In occasione della memoria liturgica di San Francesco Saverio, patrono delle Missioni, insieme a Santa Teresa di Lisieux, si celebra la Giornata Missionaria Sacerdotale. Questa ricorrenza annuale rappresenta un momento prezioso per riflettere sull'impegno missionario e per ringraziare coloro che si dedicano a questa causa.
La figura di San Francesco Saverio, esempio di generosità e coraggio, è particolarmente attuale nel nostro tempo. La fede, infatti, non può più essere data per scontata, poiché la società odierna tende a dare più credito alle voci del mondo che al Vangelo. Ci troviamo, pertanto, in una vera e propria terra di missione, e dai grandi santi impariamo il dono di noi stessi, generando collaboratori per il Regno.
In questo contesto, è fondamentale approfittare di ogni occasione di incontro per far trasparire la bellezza nascosta in Gesù, promuovendo un lavoro di squadra in cui le comunità si sentano corresponsabili dell'annuncio evangelico. A noi spetta il compito di sensibilizzare i fedeli a uno stile missionario.

San Francesco Saverio: Un Esempio di Vita Missionaria
Nato nel 1506 nel castello di Xavier, vicino a Pamplona, da una nobile famiglia, Francesco Saverio intraprese gli studi a Parigi nel 1525. Qui conobbe Pierre Favre e Ignazio di Loyola, con i quali, il 15 agosto 1534, pronunciò i voti privati di povertà, castità e di recarsi in Terra Santa per convertire gli infedeli. Questa scelta segnò l'inizio della sua straordinaria avventura missionaria.
Dopo un periodo a Venezia e a Roma, Francesco si trasferì a Lisbona nel 1540. Qui, in attesa di imbarcarsi per la Terra Santa, si dedicò alla predicazione e all'assistenza ai prigionieri. Nel 1542 arrivò a Goa, in India, dove iniziò immediatamente la sua opera evangelizzatrice, predicando, visitando i malati e i lebbrosi, e scegliendo l'ospedale come dimora.
La sua missione lo portò a istruire nuovamente nella fede comunità già convertite ma rimaste senza pastori, battezzare i fedeli e preparare catechisti. Raggiunse la costa occidentale delle Indie, dove in soli due mesi battezzò circa 10.000 persone. Nel 1547, sentì parlare del Giappone e, nonostante le difficoltà, riuscì a raggiungerlo nel 1549, iniziando l'evangelizzazione a rischio della propria vita.

Il desiderio di evangelizzare la Cina lo condusse sull'isola di Shangchuan nel 1552. Purtroppo, sfinito dalle fatiche, morì il 3 dicembre dello stesso anno, all'età di 46 anni. La sua opera fu riconosciuta con la beatificazione nel 1619 e la canonizzazione nel 1622. Fu proclamato Patrono dell'Oriente, dell'Opera della propagazione della fede e, insieme a Santa Teresa di Lisieux, Patrono di tutte le Missioni.
La Missionarietà Oggi: Sfide e Opportunità
La Giornata Missionaria Sacerdotale è un'occasione per riflettere su come i luoghi e i criteri della missione siano profondamente cambiati. L'Europa, un tempo centro di invio di missionari, oggi affronta un processo di scristianizzazione, mentre missionari stranieri portano un annuncio evangelico fresco e autentico sul nostro territorio.
La sfida principale della cultura occidentale risiede nell'astrattezza dei messaggi, che spesso risultano teorici e poco incarnati. Per i sacerdoti diocesani, vivere la missionarietà oggi significa restituire sostanza all'evento dell'incarnazione, riscoprendo la bellezza della fede come dono e incontro che amplia la vita verso un dono d'amore.
La fede ci porta a leggere il Vangelo non come legge, ma come un amore che si china sull'uomo, offrendo verità e gioia. La Giornata Missionaria Sacerdotale, come quella celebrata a Taranto, è stata un'occasione per approfondire la comunione ecclesiale, riflettendo sui temi del Convegno Ecclesiale Italiano e sull'importanza della chiesa in uscita missionaria, come sottolineato da Papa Francesco.
Ottobre missionario - La testimonianza di suor Julienne
Questi momenti di riflessione sono spesso accompagnati da momenti di festa e condivisione comunitaria, che rendono palpabile il senso di appartenenza e rafforzano lo spirito missionario.