Profilo e Contributi del Prof. Giancarlo Isaia

Il Prof. Giancarlo Isaia rappresenta una figura di spicco nel panorama medico-scientifico italiano, con una carriera dedicata alla ricerca, all'insegnamento e alla pratica clinica in settori cruciali come la geriatria e le malattie metaboliche dell'osso. La sua attività si estende dalla formazione universitaria alla leadership in importanti istituzioni mediche, fino alla divulgazione scientifica attraverso pubblicazioni e opere.

Foto ritratto del Prof. Giancarlo Isaia

Formazione Accademica e Carriera Professionale

Il percorso accademico del Prof. Giancarlo Isaia è iniziato con la laurea in Medicina e Chirurgia nel 1972 presso l’Università degli Studi di Torino. Successivamente, ha proseguito la sua specializzazione presso lo stesso ateneo, conseguendo titoli in Endocrinologia nel 1975, in Medicina Interna nel 1980 e in Medicina Nucleare nel 1983.

La sua carriera professionale ha avuto inizio nel 1973, quando è stato Assistente Straordinario presso il Pronto Soccorso di Medicina dell’Ospedale Molinette di Torino fino al 1974, per poi ricoprire il ruolo di Contrattista Universitario dal 1974 al 1980. Ha continuato la sua ascesa accademica come Ricercatore Universitario Confermato fino al 1991 ed è stato Professore Associato di Medicina Interna fino al 2004. Attualmente, il Prof. Isaia è Professore Ordinario di Medicina Interna e Geriatria presso l’Università di Torino e Direttore della Sezione di “Geriatria e Malattie Metaboliche dell’osso” presso l’Ospedale Molinette della Città della Salute e della Scienza di Torino, dove un'unità dedicata alla Geriatria e Malattie Metaboliche dell'osso universitaria è stata attivata il 27 marzo 2017.

Ruoli di Leadership e Attività Istituzionale

L'impegno del Prof. Isaia si manifesta anche attraverso importanti incarichi di leadership in società scientifiche e accademie. Dal 2011, è stato Vice e poi anche Presidente Nazionale della Società Italiana dell’Osteoporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro (SIOMMMS), ruolo che ha assunto in seguito alla votazione del nuovo consiglio direttivo al termine del XIII congresso nazionale della SIOMMMS a Bologna. Questa società scientifica riunisce gli specialisti dell’osteoporosi, del metabolismo minerale e delle malattie dello scheletro. Inoltre, il Prof. Giancarlo Isaia guida l’Accademia di Medicina dell’Università di Torino, un'istituzione culturale storica che, fin dai tempi del Regno sardo, ha rappresentato un autorevole organo di consulenza dei Governi in ordine alla sanità pubblica, e che oggi è un punto di riferimento importante nell’ambito della ricerca scientifica e della conoscenza medica in Italia.

Infografica sulla struttura e la missione della SIOMMMS o dell'Accademia di Medicina di Torino

Ricerca Scientifica e Pubblicazioni

Gli studi sviluppati dal Prof. Isaia nel corso della sua carriera accademica hanno toccato inizialmente la neuroendocrinologia, per poi concentrarsi sul metabolismo minerale. Le sue ricerche sono state condotte sia sul versante clinico, esplorando l'epidemiologia, la terapia e la diagnosi delle principali malattie metaboliche dell’osso, sia su quello biologico (cellulare ed immunologico) relativamente ad alcune importanti affezioni del medesimo settore. L'incremento della popolazione anziana, non solo in Italia, determina la crescita delle fratture da fragilità: nel 2050, solo quelle di femore saranno 6,3 milioni nel mondo, evidenziando l'importanza di queste ricerche.

Il suo vasto contributo alla scienza è testimoniato dalla pubblicazione di 459 lavori in extenso. Tra le tematiche affrontate e gli ambiti di ricerca si annoverano la scoperta di nuove molecole per la cura dell'osteoporosi e delle metastasi ossee, l'attenzione alle malattie rare dello scheletro e l'elaborazione di diagnosi e prescrizioni corrette per proteggere i pazienti dal rischio di nuove fratture, obiettivi delle nuove linee guida in materia. Inoltre, è stata posta l'attenzione sulla Giornata Mondiale dell’Osteoporosi come momento di sensibilizzazione.

L'Esperienza COVID-19 e le Riflessioni sulla Sanità

Durante la pandemia da COVID-19, il Prof. Isaia ha espresso importanti riflessioni sull'emergenza sanitaria. Ha sottolineato come la pandemia abbia colto alla sprovvista tutti i sistemi sanitari del mondo, causando notevoli disastri a causa della mancanza di conoscenza sulla violenza e l'aggressività del nuovo agente patogeno. La ricerca scientifica, orientata principalmente verso la sintesi di anticorpi specifici e la produzione di un vaccino, non ha fornito sufficienti conoscenze immediate sulle caratteristiche fisiopatologiche della malattia, sui meccanismi che ne favoriscono l’aggressione alla specie umana, sui target per un trattamento farmacologico e sulle caratteristiche immunologiche del virus. Questo ha reso problematiche le strategie difensive, limitate principalmente a misure di distanziamento fisico e igiene individuale.

