Introduzione e Contesto Storico
L'Esortazione Apostolica post-sinodale "Ecclesia in Africa" del Santo Padre Giovanni Paolo II, intitolata "Circa la Chiesa in Africa e la sua missione evangelizzatrice verso l'Anno 2000", rappresenta un documento fondamentale per la Chiesa nel continente. La Chiesa che è in Africa ha celebrato con gioia e speranza, durante quattro settimane, la sua fede in Cristo risorto, nel corso di un'Assemblea speciale del Sinodo dei Vescovi. Vivo ne resta ancora il ricordo nella memoria dell'intera comunità ecclesiale.
Fedeli alla tradizione dei primi secoli del cristianesimo in Africa, i Pastori di questo continente, in comunione con il Successore dell'apostolo Pietro ed i membri del Collegio episcopale venuti da altre regioni del mondo, hanno tenuto un Sinodo che s'è posto come evento di speranza e di risurrezione, nel momento stesso in cui le vicende umane sembravano piuttosto spingere l'Africa allo scoraggiamento e alla disperazione. I Padri sinodali hanno sottoposto ad un esame approfondito e realistico le luci e le ombre, le sfide e le prospettive dell'evangelizzazione in Africa, all'approssimarsi del terzo millennio della fede cristiana. I membri dell'Assemblea sinodale hanno domandato al Pontefice di portare a conoscenza di tutta la Chiesa i frutti delle loro riflessioni e dei loro scambi.
Il Percorso verso il Sinodo Africano
Il Concilio Ecumenico Vaticano II può certamente considerarsi la pietra angolare di questo secolo. Nel contesto di quel grande avvenimento, la Chiesa di Dio che è in Africa poté vivere autentici momenti di grazia. L'idea di un incontro dei Vescovi dell'Africa per discutere circa l'evangelizzazione del continente risale proprio al periodo del Concilio, che fu un crogiuolo di collegialità e un'espressione peculiare della comunione dell'episcopato mondiale.
In tale clima, i Vescovi dell'Africa e del Madagascar, presenti al Concilio, decisero d'istituire un proprio Segretariato Generale col compito di coordinare i loro interventi, così da presentare un punto di vista comune. Questo avvenne prima della storica visita del Papa Paolo VI in Uganda nel luglio-agosto del 1969, la prima visita in Africa di un Pontefice dei tempi moderni.
Le Assemblee generali del Sinodo dei Vescovi, succedutesi periodicamente dal 1967 in poi, offrirono alla Chiesa in Africa preziose opportunità di far sentire la propria voce. In particolare, la terza Assemblea generale ordinaria sull'evangelizzazione nel mondo contemporaneo (1974) permise di prendere in esame i problemi dell'evangelizzazione in Africa. In tale circostanza, i Vescovi del continente pubblicarono un messaggio intitolato "Promozione dell'evangelizzazione nella corresponsabilità".
Successivamente, dal 1977 al 1983, vari Vescovi, sacerdoti, persone consacrate, teologi e laici espressero il desiderio di un Concilio o di un Sinodo africano per fare il punto sull'evangelizzazione. Giovanni Paolo II accolse con favore e incoraggiò l'idea di una "concertazione nell'una o nell'altra forma" dell'intero episcopato africano. Fu organizzata una consultazione delle Conferenze episcopali e di ciascun Vescovo dell'Africa e del Madagascar, in seguito alla quale il Papa poté convocare un'Assemblea speciale per l'Africa del Sinodo dei Vescovi. Il 6 gennaio 1989, nella solennità dell'Epifania, annunciò questa "iniziativa di grande importanza per la diffusione del Vangelo", accogliendo l'istanza dei Vescovi africani "perché sia promossa un'organica solidarietà pastorale nell'intero territorio africano ed isole attigue".

Un Evento di Grazia e Speranza
L'Assemblea speciale per l'Africa del Sinodo dei Vescovi è stata un momento storico di grazia: il Signore ha visitato il suo popolo che è in Africa. Questo continente vive oggi un segno dei tempi, un momento propizio, un giorno di salvezza. Sembra giunta un'"ora dell'Africa", un'ora favorevole che invita i messaggeri di Cristo a prendere il largo e a gettare le reti per la pesca. La Chiesa in Africa, piena di gioia e di riconoscenza per la fede ricevuta, deve proseguire la sua missione evangelizzatrice.
