 giugno 1916, la chiesa fu consacrata, diventando un segno di pace in un periodo segnato dalla Prima Guerra Mondiale.
SANTO ROSARIO DALLA BASILICA SANT'ANDREA DELLE FRATTE IN ROMA DOMENICA 9 MAGGIO 2021
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