In questo contesto, il Prof. Isaia e il suo team hanno proposto spunti di riflessione sull’opportunità di compensare una situazione epidemiologica molto diffusa in Italia, l'ipovitaminosi D, ponendo interrogativi sul suo possibile ruolo nello sviluppo della pandemia. Nonostante alcune accuse di diffondere fake news, recenti dati scientifici sembrano accreditare questa ipotesi, pur non essendone ancora arrivati alla definitiva dimostrazione, confermando la carenza di vitamina D come fattore di rischio per infezione Covid-19. Riguardo alla vaccinazione, il Prof. Isaia la considera uno strumento importante per contenere la pandemia, ritenendo necessaria la vaccinazione di gran parte della popolazione, con particolare riferimento agli individui a maggior rischio come gli anziani fragili, i pazienti con patologie croniche, le persone che vivono in comunità e gli operatori sanitari.

Sul piano psicologico, ha riconosciuto che i provvedimenti assunti per contenere la pandemia hanno avuto pesanti effetti collaterali, soprattutto negli anziani e nei bambini. In particolare, ha definito inaccettabile la chiusura delle scuole con la finalità di impedire ai bambini di infettare i nonni.

In un'analisi più ampia sulla sanità in Italia, il Prof. Isaia ha descritto un sistema "a scacchiera": se da un lato il sistema ospedaliero è tra i primi al mondo, l’assistenza territoriale presenta numerose carenze di tipo organizzativo e gestionale, le cui negative conseguenze si sono chiaramente evidenziate durante la pandemia.

Grafico o infografica sull'incidenza dell'ipovitaminosi D in Italia o le fasce di popolazione più a rischio per COVID-19

"Invecchiare senza invecchiare": Il Volume del Professor Isaia

Il Prof. Giancarlo Isaia è autore del volume "Invecchiare senza invecchiare", pubblicato da Pacini Editore. Il libro nasce dalla sua lunga esperienza clinica e dall'osservazione che la popolazione generale, e in particolare gli anziani, non ha ben chiara la concreta possibilità di prevenire numerose malattie tipiche dell’età avanzata o almeno di attenuarne le conseguenze. L'opera è il frutto di un'autentica sfida culturale, data la crescente percentuale di anziani nella società e la necessità di attivarsi individualmente per contrastare o arginare le conseguenze di un invecchiamento difficile da gestire anche a livello economico.

Scritto in una lingua accessibile a tutti, priva di tecnicismi ma attenta a spiegare con chiarezza il contenuto scientifico, il libro illustra le più comuni malattie dell’età avanzata e risponde alle domande più frequenti che i pazienti rivolgono ai medici. L'obiettivo principale è far conoscere l'origine delle malattie e i loro segni più precoci, ma soprattutto far capire che queste patologie possono essere prevenute, rallentate nella loro evoluzione e persino debellate. Il Prof. Isaia sottolinea che, sebbene ciascuno conti su un patrimonio genetico in gran parte immodificabile, studi su gemelli identici separati alla nascita dimostrano come l'ambiente agisca a livello epigenetico, modificando i caratteri degli individui. Questo significa che il destino di salute scritto nei nostri geni può essere affrontato: è possibile essere predisposti a rischi come diabete, infarto o tumore al polmone, ma con un comportamento adeguato si possono rallentare e allontanare. Ad esempio, "accendere qualche sigaretta di meno, fare alcuni piani di scale a piedi in più e proporre ai nostri bambini un modello di alimentazione più sano" sono azioni concrete con un impatto significativo.

Il volume è strutturato in tre parti: nella prima vengono descritte le sindromi geriatriche, dopodiché si passa alle più comuni patologie dell’anziano per concludere infine con i comportamenti di prevenzione. Per la stesura dei testi, il Prof. Isaia si è avvalso della collaborazione dei medici in formazione della Scuola di Specializzazione di Geriatria dell’Università di Torino, ribadendo che conoscere le principali malattie croniche e degenerative, nonché i processi che le favoriscono o ne ostacolano la comparsa e la progressione, rappresenta la premessa essenziale per ottenere concreti risultati nell’ambito della prevenzione. Tutto il ricavato del libro è destinato a favore della ricerca scientifica per la Medicina dell’invecchiamento. Il Prof. Isaia conclude affermando che, se è vero che la vecchiaia predispone alla malattia, non è di per sé una malattia e il paziente anziano può dirsi in buona salute quando mantiene a lungo una condizione di autosufficienza.

Copertina del libro

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