A partire dalla solenne liturgia eucaristica inaugurale, celebrata il 10 aprile 1994 nella Basilica Vaticana, la Chiesa, Famiglia di Dio, popolo dei credenti, si è raccolta attorno alla tomba di Pietro. Era presente l'Africa con la varietà dei suoi riti, danzando la sua gioia ed esprimendo la sua fede nella vita al suono dei tam-tam e di altri strumenti musicali africani. In tale occasione, l'Africa ha sentito di essere, secondo l'espressione di Paolo VI, "nuova patria di Cristo". Giovanni Paolo II salutò quel momento di grazia con le parole del Salmista: "Questo è il giorno fatto dal Signore, rallegriamoci ed esultiamo in esso" (Ps 118(117],24).
Il Papa ha riconosciuto che l'Assemblea speciale è un avvenimento ecclesiale di fondamentale importanza per l'Africa, un kairos, un momento di grazia, in cui Dio manifesta la sua salvezza. Tutta la Chiesa è invitata a vivere pienamente questo tempo di grazia, ad accogliere e a diffondere la Buona Novella.
Destinatari e Struttura dell'Esortazione
Con questa Esortazione Apostolica post-sinodale, in comunione con l'Assemblea speciale per l'Africa del Sinodo dei Vescovi, Giovanni Paolo II desidera rivolgersi in primo luogo ai Pastori e ai fedeli cattolici, poi ai fratelli delle altre Confessioni cristiane, a quanti professano le grandi religioni monoteiste (in particolare i seguaci della religione tradizionale africana), e a tutti gli uomini di buona volontà che hanno a cuore lo sviluppo spirituale e materiale dell'Africa. Il suo pensiero si rivolge in particolare ai Vescovi, sacerdoti, diaconi, seminaristi, membri degli Istituti di vita consacrata, catechisti e tutti coloro che dedicano la loro esistenza al servizio dei fratelli, per confermarli nella fede ed esortarli a perseverare nella speranza.
L'Assemblea speciale ha esaminato il tema "La Chiesa in Africa e la sua missione evangelizzatrice verso l'anno 2000: 'Mi sarete testimoni' (At 1,8)". L'Esortazione segue questo itinerario, prendendo avvio dal momento storico del Sinodo, esaminandone obiettivi, preparazione e svolgimento. Si sofferma sull'attuale situazione della Chiesa in Africa e sulle fasi dell'impegno missionario. Affronta poi i vari aspetti della missione evangelizzatrice: l'evangelizzazione, l'inculturazione, il dialogo, la giustizia e la pace, i mezzi di comunicazione sociale. Un accenno alle urgenze e alle sfide consente di delineare i compiti del testimone di Cristo in Africa, per un efficace apporto all'edificazione del Regno di Dio, e gli impegni della Chiesa come missionaria.
I Capitoli dell'Esortazione Apostolica "Ecclesia in Africa"
L'Esortazione Apostolica "Ecclesia in Africa" è stata firmata da Giovanni Paolo II a Yaoundé (Camerun), il 14 settembre 1995, e la sua pubblicazione in terra africana ha aperto la fase celebrativa del Sinodo africano svoltosi a Roma dal 10 aprile all'8 maggio 1994. Il documento è strutturato in sette capitoli, oltre all'introduzione.
Capitolo I: Uno Storico Momento Ecclesiale
Questo capitolo descrive il Sinodo come un "avvenimento provvidenziale". Si concretizzò in una solenne professione di fede: raccolti intorno alla Tomba di Pietro, i Padri del Sinodo proclamarono la loro fede in Gesù Cristo, il Santo di Dio (Gv 6, 67-69). I Vescovi dell'Africa ribadirono la loro ferma credenza nell'onnipotenza e misericordia dell'unico Dio, manifestatesi nell'Incarnazione redentrice del Figlio di Dio. Questa fede fu manifestata con forza e unanimità, affidando il continente a Cristo, l'unico che può salvare l'Africa dalle sue difficoltà e guarirla dai suoi mali.
Inoltre, i Vescovi proclamarono pubblicamente la loro fede nell'"unica Chiesa di Cristo, che nel simbolo professiamo una, santa, cattolica e apostolica". Molti si rallegrarono nel vedere che i cattolici africani stanno assumendo sempre più responsabilità e si sforzano di comprendere cosa significhi essere cattolici e insieme africani.
La solenne inaugurazione del Sinodo avvenne nella seconda domenica di Pasqua, un clima pasquale che richiamava la risurrezione di Gesù. I Padri sinodali erano profondamente coscienti della presenza del Signore risorto. Per questo, il Sinodo è stato definito un Sinodo della risurrezione e della speranza. Giovanni Paolo II ha fatto proprie le parole del Messaggio dei Padri: "Cristo nostra speranza è risuscitato [...] noi annunciamo la speranza", esortando tutti gli Africani a superare le difficoltà e a rinvigorire la speranza in una vera liberazione.
Il Sinodo dei Vescovi è uno strumento propizio per favorire la comunione ecclesiale, promuovendo una "solidarietà pastorale organica" in tutto il territorio africano. Il tema del Sinodo, "Mi sarete testimoni" (At 1, 8), manifesta il desiderio che la Chiesa viva il tempo fino al Grande Giubileo come un "nuovo Avvento", evidenziando quanto sia viva nella Chiesa la coscienza della missione salvifica ricevuta da Cristo. Fin dall'inizio, il desiderio era che il Sinodo fosse autenticamente africano, ma in piena comunione con la Chiesa universale, ispirando preghiere e buone opere in tutto il mondo.
Sinodalità: le scelte conciliari
Capitolo II: La Storia dell'Evangelizzazione nel Continente
Questo capitolo ripercorre la storia dell'evangelizzazione in Africa, partendo dai primi secoli cristiani fino allo slancio missionario dei secoli più recenti. Il Papa rende un fervido omaggio ai missionari, il cui impegno ha portato la fede in molte regioni del continente. Viene richiamata l'intuizione di Daniele Comboni, che nel suo "Piano per la rigenerazione dell'Africa" promosse la "conversione dell'Africa per mezzo dell'Africa", un'idea ripresa da Paolo VI nel 1969 invitando gli Africani ad essere missionari di loro stessi. La finalità dell'evangelizzazione è di educare cittadini onesti e leali, promuovere una sana libertà, la giustizia sociale e la pace.
Capitolo III: L'Evangelizzazione e l'Inculturazione
Incentrato sui temi prioritari dell'evangelizzazione e dell'inculturazione, questo capitolo riprende la consegna di Cristo: "Sarete miei testimoni" (At 1,8). Il Santo Padre ribadisce che l'inculturazione "comprende una duplice dimensione: da una parte, l'intima trasformazione degli autentici valori culturali mediante l'integrazione nel cristianesimo e, dall'altra, il radicamento del cristianesimo nelle varie culture".
Giovanni Paolo II ha lanciato con coraggio il grande progetto di una nuova evangelizzazione dell'Africa, proponendo il senso del cristianesimo per l'Africa del nostro tempo, che affronta una crisi profonda e richiede una vera ricostruzione. Già nel 1980, ai giovani della Costa d'Avorio, raccomandò di custodire le proprie radici africane e salvaguardare i valori della loro cultura, come il rispetto della vita, la solidarietà familiare, la deferenza verso gli anziani, il senso dell'ospitalità, per elaborare un modello originale e tipicamente africano.
Il lavoro dell'Assemblea sinodale ha dato visibilità al successo di una prima fase dell'annuncio del Vangelo in Africa, pur senza velare le debolezze storiche e politiche. Da questa constatazione nasceva la prospettiva di andare oltre, scendere in profondità. L'urgenza è di ricollegare strettamente l'Africa alla Missione, non più come attività missionaria del passato, ma come coscienza di un annuncio e una trasformazione ancora non pienamente attuati. La missione è un vincolo di carità che unisce le Chiese, rendendole sollecite dell'annuncio del Vangelo ovunque, ma in modo privilegiato dove non è ancora giunto pienamente.
La missione si attua nei contesti dell'umanità, visualizzandosi nella storia umana, seguendo le orme di Cristo che si è fatto carne. L'Esortazione insiste sul bisogno di vicinanza e condivisione della "fatica di vivere" in Africa, poiché "l'uomo ferito deve ritrovare tutte le risorse della propria umanità. I figli e le figlie dell'Africa hanno bisogno di presenza comprensiva e di sollecitudine pastorale". L'approccio missionario non può partire da complesse teologie, ma da un atteggiamento di condivisione della filosofia dei popoli africani e delle necessità vitali delle persone, riconoscendo i segni che rinviano al mistero di Dio e della vita.
Nelle religioni tradizionali africane, la vita, la sua sacralità e il rispetto ad essa dovuto rivestono un'importanza fondamentale. Mons. Peter Sarpong afferma che "Per l'africano la vita è sacra, bisogna viverla, deve essere comunicata, essere felice, lunga, condivisa e rispettata". Il Papa è profondamente convinto che "L'Africa non è votata alla morte, ma alla vita... È dunque necessario che la nuova evangelizzazione sia centrata sull'incontro con la persona vivente di Cristo". Compito facilitato dal fatto che l'africano crede in Dio creatore. Solo gli Africani possono elaborare un vero progetto missionario credibile, attuando le parole di Paolo VI: "Africani, voi siete ormai missionari di voi stessi".

Capitolo IV: Le Sfide Attuali e la Dignità della Famiglia
Questo capitolo si colloca nella prospettiva del terzo millennio cristiano e presenta alcune "sfide attuali" alle quali la Chiesa in Africa deve far fronte. Sottolinea la dignità della famiglia, definita "pilastro su cui è costruito l'edificio della società". I profondi mutamenti politici, economici e ideologici degli ultimi cinquant'anni hanno avuto molteplici riflessi nelle culture locali e nelle religioni. L'Africa ha colto le potenzialità offerte dalla conoscenza tecnico-scientifica e dal progresso, ma questi non sono stati pienamente assimilati per una nuova visione di sé, creando una profonda dicotomia tra il bisogno di vivere nel presente e la ricerca di ragioni profonde nel passato.
Capitolo V: "Mi sarete testimoni in Africa"
In questo capitolo, Giovanni Paolo II passa in rassegna i vari operatori dell'evangelizzazione, evidenziandone l'impegno primario della testimonianza mediante la santità personale, aperta all'assimilazione di ogni sano valore della società in cui si vive. Nonostante l'esuberanza religiosa, il cristianesimo non è ancora divenuto l'anima dell'Africa a causa di divisioni e forme di sincretismo. La vita, per l'africano, passa attraverso il dialogo e il contatto personale, e il cristianesimo deve trascendere il "mondo dell'apparire europeo" per radicarsi nell'"essere africano".
Capitolo VI: Edificare il Regno di Dio
Questo capitolo si sofferma sulla necessaria promozione della giustizia e della pace oggi in Africa, ribadendo l'urgente ruolo profetico della Chiesa per la difesa dei diritti umani. Vengono ricordati i problemi più gravi che affliggono il continente: i giovani senza futuro, il flagello dell'AIDS, le malattie, le tragedie di tante guerre che provocano sofferenze inaudite. Il Papa invita a fermare il nefasto commercio delle armi e a trovare soluzioni alle gravissime necessità dei rifugiati, senza dimenticare la questione del debito internazionale, estremamente gravoso in quasi tutto il continente.
Il Sinodo ha permesso alla Chiesa d'Africa di mostrare la maturità raggiunta, di riflettere collegialmente sulla propria vita, di valutare oggettivamente il secolo di evangelizzazione trascorso e di voler prendere il proprio posto nella Missione della Chiesa apportandovi il profilo del proprio volto africano. Tra i temi trattati vi erano l'evangelizzazione, l'inculturazione, il dialogo interreligioso, la giustizia e la pace, le comunicazioni sociali, la nozione della Chiesa - Famiglia di Dio e la formazione degli agenti dell'evangelizzazione.
Capitolo VII: Una Prospettiva Missionaria Allargata
Il Papa sottolinea l'urgenza di una "solidarietà pastorale organica" su scala continentale, al di là dei confini delle singole diocesi o nazioni. L'Esortazione invita il Popolo di Dio in Africa a prepararsi risolutamente all'ingresso nel terzo millennio cristiano, impegnandosi nella realizzazione degli orientamenti presentati nel documento.
L'Eredità di "Ecclesia in Africa" e il Secondo Sinodo
Il Processo Post-Sinodale e "Africae Munus"
Al decimo anniversario dalla conclusione del Sinodo africano, Giovanni Paolo II espresse il desiderio di approfondire tale esperienza. Nel 2004, riconobbe che era giunto il tempo di passare dall'attuazione dell'Ecclesia in Africa alla convocazione di un altro Sinodo. Papa Benedetto XVI confermò il progetto, convocando il 22 giugno 2005 la "seconda Assemblea Speciale per l'Africa del Sinodo dei Vescovi" sul tema: "La Chiesa in Africa al servizio della riconciliazione, giustizia e pace".
L'Assemblea mirava a dare "alla Chiesa di Dio nel Continente africano un nuovo impulso carico di speranza e di carità evangelica". L'Esortazione Apostolica Postsinodale Africae Munus, redatta da Benedetto XVI nel 2011, è il documento basato sulle 57 Proposizioni finali di questo secondo Sinodo. Essa esamina le strutture portanti della missione ecclesiale per giungere alla riconciliazione, giustizia e pace, e indica i campi di apostolato della Chiesa (educazione, salute, comunicazione sociale). Africae Munus è collegata a "Ecclesia in Africa", da cui riprende soprattutto l'idea di Chiesa famiglia di Dio, e ad altri documenti come "Verbum Domini" e i Lineamenta per la Nuova Evangelizzazione.
Identità e Missione della Chiesa-Famiglia di Dio
Il primo Sinodo, considerando la Chiesa come testimone e famiglia di Dio, aveva affrontato il tema dell'identità e della natura della Chiesa. L'immagine della Chiesa-Famiglia di Dio descrisse la comunione come natura e identità fondamentale della Chiesa. Nel secondo Sinodo, la Chiesa in Africa ha riconosciuto una tensione dialettica tra identità e missione, realizzando il suo carattere storico e rispondendo alla sua vera identità nella misura in cui promuove una Chiesa africana e una società come una vera famiglia: una famiglia riconciliata ben oltre i legami tribali ed etnici, le distinzioni razziali e i pregiudizi di genere.
La Chiesa-Famiglia di Dio si è resa conto che il suo compito è creare "famiglia" e "fratellanza", incarnandosi nelle comunità cristiane, nella società umana e nella storia. La Chiesa in Africa deve essere la forma storica della famiglia di Dio, cioè il Regno di Dio nel continente, facendo germogliare ovunque la giustizia e i valori del Regno. L'invito ai cristiani africani è a vivere la propria natura nella situazione storica e concreta del continente, promuovendo riconciliazione, giustizia e pace.
Pastoralità e Giustizia Sociale
L'immagine e l'identità della Chiesa come testimone e famiglia di Dio non possono essere una mera affermazione, ma devono generare missione e attività. Il compito dei Vescovi è trasformare la teologia in un servizio pastorale molto concreto, applicando le grandi visioni della Sacra Scrittura e della Tradizione. È fondamentale, tuttavia, non confondere la "pastorale" con la "politica".
La comunione, secondo il modo della vita Trinitaria, è la vita della Chiesa e della società umana. Essa si basa sulla giustizia; quando la giustizia viene rispettata, c'è la pace. Quando i rapporti sono infranti, la riconciliazione li ripara. Il Sinodo ha preferito vedere i suoi pastori e i suoi fedeli come servitori dello Spirito Santo, impegnati nella società per la riconciliazione, la giustizia e la pace, alla maniera dei pastori e degli anziani di una famiglia. Sebbene il tema del II Sinodo avesse a che fare con questioni di giustizia sociale, non è principalmente solo un tema sociologico o politico.
Sfide e Orizzonti per l'Africa Oggi
Luci e Ombre del Continente Africano
Il Cardinale Francis Arinze ha parlato di "un impegno ecclesiale generalmente nascosto agli occhi del pubblico" riguardo al lavoro dei Consigli Speciali. Dal lato positivo, si nota la dinamica attività missionaria in Africa, sia da parte di missionari esteri che degli africani stessi. Si osservano la nascita del Sud Sudan, la pace in Angola e Mozambico, un'Unione Africana più funzionale, la promozione della donna africana e l'aumento delle relazioni diplomatiche della Santa Sede con gli Stati africani.
Dal lato negativo, persistono denutrizione, il deterioramento generalizzato della qualità della vita, il montare del debito internazionale, guerre fratricide alimentate da un traffico d'armi senza scrupoli, e la sofferenza di profughi e rifugiati. Il Darfur continua a soffrire, si parla di milioni di persone uccise nell'Est Congo, e flagelli come l'AIDS, la malaria e la tubercolosi mietono molte vite.

Il Ruolo dei Consigli Speciali Continentali
I Consigli Speciali continentali hanno il compito di portare avanti i lavori di ciascuna Assemblea Speciale in tre fasi principali: la preparazione dell'Assise sinodale, con la redazione dei lineamenta e dell'Instrumentum laboris; la raccolta e messa in ordine del materiale dei lavori sinodali, in vista della pubblicazione dell'Esortazione firmata dal Papa; e la promozione dell'applicazione dell'Esortazione nei vari Paesi, con la raccolta di informazioni su iniziative pastorali, teologiche ed ecclesiali. Queste assemblee hanno contribuito a comprendere meglio il ruolo di tali Consigli nel dinamismo ecclesiale.
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